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Raffaello Sanzio. La Carità (Caritas)
Scheda di catalogo:
Carità, Raffaello, Pinacoteca Vaticana, Rom
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Print of Raffaello Sketch
Print of a sketch by Sanzio Raffaello titled "Studio di panneggio e mani". Printer's stamp on back of sketch
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
OPERE DI ANTONIO RAFFAELLO MENGS
Opere Di Antonio Raffaello Mengs (-)
Opere Di Antonio Raffaello Mengs (Tomo Secondo) ( - )
Einband ( - )
Vorblatt ( - )
Titelblatt ( - )
Titelblatt ( - )
Lettera di Antonio Raffaello Mengs a Monsignor Fabroni Provveditore Generale dell' Universita' di Pisa ( - )
Frammento di una seconda risposta di Mengs a Monsignor Fabroni su la Niobe. ( - )
Lettera di Antonio Raffaello Mengs a Don Antonio Ponz. ( - )
Descrizione de' principali quadri del Palazzo Reale di Madrid. ( - )
Lettera di Antonio Raffaello Mengs ad un amico sopra il principio, progresso, e decadenza dell' arti del disegno. ( - )
Memorie concernenti la cita e le opere di Antonio Allegri denominato il Corregio. ( - )
Riflessioni sopra l' eccellenza di Corregio. ( - )
Annotazioni sopra le memorie antecedenti. ( - )
Ragionamiento su l' Accademia delle Belle Arti di Madrid. ( - )
Lezioni pratiche di pittura. ( - )
Nota dell' Editore. ( - )
Indice. ( - )
Tavola delle materie contenute ne' due volumi. ( - )
Vorblatt ( - )
Einband ( -
Opere Di Antonio Raffaello Mengs
OPERE DI ANTONIO RAFFAELLO MENGS
Opere Di Antonio Raffaello Mengs (-)
Opere Di Antonio Raffaello Mengs (Tomo Primo) ( - )
Einband ( - )
Vorblatt ( - )
Titelblatt ( - )
Titelblatt ( - )
Widmung ( - )
Motto ( - )
Memorie concernenti la vita di Antonio Raffaello Mengs primo pittor di camera di Carlo III. Re di Spagna ( - )
Lista delle pitture fatte in Spagna da Antonio Raff. Mengs si per S. M., e per le persone reali, come per privati. ( - )
Noi riformatori dello studio di Padova. (CXXXII)
Riflessioni su la bellezza e sui gusto della Pittura di Antonio Raffaello Mengs. ( - )
L' autore a chi legge. ( - )
Parte prima. ( - )
Parte seconda. Del Gusto. ( - )
Parte terza. Esempj del Gusto. ( - )
Osservazioni del cavaliere D. Giuseppe Niccola de Azara sul trattato della bellezza di Mengs. ( - )
Riflesioni di Antonio Raffaello Mengs sopra i tre gran pittori Raffaello, Corregio, e Tiziano, e sofra gli antichi. ( - )
Avvertimento. ( - )
Introduzione. ( - )
Capitolo I. Regole generali per giudicare del merito de' pittori. ( - )
Capitolo II. Delle parti della pittura, e de' pregi, e difetti de Raffaello. ( - )
Capitolo III. Del gusto di Corregio. ( - )
Capitolo IV. Del gusto di Tiziano. ( - )
Capitolo V. Del gusto degli antichi. ( - )
Vorblatt ( - )
Einband ( -
La societa di mutua beneficenza in Citta di Castello : relazione / compilata da Raffaello Ricci
La societa di mutua beneficenza in Citta di Castello : relazione / compilata da Raffaello Ricci
Citta di Castello : tip. S. Lapi, 1891
34 p., [7] c. di tav. : c. di tav. ripieg. ; 23 cm
La fortuna figurata di Raffaello tra XVIII e XIX secolo
il testo ripercorre la fortuna figurata di Raffaello e della sua biografia tra la fine del XVIII e la prima metà del XIX secol
Ubaldino Peruzzi a Raffaello Busacca (30 marzo 1853)
Lettera di Ubaldino Peruzzi a Raffaello Busacca del 30 marzo 1853.
Segnatura dell’unità documentale: Archivio storico dell’Accademia dei Georgofili, Carteggio, Busta 31, 2907.
Natura: manoscritto.
Consistenza: c.
