1,720,959 research outputs found
Immigrants' transnational practices in Switzerland: the cases of Turkish and Portuguese Communities
The report presents the results of a comparative research about practices of transnationalism in Switzerland. It is focused on two immigrant communities, the Turkish and the Portuguese ones, and it analyzes trasnantionalism in three spheres: political, cultural and economic
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
Progetto di restauro della Casa Noha (Matera)
Nella zona della Civita sorsero a partire dal XV secolo furono edificate le residenze delle famiglie più importanti della Città, fra cui si segnalano i palazzi Troiano, Santoro, De Scalzonibus, Malvezzi, Gattini, Festa, Noha, D’Afflitto, Ferraù e Venusio.
Il Palazzo della famiglia Noha, edificato fra il XVI ed il XVII secolo, rappresenta uno degli esempi più significativi di architettura privata dei Sassi, grazie alla sua struttura in tufo ingentilita da cornici e intagli lavorati nella sobrietà caratteristica dell’epoca e del contesto urbano. E’ una tipica casa a corte in parte coperta, caratteristica raramente riscontrabile nei palazzi della Città e che conferisce al Palazzo una severità medievale.
Il progetto prevede l’utilizzo del nucleo centrale del Palazzo Noha come spazio pubblico per attività didattica ed espositiva, unitamente alla funzione di sede regionale del F.A.I. per la Basilicata. La corte di accesso dal versante sud, nel gioco di ombre e di luci determinato dai raggi solari che filtrano attraverso le numerose bucature, offre la possibilità di ospitare esposizioni temporanee tematiche. Dagli elaborati di rilievo e in particolare dall’articolazione dei vari ambienti, si evince come queste interpretazioni, pur così differenti, siano congeniali tra loro.
Gli interventi di restauro di Palazzo Noha a Matera riguardano: l’organismo murario in conci di tufo locale, le finiture ad intonaco e soprastanti decorazioni pittoriche, gli elementi decorativi scultorei e costruttivi in calcarenite dei prospetti esterni, la dotazione impiantistica legata alla nuova funzionalizzazione degli spazi e relativa fruizione, in linea con una metodologia operativa che tiene conto della consistenza materiale e strutturale della fabbrica, e vuole garantirne la conservazione delle caratteristiche storico-figurative, attraverso un “fare” restauro che non intende perseguire la strada del ripristino indiscriminato dell’immagine originaria riproponendo materia e forma dell’architettura, e che si pone come obiettivo principale l’analisi delle cause del degrado e del dissesto e l’individuazione di specifiche lavorazioni.
Sovente, infatti, il ricorso alla rimozione di elementi, di finiture, di parti, originali o storicizzate, come gli intonaci per riproporre un’immagine figurativa presunta con la messa a nudo del paramento murario; la sostituzione di parti lapidee degradate quali conci, elementi modanati, mensole, con nuovo materiale di forma desunta per analogia con le preesistenze; l’uso prevalente di sistemi di reintegrazione, con la tecnica del cuci e scuci adottata estensivamente o anche per sostituire un solo concio murario e, di consolidamento con l’impiego del cemento armato per realizzare solette estradossali o di perforazioni armate per la pietra calcarea scarsamente resistente; sono scelte non compatibili ed irreversibili, che comportano sia la perdita della materia che un invasiva resa figurativa.
Le soluzioni progettuali prefigurate rispondono, invece, ad una linea di metodo storico-critico-conservativa e ai principi del minimo intervento, della distinguibilità, della reversibilità, della compatibilità, quest’ultima espressa non solo nell’uso sapiente di prodotti chimicamente in linea con la materia costitutiva il bene, se non addirittura formulati dalla stessa per lavorazioni in situ, ma anche nella scelta della nuova destinazione, rispettosa della spazialità del luogo e della sua autenticità. Salvo interventi di consolidamento per i dissesti presenti in pochi punti localizzati, non saranno eseguite opere di demolizione per apertura vani o porte.
Per quanto riguarda l’abbattimento delle barriere architettoniche l’acceso al museo sarà consentito mediante un percorso che partendo da via Potito supererà la scalinata verso il Recinto Cavone e la predisposizione di un sistema di superamento dei dislivelli su ruote che, durante le fasi di inattività sarà conservato in luogo protetto.
All’interno del palazzo i dislivelli saranno ridotti mediante la riduzione dei massetti e il loro allineamento ad una quota comune, in particolare, nella parte destinata ai servizi igienici, previa verifica della consistenza dei medesimi mediante indagini debolmente distruttive da realizzarsi in una fase di progetto successiva all’attuale.
All’interno del palazzo gli utenti si muoveranno seguendo un percorso ben evidenziato nell’elaborato grafico di progetto (P.04a) in cui gli aspetti museografici sono strutturati e pensati in un costante dinamismo reso esplicito da effetti sonori o proiezioni, per poi soffermarsi su oggetti la cui matericità rimanda al luogo. Dunque, sebbene, circoscritta ad uno spazio limitato, l’articolarsi della storia locale, tra dedali viari, cavità, passaggi sotterranei, corti e case palazzate, viene riproposta qui con tecnologie moderne, grazie all’ausilio della TELECOM, secondo un principio guida che è quello di non raggiungere un punto ma godere un percorso. L’esposizione avrà come tema centrale l’evocazione e la descrizione della ‘materia’ di Matera, nelle sue componenti geo-morfologiche, qualitative e architettoniche (in quanto materiale da costruzione) e in relazione con il contesto territoriale e naturale nel quale sussiste. Sotto quest’ultimo punto di vista si richiama la grande suggestione legata alle mutazioni cromatiche quotidiane e stagionali delle rocce calcarenitiche sotto l’azione mutevole dei raggi solari, un effetto che si intende riproporre, col supporto della strumentazione digitale e della riproduzione di video, nel percorso museale. Tali effetti, accompagnati da un commento sonoro che riprodurrà i “suoni” della lavorazione della pietra, saranno resi possibili attraverso programmi informatizzati in grado di riprodurre, in un tempo ragionevolmente più rapido, il ciclo giornaliero del sole proiettato su reperti lapidei parzialmente lavorati dall’uomo. In questo modo sarà possibile, lungo un breve percorso didattico, mettere in evidenza l’unicità dei caratteri materici, cromatici ed espressivi dei litotipi del luogo.
La strumentazione, nel rispetto del carattere degli ambienti, potrà essere contenuta in oggetti ad alto contenuto tecnologico appositamente cablati, come meglio descritti nel paragrafo successivo
koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist
We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.
Author-wise bibliometric analysis based on entropy.</p
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