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    Il ruolo del pretore e dei giuristi nell'evoluzione del processo formulare alla luce della formula muciana

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    Il contributo si propone di ricostruire il ruolo svolto dal pretore e dai giuristi nella nascita e nell’evoluzione del processo formulare. L’analisi condotta sulle fonti e sulla letteratura evidenzia, da un lato, che i poteri conferiti al pretore escludono la necessità di una legittimazione del processo formulare e dall’altro che i giuristi diedero un contributo fondamentale nell’elaborazione delle formule, come confermato dalla recente scoperta della formula muciana, e nella codificazione dell’editto

    Il pretore giudice criminale in età repubblicana

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    Il pretore, ben prima delle leggi di Silla, aveva competenza a giudicare di crimini definiti da leggi e a irrogare anche la condanna capitale; il procedimento era definito quaerere e non era soggetto a provocatio

    Prefetti del pretore e prefetture. L'organizzazione dell'agro romano in Italia (IV-I sec. a.C.)

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    Praefectus e praefectura sono lemmi polisemici in alcuni casi riconducibili all’ambito dell’amministrazione della giustizia su delega pretoria tra IV e I secolo a.C. La nozione di praefectura, in principio adoperata per indicare un distretto sottoposto alla giurisdizione di un delegato del pretore urbano, subì con l’avanzare del tempo un processo di traslazione di senso, finendo per qualificare, nel corso del I secolo a.C., comunità dotate di autogoverno

    "Il 'romanzo teatrale' di Eduardo e il capitolo 'De Pretore' "

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    Il saggio è dedicato alla complessa gestazione del testo drammatico e scenico “De Pretore Vincenzo” di Eduardo De Filippo, che comprende non solo manoscritti, copioni ed edizioni a stampa, ma anche rappresentazioni teatrali ed edizioni televisive. Uno dei capitolo più strani del “romanzo teatrale” eduardiano, esemplare nella sua drammaturgica mobilità, è "De Pretore Vincenzo", in cui si ricorre allo schermo fiabesco per travestire una polemica sociale, rovesciandone sintomaticamente la conclusione canonica. Un’anti-fiaba, dal finale tragico; perché la fiaba (d’una magia religiosa) si svolge solo nel mondo dell’io del protagonista, mentre gli antagonisti sono sempre in agguato nel mondo esterno. Ma la vicenda dell’opera è appunto complessa, attraversando e perfino travalicando la cornice della "Cantata dei giorni dispari" (che con la "Cantata dei giorni pari" costituisce l'edizione a stampa del teatro di Eduardo). Il testo della commedia entra nella prima edizione Einaudi del secondo volume della "Dispari" nel 1958, e si mantiene inalterato nell’edizione 1971 (riveduta) dello stesso volume (fino alla ristampa del 1975); invece, a partire dall’edizione riveduta del 1979, mostra varianti strutturali e linguistiche che si conserveranno nelle successive ristampe o edizioni della "Cantata". Dunque le trasformazioni di rilievo riguardano il passaggio fra la tappa del suo esordio nella "Dispari" (’58) e quella pressoché definitiva nello stesso volume del ’79. E, non a caso, il più trasfigurato appare il quadro del “Paradiso visto in delirio” dal protagonista, che nell’edizione iniziale è ambientato nel Salone di un Castello, dove avviene e si esprime in prosa pseudo-italiana l’incontro fra il ladro ed il Signore, che finirà per accoglierlo nel suo regno; invece, nell’ultima edizione, il dialogo si svolge in una piazzetta (doppio onirico di quella napoletana che contiene i quadri precedenti) attraverso un linguaggio pseudo-dialettale e in versi, che offre del Paradiso una visione più lirica e meno evidentemente politica. Partendo dall’osservazione di tali varianti editoriali, se ne possono cercare le motivazioni anche in rapporto alla vicenda (ad esse intrecciata) delle diverse messinscene. Attraverso materiali conservati presso l’Archivio del Gabinetto Vieusseux di Firenze e presso la Biblioteca Teatrale del Burcardo di Roma, si ricostruisce un percorso che inizia dal poemetto "Vincenzo De Pretore", manoscritto del 1949 (ma pubblicato nella raccolta "Il paese di Pulcinella" del 1951), continua con la stesura originale, ma incompleta, del dramma "De Pretore Vincenzo", e con la trascrizione dattiloscritta della “Discussione con Lucignani” dell’autore (in vista dell’allestimento della commedia) che risale al 27 gennaio 1957. Si arriva quindi al copione dello spettacolo dato per la prima volta il 26 aprile 1957 al Teatro de’ Servi di Roma, con Lucignani aiuto regista, per la regia di Eduardo (che non recita, mentre le parti principali sono affidate ai giovani Achille Millo e Valeria Moriconi). Si prosegue con i testi editi della commedia, tutti sostanzialmente fedeli al copione del ’57, approdando finalmente alla differente versione dell’opera: in occasione dell’edizione televisiva del 1975, per la regia di Eduardo, che stavolta recita la doppia parte di Don Peppino il Tabaccaio-San Giuseppe, mentre Vincenzo è Luca De Filippo e Ninuccia è Angelica Ippolito (Rai Due 1976); alla quale corrisponde l’ultima pubblicazione autonoma del testo nel ’77 e poi la sua ultima edizione nella "Dispari" del 1979. L’excursus attraverso le diverse (per qualità e materia espressiva) versioni dell’opera consente di coglierne il versante della maturazione non solo artistica ma anche etica, che la trasforma alla fine in un teatrale romanzo di formazione, sia pure (ma inevitabilmente) in chiave onirica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Quality of scar after total thyroidectomy: a single blinded randomized trial comparing octyl-cyanoacrylate and subcuticular absorbable suture.

