169 research outputs found

    La Biblioteca di Dante. Catalogo della mostra - Roma, Palazzo Corsini, Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana (8 ottobre 2021 – 16 gennaio 2022)

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    Nell’opera dantesca, e nella Commedia in particolare, la tradizione della cultura classica, cristiana, medievale e romanza si ricapitola come in una summa: autori, libri, scuole di poeti e filosofi, enciclopedie, mitologie antiche e dogmi cristiani, scrittori canonici e autori più eccentrici vengono tutti riattraversati dallo sguardo di Dante. Il poeta, scrivendo i suoi testi, ne riscrive infatti, simultaneamente, la tradizione d’appartenenza. In tal senso sapere di quali letture, di quali libri, si sia materialmente nutrita la cultura e la fantasia poetica dell’Alighieri ha da sempre costituito un interrogativo fondamentale tanto per i critici che per i lettori. La questione della “biblioteca” è un aspetto della più complessiva ricerca sulla “memoria dantesca”: un sistema di rispondenze e figure, di echi e allusioni ad altri testi, che permea la struttura di tutte le opere di Dante e, giunti alla Commedia, diviene principio ordinatore di parole e d’immagini (in quanto memoria rerum e memoria verborum), fattore cruciale di ispessimento e innalzamento del linguaggio poetico. La ricostruzione di questo straordinario sistema di memorie, e dei suoi testi, si scontra tuttavia sull’evidenza che Dante non ebbe una vera e propria biblioteca, stabile e personale, come più tardi fu invece il caso di Petrarca. Il dibattito su quali opere Dante abbia effettivamente letto e quali egli conoscesse solo per altrui citazioni, o epitomi, è dunque ancora aperto e di grande rilevanza. Nel catalogo di commentano in larga prevalenza codici del Due e del Trecento, ovvero libri che nelle loro fattezze materiali corrispondono alle tipologie di manoscritti che Dante può aver letto e sfogliato. La struttura e i contenuti del catalogo si articolano all’interno di sei sezioni tematiche che rispecchiano le grandi correnti della “biblioteca dantesca”: la Bibbia e la tradizione cristiana; gli auctores nella Vita nuova; la tradizione romanza; gli auctores dopo la Vita nuova; retorica e trattatistica medievale; Filosofia, scienza e teologia. INDICE A. Quadrio Curzio, Premessa R. Antonelli, Le ragioni della mostra S. Nobili, Le ragioni di un progetto R. Antonelli – L. Mainini, Introduzione 1.La Bibbia e la tradizione cristiana 2.Gli auctores nella Vita nuova 3.La tradizione romanza 4.Gli auctores dopo la Vita nuova 5.Retorica e trattatistica medievale 6.Filosofia, scienza e teologia Opere citate in abbreviazione Tavol

    Mainini, E., Ognibene, R. & Percivale, D. Asymptotic Behavior of Constrained Local Minimizers in Finite Elasticity. J Elast (2022). https://doi.org/10.1007/s10659-022-09946-9

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    We provide an approximation result for the pure traction problem of linearized elasticity in terms of local minimizers of finite elasticity, under the constraint of vanishing average curl for admissible deformation maps

    Due architetture di pietra

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    In occasione della “Decima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia 2006, Mostra Città di Pietra – Progetto Sud”, il gruppo guidato da G. Mainini e composto da F. Rispoli, V. Fraticelli, A. De Luca, F. Viola, F. Bruni, A. D’Agostino, A. Andriello, S. Avvedimento, R. Di Vaio, A. Forino, M. T. Giammetti e V. Tenore, ha presentato due progetti: il primo, sul tema Pantelleria: il porto turistico, selezionato e pubblicato in catalogo; il secondo, sul tema Crotone, il fronte a mare sul porto, selezionato, pubblicato in catalogo ed esposto. Il saggio presenta siti, temi e regole costitutive dei due progetti ed è stato redatto in stretta collaborazione tra gli autori. G. Mainini ha provveduto alla stesura materiale del paragrafo su Pantelleria, F. Rispoli di quello su Crotone e F. Viola alla premessa, alla conclusione ed alla cura della redazione. A Pantelleria il progetto ha assunto il tema di dare una struttura al margine del porto nuovo a partire dal chiarimento delle relazioni costitutive dell’antico centro, in cui le originarie tipologie rurali dei dammusi avevano già trovato, nel tempo, una loro diversa condizione, più chiaramente urbana. A partire da questa matrice il progetto ha ricercato una dimensione conforme a quella degli isolati del centro antico. Nella copertura alla logica costruttiva dell’intradosso dei singoli elementi fa riscontro la messa in forma dell’estradosso che riunisce, in un secondo suolo, quella che altrimenti sarebbe una mera sommatoria di interventi. Questo strato, vera e propria doppia copertura, è corroso da fori e patii che, come pozzi d’ombra, memoria dei giardini arabi, offrono all’ospite il gradito ristoro del fresco. Il fronte verso mare manifesta un’articolazione apparentemente casuale che nell’individualità dei singoli interventi e nel loro costituirsi in una serie di variazioni sul tema mostra in filigrana una latente regola di formazione nel tempo. A Crotone il progetto ha assunto come propri due temi: l’arsenale, che con le sue gallerie unisce mare a mare nelle due anse opposte del porto; e la bascula, che dal suolo urbano si solleva risolvendo il dislivello tra città e molo in un unico edificio piazza, imprimendo in tal modo, una sorta di bradisisma alla tettonica del primo tema. Il progetto ha cercato di dare ordine ai lasciti casuali accumulatisi nel tempo sul fronte del porto tra il mare ed il Castello, cui rende silenziosamente omaggio, riducendo il costruito ad una dimensione semi-ipogea sotto il piano della piazza. Con il Castello, tuttavia, si confronta con la dimensione e la potenza di un gesto tettonico che risolve in un’unica piazza più spazi, la strada, il molo, le due anse del porto, e più quote quella della città e quella del molo. In copertura, alla logica costruttiva dell’intradosso del piano piazza fa riscontro la giacitura unica dell’estradosso che riunisce, attraverso un secondo suolo, quella che altrimenti risulterebbe una giustapposizione di varie scritture, corrodendosi per rivelare gli spazi sottostanti. Dal punto di vista tettonico il progetto si sviluppa da un principio di fondazione specifica, l’arsenale, come preesistenza virtuale. Dal punto di vista della intenzionalità di progetto, invece, esso è l’esito di un percorso inverso, da un lavoro di scavo nella pietra che rivela lo spessore della grande massa. Anche qui, perciò, è in opera un’ambiguità nella sequenza tra le scritture del suolo appartenenti all’artificio ed alla preesistenza: con una doppia sospensione, quella spaziale, del grande oggetto che emerge/affonda nel suolo, e quella temporale, che investe l’antecedenza tra il lavoro di costruzione e quello di scavo

