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Culti greci in occidente. II. Eraclea
Il volume è dedicato ai culti della polis magnogreca di Heraklea, trattanti in base a tutta la documentazione disponibile: storica e epigrafica (Prandi), archeologica (Osanna) e numismatica (Siciliano).
Il regesto sui vari luoghi sacri viene preceduto da un inquadramento storico-topografico sulle vicende insediative che hanno interessato il comprensorio tra età arcaica ed ellenistica
Introduzione ad un tentativo di dialogo (tra Storia e Composizione)
Nel novembre del 2003 si teneva a Parma un seminario dal titolo "Scuola Italiana di Architettura: crisi, continuità, evoluzione.
Architetti-storici e architetti-compositivi a confronto" dedicato al rapporto tra la componente storica e quella compositiva nell’avanzamento di un idea di Architettura. Il seminario aveva l’obiettivo
di raccogliere una serie di riflessioni, angolate rispetto ai diversi contesti geografici e culturali di appartenenza, da parte di alcuni esponenti della nuova generazione di architetti insegnanti di composizione, storia e critica dell’architettura, in merito ad una reciprocità necessaria tra il sapere storico e quello progettuale, quale
dialettica distintiva della tradizione di molte scuole italiane.
Testi di Federico Bellini, Marco Biraghi, Federico Bucci, Riccardo Campagnola, Marco Casamonti, Pippo Ciorra, Paolo Desideri,
Giovanni Durbiano, Alberto Ferlenga, Giovanni Leoni, Fabio Mangone, Gianfranco Neri, Sergio Pace, Carlo Quintelli, Roberto
Serino,..
ARTSCHITECTURE. Le arti come sollecitazione del pensiero architettonico / ARTSCHITECTURE. The arts as a solicitation of architectural thought
Architettura di rara bellezza. Documenti del Festival 2006
Possiamo ancora ricercare una valenza estetica dell’architettura? Soprattutto quando la componente di una comunicazione stereotipata dell’architettura sembra prevalere e in un certo senso annichilire ogni autenticità di espressione figurativa? In una scena mondana sempre più priva di luogo andiamo paradossalmente a rilevare una continua invocazione al bello, senza alcuna consapevolezza ulteriore, salvo quella, a sua volta contraddittoria, di riconoscerne solo il limite relativistico, soggettivo. Il Festival vuole allora misurarsi con questo esteso, rilevante quanto superficiale, bisogno di bellezza, cercando però di reinterpretarne il senso e quindi di conseguenza il ruolo per una possibile architettura. Ne deriva una prima riflessione: l’espressione della bellezza può concretizzarsi esclusivamente all’interno di una costruzione di identità. Ne deriva una riconoscibilità del carattere che trasmette verità, non tanto quella ideale, di una bellezza assoluta, ma quella espressione di ..
Dall'urbanistica al dettaglio architettonico. Note a margine dell'architettura di Jo Coenen
Nel variegato panorama architettonico olandese Jo Coenen rappresenta una vera e propria eccezione. Scevro da sperimentalismi formalistici persegue al contrario movimentazione volumetrica, coerenza tipologica e rigore stereometrico di facciata derivatogli dall'influenza rossiana, snozziana, ungersiana e stirlinghiana. Tale saggio è frutto del progetto dell'omonima mostra tenuta a Parma nell'ottobre 2006
Community/architecture. Documents from Festival Architettura 5 2009-2010
In che termini l’architettura interpreta l’esigenza comunitaria nell’era della globalizzazione e della conseguente evoluzione dei fenomeni urbani anche alla luce di una crescita esponenziale dell’espressione comunitaria virtuale? Partendo da questo primo interrogativo critico il Festival raccoglie una serie di materiali e testimonianze che dimostrano anche il superamento dell’identificazione esclusiva del tema con le grandi tipologie collettive pubbliche, architettoniche e urbane, dell’esperienza storica. Tuttavia, pur attraverso il rilievo di fenomeni insediativi apparentemente non caratterizzati sotto il profilo dell’interesse collettivo, articolazioni tematiche differenziate e contributi apparentemente riferibili alla soggettività dell’autore quanto del fruitore, sembra confermarsi come il dato comunitario possa ancora “essere individuato e declinato in diverse forme, attraverso diversi ambiti, a dimostrazione della sua ineludibilità”.
In what terms is architecture interpreting community need in the era of globalisation with the ensuing evolution in urban phenomena, in view also of an exponential growth in virtual community expression? Beginning from this first critical enquiry, the Festival has gathered together an array of information and evidence which demonstrate also the surmounting of this theme as being solely identified with the grand collective typologies – be they public, architectonic or urban – of historical experience. Nonetheless, albeit through the remarking of non-characterised settlement phenomena, differentiated thematic divisions, and contributions seemingly referable as much to the subjectivity of their creator as of the beneficiary, there would appear to be corroboration of just how the community datum can still “be identified and declined in various forms, across various spheres, in demonstration of its ineluctability”
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