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    L'infermiere della pediatria e l'errore terapeutico: studio multicentrico sul territorio modenese

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    Tra il 15 maggio e il 15 giugno 2010 abbiamo condotto uno studio trasversale sulla popolazione infermieristica che prestava servizio nei reparti di Pediatria della provincia modenese per stimare, sulla base del ricordo degli infermieri, l’esperienza di errore terapeutico durante l’intera carriera lavorativa in ambito pediatrico. Hanno risposto al questionario 85 infermieri su 104 totali pari al 81,7% con una età media di 38,9±7,7 anni (range, 24-62). Solo due appartenevano al genere maschile (2,3%). Il titolo di studio prevalente era il diploma regionale (60,0%), seguito dalla Laurea in Infermieristica (26,0%) e dal Diploma Universitario (7,0%). La media degli anni di servizio prestati in ambito pediatrico era di 13,1± 8,3 anni (range, 1-37).Una percentuale molto elevata di infermieri (90,6%) dichiara di aver assistito durante la propria carriera lavorativa ad errori di terapia. Nel processo di gestione del farmaco è nella fase di somministrazione che si verifica il maggior numero di errori, tra i quali spicca l’errato dosaggio. Il 33,3% degli eventi avversi descritti dettagliatamente dal campione riguardava un’errata dose e tra questi il 18,2% un “ten-fold error” (somministrazione di una dose dieci volte superiore). Il farmaco maggiormente coinvolto risulta l’insulina, dato sovrapponibile alla letteratura di riferimento. Gli orari più a rischio di errore risultavano essere quelli della somministrazione della terapia, che coincidevano anche con quelli dell’ingresso dei visitatori, della fine del turno infermieristico e della preparazione alla visita medica.I nostri dati possono fornire validi spunti per interventi correttivi e di prevenzione del rischio clinico in ambito pediatrico, in particolare, la progettazione di eventi formativi mirati, il miglioramento della precisione nelle prescrizioni farmacologiche e soprattutto la creazione di un contesto organizzativo e strutturale che consenta all’infermiere di operare in sicurezza

    Errori di terapia: come gli infermieri della realtà pediatrica modenese percepiscono il problema

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    Gli errori terapeutici rappresentano una delle principali cause di eventi avversi in ambito ospedaliero. Garantire la sicurezza dei pazienti è uno dei principali impegni della professione infermieristica e riveste un’assoluta priorità, in particolar modo quando i pazienti sono neonati o bambini. In Italia, il grado di consapevolezza ed interesse che gli infermieri hanno rispetto al tema degli errori in terapia, quali siano per loro i principali fattori di rischio e quali le strategie per prevenirli, sono poco conosciuti. Per tale motivo abbiamo voluto replicare uno studio condotto in alcune TIN della Toscana per indagare tale fenomeno nella realtà pediatrica ospedalizzata di un territorio dell’Emilia Romagna. E’ stato condotto uno studio trasversale sulla popolazione infermieristica di tutte le UO di Pediatria della provincia di Modena mediante la somministrazione di un questionario anonimo predisposto ad hoc e gentilmente concesso dal gruppo di ricerca dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. Hanno risposto al questionario 85 infermieri (81,7%). Analogamente alla realtà toscana il concetto di rischio clinico evoca nel 48,9% la prevenzione degli errori ma per quasi un 18,7% ansia e paura di sbagliare. Più del 90% dei professionisti modenesi ritiene il problema degli errori in terapia rilevante o molto rilevante e come i colleghi toscani il 68,5% riporta di non aver fatto mai fatto almeno un’esperienza di audit. Il 90,6% afferma di aver assistito ad errori di terapia. La fase di somministrazione del farmaco risulta la più problematica (39,4%). Solo nel 4,9% dei casi l’evento è stato tenuto nascosto ai medici. I principali fattori di rischio individuati sono di tipo organizzativo (elevati carichi di lavoro, turni stressanti e scarso personale) ed umano (stanchezza, distrazione e stress). Le azioni preventive suggerite sono principalmente rivolte alla limitazione delle interruzioni e del disturbo durante la gestione della terapia, all’aumento del personale e ad una maggiore chiarezza nelle prescrizioni terapeutiche. I dati emersi, in gran parte sovrapponibili a quelli della realtà toscana, evidenziano la sensibilità degli infermieri rispetto alla problematica e la loro capacità di individuare i punti critici nella gestione della terapia fornendo al tempo stesso preziosi suggerimenti volti a limitarli. Tali considerazioni potranno costituire validi spunti per interventi correttivi e di prevenzione del rischio clinico in ambito pediatrico

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    koamabayili/VECTRON-author-checklist: VECTRON author checklist

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    We have done our best to complete the author checklist relating to the use of animals in the hut study. Note that the objective for the hut study was to evaluate the IRS treatment applications for residual efficacy against Anopheles mosquitoes, including the local An. coluzzii mosquito population. Cows were only used to attract mosquitoes into the huts and no tests were carried out directly on the cows. The author checklist is intended for use with studies where experiments are carried out on animals, which is why we have had such difficulty in completing this for the hut study, as many of the questions do not relate to how the cows were used
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