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Hypertextual Library Manifesto Version 1.0
Translation by Juliana Mazzocchi with the collaboration of Maria Stella Sagaria and Riccardo Ridi. The Italian version was published as Manifesto per la biblioteca ipertestuale. Versione 1.0, Bibliotime X (2007), n. 3, http://www2.spbo.unibo.it/bibliotime/num-x-3/ridi.htm. This manifesto is a bridge between two texts: The Digital Libraries Manifesto, written by AIB Study group on digital libraries (in AIB-WEB since December 2005 at http://www.aib.it/aib/cg/gbdigd05a-e.htm3),and the author\u27s book La biblioteca come ipertesto (The library as hypertext, published by Editrice Bibliografica in October 2007, contents and abstract available at http://www.bibliografica.it/catalogo/ridi-ipertesto.htm). It presents the 25 Theses and the 5 Laws of the hypertextual library
Censimento dei siti web delle biblioteche lombarde. Prima edizione (1999)
Websites of Italian libraries (Lombardia
Fabio Metitieri – Riccardo Ridi, Biblioteche in Rete: istruzioni per l'uso. Roma, Bari : Laterza, 2002, p. X275 (Manuali Laterza ; 164)
Review of: Fabio Metitieri – Riccardo Ridi, "Biblioteche in Rete : istruzioni per l'uso".
This updated version of the famous "Ricerche bibliografiche in Internet", after the Introduction, is divided in three parts, which have articulated chapters:
I. Concepts and tools: 1. Bibliographic searches, 2. Information retrieval: tools and strategies, 3. Opac and virtual library; II. Libraries and Opacs in Italy and in the world: 4. Libraries and Opacs in the world, 5. Libraries and Opacs in Italy, 6. European libraries and Opacs, 7. United States Libraries and Opacs, 8. Specialized Opacs, archives and museums; III. Beyond catalogs; texts and databases: 9. Beyond catalogs: texts, 10. Databases: archives and host computers in Internet, 11. General meta-resources and information for librarians
Mezzi, fini, alfabeti: vecchie e nuove filosofie della biblioteca
The library philosophies of David Lankes and Charles Osbur
Vient de paraître
Il numero 38 (giugno 2016) dell'Almanacco bibliografico è online Sommario La deontologia professionale dei bibli o tecari di Riccardo Ridi Recensioni Spogli e segnalazioni (indici di recensioni e segnalazioni) In memoriam Cronache convegni e mostre Taccuino Postscriptu
L'informazione a portata di mano: biblioteche, tecnologie e servizi agli utenti. Atti del XXXVII Congresso nazionale dell'Associazione italiana biblioteche
Recensione a: Riccardo Ridi. La biblioteca come ipertesto: verso l'integrazione dei servizi e dei documenti. Milano: Editrice bibliografica, 2007
Review of: Riccardo Ridi. La biblioteca come ipertesto: verso l'integrazione dei servizi e dei documenti. Milano: Editrice bibliografica, 2007. 352 p. ISBN 978-88-7075-662-3. Eur 25,00.
Il ponderoso (351 p.) volume di Riccardo Ridi sistematizza, pur se «senza scrupoli filologici» (p. 9), diversi precedenti scritti dell'autore, compresi nell'arco di poco più di un decennio.
L'opera che ne consegue rappresenta in effetti, come si auspica già Ridi nell'Introduzione, «un quadro complessivo […] sufficientemente completo, convincente e utile» sullo stato dell'arte delle biblioteche digitali. Si tratta, anzi, di uno strumento prezioso, sia per chi intraprenda lo studio delle biblioteche digitali per la prima volta, sia per chi, già avvezzo e interessato al tema, voglia sistematizzare e approfondire le sue conoscenze.
La vocazione didattica dell'autore, acquisita negli anni di docenza universitaria e, prima ancora, nelle docenze in corsi di formazione e aggiornamento per bibliotecari, emerge in maniera netta in questo libro che si caratterizza non solo per un'estrema chiarezza espositiva e per una certa ricchezza di esempi, ma anche per la buona struttura concettuale e del discorso.
Il volume è suddiviso in tre parti. Le prime due (Le biblioteche e l'ipertestualità e La biblioteca digitale come ipertesto) sono fortemente interconnesse tra di loro, partendo l'una da quelli che possono definirsi come i fondamenti teorici, l'altra costituendo invece una spesso approfondita descrizione dei principali aspetti e componenti delle biblioteche digitali. Questa seconda parte, in particolare, riprende, con indubbio maggior respiro, lo schema che già ebbe La biblioteca digitale: definizioni, ingredienti e problematiche, pubblicato su questa stessa rivista (n. 3/2004, p. 273-344). La terza parte (Il futuro ipertestuale delle biblioteche) che l'autore, sempre nell'Introduzione, definisce «problematica», è senza dubbio quella più ricca di spunti di riflessione critici e novità.