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    The objective of this study is to compare the quality of resulting scar at 6 weeks after total thyroidectomy with the use of the tissue adhesive octyl-cyanoacrylate or subcuticular absorbable suture for the closure of cervicotomy.Objective. To compare the quality of resulting scar at 6 weeks after total thyroidectomy with the use of the tissue adhesive octyl-cyanoacrylate or subcuticular absorbable suture for the closure of cervicotomy. Material and Methods. There are 50 patients undergoing a cervicotomy for total thyroidectomy. Twenty-five patients were randomly assigned to closure with tissue adhesive and 25 with subcuticular absorbable suture. At week 6 the scar was evaluated by blinded assessors with the Italian version of POSAS questionnaire, a validated wound scale composed of an observer's and a patient's subscale. Results. Assessment of scar appearance showed a statistically significant difference (p = 0. 038) in favor of subcuticular suture with respect to tissue adhesive on observer's assessment. The difference on patients' self-assessment was not significant. A multivariate analysis of six qualitative features of scars showed a significant influence on assessment for hyperpigmentation and relief of

    "L'originalità di Eduardo De Filippo fra teatro e televisione (1955-81). E il caso "De Pretore""

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    Il saggio analizza le diverse modalità con cui Eduardo De Filippo, a partire dal teatro in diretta della metà degli anni Cinquanta, riesce a impadronirsi del mezzo televisivo dal punto di vista tecnico ed espressivo, ridisegnando per esso gli esiti già maturi della propria drammaturgia nel corso dei successivi “cicli” di registrazioni da studio. Il caso della commedia De Pretore Vincenzo, affrontato a conclusione del percorso critico, costituisce un esempio eccentrico ma emblematico, sia per l’originale sperimentazione (legata soprattutto alla componente colore-luce), sia perché, invertendo la consueta direzione dal teatro al video, Eduardo fa della messinscena televisiva del 1976 la base per l’ultimo assestamento testuale dell’opera

    L'intervento del pretore nello sviluppo delle successioni mortis causa.

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    Il seminario ha approfondito lo studio degli interventi del pretore in tema di successione mortis causa con l'ausilio delle principali fonti in materia. Si è delineato così un quadro complessivo delle varie specie di bonorum possessiones con riguardo alle loro origine, ai primi svilupppi e alla loro funzione rispetto al sistema successorio del ius civile
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