86,626 research outputs found

    Defining and identifying communities in networks

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    The investigation of community structures in networks is an important issue in many domains and disciplines. This problem is relevant for social tasks (objective analysis of relationships on the web), biological inquiries (functional studies in metabolic and protein networks), or technological problems (optimization of large infrastructures). Several types of algorithms exist for revealing the community structure in networks, but a general and quantitative definition of community is not implemented in the algorithms, leading to an intrinsic difficulty in the interpretation of the results without any additional nontopological information. In this article we deal with this problem by showing how quantitative definitions of community are implemented in practice in the existing algorithms. In this way the algorithms for the identification of the community structure become fully self-contained. Furthermore, we propose a local algorithm to detect communities which outperforms the existing algorithms with respect to computational cost, keeping the same level of reliability. The algorithm is tested on artificial and real-world graphs. In particular, we show how the algorithm applies to a network of scientific collaborations, which, for its size, cannot be attacked with the usual methods. This type of local algorithm could open the way to applications to large-scale technological and biological systems

    Recent Advances in Smellscape Research for the Built Environment

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    The interrelationships between humans, smells and the built environment have been the focus of increasing numbers of research studies in the past ten years. This paper reviews these trends and identifies the challenges in smellscape research from three aspects: methodological approaches, artistic design interventions and museum practices, and odour policy making. In response to the gaps and challenges identified, three areas of future research have also been identified for this field: smell archives and databases, social justice within odour control and management, and research into advanced building materials. [Abstract copyright: Copyright © 2021 Xiao, Aletta, Radicchi, McLean, Shiner and Verbeek.

    LE GRANDI IMPRESE IN TOSCANA FRA LEADER LOCALI E GLOBAL PLAYER

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    Nel panorama toscano le imprese di medio-grandi dimensioni costituiscono una realtà non molto diffusa, spesso trascurata dall’analisi che preferisce concentrare maggiormente l’attenzione sull’insieme delle PMI localizzate nei sistemi produttivi locali. Questi due mondi sono stati a lungo considerati come separati, quasi contrapposti nell’analisi e nell’interpretazione dei processi di sviluppo economico. Le tendenze in atto mostrano, invece, punti di contatto e di relazione che investono in primo luogo i cosiddetti settori tradizionali, ma che riguardano anche comparti tecnologici ed innovativi, ovviamente in forme diverse. La crescente complessità ambientale e le nuove sfide concorrenziali stanno infatti modificando i comportamenti imprenditoriali e la natura dei rapporti di lavoro: come tutte le trasformazioni in corso non è facile delinearne un quadro interpretativo ben definito. Tuttavia il processo di cambiamento sembra andare in una direzione che esalta più gli elementi di complementarità che di sostituzione tra il tessuto delle piccole imprese e la presenza di imprese leader operanti in regione. La presente analisi delle imprese leader operanti in Toscana vuole essere un tentativo per cercare di ricollegare queste due aree di ricerca, approfondendo alcuni temi (il lavoro, l’innovazione, le relazioni con l’indotto) dove “logica d’impresa” e “logica di sistema” si incontrano. Per far questo il lavoro procede su due fronti. Anzitutto cerca di chiarire a livello teorico alcune delle ambiguità definitorie riguardanti i concetti cardine per la ricerca (“le nuove dimensioni della concorrenza”, il concetto di impresa “leader”, l’espressione “flessibilità del lavoro”). Procede poi ad alcune verifiche empiriche approfondendo le recenti dinamiche imprenditoriali sia attraverso l’analisi di data base esistenti (dati Centrale dei Bilanci, dati Osservatorio sulle Grandi Aziende, dati Istat, altri archivi Irpet), sia attraverso i risultati di una ricerca condotta su un campione di imprese leader operanti in Toscana. Tradizionalmente le imprese leader sono considerate pressoché coincidenti con l’insieme delle grandi imprese. Negli ultimi anni alla definizione di impresa leader prevalentemente basata sulla dimensione aziendale e/o di gruppo se ne sono affiancate altre che fanno riferimento alle diverse fonti del vantaggio competitivo aziendale: da un lato si sottolinea maggiormente la particolare natura del rapporto che lega un’impresa focale ad altre imprese all’interno di ampie organizzazioni a rete (le cosiddette imprese “guida” di network interaziendali), dall’altro, ci si riferisce alle capacità delle imprese di essere competitive sul vasto mercato globale attraverso una elevata identità di marchio (le cosiddette imprese “global player” o “global competitor”). Le due forme non sempre coincidono, anche se molte imprese sono assegnabili sia all’una che all’altra definizione. Queste realtà aziendali presentano spesso elevate relazioni con i sistemi settoriali e territoriali presenti in Toscana; le piccole imprese, radicate nei diversi cluster presenti in regione, pur avendo spesso una visibilità sul mercato globale dei consumatori finali e dei produttori molto ridotta, raggiungono livelli di attività e di occupazione elevati grazie ai rapporti di collaborazione che instaurano con le imprese leader e/o global competitors e finiscono così con lo sviluppare una forte dipendenza dalle vicende e dalle decisioni prese da queste ultime. Direttamente o indirettamente, quindi, le strategie delle imprese leader hanno ampi effetti sui livelli occupazionali, sul funzionamento del mercato del lavoro, sulle qualificazioni e sui percorsi professionali e formativi delle risorse umane che vengono a confronto con queste realtà aziendali e che, complessivamente considerate, costituiscono una quota significativa dell’occupazione regionale. L’obiettivo generale di questa ricerca è quindi quello di approfondire la natura e i comportamenti delle imprese leader operanti in Toscana. A tal fine si prova a rispondere ad alcuni interrogativi, tra cui ne segnaliamo quattro principali. 1) Che cosa è un’impresa leader (IL). Esiste una definizione generale largamente condivisa di IL oppure si tratta di un concetto relativo? Una volta individuato un criterio di analisi dell’IL è possibile individuare delle precise variabili identificative? 2) Qual è l’impatto delle nuove dimensioni della concorrenza sui caratteri strutturali e sui comportamenti strategici delle IL operanti in Toscana? 3) I recenti cambiamenti quali implicazioni hanno a livello di strutture organizzative e di dinamiche della forza lavoro? 4) Quale sistema di relazioni lega queste imprese al territorio regionale? La struttura del lavoro si articola in quattro parti. Nel capitolo 1, si definiscono i fenomeni affrontati nella ricerca e si cerca di circoscriverli rispetto alla specificità delle imprese leader. In particolare si focalizza l'attenzione su due aspetti: da un lato si cerca di individuare tra i diversi elementi dell’attuale complessità ambientale quali sono i fattori di cambiamento (le “nuove dimensioni della concorrenza”) che più incidono nel modificare i modelli di impresa e i comportamenti imprenditoriali, dall’altro, si analizzano quali sono le implicazioni nei comportamenti organizzativi e nei rapporti di lavoro. Nel capitolo 2 si tenta una definizione di impresa leader e di global competitor sulla base di una breve disamina della letteratura sull’argomento; si cerca altresì di individuare alcune loro variabili identificative per impostare la successiva fase di verifica empirica. Nel capitolo 3 si effettua una preliminare identificazione del campione di imprese sul quale poi condurre l’indagine diretta attraverso interviste approfondite. Si analizzano la consistenza, le caratteristiche e l’evoluzione di medio periodo delle imprese leader sulla base dei dati e degli indicatori disponibili a partire da archivi esistenti. Si individuano inoltre anche alcuni incroci settori-territorio all’interno dei quali selezionare i casi di approfondimento (casi di studio). Nel capitolo 4 si riportano i risultati della ricerca sul campo svolta attraverso interviste dirette a circa 50 imprese sulla base di un questionario semistrutturato. I risultati acquisiti consentiranno anche l’approfondimento di un numero limitato, ma significativo, di casi settoriali-territoriali sia nell’ambito dei settori tradizionali che di quelli ad alta tecnologia. Chiude il lavoro un capitolo di riflessioni di sintesi in cui si commentano le implicazioni del cambiamento su tre versanti: strategie aziendali, relazioni di lavoro, rapporto impresa-territorio. Lorenzo Zanni è coautore dei seguenti capitoli: 1 (insieme a F. Bortolotti), 2 (insieme ad A. Gambardella), 3 (insieme ad A. Gambardella e F. Bortolotti), delle considerazioni di sintesi (a cura di tutti gli autori del volume)

