1,721,008 research outputs found
Abitare il carcere. Proposte progettuali per il corpo femminile
«La prigione è un luogo dell’abitare, della riabilitazione e della socializzazione
»: da questo assunto muove la proposta di Francesca Giofrè e Pisana
Posocco, raccolta in “Donne in carcere. Ricerche e progetti per Rebibbia”,
edito da LetteraVentidue nella collana “Alleli”, dedicata ai libri di ricerca.
La pubblicazione si occupa degli spazi dedicati alle donne detenute, una minoranza
nella minoranza, sottorappresentata e spesso ignorata poiché, come
la maggior parte dei luoghi, il carcere è storicamente pensato e progettato per
gli uomini. Per comprendere le donne in carcere è strettamente necessario
accedere fisicamente ai loro spazi, così come per progettare questi ultimi
bisogna comprenderne il mondo invisibile di ritmi e modi di vita. Le due
autrici sono entrate in carcere con il rispetto che l’ingresso in casa d’altri
richiede e con questo volume ci guidano al suo interno
Sui ricordi, costruire memoria. Un museo per il racconto del Colosseo
Nel volume si illustra un progetto di architetture urbane in cui si delineano le azioni necessarie alla riconfigurazione dell’invaso del Colosseo, alla ridefinizione del suo rapporto con l’area dei Fori e all’attivazione di un sistema museale diffuso che si disponga a corolla intorno al grande monumento. Il contributo descrive l'approccio progettuale del museo previsto sul Celio, ai piedi del Claudianum, che assume l’incarico di narrare la storia e le caratteristiche spaziali dell’Anfiteatro Flavio. Si tratta di trasmettere i temi che riguardano la costruzione del Colosseo, ma anche di rappresentare l’icona che è diventato ponendosi al servizio di un luogo denso di storia, una centralità della Roma antica e contemporanea che presenta vuoti e frammenti urbani ormai ignoti ai più
Occupy Farnsworth. Imaginary project as a tool for understanding modern architectural icons
Dialoguing with the artistical, cultural and architectonical heritage involves coming face to face not only with the tangible reality but also with the intangible: the idealization they under go and the crystallisation of the collective imaginary about them.
It is about facing the limits of these visions to overcome them and produce new stratified values on the existing. The goal is to collectively take back the value of the heritage, no longer through idealization and contemplation but by searching for what could have been or could be, what has not been
or is not yet.
The submitted work plays with one of the masterpieces of a twentieth century master: the Farnsworth house by Ludwig Mies van der Rohe. Based on solid scientific research aimed at reconstructing the misty events that have affected the house, we want to understand and overcome the collective imagination through research and the practice of a project based on fantasizing.
Starting from the research on the Farnsworth house we intend to address the issue of the architectural and imaginative re-elaboration and remodeling of masterful architectural works. We want to prove how the reinterpretation and the exercise, even of a provocative kind, of design fantasies allow us to reach a real knowledge of the heritage and its value stratifications
L’uso come progetto. Palazzo Venezia: dialogo tra antico e nuovo
L’edificio rinascimentale di Palazzo Venezia a Roma ospita il museo nazionale omonimo ed una serie di istituzioni pubbliche ma, nonostante la sua posizione, nel corso del tempo si è allontanato dai circuiti turistici ed ha chiuso le proprie porte alla città. La nuova direzione del museo ha avviato dal 2016 una serie di iniziative di valorizzazione: in quest’ottica si inserisce l’oggetto della tesi, il progetto di servizi aggiuntivi al piano terra e nei sotterranei del Palazzo. La localizzazione delle nuove funzioni è stata studiata sulla base delle caratteristiche degli ambienti disponibili e del rapporto che essi intrattengono con il giardino. Il progetto di caffè letterario, ristorante, biglietteria e spazi per la didattica è stato accompagnato da una ricerca storica funzionale alla comprensione del valore e delle vicende legate ad alcuni resti di età imperiale e medievale presenti nei sotterranei, dei quali è stata prevista la musealizzazione, ed alla progettazione di ambienti d’uso. Il progetto ha l’obiettivo di raccontare la storia di questo luogo ed ospitare un nuovo futuro vitale che trovi spazio nell’antico e ne ri-costruisca la memoria
Vita delle rovine. Progettare l’esperienza dello spazio archeologico
Il contributo sintetizza un’indagine sul ruolo della progettazione
architettonica sulle rovine antiche condotta dall’autrice come tesi di
dottorato. Si tratta di un tema già ampiamente dibattuto e oggetto di
numerosi studi, nel quale la ricerca perimetra il campo della valorizzazione,
quindi dell’accessibilità dei siti non solo in termini fisici ma anche e
soprattutto culturali. In quali modi è possibile valutare e veicolare dati
materiali e immateriali ancorati alle rovine? Con quali dispositivi spaziali
si possono comunicare contenuti e suscitare emozioni? Come preservare
l’esperienza di coinvolgente esplorazione in movimento che caratterizza
l’attraversamento delle rovine abbandonate? Mossa da questi interrogativi,
la riflessione si focalizza sulla capacità dello spazio di mediare tra memoria
– costruzione e trasmissione della cultura collettiva – e aspetti affettivi
dell’esperienza individuale. Ciò implica il superamento della diffusa
interpretazione esclusivamente oggettuale dei resti archeologici e delle
forme architettoniche, in modo da approfondire le dinamiche complesse e
relazionali proprie di narrazione e esplorazione spaziale
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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