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    Enhanced biomass-to-liquid (BTL) conversion process through high temperature co-electrolysis in a solid oxide electrolysis cell (SOEC)

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    Polito SFX(opens in a new window)|Full Text(opens in a new window)| Export | Download | Add to List | More... Fuel Volume 145, 1 April 2015, Pages 39-49 Enhanced biomass-to-liquid (BTL) conversion process through high temperature co-electrolysis in a solid oxide electrolysis cell (SOEC) (Article) Pozzo, M. , Lanzini, A., Santarelli, M. Department of Energy (DENERG), Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi 24, Torino, Italy View references (33) Abstract A novel process design of a plant integrating a dimethyl ether (DME) synthesis unit with a woody biomass gasifier and a high-temperature co-electrolysis unit is proposed and analysed in this study. The plant foresees a two-stage gasifier that produces a CO2-rich syngas, which is further upgraded to a product gas with a higher energy content through a high temperature co-electrolysis section consisting of a solid oxide electrolysis cell (SOEC) module. The energy system analysis of the whole process was developed, also taking into account the kinetic mechanisms for the syngas conversion to DME in a catalytic reactor. The calculated biomass-to-liquid (BTL) plant efficiency is 69.5% (LHV) with specific productivity of 0.86 kgDME/kgbiomass. This is a productivity two-fold higher than what achieved in conventional BTL plants operating without the electrochemical enhancement ste

    I progetti "architettonici" per la chiesa di Sant' Ignazio di Andrea Pozzo

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    Ad Andrea Pozzo, pittore, scenografo, maestro di prospettiva, deve essere riconosciuto pienamente il ruolo di architetto nel panorama culturale del barocco. L’artista trentino realizzò le sue opere all’interno della chiesa di Sant’Ignazio a Roma tra il 1685 e il 1694 dove rappresentò Sant’Ignazio protettore degli afflitti nel catino absidale (1685-1688), la Gloria di Sant’Ignazio nella volta della navata centrale (1687-1693) e la finta cupola (1685) in sostituzione di quella progettata e mai realizzata. Nel caso delle opere in esame, Pozzo ha inteso “costruire” un’architettura che, sebbene non esista nella realtà in quanto illusoria, vive nella spazialità dell’architettura fisica della chiesa. La documentazione, che testimonia le diverse e sequenziali fasi realizzative, è stata studiata per ricomporre il percorso progettuale da lui seguito [Salviucci Insolera 2015]. L’obiettivo del contributo è dunque quello di definire e verificare il processo progettuale che Pozzo ha intrapreso per la realizzazione di queste opere. Dalla richiesta della committenza, alla redazione dei primi schizzi, fino alla realizzazione degli elaborati volti alla rappresentazione dell’architettura come è e come appare. Tutto questo si riscontra nel suo lavoro ed è attestato da documenti grafici e testuali per i progetti della cupola e della volta. Infine l’analisi dei rapporti tra i suoi tre progetti per la chiesa di Sant’Ignazio apre a ulteriori interrogativi riguardo l’esistenza di un intento unitario da parte dell’Autore.Andrea Pozzo –a painter, scenographer, and master of perspective– should always be fully recognized as an architect in the cultural panorama of the baroque period. This artist from Trento created his works in the church of St. Ignatius in Rome between 1685 and 1694, where he depicted St. Ignatius protector of afflicted people in the apse semi-dome (1685–1688), the Glory of St. Ignatius on the vault of the central nave (1687–1693), and the false dome (1685) to replace the one that had been designed but never built. For the works mentioned, Pozzo aimed to ‘construct’ a building that, while being illusory, did not exist in reality, lives amid the space of the physical architecture of the church. The documentation, which evidences the various sequential phases of creation, was studied to recompose the design path he follo¬wed [Salviucci Insolera 2015]. The goal of this paper is therefore to define and verify the design process that Pozzo used to create these works. From the committee’s request to the drafting of the first sketches, to the drawings that aim to represent the building as it is and as it appears. Everything can be found in his work and is supported by graphical and textual documents for the designs of the dome and vault. Finally, an analysis of the relationships between his three designs for the church of St. Ignatius poses further questions regarding the existence of an unifying intent formulated by Pozzo

    Andrea Pozzo "architetto" e il suo progetto "architettonico" per la volta della chiesa di Sant'Ignazio

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    Andrea Pozzo non è stato solo un grande pittore e scenografo ma anche un architetto e come tale ha operato nella sua attività. Le sue opere pittoriche, effimere o reali trasudano di architettura, della sua visione originale di architettura. Un caso emblematico del suo approccio progettuale viene indagato nello studio della volta di S. Ignazio a Roma, dove, attraverso un preciso progetto architettonico, Pozzo ha inteso ampliare lo spazio reale mediante la costruzione di uno spazio illusorio restituendo alla chiesa una nuova tridimensionalità.In his activity, Andrea Pozzo was both a great painter and scenographer but he also worked as an architect. His pictorial, ephemeral or real works exude architecture, his original vision of architecture. This study investigates an emblematic case of his design approach for the vault of St. Ignatius in Rome, where, through a precise architectural project, he intended to expand the real space through the construction of an illusory space, giving the church a new three-dimensionality

