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Caratteristiche psicometriche di una scala che misura l'orientamento autonomo-relazionale nel definire il valore dell'ingroup
L’orientamento autonomo-relazionale nel definire il valore di un gruppo è un costrutto centrale nel modello di Hinkle e Brown (1990). I gruppi relazionali, per definire il proprio valore, confrontano i loro risultati con quelli di altri gruppi; i gruppi autonomi, invece, usano standard ideali o confronti temporali. A livello personale, gli individui autonomi non usano il confronto con altri gruppi per definire il valore del proprio, gli individui relazionali invece lo usano. Secondo Hinkle e Brown, la correlazione positiva tra identificazione con l’ingroup e differenziazione a suo favore, ipotizzata dalla teoria dell’identità sociale (Tajfel, 1981), sarebbe valida solo o sarebbe più forte per i gruppi e le persone con orientamento sia collettivistico (Triandis, 1995) sia relazionale. In questo lavoro vengono studiate alcune caratteristiche psicometriche della scala di orientamento autonomo-relazionale usata da Capozza et al. (1996). Anzitutto, viene confermata la struttura bifattoriale della scala. Viene, inoltre, dimostrata la sua validità convergente e discriminante rispetto alla distinzione tra la componente normativa e la componente conativa del costrutto. La fedeltà della scala, composta di soli cinque item e, quindi, di rapida somministrazione, risulta soddisfacente
Triggering frictional slip by mechanical vibrations
We study the slippage of a tribological system of particles confined between a horizontally driven top plate and a vertically oscillating bottom plate. As shown in a recent article (Capozza et al., Phys Rev Lett 103:085502, 2009), tiny vibrations, when applied in a suitable range of frequencies, may suppress the high dissipative stick-slip dynamics reducing drastically the lateral friction force. Here, we generalize and prove the robustness of the results against the effect of quenched disorder in the confining substrates and the presence of adhesive and cohesive forces at the interface. The observed phenomenology is shown to hold true by moving from the previously considered two dimensional modeling to a more realistic three dimensional geometry. A detailed analysis is devoted to the case of short vibration pulses. These findings are relevant for nanoscale mechanics and in the context of earthquake or avalanches triggering
AN EXPERIMENTAL VALIDATION OF THE JOB DEMANDS-RESOURCES THEORY
In this work, we tested basic propositions of the job demands-resources (JD-R) theory. The vignette technique was applied. A 2 × 2 experimental design was used, defined by the following between-partic-ipants factors: resources (high vs. low) and demands (high vs. low). A specific scenario was devised for each cell of the experimental design. Participants were university students; the majority was enrolled in bachelor’s or master’s degrees in social or occupational psychology. A paper-and-pencil questionnaire was the study’s tool. In analyzing data, ANOVA was applied, and mediation models were tested with path analysis. Validating basic propositions of the JD-R theory, findings showed that resources instigate a motivational process leading to work engagement and performance; they also reduce burnout (exhaus-tion). Demands, in contrast, lead to exhaustion and have a low (negative) impact on work engagement. Findings also showed the central role that basic need satisfaction (self-determination theory) plays in the association between job characteristics and work engagement and exhaustion
Contatto intergruppi e attribuzioni di umanità: Rapporto di causalità uni- o bidirezionale?
Il contatto può essere usato come strategia per ridurre l’inclinazione ad infraumanizzare gli outgroup. Le potenzialità di tale strategia sono dimostrate da studi correlazionali (Capozza et al., 2012), longitudinali (Brown et al., 2007) e sperimentali (Vezzali et al., 2012). I due ultimi studi mostrano come la sorgente del processo sia il contatto che migliora le attribuzioni di umanità. L’evidenza relativa al rapporto causale tra i due termini è comunque scarsa. Per analizzare tale rapporto abbiamo condotto due studi. Nello Studio 1, abbiamo manipolato il contatto usando il compito del manichino. Nella condizione di contatto i partecipanti dovevano muovere il manichino, con cui dovevano identificarsi, verso volti marocchini (72 movimenti di approccio); dovevano invece allontanarlo da uno stimolo neutro (un ovale; 24 movimenti di allontanamento). Nella condizione di controllo, le 72 prove di approccio riguardavano stimoli neutri (esemplari di arredamento) e le 24 prove di allontanamento riguardavano l’ovale. Si è trovato che i tratti unicamente umani erano assegnati più intensamente ai Marocchini nella condizione di contatto che in quella di controllo. L’effetto era, inoltre, mediato dalla cresciuta fiducia per l’outgroup. Nello Studio 2, abbiamo, invece, manipolato l’umanizzazione dell’outgroup usando una tecnica subliminale. In una condizione (Umanizzazione), volti marocchini erano associati a concetti di umanità, nell’altra (Deumanizzazione), erano associati a concetti di animalità. I partecipanti eseguivano, quindi, il compito del manichino: dovevano avvicinarsi o allontanarsi da nomi tipici marocchini. Si è trovato che, nella condizione di Umanizzazione, l’avvicinamento era più veloce dell’allontanamento. In quella di controllo non vi era differenza tra i due movimenti. Nella condizione di Umanizzazione, cioè, si cerca il contatto. I due studi sostengono l’ipotesi di bidirezionalità del rapporto fra contatto e attribuzioni di umanità
Gender diversity in European firms and the R&D-innovation-productivity nexus
In this paper, we empirically explore whether gender diversity in European firms, measured at different organisational levels, contributes to enhancing their performance in terms of innovation and productivity. Particularly we propose a structural econometric framework that allows us to simultaneously account for gender diversity at the workforce and ownership level throughout different phases of the innovation process, from the decision to engage in R&D to productivity. Our results reveal that gender diversity is strongly related to firms’ performance, besides the traditional factors envisaged by the literature. However, some differences emerge according to the firms’ organisational levels. Indeed, workforce gender diversity seems to be relevant to all phases of the innovation process. By contrast, the positive influence of ownership gender diversity seems more narrowed as limited to the innovation development/implementation phase; moreover, increasing women’s participation beyond a certain threshold is negatively associated with firms’ productivity
