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Pirandello e il brivido dell'eterno
Pirandello asserts that «nature uses as an instrument human imagination to carry on its creation’s work». This continuation of creation by the imagination consists in creating something eternal rather than temporal: «the work of art lives forever», Pirandello affirms too. Imagination and art are therefore the spheres where everything is eternal in, where everything is saved from the danger of annihilation. But if everything is eternal, pain is eternal too. In fact the six characters in search of an author are eternal figures and each of them is the emblem of an aspect of pain. The way towards an eternity that can only be desired, as a salvation from the anguish of annihilation, falls in with the obstacle of an eternity that can only be feared, as an eternity of pain. A dark negativity during a luminous way: the most intimate life of Pirandello's drama is here
Riqualificazione, restauro e rifunzionalizzazione del Complesso Monumentale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili - Studi propedeutici alla progettazione: il quadro esigenziale e gli indirizzi metodologici.
Simbolo e assenza. Fra codice multiplo e bi-logica
Il libro mira ha mirato a integrare i contributi provenienti da due fondamentali teorie della mente: la teoria bi-logica elaborata da Ignacio Matte Blanco e la teoria del codice multiplo elaborata da Wilma Bucci. Non si è trattato solo di individuare affinità e differenze fra le due teorie, ma di produrre fra loro una sorta di "reazione chimica". Da questa sono scaturiti niuovi elementi di conoscenza sul rapporto fra le immagini e le parole, sul loro diverso modo di evocare ciò che è assente
Infinità e vaghezza
L'esperienza umana può essere compresa fra i due poli dell'attaccamento al mondo e della tensione verso qualcosa che nel mondo non c'è: nella polarità di mondo e al di là del mondo. Si tratta appunto di una polarità: di due istanze che trovano ciascuna nella coesistenza con l'altra la propria misura e la stessa possibilità di sussistere
Freud e Minkowski. L'inconscio e il tempo.
Nel 1932, ormai prossimo al termine della propria ricerca, Freud ha osservato: «Ho costantemente l’impressione che da questo fatto accertato al di là di ogni dubbio dell’inalterabilità del rimosso ad opera del tempo, noi abbiamo tratto troppo poco profitto per la nostra teoria. Eppure qui sembra aprirsi un varco capace di faci accedere alle massime profondità». Questo libro mira ad ampliare questo varco, a individuare qualcosa di ciò che questo lascia intravedere, attraverso il confronto dei testi freudiani con il Tempo vissuto di Eugène Minkowski, l’opera di psichiatria fenomenologica che ha posto a centro della propria attenzione il legame fra la psiche e il tempo
Contraddizione e Follia
Una cosa è il nulla che viene dopo la vita, un'altra, tutt'altra cosa il nulla che precede la vita. Il primo è annichilimento, il secondo un preludio, sul cui sfondo la vita può ritrovare, intatta, la sua freschezza. Perché il passato quando è stato vissuto era qualcosa di nuovo, e la nostalgia mira innanzitutto a questo elemento di novità racchiuso nel passato. E' tracciato dunque dalla nostalgia l'orizzonte sul quale la vita a venire può stagliarsi in tutta la sua purezza: il segreto di un senso dell'esistenza che non può essere vanificato dall'idea della sua fine
Freud e Severino
Per Freud l’inconscio è «soprattutto fuori del tempo». Emanuele Severino definisce la propria filosofia come la «ricerca di quell’essere che è fuori del tempo». Freud ritiene che una riflessione sulla a-temporalità dell’inconscio, una sua «esatta valutazione filosofica», possa «aprire un varco verso le massime profondità», ed è questa la sua ultima parola sul tempo e sull’inconscio, il suo testamento spirituale. La filosofia di Severino sembra prestarsi proprio a questo scopo. Ma le due concezioni non sono affatto sovrapponibili. Né sarebbe sufficiente integrarle fra loro intendendo l’una come il complemento dell’altra. La possibilità più feconda è quella di confrontarle non solo per rilevarne identità e differenze ma per produrre una sorta di “reazione chimica”, dalla quale scaturisca qualcosa di nuovo, di non riconducibile a nessuna di esse bensì a una sintesi più ampia che le comprenda entrambe. Il contenuto di questa sintesi è una rielaborazione del concetto di a-temporalità dell’inconscio, per la quale si rimanda ovviamente al contenuto del saggio
Struttura originaria e inconscio come insiemi infiniti
Emanuele Severino ha definito "apparente ed equivoco" l'incontro della psicoanalisi con il pensiero di Parmenide annunciato dallo psicoanalista cileno Ignacio Matte Blanco nel suo libro del 1975 "L'inconscio come insiemi infiniti". Si mostra come tale definizione sia incontestabile alla luce di ciò in tale libro è effettivamente realizzato. Ma si mostra anche come un incontro autentico fra la psicoanalisi e il pensiero di Parmenide, e dello stesso Severino, divenga possibile se si sviluppano alcuni concetti dell'opera di Matte Blanco dei quali egli stesso aveva auspicato lo sviluppo
Severino e Matte Blanco (Prefazione di Emanuele Severino)
Il filosofo italiano Emanuele Severino ha definito "apparente ed equivoco" l'incontro della psicoanalisi con Parmenide realizzato dallo psicanalista cileno Ignacio Matte Blanco. Il libro mira ad individuare la possibilità di un'incontro non apparente ma reale non equivoco ma fecondo della psicoanalisi con il pensiero di Parmenide e di Severino
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