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    De Rossi (Giovanni Maria). Bovillae

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    Fontaine Paul. De Rossi (Giovanni Maria). Bovillae. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 58, fasc. 3, 1980. Langues et littératures modernes — Moderne taal- en letterkunde. p. 681

    De Rossi (Giovanni Maria). Bovillae

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    Fontaine Paul. De Rossi (Giovanni Maria). Bovillae. In: Revue belge de philologie et d'histoire, tome 58, fasc. 3, 1980. Langues et littératures modernes — Moderne taal- en letterkunde. p. 681

    Título: De Republica Hebraeorum libri VII

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    Marca de la Societá Tipografica Bolognese en portSign.: [cruz latina]\p4\s, A-X\p8\s, Y\p2\

    Kiri Antonio Pochini'le

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    Rossi, Giovanni Gherardo de, 1754-1827, itaalia luuletaj

    Recensione di: L. Claire, Marc-Antoine Muret lecteur de Tacite. Éditer et commenter les Annales à la Renaissance, Genève, Droz, 2022

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    Muret, grande oratore nella Roma della Controriforma e docente alla Sapienza, è stato uno dei protagonisti della riscoperta di Tacito, autore trascurato fino al pieno XVI secolo a favore di altri storici romani quali Livio, Sallustio e Valerio Massimo. Muret ottiene di tenere corsi universitari sugli Annales negli anni Sessanta del Cinquecento. Al contempo si dedica alla analisi filologica del testo, in vista della edizione critica dell'opera di Tacito, che sarà poi compiuta da Giusto Lipsio, in qualche modo allievo e seguace di Muret.Muret, a great orator in Counter-Reformation Rome and lecturer at the Sapienza University, was one of the leading figures in the rediscovery of Tacitus, an author neglected until the middle of the 16th century in favour of other Roman historians such as Livy, Sallust and Valerius Maximus. Muret obtained a university lectureship on the Annales in the 1660s. At the same time, he devoted himself to the philological analysis of the text, with a view to the critical edition of Tacitus' work, which was later to be completed by Justus Lipsius, somewhat of a pupil and follower of Muret

    "Delle viziose maniere del difender le cause nel foro" di G.A. Di Gennaro: prassi forense ed eloquenza giudiziaria nella Napoli di metà Settecento

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    Giuseppe Aurelio Di Gennaro, avvocato e magistrato tra i più in vista nella Napoli di metà Settecento, è esponente della corrente neo-umanistica che, in contrasto con le prime manifestazioni dell’illuminismo giuridico, fa affidamento sulla cultura giuridica del ceto forense per una rifondazione del diritto, invece di aver fiducia in una riforma prodotta dalla promulgazione di nuove leggi da parte del sovrano. L’autore rivolge nel trattato «Delle viziose maniere del difender le cause nel foro» tutta la sua attenzione al foro e alla attività dell’avvocato, poiché vede nella difesa che l’avvocato assicura al cliente nel processo il fulcro della tutela dei diritti di ciascuno e nel processo il centro della vita giuridica. In questa prospettiva, Di Gennaro individua nella prassi corrente dieci difetti nel modo di condurre la causa e indica i possibili rimedi, dando la massima attenzione all’eloquenza forense, per mezzo della quale l’avvocato persuade il giudice e ottiene la vittoria nel giudizio.Giuseppe Aurelio Di Gennaro, one of the best known lawyers and judges in mid-eighteenth century Naples, represents the neo-Humanistic movement which, in contrast with early manifestations of juridical Illuminism, re-established jurisprudence on the basis of the forensic order’s legal culture, rather than trust in reform through the sovereign’s promulgating new laws. In «Delle viziose maniere del difender le cause nel foro» the author focuses exclusively on the courts and the lawyer’s work, since he sees the lawyer’s defense of the client on trial as the fulcrum safeguarding everyone’s rights with the trial as the vital center of legality. From this prospective, in current practice Di Gennaro points out ten defects in the ways of conducting a defense and their possible remedies, with the utmost attention to forensic eloquence, the lawyer’s means of persuading the judge and winning the case

    L’Encomium historiae (1517) di Andrea Alciato: lo studio della storia antica e la nascita dell’umanesimo giuridico

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    L’epistola di dedica delle Annotationes in Tacitum (1517) di Andrea Alciato ha grande valore culturale perché contiene un elogio, divenuto famoso, della storia e degli storici, che l’autore antepone ai cultori di ogni altra scienza. A causa di tale contenuto essa ha circolato anche in forma autonoma, col titolo di Encomium historiae. Inoltre, l’epistola indica Cornelio Tacito come lo storico romano più degno di essere letto e studiato, e si colloca così all’origine del cosiddetto “Tacitismo”.In Annotationes in Tacitum (1517) Andrea Alciato’s dedicatory epistle is of great cultural importance as it famously praises history and historians, placed by the author above scholars of other disciplines. Given such content it has circulated in its own right, entitled Encomium historiae. Moreover, the epistle designates Cornelius Tacitus as the Roman historian most deserving to be read and studied, thus giving origin to the so-called “Tacitism”

    Holy Land Maps #79

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    Relief shown pictorially.; Copperplate.; From: Rossi, Giovanni Giacomo. Mercurio geografico, Roma, 1685?; From the Maps of the Holy Land collection of Kenneth Nebenzahl

    Comico e tragico del diritto nella novellistica italiana: il novelliere di Giovanni Sercambi

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    Nelle novelle di età tardomedievale ed umanistica, a causa del loro carattere fortemente realistico, il diritto ha un posto importante, poiché rappresenta un elemento centrale e ineliminabile della vita della comunità. Il novelliere di Giovanni Sercambi da Lucca non fa eccezione, anche se l’autore non ha una cultura giuridica né s’interessa in modo specifico al diritto. Il presente saggio vuole analizzare sotto tale profilo queste novelle per verificare quale concezione del diritto emerge da esse e come la narrazione ne risulti arricchita.In the late medieval and humanistic novellas, owing to their very realistic character, the right is an important central and inevitable element in community life. Giovanni Sercambi’s novelliere is no exception even if the author lacks a legal culture, nor is specifically interested in right. This essay intends to analyze these novellas under this profile to verify what kind of right they consider and how the stories are enriched
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