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    Brain involvement in myotonic dystrophies

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    Objective: to determine the degree of brain involvement in a cohort of DM1 and DM2 patients by brain investigations and functional tests and to compare the results of the two groups. Background: Myotonic Dystrophies type 1 and type 2 (DM1, DM2) are multisystemic disorders due to polynucleotide expansions. Previous studies on brain involvement by neuroimaging and functional methods led to contradictory results. Materials and methods: 50 molecularly defined DM1 and 14 DM2, were recruited for the study. Age at recruitment, age at disease onset, disease duration and educational level were recorded. Neuromuscular assessment was done by MIRS. An extensive neuropsychological battery was performed in 48/50 DM1 and in a control group of 44 healthy matched subjects. 46/50 DM1 and 12/14 DM2 underwent brain MRI; 21/50 DM1 and 9/14 DM2 underwent brain perfusion SPECT, with semiquantitative analysis of the results. MRI images were classified by ARWMC (age related white matter changes) score, in order to quantify recurrence, localization, patterns of distribution of white matter hyperintense lesions (WMHLs) in our two cohorts. MRI results were matched to SPECT and to neuropsychological results. Results: 37/46 DM1 and 10/12 DM2 had abnormal MRI imaging, showing scattered supratentorial, bilateral, symmetrical focal or diffuse WMHLs. A typical temporoinsular diffuse subcortical pattern was seen in DM1 only, with no correlation with cognitive involvement. Major cognitive involvement was seen in the case of diffuse frontal lesions. A relationship with CTG expansion size was documented for DM1. SPECT showed minimal hypoperfusion in the posterior cortex planes, in DM1 and, to a lesser extent, in DM2. Very mild degrees of involvement in the DM2 cohort were seen. Conclusions: neuroimaging and functional investigations confirmed a more severe involvement of the brain in DM1 compared to DM2. A temporo-insular diffuse lesional pattern, specific for DM1, was found on MRI. This confirms greater expansion size as a risk factor for more extensive brain involvement in DM1.Scopo. Determinare il grado di coinvolgimento cerebrale in una coorte di pazienti DM1 ed una di DM2, mediante indagini cerebrali strumentali e test funzionali; confrontare i risultati dei due gruppi. Background: le distrofie miotoniche di tipo 1 e di tipo 2 (DM1, DM2) sono disordini multisistemici dovuti ad espansioni polinucleotidiche. Studi di imaging cerebrale e metodi funzionali hanno condotto a risultati contraddittori. Materiali e metodi: sono stati reclutati 50 DM1 e 14 DM2 molecolarmente definiti. Sono state registrate l’età al reclutamento, all’esordio, durata di malattia e scolarità. E’ stata fatta una valutazione neuromuscolare con la scala MIRS. Una ampia batteria neuropsicologica è stata somministrata a 48/50 DM1 e ad un gruppo di controllo di 44 soggetti sani. 46/50 DM1 e 12/14 DM2 sono stati sottoposti a RMN cerebrale; 21/50 DM1 e 9/14 DM2 sono stati sottoposti a SPECT cerebrale di perfusione, con analisi semiquantitativa dei risultati. Le immagini RMN sono state classificate con la scala ARWMC (age related white matter changes), al fine di quantificare ricorrenza, localizzazione, patterns di distribuzione delle lesioni iperintense della sostanza bianca (WMHLs) nelle nostre due coorti. I risultati della RMN sono stati appaiati ai risultati della SPECT e dei test neuropsicologici. Risultati: 37/46 DM1 e 10/12 DM2 avevano una RMN anormale, con WMHLs sparse sopratentoriali, bilaterali, simmetriche, focali o diffuse. Un tipico pattern diffuso sottocorticale temporoinsulare è stato osservato solo nella DM1, senza correlazione con il coinvolgimento cognitivo. Una maggiore compromissione cognitiva è stat osservata in caso di estese alterazioni frontali. Una relazione tra l’espansione nucleotidica CTG è stata documentata nella DM1. La SPECT ha mostrato una minima ipoperfusione a livello dei piani corticali posteriori nella DM1 e, in minor grado, nella DM2. E’ stato documentato un grado molto lieve di coinvolgimento cerebrale nella coorte DM2. Conclusioni: l’imaging cerebrale e le indagini funzionali hanno confermato un coinvolgimento più severo nella DM1 rispetto alla DM2. Un pattern lesionale diffuso temporo-insulare, specifico in caso di DM1, è stato documentato in RMN. Si conferma che a maggior grado di espansione nucleotidica corrisponde un maggior grado di coinvolgimento cerebrale nella DM1

    Editoriale.

