1,721,033 research outputs found
Smart working e destrutturazione temporale: opzioni di studio
Lo smart working è una pratica organizzativa che ambisce a eliminare vincoli e confini spazio-temporali predeterminati tra sfera lavorativa e sfera non lavorativa. Al di là della polarizzazione tra «entusiasti» e «critici» degli effetti dello smart working , la letteratura organizzativa è attraversata anche da modi diversi di intendere il concetto di destrutturazione temporale e in generale la nozione di tempo organizzativo. Il presente contributo propone una sistematizzazione delle diverse nozioni di tempo presenti nel pensiero organizzativo e dei diversi significati che assume la destrutturazione temporale. L’obiettivo è mettere in evidenza le implicazioni che le diverse nozioni di tempo e di destrutturazione temporale hanno sull’analisi dello smart working
Democrazia e azione sindacale
Riflessione sull'azione sindacale a partire da alcuni contributi scritti di Giorgio Ghezz
Nuove tecnologie e trasformazione delle condizioni di lavoro: alcune riflessioni a partire da un’inchiesta nell’industria metalmeccanica bolognese
L’articolo riflette su alcune delle risultanze emerse da una ricerca pluriennale sulle trasformazioni delle condizioni di lavoro che hanno accompagnato l’introduzione di nuove tecnologie riconducibili ad Industria 4.0 in alcune imprese metalmeccaniche dell’area bolognese. In generale dalla ricerca emerge un quadro dinamico caratterizzato da chiaroscuri e da significative trasformazioni delle modalità di lavoro, ma che, in ultima istanza, possono considerarsi in linea di continuità con le tipiche caratteristiche delle condizioni di lavoro presenti nelle realtà produttive ispirate ai sistemi lean, le cui criticità sono ben note. Allo stesso tempo, la ricerca mette in evidenza la presenza, nei casi specifici studiati, di un articolato sistema di negoziazione delle tecnologie e dell’organizzazione del lavoro in cui il sindacato svolge un ruolo importante e che permette non solo di arginare i rischi di un radicale peggioramento delle condizioni di lavoro, ma anche di contribuire ad orientare le traiettorie di trasformazione, la cui scalabilità, tuttavia, è tutt’altro che scontata
Lavorare peggio., un modello europeo. Recensione al libro di Francesco Garibaldo, Mirella Baglioni, Catherine casey, Volker Telljohann (a cura di), Workers, Citizens, Governance. Socio-cultural innovation at Work.
Recensione del volume collettiv
Rappresentanza e contrattazione del tempo di lavoro
Il contributo si interroga sull’attività di rappresentanza sindacale: essa è
evidentemente necessaria per la contrattazione, ma può essere considerata
come lavoro d’organizzazione, inteso secondo le teorie di Terssac e di
Thoemmes? Si interroga inoltre sulle possibilità di spostare il focus dell’analisi,
dai contratti sul tempo di lavoro ai processi di negoziazione che producono tali
accordi.Matteo Rinaldini s’interroge sur l’activité de représentation
syndicale : elle est évidemment nécessaire pour la négociation mais peut-on la
considérer comme un travail d’organisation, suivant les théories de Terssac et
de Thoemmes ? Il s’interroge, en outre, sur les possibilités de déplacer la focale
de l’analyse, des accords sur le temps de travail aux processus de négociation
qui produisent ces accords
Nuovi processi di razionalizzazione organizzativa e trasformazioni del lavoro
Riflessione teorica sul ruolo e la natura della tecnologia e analisi di un caso di adozione di Advenced Tecnology System in una piccola impresa manifatturiera
Migrants, third union dilemma and organizational responses to migrants’ incorporation within union structures. The case study of an Italian trade union
The present article aims to understand how the third union dilemma in an organizational dimension ties itself with diversity management taking place in the union and how migrant working in the union engage with diversity management. An important literature strand focusing on the relationship between unions and migrants explores possible responses of unions to face the emergence of new social subjects (Holgate, 2011; Savage, 2006; Milkman, 2000; Osterman, 2006). Within this literature strand the organizing strategies of migrant workers are generally taken as an opportunity
for the revitalization of unions (Milkman, 2011; Fitzgerald and Hardy, 2010). In addition to this recent literature focusing on organizing strategies, it is also possible to identify another literature strand focused on longrunning changes of the relationship between trade unions and migrants. A pioneering work in this direction is the one from Castles and Kosack (1973) in the early ’70s. In a very different historical context, Penninx and Roosblad (2000) identify three union dilemmas affecting relationship between trade unions and migrants. The first dilemma forces the unions to choose whether to adopt an attitude of migration contrast or to be a part of the migration policy-making. The second dilemma comes when migrants are already integrated into the labor market: unions have to choose whether organizing and recruiting migrants or excluding them. The third dilemma arises in case migrants’ recruitment by the unions takes place. Unions cope
with the choice whether to represent the common interests of its membership base as a whole or, rather, to represent distinct interests of migrant workers. Since the 70s of last century, along with socioeconomic and political changes that have affected Western European countries (and not only), there has been a deep transformation of migration processes and migration policies. In the last 40 years trade unions, both in old and in new immigration countries, have tended to take a stand more and more open to migration and recruitment of migrants. All this leads several scholars to consider
overcome at least the first two of the three dilemmas identified: migrants actually have arrived and have entered into trade unions. This doesn’t mean that the unionization of migrants does not have critical dimensions, but it is evident that in the recent past the relationship between unions and migrants has been structured
Retorica postfordista e residualità del lavoro
Il contributo riflette sulla retorica del post-fordismo che scaturisce
dall’analisi dei casi de “L’Officina di Organizzazione”, una retorica che
conserva inalterati i suoi presupposti funzionalisti indipendentemente dalla
varietà di valutazioni del cambiamento diffuse nella letteratura dominante, e
vede nella posizione residuale in cui è stato collocato il lavoro l’aspetto
preminente del processo di cambiamento delle imprese
Tempo e giustizia nella conciliazione vita-lavoro
Work-life balance is one of the current issues within the academic, political, and managerial debate. An
article discussed in a TAO Research Programs seminar held in June 2015 at the University of Modena
and Reggio Emilia, suggests a critical interpretation of the mainstream literature and its related
controversial results in terms of work-life reconciliation practices. The article also provides an alternative
analytical framework based on Bruno Maggi’s organization theory, Norbert Elias’ theory of time, and
Amartya Sen’s theory of justice
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