Abbiamo avuto occasione, nel passato più o meno recente, di confrontarci con Ridi, anche sui temi trattati in quest'opera, e non sempre il confronto si è concluso con un sostanziale convergenza: in particolare, proprio su alcuni dei numerosi argomenti trattati nell'ultima parte di La biblioteca come ipertesto, i punti di vista erano e restano piuttosto distanti. Anche in quei casi di non consonanza di opinioni, tuttavia, abbiamo potuto sempre direttamente apprezzare come l'autore fornisca con chiarezza e completezza gli elementi fondamentali del dibattito, indicando puntualmente, nel ricco apparato bibliografico, i riferimenti utili, a chi lo voglia, per approfondire l'argomento e per farsi una propria idea.
Di notevole ricchezza, infatti, è la bibliografica, che riporta esclusivamente i documenti citati nel libro in maniera esplicita. Si tratta, in effetti, di ben 65 pagine di citazioni, comprendenti fonti più tradizionali, come monografie e articoli, ma anche riferimenti a post su blog e a pagine web, che di certo non possono mancare nella trattazione di argomenti legati strettamente all'innovazione tecnologica.
Uno dei capitoli che maggiormente possono attrarre l'attenzione degli specialisti è quello che dà il nome al volume: La biblioteca come ipertesto. In queste pagine Ridi utilizza il modello concettuale dell'ipertesto, oggetto di studio e di interesse da parte sua ormai da diversi anni, come chiave di lettura, descrizione e interpretazione delle biblioteche.
Viene infatti individuato inizialmente il paradigma dell'ipertestualità, che Ridi riesce poi ad attribuire in maniera convincente alle biblioteche, e non solo a quelle digitali, per le quali le caratteristiche intrinseche del supporto elettronico e il loro essere agite nel WWW rendono particolarmente calzante la similitudine, ma anche alla realtà fisica della biblioteca.
A partire da questa individuazione, Ridi esemplifica il rapporto tra ipertesto e biblioteca nella granularità (le biblioteche contengono documenti autonomi, diversi per numero e tipologia), multilinearità (i diversi percorsi immaginabili tra i documenti), multimedialità e ipermedialità (oltre ad ospitare più media informativi, la biblioteca utilizza «una parte degli strumenti di navigazione, orientamento e reperimento [… che] si basano sulla spazialità e su interfacce iconiche», p. 60), integrabilità, cioè continua espansione, e interattività.
Ancora più interessante la possibilità di lettura a più livelli della realtà bibliotecaria attraverso questa chiave interpretativa: scrivendo di questa applicazione a documenti e servizi, si arriva a leggere in maniera ipertestuale anche gli strumenti di lavoro, come gli ILS, e, ancora, la struttura organizzativa e, infine, i sistemi di cooperazione bibliotecaria.
Ulteriore, stimolante, elemento di riflessione viene fornito da Ridi in quello che egli definisce con un'immagine il «triangolo documentario per il futuro» (p. 248); un modello che rappresenta l'interazione e l'integrazione degli archivi aperti legati alla funzione di accesso e di disponibilità universale delle pubblicazioni, degli e-journal ai quali resta affidato il compito della selezione qualitativa e delle bibliografie digitali per la funzione di controllo bibliografico universale. Al centro del triangolo, Ridi situa le biblioteche digitali, alle quali potrebbero infine essere affidati compiti legati più direttamente alla conservazione a lungo termine e alla creazione e gestione di servizi per specifiche categorie di utenti, oltre che a quelli legati alla ricerca e alla metaricerca.
Una visione complessa, certamente, ma che trova nell'opera di Ridi una ricca esplicazione.
Andrea Marchitelli
CILEA, Sezione Servizi per le biblioteche e l'editoria elettronica, Rom
La bottega del sapere: contributi in ricordo di Eugenio Gatto, a cura Alessandro Corsi, Claudio Gnoli e Stefania Manzi, con la collaborazione di Fernanda Mortara, Riccardo Ridi e Giulia Visintin,
Contributi e ricordi in onore di Eugenio Gatto. Nato nel 1948, scomparso nel 2024, socio AIB dal 1991, Eugenio Gatto ha ricoperto numerosi incarichi all’interno dell’Associazione: vicepresidente della sezione Piemonte dal 1994 al 2000, componente della Commissione nazionale università e ricerca dal 1991 al 1996, è stato uno degli storici promotori della lista AIB-CUR, di cui è stato membro e coordinatore della segreteria tecnica dal 1992 ad oggi, e uno dei fondatori, nel 1995, del sito dell’Associazione AIB-WEB, di cui è stato vice-coordinatore fino al 2008, e coordinatore nel periodo 2008-2009
AIB-WEB OPAC italiani, repertorio completo dei cataloghi di biblioteche italiane disponibili via Internet, sul sito Web dell’Associazione italiana Biblioteche: componente del comitato di redazione.
Componente della redazione AIB-WEB OPAC italiani, repertorio completo dei cataloghi di biblioteche italiane disponibili via Internet, sul sito Web dell’Associazione italiana Biblioteche, da gennaio a dicembre 1999. Su questo repertorio si basa il MAI, MetaOPAC Azalai italiano: interrogazione cumulativa nei cataloghi delle biblioteche italiane disponibili via Internet http://www.aib.it/aib/lis/opac1.htm (Attestato di Riccardo Ridi, coordinatore AIB-WEB
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