    Teoria e pratica in padre Pozzo: commissione, ideazione e realizzazione della Gloria di Sant’Ignazio

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    Il contributo affronta il rapporto tra teoria e pratica nell'opera di padre Andrea Pozzo e analizza in particolare le fasi progettuali e realizzative della Gloria di Sant'Ignazio, opera affrescata sulla volta della navata nella chiesa di Sant'Ignazio da Loyola a Roma

    Esordio, maturità e consacrazione internazionale di Andrea Pozzo. Prospettiva e architettura nei grandi cicli di Mondovì, Roma e Vienna

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    La ricerca è incentrata sulla figura del fratello gesuita Andrea Pozzo, quadraturista virtuoso e trattatista di prospettiva, sui suoi tre principali cicli pittorici – chiesa di San Francesco Saverio (oggi della Missione) a Mondovì (1676-77), chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma (1685-94) e Jesuitenkirche a Vienna (1703-09) – e sulle loro relazioni reciproche e in rapporto al trattato “Perspectiva pictorum et architectorum” (1693-1700). La figura di Andrea Pozzo viene inquadrata all’interno di alcune tematiche in cui si incardina la sua esperienza artistica: il quadraturismo, l’evoluzione della teoria prospettica come luogo di incontro tra arte e scienza e il contesto culturale della Compagnia di Gesù. L’analisi dei cicli viene quindi affrontata attraverso l’applicazione di un metodo che utilizza gli strumenti offerti dalla rappresentazione digitale e che comprende tre fasi: il rilievo fotografico ad alta risoluzione e tridimensionale dei cicli, il ridisegno tridimensionale al tratto delle opere e dei segni di costruzione e la restituzione tridimensionale degli spazi illusori rappresentati. I cicli vengono analizzati a partire da una iniziale scomposizione nei singoli interventi costituenti, seguita da una rilettura dell’insieme in rapporto allo spazio reale delle chiese in cui sono stati realizzati. Inoltre, viene proposta un’inedita restituzione tridimensionale dell’apparato figurativo della “Allegoria dell’opera missionaria dei Gesuiti” affrescata sulla volta della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma. La ricerca ha portato all’individuazione delle strategie progettuali di fratel Pozzo e dei rapporti compositivi e proporzionali tra gli spazi reali e quelli illusori e, inoltre, ha permesso di valutare la capacità dei secondi di moltiplicare le dimensioni e sovvertire l’impostazione tipologica dei primi. Ai fini di una maggiore accessibilità e trasparenza dei risultati raggiunti, le immagini ad alta risoluzione dei cicli e i modelli tridimensionali di sintesi sono resi disponibili alla consultazione tramite piattaforme web-based

    La profondità apparente nell'illusionismo prospettico. Analisi sperimentali sulla Gloria di Sant'Ignazio a Roma di Andrea Pozzo

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    QUESTO CONTRIBUTO INTENDE PROPORRE UNA METODOLOGIA DI ANALISI IN GRADO DI QUANTIFICARE L' EFFETTO DI PROFONDITÀ APPARENTE RAGGIUNTO DAGLI ARTISTI GRAZIE AL CONTRIBUTO DELLE COMPONENTI FIGURATIVA, ARCHITETTONICA E CROMATICA DELLE LORO OPERE. SI PREVEDE L'ANALISI DI TRE ASPETTI DELL'OPERA D'ARTE: LA DIGRADAZIONE DELLE GRANDEZZE APPARENTI, LA PROSPETTIVA LINEARE E LA PROSPETTIVA AEREA. TALE METODOLOGIA, APPLICATA ALLA GLORIA DI SANT'IGNAZIO DI ANDREA POZZO, HA RIVELATO COME IL POTERE ILLUSIONISTICO DI QUEST'OPERA SIA RICONDUCIBILE ALLA COERENZA DEGLI INDIZI DI PROFONDITÀ FORNITI ALLO SPETTATORE

    The Architecture Drawn by Andrea Pozzo. The Church of S. Thomas of Canterbury in Rome

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    Among the valuable drawings by Andrea Pozzo that testify to his high artistic gift are those that describe the project of the Church of St Thomas of Canterbury at the Venerable English College of Rome. The project, probably drafted between 1681 and 1701, was not, however, carried out due to the lack of funds. If on the one hand we must regret for not being able to renovate a further Roman Jesuit church on the other, the Trentino artist’s drawings allow us to appreciate the high representative quality of these graphics, published only in 1972 by Bernard Kerber. These documents also have a great value in the panorama of international cultural heritage since, together with those that describe the projects for the churches of St. Ignatius in Dubrovnik and Sant’Apollinare in Rome, they are the only autographs of the brother Jesuit. The drawings represent in plan, elevation and section the architectural organism designed by Pozzo and, through their careful analysis, have allowed the realization of three-dimensional models that have proved to be fundamental tools for understanding and describing both the geometrical composition of the implant and the original spatiality designed by its Author