    Weak lensing peak count as a probe of f(R) theories

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    Weak gravitational lensing by galaxy clusters on faint higher redshift galaxies has been traditionally used to study the cluster mass distribution and as a tool to identify clusters as peaks in the shear maps. However, it becomes soon clear that peak statistics can also be used as a way to constrain the underlying cosmological model due to its dependence on both the cosmic expansion rate and the growth rate of structures. This feature makes peak statistics particularly interesting from the point of view of discriminating between General Relativity and modified gravity. Here we consider a general class of f(R) theories and compute the observable mass function based on the aperture mass statistics. We complement our theoretical analysis with a Fisher matrix forecast of the constraints that an Euclid-like survey can impose on the f(R) model parameters. We show that peak statistics alone can in principle discriminate between General Relativity and f(R) models and strongly constrain the f(R) parameters that are sensitive to the non-linear growth of structure. However, further analysis is needed in order to include possible selection function in the peaks redshift determination

    On the weighted inertia-energy approach to forced wave equations

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    We show convergence of minimizers of weighted inertia-energy functionals to solutions of initial value problems for a class of nonlinear wave equations. The result is given for the nonhomogeneous case under a natural growth assumption on the forcing term.(c) 2023 The Author(s). Published by Elsevier Inc. This is an open access article under the CC BY license (http://creativecommons .org /licenses /by /4 .0/)

    Il recupero della ferrovia dismessa Sicignano lagonegro nel Parco del Cilemto e Vallo di Diano. I temi della ricerc pagg. 90-99

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    Nella consapevolezza che oggi sia assolutamente necessario tornare a cogliere le grandi opportunità connesse ai progetti complessi dell'ingegneria, a partire dalla qualificazione morfologica del territorio, il gruppo di lavoro ha individuato un filone di studi incentrato sul progetto e sul recupero delle infrastrutture di trasporto collettivo, intese come occasioni specifiche per l'architettura e possibili capisaldi di un sistema spaziale complesso, in grado di stabilire connessioni significative tra parti, anche distanti, di città e di territorio. Ambito privilegiato della riflessione teorica, di quella metodologica e delle sperimentazioni progettuali è stato il territorio campano, a partire dalle sue I concrete occasioni di trasformazione. Proprio in Campania, in questi ultimi anni, grazie all'azione sinergica delle istituzioni pubbliche, delle forze culturali e della società civile, si è registrata una nuova attenzione nei confronti del tema della mobilità e del ruolo delle infrastrutture di trasporto collettivo, con una maggiore consapevolezza per il senso che può assumere una loro specifica qualificazione morfologica. E' ciò, anche in rapporto ad una rinnovata idea di tutela e valorizzazione del paesaggio non più contrassegnata da un atteggiamento meramente passivo, di solo vincolo dell'esistente, ma, al contrario, in grado di promuovere un suo arricchimento attraverso i nuovi valori di cui i diversi tipi d'intervento sapranno farsi portatori. In tal senso l'architettura, con la sua funzione culturale e comunicativa, sia nelle nuove costruzioni sia negli interventi di recupero, è chiamata a colloquiare con i contesti interessati, in una regione in cui il patrimonio storico-culturale e quello paesaggistico rappresentano una risorsa diffusa e consistente, ma al tempo stesso fragile e non rinnovabile

