6,630 research outputs found
Il progetto EPOurban
Articolo che documenta i risultati del progetto di ricerca europeo EPOurban. Il progetto, sostenuto da fondi europei all'interno del programma Central Europe, cui il Comune di Bolzano partecipa insieme alle città di Leipzig (Germania), Sopot (Polonia), Praga (Repubblica Ceca), Celje (Slovenia), Bratislava (Slovacchia) e la regione di Voitsberg (Austria), ha l'obiettivo di attivare i privati proprietari nel processo di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio residenziale esistente. Il progetto, di durata triennale (conclusione novembre 2014), si muove nel contesto più esteso della tematica fortemente attuale della rigenerazione urbana
Per una città possibile
Il modo in cui pensiamo il futuro ha un passato. Tuttavia è ormai consolidata l’idea che il futuro che sta emergendo sarà diverso da tutto ciò che abbiamo conosciuto in passato. Le teorie dei “commons collaborativi” di Jeremy Rifkin, le interpretazioni urbane di Zygmunt Bauman sostenute dalla metafora della “liquidità”, le teorie della “decrescita” di Serge Latouche, ci consegnano l’ipotesi di un mondo che viene profondamente diverso. Una differenza di genere e non di grado, al quale corrisponderà un cambiamento nei modi di vita, di abitare, di costruire. Nel settore delle costruzioni, la storica incapacità del mondo dell’edilizia di reggere il passo con le rapide trasformazioni in atto nella società, non solo non ha permesso di innovare nel progetto e costruzione degli spazi di vita, ma ha originato un patrimonio obsoleto che rende difficoltose e onerose le trasformazioni. E’ uno dei settori più arretrati e come tale in grado di esprimere le maggiori potenzialità di trasformazione.
L’importanza di capire da dove veniamo per decidere dove andare è fondamentale: il patrimonio edilizio è lo specchio della nostra storia, sulla quale fondare le modificazioni necessarie per la città che viene. I cambiamenti non potranno pertanto essere radicali pena il rifiuto, ma ripartire dal passato e dalle necessità per ripensare il futuro possibile. Vittorio Gregotti la chiama “il possibile necessario”, intesa come sostanza strutturale di ogni progetto di architettura.
Nel dibattito in atto sulla città la necessità della rigenerazione edilizia non è più motivo di discussione, ma ancora si stenta a intraprendere questa strada in modo deciso. Il complicato sistema legislativo, giuridico e burocratico che l’Italia ha pericolosamente raggiunto rende difficoltoso operare anche le minime opere d’innovazione, ingessando di fatto ogni nuova iniziativa che intende modificare lo stato delle cose. La crisi economica in atto ne è una conseguenza e non la causa
Progettare il recupero- Principi per la progettazione del recupero energetico degli edifici
Il recupero è la testimonianza della capacità della società di innovare senza distruggere le radici su cui si regge: è un atteggiamento di coerenza e rispetto per un equilibrio sempre più instabile. Si devono ripensare agli edifici rigenerati come banche di energia e di materie prime, come opportunità invece che problemi da risolvere, come strumenti che conservano materia ed energia senza consumarla. Non è una questione di tecnica, ma di una nuova visione della sostenibilità del recupero. Nel progetto del recupero conservazione e modernità sono due termini antitetici. La connotazione positiva che ha registrato negli ultimi anni il termine conservazione, in quanto sinonimo di tutela del patrimonio monumentale prima e della memoria storica poi, è spesso contrapposta al termine modernità, sinonimo invece dell’innovazione scientifica che parte da quello che è già stato fatto per modificare. Semplicità, esattezza e tecnica sono i tre principi su cui orientare la progettazione del recupero energetico degli edifici: semplicità per facilitare la flessibilità del progetto anche per interventi successivi e massimizzare il rapporto costi-benefici, esattezza come capacità di scegliere e circoscrivere gli ambiti d’intervento, tecnica come strumento per sperimentare nuove metodologie e risolvere il rapporto progetto-costruzione che rappresenta l’anello più debole del processo.