    Evolution of optimal Lévy-flight strategies in human mental searches

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    Recent analysis of empirical data [ Radicchi, Baronchelli and Amaral PloS ONE 7 e029910 (2012)] showed that humans adopt Lévy-flight strategies when exploring the bid space in online auctions. A game theoretical model proved that the observed Lévy exponents are nearly optimal, being close to the exponent value that guarantees the maximal economical return to players. Here, we rationalize these findings by adopting an evolutionary perspective. We show that a simple evolutionary process is able to account for the empirical measurements with the only assumption that the reproductive fitness of the players is proportional to their search ability. Contrary to previous modeling, our approach describes the emergence of the observed exponent without resorting to any strong assumptions on the initial searching strategies. Our results generalize earlier research, and open novel questions in cognitive, behavioral, and evolutionary sciences

    Solvent dependent iodide oxidation in metal-halide perovskite precursor solutions

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    Solar cell absorbing layers made of metal-halide perovskites (MHPs) are usually deposited from solution phase precursors, which is one of the reasons why these materials received huge research attention in the last few years. A detailed knowledge of the solution chemistry is critical to understand the formation of MHP thin films and thus to control their optoelectronic properties and the reproducibility issues that usually affect their synthesis. In this regard, the concentration of triiodide, I-3(-), is one factor known to have an influence on regulating important aspects such as the particle size in the solution and the defect concentration in the film. In this study, we highlight an underestimated source of I-3(-), namely the iodide salt solutions ubiquitously employed in MHP synthetic routes, which not only lead to the formation of I-3(-) but also detracts available I- for the MHP synthesis, thus establishing under-stoichiometric conditions. Particularly, we show how the oxidation of I- to I-3(-) changes in time with both the iodide salt counter-cation (K+, CH3NH3+) and the used solvent, meaning that variable quantities of I-3(-) are found depending on the synthesis conditions, with enhanced oxidation found in the gamma-butyrolactone (GBL) solvent. Though these differences are generally small, we shed light on a hidden and ever-present reaction which is likely to be related to the overall processing quality of MHP thin films
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