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Tesi, R., L'ingegnere e il linguista. Due note su "anafonesi"
Il contributo esamina nella prima parte il significato del termine anafonesi, presente in un passo del romanzo Quer Pasticciaccio brutto de via Merulana (1946, 19572) di Carlo Emilio Gadda: «L’anafonèsi trivellava il deflusso col perforante vigore d’un’anguilla». In particolare, dopo aver discusso la nuova interpretazione di ‘esercizio del canto’, attribuito alle voci canore delle donne di via Merulana, avanzata da Francesco Giancane sulla base delle fonti lessicografiche sette-ottocentesche conosciute da Gadda, l’autore propone una chiave di lettura del termine più aderente al contesto (e ai termini afferenti al ‘campo lessicale’), defi- nendolo ‘risalita alla base fonetica originaria’, in linea col significato dei due formativi greci che lo compongono. Nella seconda parte del saggio è nuovamente discusso il significato storico-linguistico del termine ana- fonesi ‘elevazione di e, o > i, u in condizioni fonetiche particolari’, coniato da Arrigo Castellani, probabilmente su suggerimento del glottologo Carlo Battisti
Un motivo agostiniano della teoria linguistica dantesca: linguaggio ostensivo e prima locutio
L'articolo prende in esame il passo di De vulgari eloquentia I, vi 1, e propone una nuova interpretazione della frase "ita quod multi multis non aliter interrogantur verbis quam sine verbis", inserendo il passo entro il contesto della prima acquisizione del linguaggio così com'è sviluppato nelle Confessioni di Agostino
Rilievi su una recente "Prima lezione di storia della lingua italiana"
L'articolo prende in esame una recente sintesi divulgativa dedicata ai metodi e agli strumenti della disciplina "storia della lingua italiana". Vengono discussi analiticamente alcuni problemi relativi alla periodizzazione e si mettono in evidenza i risultati degli studi più recenti di tipo sintattico sul fiorentino antico che dimostrano obiettivamente la non esistenza di quella che è stata definita l'unità storica della lingua italiana, a cui aderisce l'impostazione tradizionale di questa "Prima lezione"
La vocazione europeistica di Bruno Migliorini (con un Appendice sulla prima nota di lingua contemporanea)
Il contributo prende in esame la ricerca di Migliorini nel settore della linguistica europeistica, sottolineando in particolare il carattere "culturalista" che ha contraddistinto i saggi maggiori del periodo 1930-1940. In appendice al contributo viene ripubblicato per la prima volta la breve nota sul termine "erinnofilia" e sinonimi uscito su "L'Iride" nell'ottobre 1916. Questo breve saggio, pubblicato da Migliorini non ancora ventenne, testimonia la precoce acquisizione di un metodo di ricerca "glottotecnico" che sarà messo a frutto nei saggi della maturità
Estética e Interpretación. La segunda y tercera formulación de una filosofía de la interpretación en Luigi Pareyson
El presente artículo versa sobre la segunda y tercera formulación de una filosofía de la interpretación en Luigi Pareyson. La tesis a sostener es que la estética de Luigi Pareyson presupone, como fundamentación teórica, una filosofía de la interpretación. En otras palabras, que la estética pareysoniana es una estética de la interpretación toda vez que, para Pareyson, la interpretación no es algo externo al obrar humano sino que, por el contrario, lo constituye ontológicamente. Los textos del filósofo italiano Estetica. Teoria della formatività de 1954 y Verità e interpretazione de 1971 que, en conjunto, forman la segunda y tercera formulación de una filosofía de la interpretación en Luigi Pareyson, serán la base para afirmar nuestra tesi
Leonardo Bruni, il sermo vulgaris e la teoria di Castelvetro sul "doppio latino"
Lo studio mette in luce l'elaborazione del concetto di "latino volgare" a partire dalle discussioni umanistiche sul latino parlato nell'antica Roma. Nella prima parte del contributo viene analizzata in particolare la posizione di Leonardo Bruni e la sua ipotesi di "sermo vulgaris", che verrà ripresa con maggiore approfondimento storico-linguistico nel corso del Cinquecento. Nella seconda parte si focalizza l'attenzione sull'elaborazione teorica dello spunto di Bruni da parte del filologo Lodovico Castelvetro, al quale si deve la fissazione di alcuni criteri storico-linguistici che delineano per la prima volta in maniera puntuale il concetto di "doppio latino" (latino scritto vs latino parlato o volgare)
Sui modelli topologici per la biochimica
In questa tesi si analizzano diversi aspetti del panorama attuale riguardante l’applicazione della teoria dei nodi alla biochimica. In particolare si fa uso della teoria dei nodi per studiare la struttura tridimensionale del DNA e di alcune proteine (tra cui la leptina) in quanto tale struttura ha un ruolo cruciale in diversi processi biologici. La tesi è autoconsistente e si propone di fornire conoscenze di base a chi, per la prima volta, decidesse di interessarsi a questo ambito
Italiano antico, fiorentino e lingua comune. Osservazioni su L. Renzi, "Come cambia la lingua. L'italiano in movimento"
L'articolo prende in esame alcuni fenomeni-guida isolati da L. Renzi nel settore della morfologia verbale dell'italiano. In particolare si esamina la storia della prima e seconda persona plurale dell'imperfetto indicativo dei verbi diella seconda e terza coniugazione, mettendo in luce che il tipo analogico "avavamo" e "avavate" era standard nel fiorentino latterario antico, e l'unico tipo regolare in Dante, Petrarca e Boccaccio. Nella parte conclusiva si evidenzia come tale tipo analogico sia stato "rifiutato" compattamente dalla codificazione grammaticale cinquecentesca
Nè più mai toccherò le sacre sponde. Saggi sulla lingua poetica dell'Ottocento
Il libro raccoglie alcuni contributi dedicati alla lingua poetica ottocentesca mainstream, quella con cui si è venuti in contatto sui banchi di scuola (i sonetti foscoliani, i Canti di Leopardi, Carducci maggiore), di regola senza l’assistenza di strumenti linguistici adeguati. Segue un profilo sintetico focalizzato sui principali snodi che hanno interessato il linguistic turn in tre tempi del rapporto prosa-poesia, da antagonistico a quasi mimetico e infine a perfettamente osmotico, nell’ampio arco cronologico compreso tra l’inizio della prima rivoluzione industriale (fine Settecento) e la crisi post-miracolo economico
Premesse illuministiche per la semantica di "società stretta" in Leopardi
Il saggio esamina i due diversi significati del sintagma "società stretta" presenti nello "Zibaldone" e nel "Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani" di Giacomo Leopardi, composto in forma definitiva nel corso del 1826, e
rimasto inedito fino al 1906. Nello "Zibaldone" il significato di ‘società di uomini civili’ è ripreso dal "Discours sur l’origine de l’inégalité parmi les hommes" di Rousseau (1755), come specificano tutti i commenti. Nel Discorso, al contrario, designa in senso sociologico una ‘élite sociale di nobili e ricchi proprietari terrieri’ attiva nelle nazioni più civili d’Europa, che riflette la suddivisione inclassi sviluppata prima in Francia dai Fisiocratici (Turgot, Quesnay, Dupont de Nemours, ecc.), e poi arrivata in Italia ad opera delle "Lezioni di commercio" dell’economista Antonio Genovesi (1765-1767), trattato ben noto a Leopardi, presente nella Biblioteca di Recanati e citato nello stesso "Zibaldone"
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