1,720,982 research outputs found

    Queering the border: Encounter and fusion in a French-Italian organization

    No full text
    Nationality can be an important element in the definition of organizational identity, especially in the case of cross-cultural encounters. However, in such cases, multiple national identities matched with the same organization can generate ambiguity. Since most organization and management scholars have so far relied on a positivist approach, which equates national identity to national culture and look at it as a discrete object, we know little about how organizational members deal with multiple, ambiguous national identities. To fill this gap, in this paper we look at how the employees of a French-Italian state-owned company involved in a transnational megaproject represent their organizational binational identity. We do so by combining traditional qualitative methods with a photo elicitation technique, and relying on conceptual insights from boundary theory and queer theories. Our findings show how being a binational organization could mean different things to different people, as they rely on different framings to represent national identity; as a consequence, different ways of dealing with the identitary tensions deriving from the encounter of two national cultures emerge. Moreover, our findings reveal the potential of visual methods for the study of organizational identity and cross-cultural encounters

    What Unions Can and Must Do

    No full text
    Still today, many people linked to the LGBT community must deal with a series of formal types of discrimination (regarding the policies and decisions a company makes) and informal types as well (regarding the climate at the company and interpersonal dynamics) that make work experiences problematic. • The approach taken by labor unions to diversity of sexual orientation and gender identity within companies is peculiar on various fronts, differentiating it from the approach of Diversity Management, that is more oriented towards business. The differences derive from a basic logic oriented towards workers’ rights and equal opportunity, rather than enhancement of a company’s human resources. • Due also to their links with the world of activism, unions seem to be the only interlocutor able to offer protection and support to the most marginalized LGBT workers, such as self-employed or young workers without stable contracts, or those that don’t have the good fortune to work in companies attentive to the question of discrimination

    Che cosa può e deve fare il sindacato

    No full text
    Ancora oggi molte persone legate alla comunità LGBT devono confrontarsi con una serie di discriminazioni formali (quelle che hanno a che fare con le policy e le decisioni che l’azienda prende) e informali (riguardanti il clima aziendale e le dinamiche interpersonali) che ne rendono l’esperienza lavorativa problematica. L’approccio del sindacato alla diversità di orientamento sessuale e di identità di genere nelle aziende presenta una serie di peculiarità che lo differenziano da quello, più orientato al business, del Diversity Management. Le differenze derivano da una logica di fondo orientata ai diritti dei lavoratori e alle pari opportunità più che alla valorizzazione delle risorse umane dell’impresa. Il sindacato, anche in virtù del suo legame con il mondo dell’attivismo, sembra essere il solo interlocutore in grado di offrire tutela e supporto ai lavoratori LGBT più marginalizzati, come gli autonomi o i giovani precari, o che non hanno la fortuna di lavorare per aziende attente al tema della discriminazion

    Le influenze globali e nazionali sul modo di parlare in azienda

    No full text
    Quello della lingua è un tema, ad oggi, poco approfondito nell’ambito degli studi organizzativi, malgrado la centralità che assume per le organizzazioni che operano in un contesto ‘glocale’, dove forze globali e nazionalismo si intrecciano. A partire da una riflessione sul tema del nazionalismo, anch’esso poco sviluppato negli studi manageriali, è possibile esplorare il modo in cui le lingue sono usate in diversi contesti organizzativi. In alcuni casi prevale l’inglese come lingua franca, in altri la lingua nazionale come criterio di accesso all’organizzazione, non mancano situazioni ibride che bilanciano o integrano le diverse culture in gioc

