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    La chiesa normanna di S. Maria del Patrisanto a Piazza Armerina: analisi critica e ricostruzione virtuale

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    L’influenza dell’architettura normanna ha determinato e condizionato profondamente, a partire dall’XI secolo, i caratteri antropomorfici del paesaggio siciliano. La chiesa medievale di S. Maria del Patrisanto a Piazza Armerina, profondamente rimaneggiata dagli interventi di restauro seicenteschi messi in atto dall’Ordine dei Chierici Regolari Teatini, oggi conserva del suo aspetto duecentesco soltanto il lato meridionale. Il presente contributo ha l’obiettivo di riportare alla luce la facies normanna originaria attraverso la sistematizzazione di fonti di natura eterogenea, come i documenti d’archivio ed il materiale iconografico, con applicativi digitali volti alla restituzione metrica e geometrica del manufatto architettonico ad un periodo precedente agli interventi messi in atto dall’Ordine agli inizi del XVII secolo

    Il patrimonio scomparso di Guarino Guarini per l’Ordine dei Chierici Regolari Teatini: catalogazione con l’impiego di nuove tecnologie

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    The projects commissioned to Guarino Guarini by the Order of Regular Theatine Clerics left a mark of his extraordinary ability to blend rationality and lucid imagination of geometric shapes in which the close relationship between art and science stands out. Most of realized buildings have been demolished or destroyed because of catastrophic events. Therefore, the problem of knowledge of such manufactured products arises increasing and integrating the available data with those newly acquired in emergency situations. This paper proposes a digital platform aimed to analyze and catalogue Guarini’s heritage; the data sheets can be shared and easily implemented. A special section is dedicated to buildings no longer existing. The aim of this project project is to allow the faithfuls, visitors and the Fathers of the Order themselves to be able to "review" and "relive" the Theatine lost architecture

    The influence of Theatine architecture in the organization of the post-Tridentine city

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    This research aims, through a picture of the Theatine convent building in Italy in relation to the other religious orders with the various social classes, to trace the methods of settlement of the Order and the influence of their architectures in the organization of some cities

    Conoscere, Interpretare, Diffondere: La circolazione nella cultura architettonica mediterranea tra XVII e XVIII secolo Knowledge, Interpretation and Dissemination: Circulations in Mediterranean Architectural Culture between XVII and XVIII centuries

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    Nel panorama globale l’area del Mediterraneo occupa una posizione nevralgica per la presenza di numerose culture e per l’intensità degli scambi tra esse avvenuti. Tale ambiente era contraddistinto da una maggiore frequenza e immediatezza dei rapporti, come conseguenza diretta di reti commerciali solide e dinamiche politiche particolarmente intense. Fin dal Medioevo, nonostante il continuo alternarsi di periodi di guerra e pace, una peculiarità degli scambi consisteva nel superamento delle barriere linguistiche e religiose. Le differenti culture del mondo cristiano e islamico che vi si affacciavano avevano la possibilità di conoscersi e confrontarsi in svariati ambiti, dall’agricoltura al commercio, dalla produzione artigianale a quella artistica. L’architettura fu uno dei principali campi in cui gli scambi mediterranei ebbero un ruolo fondamentale. Dai primi bagliori della cultura umanistica la posizione centrale dell’Italia in campo architettonico fu costantemente confermata e consolidata, giungendo all’apice con l’avvento del Barocco. Il Seicento italiano, caratterizzato da una capacità straordinaria di coinvolgere lo sguardo e i sensi del visitatore, ampliò la sua area di influenza, superando ben presto le frontiere nazionali. Le forme del Seicento italiano furono assorbite non soltanto dalle culture confinanti come quelle della Francia, della Croazia o dell’arcipelago maltese, ma raggiunsero anche contesti ben più lontani come la Spagna, il Portogallo, la Turchia e l’Egitto. Al di là di Roma, esse fecero apparire in pochi decenni una rete straordinaria di nuovi centri come Venezia, Milano, Torino, Napoli, Lecce, la Sicilia e così via. Ognuno di questi centri assunse fin da subito un carattere distintivo e peculiare. Così fu anche per la rete di nuovi centri che si venne a creare attorno al bacino mediterraneo, in costante contatto sia con le città italiane sia tra di loro. Nel Settecento la mappa del Mediterraneo presentava ormai numerosissimi poli con un fitto traffico di persone, idee, forme e tecniche. Il convegno si pone l’obiettivo di indagare la circolazione, la diffusione e l’assimilazione delle novità architettoniche dei secoli XVII e XVIII, ponendo al centro dell’attenzione i rapporti con l’Italia e ampliando lo sguardo su tutto il Mediterraneo. Tale convegno è frutto di un progetto di ricerca condotto da Alper Metin e Rossana Ravesi sulla presenza delle maestranze italiane nell’Impero ottomano e nella Spagna dei medesimi secoli. Il presupposto è la circolazione di tutte le componenti che configurano la cultura architettonica e ne determinano le dinamiche sociali

    L'evoluzione storico-architettonica del modus operandi dell'Ordine religioso dei Chierici Regolari Teatini tra il XVI e il XVII secondo in Italia e Spagna