Socìetas Raffaello Sanzio: tragédia, imagem e sensação
TCC (graduação) - Universidade Federal de Santa Catarina, Centro de Comunicação e Expressão, Artes Cênicas - Teatro.O ciclo/espetáculo Tragedia Endogonidia da Socìetas Rafaello Sanzio como principal objeto, é pretensão para analisar esse conjunto de cenas sob o contexto e ótica do teatro contemporâneo e da concepção e força de um teatro de imagem a partir de seu uso e interação com tecnologia, além de aspectos da tragédia e o que de fato vem a ser o trágico no universo da Cia. e seus desdobramentos no público que vê a obra, seja presencialmente ou através de recursos audiovisuais, como dois tipos diferentes de experiência (teatral e fílmica) a serem observados. Uma espécie de crítica ao espetáculo é vista como suporte e recurso para descrição de ideias subjetivas, o que possibilita uma análise poética. Pode-se também, além de investigar o processo de criação de um trabalho essencialmente imagético, observar a transmissão de sentido na ausência de diálogos, filosofia e a dramaturgia gestual e corporal e a sinestesia da imagem visualmente concebida na cena
La Roma Antica di Raffaello
Tra le opere più citate di Raffaello, la c.d. Pianta di Roma Antica resta fra le più misteriose. Eppure, nella Lettera a Leone X, Raffaello stesso ne descrive alcune qualità ineludibili, come un attento studio e rilievo topografico, o la rappresentazione degli edifici in pianta, sezione ed alzato, che da sole basterebbero ad escludere alcune proposte di identificazione, prima fra tutte quelle con la Roma Antica di Fabio Calvo. Nonostante una genericamente ammessa contemporaneità di concezione, nulla negli ideogrammi di Fabio Calvo riflette il reale interesse topografico e architettonico che letteralmente infiamma il Raffaello della Lettera. Si ritiene ora di avere identificato tracce significative dell’intento di Raffaello nell’opera di artisti a lui immediatamente connessi, i quali però, stando a quanto comunemente ammesso dagli studi, non coltivavano lo stesso interesse, o per lo meno non lo coltivavano allo stesso fine. In primis Antonio da Sangallo il Giovane, che intorno al 1518 effettua una vera e propria campagna di rilievo archeologico nell’area compresa tra la Curia (allora S. Adriano), S. Martina, il Muraglione dei Pantani e le “Colonnacce”, con una metodologia che esclude qualsiasi altro fine se non quello topografico, con ogni evidenza finalizzato a produrre un’immagine integrata e ricostruita, più che un rilievo dello stato di fatto. Contemporaneamente Baldassarre Peruzzi rileva una porzione della stessa area con il metodo già enunciato da L. B. Alberti e ripreso poi, almeno teoricamente, da Raffaello, ovvero tramite la bussola. Il suo interesse, però, sembra maggiormente rivolto agli alzati dei monumenti della stessa area interessata dai rilievi di Antonio, creando un corpus che notoriamente fungerà da base per l’opera di Serlio. Particolarmente preziosa la proposta di ricostruzione dell’interno della cella del tempio di Marte Ultore, più volte messa in dubbio, ma della cui veridicità proprio i rilievi di Antonio sono testimonianza evidente. Dopo la morte di Raffaello, Peruzzi riutilizza il suo rilevo dell’area tra S. Adriano e s. Martina per un’occasione professionale; Antonio abbandona ogni interesse per l’area dei Fori, salvo riprenderlo negli Anni Quaranta, in maniera diversissima, forse addirittura come mentore di un giovanissimo Andrea Palladio. Avendo peraltro potuto documentare che i tre disegni “in pulito” che riassumono le battute topografiche di Antonio da Sangallo sono non soltanto alla stessa scala, ma combaciano tra di loro (o riportano le istruzioni per collegare due rilevi troppo distanti), non avendo trovato traccia di un così precoce e maturo interesse archeologico dello stesso Antonio, si propone di concludere che con ogni probabilità Raffaello, cuore e mente del progetto di ricostruzione archeologica della Roma Antica, ne avesse demandato ai suoi migliori allievi l’esecuzione pratica (come accadrebbe in qualsiasi studio professionale ancora oggi) riservandosi poi di effettuarne le sintesi e di presentarne, in prima persona e magistralmente, gli stadi di avanzamento al Papa: il che coincide con quanto riferito da M. A. Michiel. Ma a interrompere l’impresa non fu soltanto la morte del Maestro. Come era già manifesto al momento dell’abortito tentativo di ricostruzione in pianta della Roma Antica ad opera di L. B. Alberti, e contrariamente a quanto si immagina oggi, della Roma Antica, tra crolli e interri, tra vegetazione spontanea, ortaglie e costruzioni “moderne”, si vedeva e si riconosceva pochissimo: della zona dei Fori, in particolare, solo quanto rilevato da Antonio da Sangallo (che mostra un imprevedibile fiuto per le identificazioni, spesso più azzeccate di quelle dei letterati coevi). Una lettura letterale di Vitruvio, priva cioè di capacità filologiche diacroniche, aveva già impedito ad Alberti, per esempio, di ritenere antiche le Mura di Aureliano, perché non corrispondevano, appunto, ai precetti vitruviani in materia di fortificazioni. A fronte di una tale carenza di capisaldi e riferimenti, orbati della guida più filologicamente accorta di Raffaello, anche i suoi allievi lasciarono cadere il progetto
Ubaldino Peruzzi a Raffaello Busacca (26 aprile 1857)
Lettera di Ubaldino Peruzzi a Raffaello Busacca del 26 aprile 1857.
Segnatura dell’unità documentale: Archivio storico dell’Accademia dei Georgofili, Carteggio, Busta 32, 3368.
Natura: manoscritto.
Consistenza: cc. 2Digitalizzato come parte della Mostra virtuale: Ubaldino Peruzzi : un percorso in rete : in occasione del bicentenario della nascita https://www.georgofili.it/contenuti/ubaldino-peruzzi-un-percorso-in-rete/1748
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