    Asymptotic Behavior of Constrained Local Minimizers in Finite Elasticity

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    We provide an approximation result for the pure traction problem of linearized elasticity in terms of local minimizers of finite elasticity, under the constraint of vanishing average curl for admissible deformation maps. When suitable rotations are included in the constraint, the limit is shown to be the linear elastic equilibrium associated to rotated loads

    Multifidelity modeling for the design of re-entry capsules

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    The design and optimization of space systems presents many challenges associated with the variety of physical domains involved and their coupling. A practical example is the case of satellites and space vehicles designed to re-enter the atmosphere upon completion of their mission [1]. For these systems, aerodynamics and thermodynamics phenomena are strongly coupled and relate to structural dynamics and vibrations, chemical non equilibrium phenomena that characterize the atmosphere, specific re-entry trajectory, and geometrical shape of the body. Blunt bodies are common geometric configurations used in planetary re-entry (e.g. Apollo Command Module, Mars Viking probe, etc.). These geometries permit to obtain high aerodynamic resistance to decelerate the vehicle from orbital speeds along with contained aerodynamic lift for trajectory control. The large radius-of-curvature of the bodies’ nose allows to reduce the heat flux determined by the high temperature effects behind the shock wave. The design and optimization of these bodies would largely benefit from accurate analyses of the re-entry flow field through high-fidelity representations of the aerodynamic and aerothermodynamic phenomena. However, those high-fidelity representations are usually in the form of computer models for the numerical solutions of PDEs (e.g. Navier-Stokes equations, heat equations, etc.) which require significant computational effort and are commonly excluded from preliminary multidisciplinary design and trade-off analysis. This work addresses the integration of high-fidelity computer-based simulations for the multidisciplinary design of space systems conceived for controlled re-entry in the atmosphere. In particular, we discuss the use of multifidelity methods to obtain efficient aerothermodynamic models of the re-entering vehicles. Multifidelity approaches allow to accelerate the exploration and evaluation of design alternatives through the use of different representations of a physical system/process, each characterized by a different level of fidelity and associated computational expense [2, 3]. By efficiently combining less-expensive information from low-fidelity models with a principled selection of few expensive simulations, multifidelity methods allow to incorporate high-fidelity costly information for multidisciplinary design analysis and optimization [4–7]. This presentation proposes a multifidelity Bayesian optimization framework leveraging surrogate models in the form of gaussian processes, which are progressively updated through acquisition functions based on expected improvement. We introduce a novel formulation of the multifideltiy expected improvement including both data-driven and physics-informed utility functions, specifically implemented for the case of the design optimization of an Orion-like atmospheric re-entry vehicle. The results show that the proposed formulation gives better optimization results (lower minimum) than single fidelity Bayesian optimization based on low-fidelity simulations only. The outcome suggests that the multifidelity expected improvement algorithm effectively enriches the information content with the high-fidelity data. Moreover, the computational cost associated with 100 iterations of our multifidelity strategy is sensitively lower than the computational burden of 6 iterations of a single fidelity framework invoking the high-fidelity model. References [1] Gallais, P., Atmospheric re-entry vehicle mechanics, Springer Science and Business Media, 2007. [2] Peherstorfer, B., Willcox, K., and Gunzburger, M., “Survey of Multifidelity Methods in Uncertainty Propagation, Inference, and Optimization,” SIAM Review, Vol. 60, 2018, pp. 550–591. [3] Fernandez-Godino, G., Park, C., Kim, N., and Haftka, R., “Issues in Deciding Whether to Use Multifidelity Surrogates,” AIAA Journal, 2019, p. 16. [4] Mainini, L., and Maggiore, P., “A Multifidelity Approach to Aerodynamic Analysis in an Integrated Design Environment,” AIAA/ASME/ASCE/AHS/ASC Structures, Structural Dynamics and Materials Conference, AIAA, 2012. [5] Goertz, S., Zimmermann, R., and Han, Z. H., “Variable-fidelity and reduced-order models for aero data for loads predictions,” Computational Flight Testing, 2013, pp. 99–112. [6] Meliani, M., Bartoli, N., Lefebvre, T., Bouhlel, M.A., J., Martins, and Morlier, J., “Multi-fidelity efficient global optimization: Methodology and application to airfoil shape design,” AIAA Aviation 2019 Forum, AIAA, 2019. [7] Beran, P., Bryson, D., Thelen, A., Diez, M., and Serani, A., “Comparison of Multi-Fidelity Approaches for Military Vehicle Design,” AIAA Aviation 2020 Forum, AIAA, 2020

    Weak lensing halo detection by Euclid

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    It has been widely shown that weak lensing surveys can be used for detecting dark matter concentrations. Here we use the aperture mass method to predict the detectability and number density of cluster-sized halos from a weak lensing survey as expected from the future space-based Euclid mission. The method bases on the image distortion of background galaxies caused by the gravitational potential of intervening dark matter distribution. Preliminary results on the expected number density of halos with a given signal-to-noise ratio are presented for different cosmologies, showing how halo number counts can be a useful probe to discriminate among different cosmological models
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