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    Tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo in Italia si attuò un rinnovamento in ambito politico e religioso: da un lato, gli equilibri interni si modificarono in seguito all’invasione di Carlo VIII di Francia (1494) e all’assegnazione agli Asburgo di Spagna del ducato di Milano e dei regni di Napoli, Sicilia e Sardegna; dall’altro lato, dopo il concilio di Trento il rinnovamento del mondo cristiano venne recepito e perseguito dai nuovi ordini religiosi. Fondato nel 1524 ad opera di Gaetano da Thiene, GiamPietro Carafa, (futuro Papa Paolo IV), Bonifacio de Colli e Giampaolo Consiglieri, l’ordine dei Teatini fu primo degli ordini dei chierici regolari a svilupparsi nel clima della Riforma Cattolica ed ebbe presto un ruolo da protagonista, specialmente in termini di espansione verso il territorio spagnolo data la stretta relazione tra il Regno delle Due Sicilie e la Spagna. Tale studio ha avuto l’obiettivo di delineare la storia architettonica dell’Ordine teatino in Italia e in Spagna focalizzando una casistica ristretta alle fabbriche della provincia siciliana (per l’Italia) e alle chiese spagnole (esclusa Palma di Mallorca costruita in un periodo più tardo) con lo scopo di individuare un modus operandi

    I Teatini a Milano: la Chiesa e la Casa a Sant’Antonio e la nuova sede al Carrobbio. Disegni e documenti inediti

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    My essay deals with the complex history of the church and convent of S. Antonio Abate in Milan. Thanks to the discovery of a small book containing previously unseen documents and drawings, it has been possible to understand the evolution of the S. Antonio area, of both the existing and planned constructions, the plan for a new convent complex at Carrobbio in Porta Ticinese, especially through the multiple oppositions of the other religious congregations present in the territory

    L’evoluzione storico-architettonica del modus operandi dell’Ordine religioso dei Chierici Regolari teatini tra il XVI e il XVII secolo in Italia e Spagna

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    Tesis inédita de la Universidad Complutense de Madrid, Facultad de Geografía e Historia, leída el 03-06-2024En la tesis doctoral que aquí se presenta se investigó el modus operandi de la Orden religiosa de Clérigos Regulares Teatinos entre los siglos XVI y XVII en Italia y España. El trabajo se llevó a cabo como parte del Doctorado en Historia de la Arquitectura en el Departamento de Historia, Diseño y Restauración de la Universidad de Roma “La Sapienza” en cotutela con el Departamento de Historia del Arte de la Facultad de Historia y Geografía. de la Universidad Complutense de Madrid...In the doctoral thesis presented here, an investigation was conducted about the modus operandi of the religious Order of Regular Clerics Teatins; the time interval chosen is between the sixteenth and seventeenth centuries in Italy and Spain. The work was carried out as part of the Ph.D. program in the History of Architecture at the Department of History, Drawing, and Restoration of the University of Rome "La Sapienza," in collaboration with the Department of Art History at the Faculty of History and Geography of the Universidad Complutense de Madrid...Fac. de Geografía e HistoriaTRUEunpu

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Centro nazionale delle Ricerche di Roma. Dagoberto Ortensi, Marcello Rebecchini, Francesco Papi, Antonio Carlini

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    Il 18 novembre 1923, con Regio Decreto n. 2895, viene istituito sotto forma di ente morale il “Consiglio Nazionale di Ricerche”, istituto nazionale impegnato nelle discipline umanistiche, le cui finalità vennero definite dallo statuto emanato l’anno successivo. Nel documento vengono chiaramente esplicitate le finalità volte a «coordinare ed eccitare l’attività nazionale nei differenti rami della scienza e delle sue applicazioni; mantenersi in contatto con i diversi Enti statali per tutte quelle questioni, relative alle scienze ed alle loro applicazioni pratiche, la cui soluzione sia interessante ed utile al paese; quando i mezzi lo consentano, a gestire ed eventualmente istituire laboratori scientifici per ricerche di carattere generale o speciale», per le quali vengono destinati dei locali presso la Regia Accademia dei Lincei. Ben presto l’inadeguatezza e la frammentazione sul territorio degli spazi di pertinenza dell’Istituto rendono necessaria la progettazione di un edificio che possa ospitarli nella loro interezza. L’intervento promosso da Guglielmo Marconi, localizzato in un’area tra la città Universitaria e gli edifici del Ministero dell’Aereonautica, si materializza con i lavori avviati nel 1933 e diretti da Andrea Carlini, secondo le forme stilistiche delineate dal progettista incaricato Dagoberto Ortensi, ingegnere marchigiano specializzato nella progettazione di impianti sportivi. L’edificio, avente il ruolo di quinta prospettica rispetto al Viale del Policlinico e al Piazzale Aldo Moro (già Piazzale delle Scienze), si sviluppa su una superficie di oltre 6.000 metri quadrati. L’impianto trapezoidale viene svuotato in pianta da una corte centrale tipica dell’edificio palaziale romano, mentre il prospetto principale evoca i propilei di Arnaldo Foschini adottati per l’ingresso monumentale della Sapienza, connotato dai tipici elementi e materiali costruttivi ricorrenti nell’architettura littoria: il paramento a cortina ed il travertino. Il palazzo di Ortensi rappresenta inoltre il punto nodale nell’operazione urbanistica del nuovo polo scientifico della capitale che manifesta la volontà della nazione a proiettarsi verso il modernismo del XX secolo. Il presente contributo mira a delineare le relazioni formali e architettoniche tra gli Istituti di Ricerca Internazionali, come il Centre National de la Recherche Scientifique, e l’esperienza romana manifestata dall’edificio del CNR, in un contesto storico in cui la venustas architettonica non solo si allontana dall’Accademia del secolo precedente, ma è contestualmente veicolo di un preciso programma politico
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