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    Capacità di trasporto nei tratti rivestiti: prime esperienze di laboratorio

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    Vengono descritti ed analizzati i risultati di una serie di esperienze eseguite, su canaletta di laboratorio, presso il Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Ambientale "Girolamo Ippolito" dell'Università di Napoli Federico II, che confermano i risultati già trovati da altri autori agli inizi degli anni '90, quali Mayerle, Novak e Nalluri

    Sulla possibilità di utilizzazione dell’approccio variazionale per l’individuazione delle massime portate defluenti nelle reti di drenaggio

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    Nel lavoro si procede a verificare la possibilità di utilizzare un approccio di tipo variazionale. o "estremante", per la stima dei massimi tiranti idrici e delle massime portate al colmo che possono realizzarsi nelle reti di drenaggio in conseguenza di eventi meteorici estremi

    Modellazione bidimensionale dell’interazione tra correnti detritiche e strutture di controllo

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    Viene proposto un nuovo tipo di modello bidimensionale, del tutto generale, finaliz-zato all’analisi dei fenomeni di propagazione di correnti sia idriche che detritiche e/o fangose. Il modello, a contorno fisso, è basato sulla scrittura in forma conservativa ed integrale delle tre equazioni fondamentali che governano i fenomeni di propagazione. Ciò consente l’utilizzazione del Metodo dei Volumi Finiti (FVM) che, applicato con ri-ferimento a mesh di calcolo di forma triangolare, a loro volta generate con riferimento a consolidate tecniche di ottimizzazione, ed accoppiato a specifici software di modella-zione tridimensionale delle superfici, consente di portare in conto geometrie e anda-menti plano-altimetrici anche estremamente variabili. A sua volta, l’uso di algoritmi numerici estremamente robusti ed efficienti, basati sulla soluzione approssimata del problema di Riemann, in uno con idonee tecniche di integrazione numerica e formule del tutto generali per portare in conto i fenomeni dissipativi connessi al movimento del-le correnti idriche o detritiche, forniscono la possibilità di modellare in modo molto puntuale l’insieme dei processi che si sviluppano durante i fenomeni di piena o di cola-ta, tra i quali l’interazione con strutture realizzate anche allo specifico scopo di ridurre le velocità e le spinte esercitate da tali correnti su determinati manufatti. Il modello viene infine applicato ad uno specifico caso di studio, mostrandosi uno strumento sicuramente idoneo sia all’analisi dei fenomeni che possono svilupparsi in conseguenza di una colata che per la progettazione/verifica di manufatti chiamati even-tualmente ad interagire con tali correnti

    Un modello per la valutazione dell’affidabilità delle reti di distribuzione.

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    Vengono proposti una serie di indici per la valutazione dell'affidabilità idraulica e meccanica delle reti di distribuzione idrica, proponendo un approccio per la valutazione dell'affidabilità complessiva 8idraulica + meccanica) delle stesse

    UNA PROCEDURA PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE REGOLE PER LA GESTIONE OTTIMALE DEI SERBATOI ARTIFICIALI AD USO PLURIMO

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    Nel presente lavoro viene proposta una procedura per l’individuazione delle regole per la gestione ottimale di serbatoi artificiali ad uso plurimo, basata sull’accoppiamento di un Algoritmo Genetico col ben noto “Metodo degli scarti cumulati”. La massimizzazione dei benefici ritraibili dalla distribuzione della risorsa allocata in un serbatoio artificiale di preassegnato volume utile W*, è ottenuta attraverso l’elaborazione, all’interno di ciascun passo della procedura di ottimizzazione proposta, di una serie di “curve di possibilità di regolazione dei deflussi”. In particolare, le curve di possibilità di regolazione sono generate creando un certo numero di “individui”, ciascuno dei quali caratterizzato da uno specifico set dei valori dei coefficienti di utilizzazione relativi alle diverse utenze da servire, e da un determinato set dei rapporti Eut/E tra l’erogazione annua Eut assegnata a ciascuna utenza e l’erogazione annua complessiva E garantita dal serbatoio, pari alla somma dei diversi valori relativi alle singole utenze. L’approccio, sebbene in grado di portare in conto, nell’immediato futuro, deflussi variabili in modo semialeatorio, è sviluppato, nel presente lavoro, con riferimento ad un approccio puramente deterministico, a partire dalla presunta conoscenza delle disponibilità idriche in n anni consecutivi
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