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La monetazione di Capua nella fase longobarda: qualche considerazione
Questo contributo si sofferma sulla monetazione longobarda di Capua, la città fondata nel IX secolo sulle rive del fiume Volturno: attualmente sono attribuite a Capua su presupposti sufficientemente solidi solo gli esemplari in argento, mentre le monete di rame sono considerate più tarde, prevalentemente della fase normanna. La monetazione longobarda della città viene qui esaminata soprattutto in riferimento a quella di Benevento, perché Capua era parte del Ducato-Principato beneventano: sullo sfondo vengono sinteticamente richiamate alcune delle principali serie dell'epoca, quali le serie autonome di Toscana, o serie papali-imperiali, che possono concorrere all'interpretazione dell'esile ma non trascurabile, principalmente sul piano politico, monetazione di Capua al tempo dei Landonidi
L'Istituto Angiulli, ex Convento di San Bonaventura da Bagnoregio a Santa Maria Capua Vetere
Il saggio, del quale R. Lattuada ha redatto le pp. 115-120, espone le vicende storiche e di committenza dell'ex Convento di San Bonaventura da Bagnoregio a Santa Maria Capua Vetere (CE). La parte curata da R. Lattuada tratta quanto resta dell'arredo della chiesa del convento, con partilare attenzione alla grande pala di Luca Giordano, 'La visione di San Bonaventura da Bagnoregio'
'Capua etrusca'
Quadro archeologico aggiornato di Capua etrusca tra epoca villanoviana e avvio della fase sannitica
I monumenti ai caduti di Santa Maria Capua Vetere: la Nazione nel Municipio
I monumenti ai caduti di S.Maria Capua Vetere, edificati fra il 1905 e il 1925, sono fra loro legati da una storia comune che abbraccia un ampio arco cronologico: dall'Unità al fascismo. La ricerca ne ha ricostruito le dinamiche individuando stretti collegamenti fra la capitale del Regno d'Italia e il municipio sammaritano che si avvalse di architetti e scultori impegnati nei più significativi cantieri romani, come il piacentino Manfredi,il siciliano Ximenes e marchigiano Tonnini
Capua, città dei militari
La nuova città di Capua fu fondata nell'856 dal conte longobardo Landrone in luogo dell’antico porto della Capua romana, occupando progressivamente un’ansa del fiume Volturno in grado di garantire una sufficiente difesa dalle stesse incursioni vandaliche che avevano portato all’abbandono della vecchia città. Per la sua posizione strategica, a cavallo della via Appia lungo il confine settentrionale del regno di Napoli, la città avrebbe assunto nel tempo l’aspetto e le funzioni di una vera e propria città-fortezza, definita fin dal XIII secolo ‘clavis regni’ per sottolineare lo stretto legame fra struttura urbana ed esigenze difensive. In un continuo e frenetico miglioramento delle mura, del castello e delle numerose attrezzature belliche dislocate in tutto il centro urbano, questa condizione influenzerà fino alla fine del XIX secolo lo sviluppo - non solo fisico - della città, letteralmente costretta all’interno delle mura cinquecentesche e assoggettata a vincoli sempre più pesanti sino alla definitiva dismissione, nel corso del secolo scorso, delle molte caserme, degli ospedali, dei depositi e di ogni altro edificio militare
S. Maria Capua Vetere. Palazzo Melzi. Facoltà di Giurisprudenza
Il saggio ripercorre le articolate vicende del Palazzo Melzi, interessante edificio seicentesco interamente trasformato a partire dal Decennio francese per ospitare dapprima l'Intendenza e il Consiglio Provinciale di Terra di Lavoro, e poi il Tribunale Provinciale. Grazie a fonti bibliografiche coeve e, soprattutto, al reperimento e all'analisi di una lunga serie di documenti inediti conservati presso l'Archivio Diocesano di Capua, gli Archivi di Stato di Napoli e di Caserta e l'Archivio Storico del Comune di Santa Maria Capua Vetere, viene ricostruito l'aspetto originario della fabbrica voluta dal cardinale Melzi, soffermandosi poi sull'analisi della lunga serie di lavori che interessarono l'edificio dai primi decenni dell'Ottocento, finora totalmente ignorati alla storiografia nonostante il coinvolgimento in qualità di progettisti e supervisori di figure di primissimo piano del panorama architettonico napoletano
On the Two Names of Capua
Автор полагает, что название "Капуя" имеет этрусское происхождение (либо от имени собственного, либо от слова capys — коршун). Первоначальное же название этого города ("Вольтурн") было италийским. The author believes that the name "Capua" is of Etruscan origin (either from the proper name, or from the word capys — kite). The original name of this city ("Volturnum") was Italic
Il centro commerciale naturale della città di santa Maria Capua Vetere
Il Centro Commerciale Naturale della Città di Santa Maria Capua Vetere contribuisce a rendere competitivi per il mercato il sistema e la rete della vendita al dettaglio di tipo tradizionale.
