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Architettura per l’Archeologia. ICADA, esperienze a confronto
ICADA-International Centre for Architectural Design
and Archaeology è un gruppo internazionale di ricerca
istituito recentemente nel 2018 ma basato su rapporti
di collaborazione ormai avviati da anni tra il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, la Escuela Técnica Superior de Arquitectura Universidad de Valladolid e la Faculdade de Arquitectura Universidade do Porto.ICADA-International Centre for Architectural Design
and Archaeology is an international research group
recently established in 2018 but based on
of collaboration established over many years between the Department of Architecture of the University of Roma Tre, the Escuela Técnica Superior de Arquitectura Universidad de Valladolid and the Faculdade de Arquitectura Universidade do Porto
Qualità e discrimine nelle città antiche. I limiti del Piano Programma di Palermo
Le città storiche non sono il risultato di una singola operazione e neanche il compimento di una idea precisa. Le città antiche sono il prodotto di centinaia di rinunce, tradimenti, cancellazioni e passi indietro. Pochissimo sono gli edifici veramente antichi e moltissimi sono quelli costruiti sopra quelli più vecchi. La città antica non è un ‘fatto compiuto’ ma solo l’ultima fase di un processo di trasformazione che non si è mai arrestato.
Samonà, nel suo “Piano programma” per Palermo, stabilisce invece che il centro storico di Palermo è un fatto compiuto e che questo processo si è concluso centocinquant’anni fa. Questa scelta, però, non tiene conto della qualità dell’architettura e del discrimine che ha dato forma alla città.Historic cities are not the result of a single operation, nor are they the fulfillment of a precise idea. Ancient cities are the product of hundreds of betrayals, demolitions and backward steps. Very few are the truly ancient buildings and very many are those built on top of the older ones, changing city shape and skin. The ancient city is not an 'accomplished fact' but only the last phase of a transformation process that has never stopped.
Samonà, in his Piano Programma for Palermo, instead establishes that the historic center is an accomplished fact and that this process ended a hundred and fifty years ago. This choice, however, does not take into account the quality of the architecture and the discernment that shaped the city
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Allestimento della mostra permanente Il Colosseo si racconta
L’allestimento della collezione permanente del Colosseo, inaugurata a dicembre del 2018 nell’ambulacro del secondo ordine, si snoda nei primi quattordici fornici del fronte nord, offrendo una narrazione cronologica, ma anche tematica, delle vicende storiche dell’edificio, dal momento della sua inaugurazione nell’80 d.C. fino ai giorni nostri
La città e la struttura del territorio. Il concorso per l'università di Cagliari
Giuseppe Samonà può essere considerato un maestro? È un architetto che va citato o consigliato agli studenti dei laboratori di progettazione? In cosa consiste oggi il valore della sua architettura e dei suoi scritti? Per chi ha studiato architettura negli anni Novanta la figura di Giuseppe Samonà non è stata certo un riferimento, sarà capitato forse qualche volta di sentirlo nominare o di imbattersi casualmente in qualche suo progetto, per esempio nella visita a Gibellina Nuova da studente nel mio caso. Probabilmente la sua scomparsa era troppo recente e le sue opere troppo lontane dal minimalismo portoghese o dai clamori decostruttivisti, soprattutto la cultura architettonica italiana era troppo impegnata a studiare e celebrare la “città diffusa” e la morte dell’urbanistica per contemplare il pensiero teorico di Samonà. Capitava allora di imbattersi nei progetti iconici, quali la sofisticata proposta per la Camera dei Deputati a Roma o il monumentale teatro di Sciacca , lavori dai quali non emergeva una figura chiara, riconoscibile o rapportabile all’architettura del momento, ma anzi eclettica e misteriosa. Per chi studiava nelle facoltà romane in particolare la figura di Samonà era poco citata, vista la poca produzione nella capitale e la presenza dei mostri sacri romani a lui contemporanei: Libera, Ridolfi e Moretti. Una immagine in particolare della produzione di Samonà ci colpiva da studenti perché raffinata e sintetica e affine alle opere di land-art che ci affascinavano, si trattava del plastico di concorso per l’Università di Cagliari. Un bassorilievo in gesso che rappresentava l’ipotesi insediativa, una delicata grafia per una struttura territoriale poderosa
Linee guida per il restauro, musealizzazione e valorizzazione di Porto Clementino
Il programma di valorizzazione dei resti del Porto Clementino, nel Lido di Tarquinia, è stato condotto dal Dipartimento Architettura - Roma Tre e dal DICA - Università degli Studi di Perugia.
Lo studio e la conoscenza approfondita del sito hanno condotto all’elaborazione di ‘linee guida’ capaci di orientare un progetto di restauro, musealizzazione e valorizzazione del sito, affrontando le questioni essenziali inerenti alla conservazione e al consolidamento del manufatto, oggi molto degradato per la prolungata mancanza di manutenzione, ma anche per l’incessante azione erosiva delle correnti marine
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