372 research outputs found

    MAISON CITROHAN, verso un'architettura

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    Il saggio è stato sviluppato all’interno di un progetto di ricerca di interesse nazionale, denominato V.I.A. – Virtual Interactive Architecture, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca per il biennio 2005-2006. La ricerca ha esplorato alcune procedure di prospettive dinamiche interattive usando, in una fase più avanzata, come modello di studio, alcuni primi progetti, mai realizzati, di Le Corbusier. Sono fra le sue prime proposte progettuali, fra le meno note ma non per questo meno significative. La simulazione di questi spazi, la loro esplorazione, la possibilità di muoversi guardare e camminare nel modello, offre indubbie possibilità di comprensione e consapevolezza, ma si è ritenuto utile, come in ogni processo di rappresentazione, approfondire la conoscenza dell’oggetto. In “MAISON CITROHAN, verso un’architettura”, si esplorano i metodi di rappresentazione e i più significativi percorsi grafici, geometrici, progettuali e ideologici che hanno portato Le Corbusier a formulare i cinque punti dell’architettura e l’applicazione del sistema del rapporto aureo. Si ripercorrono anche gli itinerari dell’ evoluzione dei metodi di rappresentazione, dal concetto all’esecutivo, trovando fili conduttori più e meno noti che ne raccontano la storia, tutta la sua potenza rivoluzionaria della teoria e della poetica: dall’idea di Dom-Ino, nato come uno slogan, mirato e significativo, dalla parola antica e da quella innovativa di Domus e “Innovazione” e, insieme, dal nome del gioco, perché queste strutture possono essere liberamente composte in un numero infinito di combinazioni (nasce l’idea del prefabbricato); alla casa standard da costruire in serie in eternit; alle tante versioni di Maison Citrohan la “macchina per abitare”. Queste ultime idee progettuali, in pianta e in sezione sono tracciate in modo sintetico a riga e squadra mentre sono sempre schizzate rapidamente le vedute prospettiche dove le diverse varianti sono accostate nello stesso ambiente, un gran giardino da poco piantumato con alberi giovani come accade in un nuovo insediamento. Dall’analisi emerge come in ogni nuovo processo progettuale, con lentezza ma progressivamente, affiori fra gli scritti, i disegni e gli schizzi un’idea nuova, un piccolo tassello che, alla fine, sarà parte integrante dei 5 Punti. Di due progetti di Maison Citrohan, (del 1920 e del 1922) Paola Quattrini ha analizzato, sulle piante e sulle sezioni, le geometrie e i rapporti dimensionali che Le Corbusier aveva da poco approfondito soprattutto leggendo un’articolo su “I tracciati regolatori” , uscito sul L’Esprit Nouveau nel 1921 e firmato da un ancora sconosciuto (in Europa) Matila Ghyka. Appare evidente dalle elaborazioni come la volontà dell’architetto di inserirvi un modulo proporzionale fosse forte: “Le solette delle piante hanno lo stesso modulo, i profili delle intelaiature delle finestre da fabbrica hanno lo stesso modulo, gli sportelli dei telai sono con lo stesso modulo” e nelle pianta del 1920, ad esempio, i rettangoli di base del piano terra risultano costruiti su sei rapporti aurei come, si scopre, anche nella sezione

    Umanesimo Digitale e Bene Comune? Linee guida e riflessioni per una salvezza possibile / Digital humanities and Commons: guidelines and recflections for a possible salvation

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    Il COVID ha evidenziato in maniera drammatica la condizione di totale fragilità della cultura e, in particolare, del nostro patrimonio artistico e storico, tangibile e intangibile. Una fragilità determinata sostanzialmente dall’assenza di relazioni, di cui invece il patrimonio vive nel susseguirsi storico delle società che lo conservano e lo condividono. Ai tempi del COVID, in cui tutti i musei, i siti archeologici e i luoghi della cultura erano chiusi, si è posta con urgenza la riflessione su come mantenere vive queste relazioni, attraverso il digitale. L’articolo tratteggia riflessioni teoriche e metodologiche per un manifesto di buone pratiche operative e scientifiche, a partire dalle numerose esperienze condotte in ambito di Umanesimo Digitale. Vengono esplicitati i quattro passaggi, intimamente connessi, su cui far leva per una filiera digitale consapevole e sostenibile: digitalizzazione scientifica, nuove forme di interazione virtuale, misurazione del gradimento dei pubblici, formazione di nuove competenze.The pandemic crisis dramatically highlighted the fragility of culture and, in particular, of our tangible and intangible, artistic and historical heritage. A fragility determined substantially by the absence of relations, of which the heritage lives on in the historical succession of the societies that preserve and share it. In the days of Covid, when all museums, archaeological sites and places of culture were closed, there was an urgent need to reflect on how to keep these relationships alive, through digital technologies. The article outlines theoretical and methodological reflections for a manifesto of good operative and scientific practices, starting from several experiences conducted in the field of Digital Humanities. Four closely connected steps on which to leverage for a conscious and sustainable digital supply chain are explained: scientific digitization, new forms of virtual interaction, measurement of public acceptance, training of new skills