    Il nuovo Rinascimento e i suoi problemi

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    In un articolo apparso su Public Discourse il 28 giugno scorso, James Hankins ha notato come la costruzione di un proprio nuovo Rinascimento sia in effetti alla portata di diverse regioni o nazioni. E proprio come in quel primo Rinascimento europeo oggi abbiamo bisogno di nuovi modi di pensare che illuminino la via per nuove soluzioni. Ma il sintagma ha avuto anche un’appropriazione politica: «Ci sono le condizioni perché l’Arabia Saudita sia la culla di un neo Rinascimento» ha dichiarato Matteo Renzi il 27 gennaio 2021, adducendo la ragione che il Rinascimento a «Firenze è nato proprio dalla peste, una pandemia», senza perdere l’occasione di sottolineare il ruolo «delle città» commentando il trilione di dollari di investimenti previsti per Riad da Mohammed bin Salman. Renzi ha parlato dell’Italia e degli investimenti previsti in Arabia Saudita come «incredibili se paragonati al debito pubblico del nostro paese: la sfida della politica oggi è mettere insieme tradizione e innovazione, passato e futuro»

    TUTELA DEL LAVORO E LIBERTA' D'IMPRESA NEI PROCESSI DI ESTERNALIZZAZIONE

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    L’elaborato analizza le conseguenze lavoristiche della successione fra imprenditori, muovendo da una ricognizione delle varie tipologie di esternalizzazione con le relative esigenze e principali criticità. L’indagine si concentra in primo luogo sul trasferimento d’azienda, esaminando la normativa e la giurisprudenza europee per passare poi alla disciplina di diritto interno, alle procedure sindacali e a uno specifico focus sul trasferimento delle aziende in crisi. Successivamente l’autore si sofferma sull’appalto, prendendone in particolare considerazione gli indici di genuinità, i criteri di distinzione dalla somministrazione illecita di manodopera e la tutela delle maestranze in caso di avvicendamento fra imprese. Da ultimo, la ricerca approfondisce le c.d. “clausole sociali”, sia di prima che di seconda generazione, valutandone la compatibilità con il diritto eurounitario e con la costituzione nonché riflettendo sui possibili rimedi in caso di loro violazione.The author analyzes the labour consequences of the succession between entrepreneurs, starting from a recognition of the various types of outsourcing with the related needs and main critical issues. The survey focuses primarily on the transfer of businesses, examining European legislation and case-law and then moving on to internal legislation, trade union procedures and a specific focus on the transfer of companies in crisis. The author then dwells on the contract, taking into account in particular the indications of authenticity, the criteria of distinction from the illicit administration of labour and the protection of workers in the event of turnover between companies. Finally, the research deepens the "social clauses", both first and second generation, assessing their compatibility with European law and with the constitution and reflecting on possible remedies in case of their violation

    Misurare l’infinito. Spazio e prospettiva tra Piero della Francesca e Andrea Pozzo

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    Il contributo propone una lettura in chiave evolutiva dei rapporti tra la prospettiva, l’idea di infinito e l’architettura dipinta attraverso una disamina delle principali teorie intercorse tra XV e XVII secolo e l’analisi grafica di due opere, l’Annunciazione del Polittico di Sant’Antonio (1467-1469) di Piero della Francesca e l’Allegoria dell’opera missionaria dei Gesuiti (1688-1694) di Andrea Pozzo. Il parallelismo proposto è quello tra l’azione del rappresentare, in prospettiva, e quella del misurare l’infinito e lo spazio. L’ipotesi è che sia possibile riconoscere delle contiguità tra l’evoluzione della teoria prospettica e le diverse interpretazioni dell’idea di infinito, che queste ultime possano essere indici di diverse interpretazioni dello spazio e che le conseguenze di entrambe siano rintracciabili nell’analisi di due opere distanti nel tempo, che fanno un uso rigoroso della prospettiva. In particolare, il colonnato dell’Annunciazione di Piero della Francesca rappresenta un profondo spazio razionalmente misurato, orizzontale e accessibile all’uomo, così come è del tutto razionale il controllo proporzionale degli scorci prospettici esposto dall’Autore nel suo De prospectiva pingendi, mentre la tumultuosa distribuzione dei personaggi della Allegoria dell’opera missionaria dei Gesuiti di Andrea Pozzo scandisce uno spazio verticale, che ambisce all’estensione infinita, inaccessibile se non attraverso la prospettiva teologica del Perspectiva pictorum et architectorum
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