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    Siamo lieti di annunciare che anche in questo numero la nostra formula editoriale composta dall’unione di saggi di produzione dellanostra scuola e di traduzioni di classici della psicoanalisi, inediti inItalia o già editi ma riproposti con nostra traduzione, si è rivelata molto efficace. Il saggio d’apertura della rivista, riguardante il nostro paradigma, la psicologia dell’Es “Desiderio, motivazione, istinto e pulsione”, è stato ideato da uno degli Scriventi, Gabriele Romeo, e da Annalisa Oliverio; in esso si va a ridefinire secondo la psicologia dell’Es tutto l’assetto motivazionale ed istintuale dell’individuo.Seguono subito dopo due articoli di Karl Abraham sullo stesso argomento, per la precisione il saggio “I riflessi del matrimonio fra consanguinei sulla psicologia delle Nevrosi” e l’autorecensione dello stesso saggio dal titolo “Matrimonio tra consanguinei e Nevrosi”; in essi viene evidenziato come un’alterazione dello sviluppo psicosessuale possa indurre a contrarre un matrimonio fra parenti o a non sposarsi affatto.Il saggio seguente è “La psicoanalisi come psicoterapia” di ErnestJones, nel quale l’autore evidenzia l’efficacia terapeutica della psicoanalisi qualora impiegata in ambito clinico.La parte metapsicologica si chiude con un saggio originale, dal titolo“Immaginario, simbolico, reale”, scritto da Pietro Grossi ed inquadrabile nell’ambito della dottrina lacaniana. Tali saggi siintitolano: “Désir dell’analista e différance” e “Malheur in domo sua”.In tale saggio viene analizzata la funzionalità dei tre registri lacaniani,ausilio estremamente importante per la loro comprensione visto che ilrelativo seminario di Jacques Lacan non è disponibile in italiano.La sezione culturale di questo numero è dedicata alla psicoanalisiapplicata alla letteratura con il saggio inedito in italiano“Interpretazione psicoanalitica del mito di Griselda” di un altro grande psicoanalista viennese, Otto Rank. In questo saggio Rank, prendendo spunto dal personaggio letterario di Giovanni Boccaccio, Griselda, descrive l’attrazione del padre verso la figlia, che successivamente George Devereux soprannominerà complesso di Laio. La sezione psicobiografica di questo numero è dedicata a JamesArthur Hadfield, uno dei primi psicoanalisti britannici. Hadfield,pastore presbiteriano oltreché medico, apparteneva al movimentoparafreudiano che si era riproposto di fondere la dottrina psicoanaliticacon quella religiosa. Tale movimento nacque prima della Prima guerramondiale, ebbe il momento di maggiore floridità nel periodo tra le dueguerre mondiali e dopo la Seconda guerra iniziò a decrescere per poiscomparire tra il 1950 ed il 1960. Hadfield è noto per essere stato unodei soci fondatori di due importanti cliniche londinesi, la Tavistock e laPortman, per aver ideato un nuovo paradigma conosciuto come analisiriduttiva diretta ed infine per essere stato il primo analista didatta di Wilfred Ruprecht Bion. Il saggio, nel quale vengono tratteggiati la vitaed il pensiero di Hadfield, è arricchito dal suo albero analitico edall’elenco delle sue opere, almeno di quelle di cui siamo a conoscenza,in ordine cronologico, con tutte le edizioni in inglese ed in italiano. Ilsaggio è stato ideato e scritto, oltreché da uno degli editorialisti,Gabriele Romeo, anche da Francesca Salzone e da Moni Barreca.La sezione di psicopatologia comprende, in questo numero, il saggio“Sui fattori scatenanti delle Nevrosi” nel quale il Maestro, SigmundFreud, delinea con estrema chiarezza i fattori scatenanti dellepsicopatologie e per la precisione tratta quelli relativi alle frustrazionida insuccesso; nel saggio “Individuazione psicoanalitica di alcuni tratticaratteriali” (in Italian Imago, vol. II, fasc. 1. pp. 528-58, SPG, Reggio Calabria) edito quattro anni dopo egli tratterà i fattori scatenanti relativi alle frustrazioni da successo.Nella sezione di tecnica troviamo un brevissimo saggio di Paul Federn dal titolo “Sul ritorno del rimosso per stimoli visivi” centrato sulle conseguenze di terapie inefficaci ed un saggio originale di Rosina Mandalari “Sul controtransfert” nel quale, dopo una carrellata storica sulle diverse visioni del controtransfert, vengono definiti e delimitati limiti e pregi dell’uso del controtransfert nel trattamento analitico.La sezione clinica apre col saggio di Paul Federn “Sulle sensazioni oniriche da stimoli somatici” nel quale, tramite l’esposizione di un caso clinico, l’autore fa notare come le sensazioni organiche possano influenzare l’attività onirica.Nella sezione dedicata alle recensioni troviamo il bellissimo libro diGirolamo Lo Verso e Serena Giunta “Fare gruppi: indicazioni per la clinica, la formazione e la ricerca”; di questo libro Laura Calabrese eCarmele Toscano ne fanno un’attenta disamina evidenziandone la grande utilità clinica e didattica.Pubblichiamo, sia pure con ritardo, il saluto doveroso, formulato daLuigi Baldari, ad una brillante Collega, purtroppo deceduta, la Dott.ssaManuela Tartari, autrice di molti saggi, socia fondatrice e past-president dell’Istituto Italiano di Micropsicoanalisi nonché docente presso l’Istituto di Psicoanalisi dell’Università di Mosca.Il numero termina con la bellissima silloge “Levigazione del vuoto”ad opera di Sara Cassandra e di Massimiliano Tognetti, dove la psicoanalisi diventa poesia o forse dove la poesia diventa psicoanalis