    HBIM TO VR. SEMANTIC AWARENESS AND DATA ENRICHMENT INTEROPERABILITY FOR PARAMETRIC LIBRARIES OF HISTORICAL ARCHITECTURE

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    Recently we assist to an increasing availability of HBIM models rich in geometric and informative terms. Instead, there is still a lack of researches implementing dedicated libraries, based on parametric intelligence and semantically aware, related to the architectural heritage. Additional challenges became from their portability in non-desktop environment (such as VR). The research article demonstrates the validity of a workflow applied to the architectural heritage, which starting from the semantic modeling reaches the visualization in a virtual reality environment, passing through the necessary phases of export, data migration and management. The three-dimensional modeling of the classical Doric order takes place in the BIM work environment and is configured as a necessary starting point for the implementation of data, parametric intelligences and definition of ontologies that exclusively qualify the model. The study also enables an effective method for data migration from the BIM model to databases integrated into VR technologies for AH. Furthermore, the process intends to propose a methodology, applicable in a return path, suited to the achievement of an appropriate data enrichment of each model and to the possibility of interaction in VR environment with the model

    Le geometrie sommerse: metodi di dimensionamento statico e dinamico per l’architettura

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    Il contributo illustra il permanere delle armoniche proporzioni codificate nell'umanesimo, anche in età più tarda, come nel Manierismo. La lettura della facciata della Chiesa di San Giovanni Battista a Pesaro viene così a essere ricontestualizzata nella trattatistica precedente e coeva alle vicende progettuali

    Misura e Historical Information Building: sfide e opportunità nella rappresentazione di contenuti 3D semanticamente strutturati

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    Nell’ambito della modellazione 3D e nella gestione degli edifici storici, soprattutto se di elevato valore culturale e architettonico, l’utilizzo del BIM costituisce ad oggi una interessante sfida. In particolare nella modellazione reality-based è utile sviluppare metodi semplici ma che garantiscano comunque accuratezza, precisione e qualità di rappresentazione coerenti con i dati acquisiti. Il presente lavoro mira a dimostrare la fattibilità di un approccio HBIM globale, presentando e comparando due casi studio. I risultati mostrano di aver ottenuto un vero collettore di dati e attributi significativi per la conoscenza e la conservazione dell’architettura storica, generandone una condivisione facilitata. Lavori simili facilitano la diffusione dell’HBIM per gestire il processo di rilievo e restauro delle fabbriche storiche.</p

    A Comprehensive HBIM to XR Framework for Museum Management and User Experience in Ducal Palace at Urbino

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    Digitization of Cultural and Museum Heritage represents one of the most engaging challenges that would ensure a sustainable and ethical approach for next generations; digital technology&rsquo;s pervasiveness imposes a comprehensive management of architectural heritage by producing facsimiles of buildings and artworks and by testing robust methodologies, with the final result of providing effective multipurpose models. In this context, the main goal of the present paper is to develop a semantically aware HBIM model that includes an intelligent objects parametrization, leveraging Extended Reality (XR) technologies and digital curation of contents to pursue the preservation of Cultural Heritage (CH) as a whole. This research is implemented in the case study of the Ducal Palace of Urbino that houses the National Gallery of Marche. It was chosen as a remarkable example of a museum located in an architectural complex with a relevant historical background and fine detail of shapes and mouldings. In Italy, as in other European scenarios, museums and their collections need suitable dissemination and management systems that take advantage of the recent digital paradigms. The challenging approach is to exploit existing platforms and software and to adopt a cognitive modelling process, able to develop tools supporting managers and museum curators while enabling user experiences using immersive and interactive features. In order to stress the workflow, this work proposes the use of families with high Level of Detail (LOD) and high Level of Information (LOI). The present article provides, as well, an accurate data enrichment process specifically designed for a gallery&rsquo;s artworks such as paintings and sculptures, in line with the national and international policies. The study presents a robust and reproducible methodology for digital musealization and management, focusing, as future overall objectives, towards a greater merging between the HBIM approach and XR technologies, also facilitated by training new professional figures with more in-depth digital skills
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