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    Choices and Consequences: The Role of Players in The Walking Dead: A Telltale Game Series

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    One of the most important features in a transmedia structure, as Max Giovagnoli argues in his book Transmedia: Storytelling e Comunicazione [Transmedia: Storytelling and Communication], is the development of the user’s decision-making power, defined by the author as “choice excitement.” In this, every choice of the user should have a consequence in the fictional universe of a specific franchise. Consequently, a narrative universe that wants to emphasize choice excitement and the active role of people can focus on video games, where the interactive approach is prominent. This essay will discuss a specific video game, based on the famous franchise of The Walking Dead. This brand, which appears in comic books, novels, TV series, Web episodes and video games, is analysable not only as an exemplary case of transmedia storytelling, where every ramification of the franchise published in different media is both autonomous and synergistic with the others, but also by focusing on the choice excitement of users in the first season of the video game The Walking Dead: A Telltale Game Series

    Istruire con metodo e con scienza. Educazione e scuola nel periodo positivista

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    Il contributo intende delineare il rapporto tra scuola e positivismo prendendo come esempi paradigmatici il pensiero e le opere di R. Ardigò, A. Angiulli, A. Gabelli, sottolineando le luci e le ombre del positivismo pedagogico italiano

    Natura e Cultura. L'educazione dell'età romantica

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    Si intende ricostruire da una parte il rapporto tra educazione e romanticismo attravero l'analisi delle opere di J. G. Fichte, J. P. Richter, H. Pestalozzi, J. F. Herbart e F. W. A. Froebel, dall'altra parte si intende delineare la concezione educativa nel risorgimento italiano a partire dal pensiero di R. Lambruschini e G. Capponi

    L'orchestra dei teatri genovesi al tempo del giovane Paganini (1772-1797)

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    Per lungo tempo la storiografia si è occupata solo marginalmente della vita operistica della Genova settecentesca, scoraggiata fors’anche dalla delusione espressa da Charles Burney durante il soggiorno in città. Con l’acquisto del Teatro da S. Agostino agli inizi degli anni ’70 del Settecento il nobile Marcello Durazzo, ex doge e fratello maggiore di Giacomo, ambasciatore cesareo a Venezia, raggiunse il monopolio assoluto sui teatri e sugli spettacoli genovesi. La sala era, dopo il Teatro del Falcone, già di proprietà Durazzo, e il piccolo Teatro delle Vigne, il principale palcoscenico cittadino. Il periodo in questione rappresentò il momento di maggior splendore per il teatro musicale a Genova che si avvicinò, per numero di rappresentazioni e per la partecipazione di importanti virtuosi, alle altre grandi città italiane. Il recente ritrovamento di svariati documenti d’archivio, finora inediti, getta nuova luce sulla storia dell’impresariato teatrale a Genova nell’autunno della Serenissima Repubblica. L'articolo propone una discussione critica sulla gestione dell’orchestra dei teatri genovesi negli anni di formazione del giovane Paganini. Sono presentate alcune vicende e scontri tra i violinisti Giovanni Battista Serra e Giacomo Costa; si indaga la composizione dell’orchestra, il suo sviluppo, i rapporti tra le varie sezioni nonché le modalità di assunzione e pagamento; si discute per la prima volta di due documenti relativi a una associazione di mutuo soccorso fondata da tutti i violinisti genovesi nel 1776. Infine è presentato un contratto stipulato nel 1787 tra il contrabbassista Giuseppe Saettone e un allievo: testimonianza delle modalità di apprendistato musicale nella Genova di fine Settecento

    Simulazione per un progetto museale, il museo diffuso ed il sistema museale

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    esame di alcuni aspetti dell'allestimento museale che possano rendere più comunicativo e più contestuale il suo messaggo culuturale, esempi e tipologie. Riferimenti a schemi organizzativi e distributiv

    Late Roman Luna in the Light of the Porta Marina Excavations

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    Our excavations carried out in an insula in the southernmost part of Luna- near the hypothesized urban wall and Porta a Mare (Sea-Gate), immediately to the east of the Cardo Maximus- provide interesting data about the late Roman period, which, above all if compared with the results of research in other quarters, can increase our general knowledge about the city. The two domus identified in this peripheral insula (A and B, respectively to the north and the south) built in the second half of the 2nd cent. BC, underwent major changes and transformations through the centuries, but the area continued to be inhabited - or at least frequented- at least up to the late 7th-early 8th cent. AD
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