    Compromissione dell’immagine corporea. Percezioni e valutazioni soggettive in adolescenti e giovani adulti

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    The body image construct refers to the ways in which the body is considered, perceived, and evaluated. The ideal body image has been dramatically changing over the centuries; the discrepancy between real and ideal body, today, leads many individuals to be dissatisfied with their body, developing negative feelings and implementing, in some cases, behaviors harmful to their health. All this has led, in recent decades, to a real cult of the body; in fact, in Western culture it has turned into an idol, a strict and demanding god one often becomes a slave of. This work represents a bibliographical review on the main theories concerning the theme of the body image, thus opening a space for reflec- tion on the disorders connected to it, first of all that of body dysmorphism

    Treatment with aripiprazole and levetiracetam in a subject with binge drinking disorder: a case report

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    we considered the treatment of binge drinking disorder with aripiprazole and levetiracetam coadministration as an encouraging option, which appears to be safe and effective

    La cyber identità ed il processo di crisi degli adolescenti 2.0

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    Un presente vuoto e privo di appagamento, alla ricerca continua dell’oggetto, dell’altro o dell’emozione sotto la spinta dell’im- perativo di onnipotenza e non del desiderio reale. Un passato confuso, frammentato, in cui si perde il senso di storia poi- ché è impossibile narrare e organizzare ricordi ed esperienze secondo il principio della linearità. Un futuro incerto, sfumato, addirittura né pensato né fantasticato, per- ché la centralità del qui e ora presuppone l’abbandono della proget- tualità. È questo il quadro che si sta delineando come prototipo di struttura- zione dell’identità e della sua proiezione nella dimensione “tempo” per gli adolescenti 2.0. La frammentarietà data dallo slivellamento del mondo reale da quello virtuale orienta un focus significativo sulla crisi del costrutto identitario quale matrice intrapsichica strutturale e solida su cui costruire le proprie esperienze di vita. L’analisi delle repentine e sostanziali trasformazioni che hanno accom- pagnato la società occidentale nel passaggio dal postmodernismo alla surmodernità possono fare chiarezza su quella che è la dimensione di tempo e spazio oggi: il funzionamento borderline, perfettamente in li- nea con tutte le caratteristiche del nuovo assetto sociale, ne incarna i significati di cambiamento più pieni, condizionato dalla surmodernità, quale era che muta fino alla perdita della linearità, conducendo al mul- titasking, e alle multi-prospettive

    Episodio depressivo in un paziente depresso schizofrenico: vortioxetina come modulatore dell’asse timico

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    Episodio depressivo in un paziente depresso schizofrenico: vortioxetina come modulatore dell’asse timicodepressive episode in a depressed schizophrenic patient: vortioxetine as a modulator of the thymic axi

    The Psychoanalytic Anthropology of Third-Millennium Medicine

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    High-tech surgical interventions involving the implantation of external prostheses or internal devices are increasingly frequent in contemporary medicine. These operations restore or improve physical function, but healthcare providers and patients often do not focus on dependent variables that do not affect the outcome. This work aims to observe the psychological dynamics following these modern treatments which actually alter personal identity. The Bionic-Prosthetic Paradigm, a new psychoanalytic model, is offered as a helpful tool for comprehending the subjective reaction to the modification of the body and its subjective self-perception. Starting from the distinction between patients with internal devices and patients with external prostheses, this article aims to define an innovative anthropological vision at the service of medicine that can conceive the composite and mutant personal identity. Specifically, this new perspective is capable of broadening concepts of acceptance or non-acceptance of the object, rejection, and compliance

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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