1,721,201 research outputs found

    Musei in viaggio. Verso nuove identità.

    No full text
    Si riflette sul ruolo dinamico dei musei e su questioni di attualità come la restituzione e rimpatrio degli oggetti. Vengono intervistati direttori di musei internazionali e antropologi sulla questione del patrimonio

    L'antropologia tra politiche e pratiche del welfare state.

    Get PDF
    Se ad oggi, non esiste una branca specifica della disciplina nota come “antropologia del welfare”, possiamo però dire che antropologi e antropologhe hanno lavorato e continuano a lavorare su temi ad esso connessi in diversi ambiti. In Italia, gli antropologi hanno una lunga storia di impegno in questo campo, nell’esplorare pratiche e rappresentazioni del welfare, e analizzando come le sue politiche vengono implementate e vissute dalle persone. Come sostenuto da Alberto Maria Sobrero, nel nostro Paese possiamo parlare di un’antropologia nel welfare piuttosto che del welfare, poiché gli antropologi anziché studiare il welfare come oggetto a sé stante, hanno lavorato nel contesto delle sue politiche come parte integrante della vita sociale e culturale (Sobrero 1992 ). La transizione da un intervento universale destinato a tutti i cittadini a un intervento rivolto a pochi ha di recente attirato l’attenzione dell’antropologia sul welfare come specifico ambito tematico. Proprio lo “stato” del welfare state nel produrre confini multipli, mutevoli e contestati di inclusione ed esclusione è quanto richiede un’attenta analisi etnografica. L’etnografia, rispetto ad altri tipi di analisi, si rivela particolarmente preziosa non solo per le sue finalità conoscitive ma anche per il suo potenziale di modificare il senso comune e le concezioni della vita sociale. Ci consente, inoltre, pur con tutte le difficoltà del caso, di addentrarci nei meandri degli edifici burocratici, di governo e istituzionali svelando “quei dispositivi in cui si sostanziano i rapporti di potere che strutturano lo spazio sociale” (Capello in Pozzi e Rimoldi, p. 83).Pozzi e Rimoldi, p. 83). In questa prospettiva, due volumi usciti pressoché in contemporanea (2022) come la monografia di Valentina Porcellana Antropologia del welfare. La cultura dei diritti sociali in Italia e la curatela di Luca Rimoldi e Giacomo Pozzi Pensare un’antropologia del welfare. Etnografie dello Stato Sociale in Italia, si propongono di esplorare le complessità e le contraddizioni del welfare, evidenziando come lo Stato non sia un’entità esogena e monolitica, ma un’articolazione di pratiche quotidiane che hanno profondamente trasformato l’immaginario collettivo, producendo nuove aspettative, rappresentazioni, diritti e servizi. Senza pretesa di esaustività, entrambi i lavori forniscono una prospettiva unica e preziosa per comprendere il tema in tutta la sua complessità e contraddittorietà, mostrando come la disciplina possa contribuire criticamente alla comprensione e alla costruzione delle politiche e delle pratiche del welfare. Inoltre, poiché lo Stato come qualsiasi altra istituzione pubblica o privata si compone di persone, l’antropologia ha la possibilità, oltreché che metodi e strumenti, di cogliere ruoli e posizioni dei diversi soggetti che fanno e/o non fanno lo stato del benessere sociale

    Costruire relazioni a scuola.

    No full text
    Si introduce il caso di ricerca-azione e il suo contesto educativo, in seguito analizzati nel volume, e si indicano gli aspetti teorici e metodologici per affrontare la questione della diversità e dei processi interculturali nella scuola di oggi

    MAI DIRE SQUOLA: MODELLI EDUCATIVI DAL MONDO

    No full text
    Esposizione a carattere interculturale, è stata esposta in diverse città italiane per realizzare percorsi interculturale con le scuole di ogni ordine e grado. La prima esposizione è stata realizzata all'Arsenale di Verona nel 2004 in collaborazione con l'Università di Verona, Comune e Provincia di Verona, Ufficio Pari Opportunità. Proviamo a scendere dall'automobile e mettiamoci ad osservare i segnali stradali, di nazioni diverse, che si trovano vicino alle scuole e indicano "attenzione bambini". Questi segnali ci raccontano della cultura che li ha prodotti. Il libro proprio questo intende fare: accompagnare oltre il significato più immediato di un'immagine, mettere a fuoco dettagli, inaugurare nuove connessioni, dischiudere altri punti di vista. Si tratta di un vero e proprio viaggio interculturale alla scoperta di modelli educativi, di stili di acconciature e di abbigliamento, di abitudini alimentari, di discriminazioni di genere, di ruoli parentali

    ANTROPOLOGIA CULTURALE

    No full text
    VOCE ANTROPOLOGIA CULTURAL

    Un'antropologa in banca

    No full text
    L'introduzione al volume ha lo scopo di aprire uno spazio di riflessione e di dialogo sulle opportunità e criticità offerte dalle imprese alla ricerca applicata nei suoi diversificati ambiti e che si realizza sulla linea di contatto tra studiosi, ricercatori e figure professionali in esse implicati. Intende, inoltre, evidenziare gli apporti significativi inerenti le diverse metodologie, le sperimentazioni e i nuovi contributi offerti dagli antropologi in ambito internazionale nei diversi campi di applicazione per la figura professionale dell’antropologo. Sempre più si riconosce, infatti, l’importanza di investire in equipe di antropologi in campi diversificati. Molte aziende a livello mondiale, sia in ambito profit che non-profit, hanno creato team di etnografi per supportare le loro ricerche con gli strumenti propri dell’antropologia. Molteplici sono le applicazioni in cui la ricerca negli ambiti dell’industria e del marketing tende ad utilizzare i metodi antropologici ed etnografici per i propri fini. Si va dal product design e development, al branding, alle analisi di mercato globale, fino ai sistemi complessi che riguardano le culture organizzative. Infatti, per quanto concerne le culture e i processi organizzativi, si rende più che mai necessaria la presenza degli antropologi non solo per quanto riguarda le risorse umane, ma anche per le tecnologie e l’industry 4.0 (come e cosa le tecnologie devono connettere, cosa devono tradurre). Anche in Italia, nelle scuole di design, gli insegnamenti dei metodi etnografici hanno iniziato a diffondersi, in quanto considerati sempre più parte integrante dei processi di sviluppo di prodotto delle aziende

    Fiabe e leggende: le più belle dell'Africa

    No full text
    Una raccolta di racconti per far conoscere la complessità e la ricchezza del continente africano per scuola primaria e secondaria di primo grado. IL volume è stato un supporto per l'attività condotta nelle scuole di diverse regioni d'Italia "Favolare l'Africa"

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Get PDF
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Get PDF
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
    corecore