    L’impresa inclusiva. LGBT e diversity in azienda

    No full text
    In Italia vi sono più di un milione di lavoratrici e lavoratori omosessuali, lesbiche, bisessualie transgender. Dei loro diritti nella società civile molto si è ultimamente discusso in occasione dell’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili. Il mondo del lavoro ha invece finora ignorato questa fetta di popolazione: da poco ci si sta accorgendo di loro come consumatori, ma nella grande maggioranza dei casi all’interno delle organizzazioni non li si considera ancora nella loro individualità. Si tratta di una diversità facilmente occultabile e tutti preferiscono ignorarla o considerarla alla stregua di un fenomeno circoscritto ad alcuni settori specifici come la moda. Niente di più lontano dalla realtà. La diversità di orientamento sessuale e di identità di genere è oggetto di discriminazione sui luoghi di lavoro come e ancora di più di altre tipologie all’onore delle cronache già da molto tempo. Se però le aziende vogliono riconquistare la fiducia dei propri collaboratori, se li vogliono motivare chiedendo loro proattività e identificazione col progetto d’impresa, il primo passo è rispettarli nella loro individualità, indipendentemente dalle diversità che li caratterizzano. Di inclusività si è molto parlato in questi anni ma il tema della popolazione LGBT in Italia è tradizionalmente rimasto ai margini. Questa guida vuole iniziare ad ovviare a questo limite. L’Università Statale di Milano, con l’appoggio dell’Associazione Italiana per la Direzione del Personale e dell’Associazione Parks – Liberi e Uguali ha condotto un progetto di ricerca con alcune tra le aziende più all’avanguardia sul versante dell’inclusione. Frutto di questo studio è un volume semplice ma completo di introduzione al tema LGBT e lavoro, che offre molte indicazionio perative a partire dalle best practice di alcune aziende eccellenti

    La pratica del whistleblowing: una rassegna della letteratura internazionale sul tema

    No full text
    Il whistleblowing, inteso come la rivelazione di comportamenti illeciti, immorali o inopportuni che avvengono sul luogo di lavoro, è un fenomeno di crescente rilevanza in un’epoca in cui etica, sostenibilità e trasparenza rappresentano temi cruciali per le organizzazioni pubbliche e private. Attraverso una rassegna della letteratura internazionale, il presente articolo delinea i principali temi e i possibili sviluppi legati al fenomeno del whistleblowing, ponendo particolare attenzione al ruolo dei manager e ai potenziali benefici che tale pratica può implicare per l’amministrazione pubblica. Stimolando la capacità di auto-regola-zione dell’organizzazione, il whistleblowing può favorire infatti la creazione di ambienti di lavoro più aperti, trasparenti ed etici, e rappresenta un’importante occasione per la promozione di un’idea democratica e responsabile delle amministrazioni pubbliche e del loro management.Whistleblowing, intended as the disclosure of illicit, immoral or inappropriate behaviours happening in the workplace, is an increasingly relevant phenomenon at a time when ethics, sustainability and transparency are crucial for both public and private organizations. Through a review of the international literature on the topic, this article focuses on the main issues and possible future developments related to the practice of whistleblowing, while highlighting the fundamental role of managers as well as to the many benefits that whistleblowing may bring to public administrations. By fostering organizations’ self-regulation capaci-ties, whistleblowing can indeed contribute to the creation of more transparent and ethical workplaces and represents a signifi-cant opportunity for the promotion of a democratic and responsible idea of public administrations and their management

    LGBT friendly organizations in Italy: Which institutional entrepreneurs led to the adoption of institutionally controversial practices?

    No full text
    This article explores the adoption of LGBT-friendly policies by companies in Italy, a national context characterized by conflicting pressures related to the deinstitutionalization of heterosexism in the workplace. At this purpose, we looked at the logics and the processes by which diverse practices have been implemented by a heterogeneous sample of 14 organizations. Relying on the notion of institutional entrepreneurship we showed how the intervention of some key actors resulted decisive in shaping two different processes of adoption: a top-down process led by apical actors in the organization and a bottom-up process spurred by trade unions. In this paper we argue how the properties of those actors make these processes complementary but non-coordinated at the same time. This study provides the first account for the adoption of LGBT-friendly policies in Italy and enriches the debate on institutional entrepreneurship by exploring parallel ways to address the same institutional change proces
    corecore