Satira e conflitti nel teatro di Dario Fo
Nel teatro di Fo, in cui il punto di vista degli umili assume la massima focalizzazione, viene delineato un popolo che fa del potere dissacrante della satira una forma di opposizione alle prevaricazioni. Nel testo-simbolo la ‘Nascita del giullare’, la prospettiva di colui che viene offeso dall’arroganza del più forte assurge a ottica totalizzante con cui viene guardata la storia umana segnata da conflitti, nei quali i più deboli utilizzano l’arma non violenta della satira, che smaschera la miseria del potere dispotico. In tale prospettiva, il Cristo non è quello storico delle Sacre Scritture, ma quello costruito dall’immaginario collettivo di una comunità che si ribella alle ingiustizie. Quando Fo mette in scena in RAI il suo Mistero Buffo, immancabile, si leva la censura da parte del mondo cattolico. Fo risponderà alle accuse affermando che nei testi medievali ha incontrato troppo spesso, per poterlo ignorare, un Cristo trasformato dal popolo in una sorta di eroe da opporre ai potenti e alle gerarchie ecclesiastiche. Un Dio che, donando al povero l’arma potentissima della satira, lo trasforma da contadino in giullare, permettendogli, in tal modo, di riscattare la sua esistenza e riconquistare una dignità perduta
Suppression of Friction by Mechanical Vibrations
Mechanical vibrations are known to affect frictional sliding and the associated stick-slip patterns causing sometimes a drastic reduction of the friction force. This issue is relevant for applications in nanotribology and to understand earthquake triggering by small dynamic perturbations. We study the dynamics of repulsive particles confined between a horizontally driven top plate and a vertically oscillating bottom plate. Our numerical results show a suppression of the high dissipative stick-slip regime in a well-defined range of frequencies that depends on the vibrating amplitude, the normal applied load, the system inertia and the damping constant. We propose a theoretical explanation of the numerical results and derive a phase diagram indicating the region of parameter space where friction is suppressed. Our results allow to define better strategies for the mechanical control of frictio
Confronto tra strategie di contatto in contesti di lavoro [Testing contact strategies in working contexts]
Nella presente ricerca, si è analizzata l’efficacia di alcuni modi di contatto nel migliorare le relazioni tra Italiani e immigrati. In particolare, si sono confrontate la teoria del contatto intergruppi (Brown e Hewstone, 2005), il modello dell’identità dell’ingroup comune (Gaertner e Dovidio, 2000), il modello dell’identità duplice (Gaertner et al., 2000). Lo strumento utilizzato era un questionario. I partecipanti, tutti Italiani, erano lavoratori di aziende in una regione del Nord. L’ipotesi era che la salienza dell’identità comune sarebbe stata la modalità di contatto più efficace per migliorare le relazioni tra Italiani e immigrati entro il contesto di lavoro. La generalizzazione degli effetti del contatto alla categoria generale degli immigrati avrebbe dovuto, invece, essere più forte quando, negli incontri tra lavoratori italiani e stranieri, era saliente l’identità duplice. I risultati hanno confermato l’ipotesi relativa all’efficacia dell’identità comune, anche se non si sono rilevati i previsti effetti di moderazione. Sono state, infine, discusse le implicazioni pratiche e teoriche dei risultati ottenuti
Does status affect intergroup perceptions of humanity?
Across three studies, we examined whether ingroup status may affect intergroup perceptions of humanity. In Studies 1 and 2, we considered real groups: Northern versus Southern Italians; in Study 3, we manipulated the socioeconomic status of two minimal groups. In all studies, members of higher status groups perceived the ingroup as more human than the outgroup, while members of lower status groups did not assign a privileged human status to the ingroup. Such findings were obtained using different implicit techniques: the Implicit Association Test (IAT) and the Go/No-go Association Task (GNAT). Further, results suggest that the different perceptions of humanity may depend on the stereotypic traits generally ascribed to higher and lower status groups. The implications of results for infrahumanization research are discussed. © The Author(s) 2012
Human capital and firms’ innovation: evidence from emerging economies
We explore the relationship between human capital and firms’ innovation in emerging economies. Most papers consider the formal knowledge developed in R&D laboratories as a major source of innovation. However, a critical portion of knowledge required for innovation resides in human resources and is created outside any formalised R&D activity. We consider that, to improve their technological capabilities, firms should invest in different forms of human capital, namely highly educated workforce and experienced managers, but also in strategic human resource (HR) practices aimed at developing human capital by increasing employees’ firm-specific technical skills and competences. Besides looking at the type of innovation outcomes, we place greater emphasis on the strategies of innovation development, as these should signal an improved firms’ ability, not just to innovate, but to put their own creative effort in the development of innovation. Our results contrast with the traditional view of firms in emerging economies as mainly relying on the external acquisition of innovations, by showing their actual ability to develop new technologies. In this respect, HR practices aimed at fostering employees’ learning and autonomy at work appear more important than the educational attainment of workers, whilst the experience of managers does not seem effective
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