E' ormai consolidata la consapevolezza che la crescita sproporzionata e squilibrata dei centri commerciali artificiali di cui è invasa la nostra Campania Felix, in particolare l'interland casertano e nolano, ha determinato un fattore ulteriore alla crisi economica già in atto che ha accelerato la mortalità di botteghe, piccoli negozi e laboratori artigianali delle città storiche. In Campania nell'arco dei primi sei mesi dell'anno in corso hanno chiuso circa cinquemila negozi ed il trend rischia di aggravarsi ulteriormente.
Le attività commerciali tradizionali ed al dettaglio rappresentano la naturale area di scambio delle produzioni locali artigianali e semi-industriali, certamente non costituiscono i punti di destinazione finale delle produzioni globali e della grande distribuzione. Un segmento particolare rivestono nei Centri Commerciali Naturali i negozi delle grandi firme e dei grandi marchi che richiedono ulteriori elementi di marketing territoriale e di elevata qualità e sicurezza urbana. La comunità urbana, attraverso la costituzione del CCN, può effettivamente rafforzare il proprio patrimonio economico, sociale e storico-culturale. Le "botteghe" trasformandosi in "aziende" e "società consortili" promuovono l'unione e la cooperazione per un network territoriale realmente in grado di gestire servizi ed eventi per rendere sempre più attraenti i luoghi destinati allo shopping, all'intrattenimento e al tempo libero.
Gli organismi politico-istituzionali sono, dunque, chiamati a svolgere un ruolo decisivo nella programmazione urbanistica e produttiva per il miglioramento della qualità della vita nelle città ed in particolare nei centri storici la cui autenticità è il primo fattore della qualità stessa. E' volontà dell'attuale Amministrazione Comunale di predisporre gli atti necessari per l'istituzione del CCN della città di Santa Maria Capua Vetere, all'interno del Centro Storico, partendo in via sperimentale da Corso De Carolis a Piazza Matteotti e da Piazza San Francesco D'Assisi a Piazza San Pietro e procedere alla redazione del Piano Urbanistico Attuativo di Valorizzazione del Centro Commerciale Naturale. Il PUA di valorizzazione del CCN è opportuno che sia ntegrato ai seguenti ulteriori piani e programmi:
· Piano del Colore dei fronti urbani e delle piazze;
· Piano generale degli impianti pubblicitari e della cartellonistica informativa;
· Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade, degli spazi pedonali e dei giardini pubblici;
· Opere di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture primarie e delle reti impiantistiche e
tecnologiche;
· Ammodernamento della scena urbana, degli arredi, dell'illuminazione artistica delle cortine edilizie al fine di valorizzare il patrimonio storico e monumentale presente nelle parti urbane ricadenti nel CCN;
· Programmazione della videosorveglianza per garantire la sicurezza urbana.
In conclusione il recupero prudente dei valori economici, sociali e storico-culturali del tessuto urbano delle aree già consolidate spontaneamente dalla diffusione del commercio e dei negozi al dettaglio deve essere coadiuvato progressivamente dalla pedonalizzazione di sempre più ampi settori del centro storico e tendere alla implementazione dei sistemi della mobilità urbana pedonale meccanizzata sostenibile come micro shuttle movement alternativi e scambiatori di traffico ferro-gomma e pubblico-privato.
Dalla Delibera di Giunta Comunale 1 dicembre 200
Mario Cartaro e il perduto affresco della Capua Vetus di Cesare Costa (1595)
This article deals with the bird-eye view of the ancient city of Capua, now Santa Maria Capua Vetere, made paint in 1595 by Cesare Costa, archbishop of the new Capua, in his palace. The painting disappeared during the restoration of the palace in 1759, but some engraved copies realized before this date still survive. The study of such copies, together with the exams of printed and manuscript written sources, allows now to reconstruct the complexity of such a story, which during the centuries involved also international scholars such as Lucas Holstenius, Cassiano Dal Pozzo, Scipione Maffei and Bernard de Montfaucon. Thanks to new researches it has been possible to find a drawing representing the ancient Roman amphitheater of Capua, possibly related to the execution of the fresco, and to identify the author of the reconstruction as the painter and mapmaker Mario Cartaro
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