Il recupero sostenibile del patrimonio edilizio diventa un’azione che misura la capacità di una società di costruire una propria cultura con il cuore rivolto a ciò che è stato e con il cervello rivolto a quello che sarà
RETROFIT E RIGENERAZIONE URBANA Il progetto EPOurban
Il libro si articola in una prima parte strettamente metodologica e una seconda parte che illustra il lavoro svolto su venti casi studio dal progetto europeo EPOurban all’interno della Città di Bolzano. La prima parte introduce, in modo compiuto, gli obiettivi, le modalità, le tecniche, i costi e i beneἀci di una rigenerazione energetica del patrimonio edilizio. Come si possono tramutare in opportunità i problemi dell’obsolescenza del patrimonio edilizio, quali sono i principali aspetti giuridici della convivenza negli ediἀci residenziali collettivi, la possibilità di avere strumenti di controllo agili ed efἀcaci. E ancora, i principi di progettazione architettonica della rigenerazione, gli aspetti tecnici riguardanti l’involucro opaco e i componenti trasparenti, l’integrazione ediἀcio-impianto e, non ultimo il miglioramento del benessere degli utenti negli ediἀci rigenerati. In un sistema a economia di mercato tutte queste buone pratiche rimangono sulla carta se non sono supportate da adeguati studi sui costi-beneἀci e dalle possibilità reali di ἀnanziamento dell’investimento. Il testo affronta, in modo sintetico ma chiaro, anche questi ultimi due aspetti delineando una metodologia di progetto che progettisti e attori del processo di rigenerazione potranno replicare pur nella singolarità di ogni caso.Un discorso a parte merita i casi studio – l’esempio pratico dell’applicazione delle teorie metodologiche illustrate – suddivisi in tutelati, vincolati, liberi da vincoli. Ognuno di questi casi è stato oggetto di un approccio di tipo diverso, dovuto alla speciἀcità dell’ediἀcio e delle condizioni al contorno, generando una casistica che può essere presa a riferimento anche per altre città
Regenerative treatment using a radioelectric asymmetric conveyor as a novel tool in antiaging medicine: an in vitro beta-galactosidase study
Salvatore Rinaldi,1,2 Margherita Maioli,1,3,4 Sara Santaniello,3,4 Alessandro Castagna,1,2 Gianfranco Pigliaru,3,4 Sara Gualini,3,4 Matteo Lotti Margotti,5 Arturo Carta,6 Vania Fontani,1,2 Carlo Ventura1,4,71Department of Regenerative Medicine, Rinaldi Fontani Institute, Florence; 2Department of Neuro Psycho Physio Pathology and Neuro Psycho Physical Optimization, Rinaldi Fontani Institute, Florence; 3Department of Biomedical Sciences, University of Sassari, Sassari; 4Laboratory of Molecular Biology and Stem Cell Engineering, National Institute of Biostructures and Biosystems, Bologna; 5Department of Information Technology and Statistical Analysis, Rinaldi Fontani Institute, Florence; 6Ophthalmology Section, University of Parma, Parma; 7Cardiovascular Department, S Orsola Malpighi Hospital, University of Bologna, Bologna, ItalyBackground: Beta-galactosidase is the most widely used biomarker for highlighting the processes of cellular aging, including neurodegeneration. On this basis, we decided to test in vitro whether a set of rescuing/reparative events previously observed by us in subjects treated with radioelectric asymmetric conveyor (REAC) technology may also involve antagonism of a marker of aging-related degenerative processes, as assessed by a reduction in beta-galactosidase at the cellular level.Methods: Human adipose-derived stem cells were cultured at different passages, ranging from 5 to 20, with or without REAC exposure for 12 hours. The cells were then processed for biochemical beta-galactosidase staining and morphological microscopy analysis.Results: We observed a significant reduction in expression of senescence associated-beta-galactosidase, and a persistence of fibroblast-like morphology typical of human adipose-derived stem cells, even at late passages.Conclusion: Our results indicate the ability of REAC technology to counteract in vitro senescence of human adipose-derived stem cells, and prompt the hypothesis that such technology may be exploited to antagonize in vivo senescence of tissue-resident or transplanted stem cells playing an important role in clinical treatment of age-related processes.Keywords: aging, adipose-derived stem cells, neurodegenerative disease
Urban Retrofit: EPOUrban Project Enably Private Owners of residential building to integrate them into Urban restructuring processes
The article presents the experience of the city of Bolzano in the transnational cooperation project called EPOurban Central Europe. The Project "Enabling Private Owners of Residential Buildings to Integrate them into Urban Restructuring Processes" intends to overcome the ongoing changes by making available instruments for the activation of private owners in order to integrate them into housing and urban development strategies. Specifically, the city of Bolzano has finalized its activities to the multi-disciplinary consultancy, technical, economic and financial, aimed at retrofitting the energy efficiency of apartment buildings in line with the guidelines of the Master Plan and the Plan CO2 neutral.
The urban retrofit of the existing cities is evidence that society is able to innovate without destroying the roots on which it stands. It means respect and coherence that contrasts with the increasing unbalance of our environment.
We need to rethink the refurbished buildings as sinks of energy and primary sources, such as opportunities rather than problems to solve, such as tools that preserve material and energy without consuming them. Hence, it is not only a technical matter, but a new approach for the sustainability of the refurbishment. In its design, conservation and modernity are two contradictory terms. The positive connotation that in recent years the term conservation has, as a synonym for the preservation of monuments and historical memory before then, it is often in contrast with the concept of modernity, namely the scientific innovation that departs from what has already been done to change. Simplicity, accuracy and technique are three guidelines for the design of the energy refurbishment of buildings. Simplicity to facilitate design flexibility for future interventions and maximize cost-effectiveness, accuracy and the ability to highlight the scope of intervention, technology as a tool to explore new methods and solve the relationship between building and project that is the weakest link in the process.
The urban retrofit of the existing cities stock becomes an action able to measure the ability of a society to build its own culture with the heart turned to what it was and with the brain turned to what will be
What we should learn from pandemic publishing
Repository accompanying the Nature Human Behavior comment article by Satyaki Sikdar, Sara Venturini, Marie-Laure Charpignon, Sagar Kumar, Francesco Rinaldi, Francesco Tudisco, Santo Fortunato, and Maimuna S. Majumder
What we should learn from pandemic publishing
Repository accompanying the Nature Human Behavior comment article by Satyaki Sikdar, Sara Venturini, Marie-Laure Charpignon, Sagar Kumar, Francesco Rinaldi, Francesco Tudisco, Santo Fortunato, and Maimuna S. Majumder
What we should learn from pandemic publishing
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