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Hiking the ALPs: Signatures and Models
In this thesis work some aspects of the Axion-Like Particles (ALP) physics are presented. After a didascalic introduction on QCD axions and, more generally, on ALPs, an innovative approach to search for such type of particles at B-factories is explained. In the second part of the work, a solution for an ALP or axion to rise in a composite Higgs model framework is described, including some phenomenological results
Support the Devil. The involvement of German banks in the NS-politics from the occupation to the Final Solution
The economic strategy used by the Nazis could be defined more as a robbery than a planned economy of war (Herbert, 1991), in doing so the NSDAP Party were strongly supported by the German bank system, which gave the dictatorship a series of tools that were used even before the actual beginning of the war. Inside this essay it will be taken into consideration how the German banks supported the Nazi projects, by looking to a peculiar case study: the polish occupied territories. The first part will be devoted to the support that some bank gave to the invasion of Poland; by not only giving credit to the operations, but also establishing, already during October 1939, a series of branch offices in the territories that were directly annexed to the Third Reich (like the Warthegau). Secondly, it will be addressed how some specific tools, like the Sonderkontos (“special bank account”) where used in order to draw resources from activities like deportations, killing operations, liquidations of ghettos and camps. In the dark picture that this analysis will show, it will be clear how drawing resources was just a part of the work because, starting from the end of 1942 (third part), the Nazis tried to reinvest the money that they were able to take, especially from the Aktionen. Lastly it will be addressed how the German banks had an active role inside the complex relationship between productivity and profitability
Il business delle deportazioni: la Soluzione Finale nel Warthegau attraverso la lente di un conto bancario
La città di Łódź, situata a 120 km da Varsavia, costituì il più gran-
de polo industriale tessile della Polonia. Nel 1939 venne prima occupata
dalle forze naziste e successivamente annessa ai territori del Terzo Rei-
ch, dove venne ribattezzata Litzmannstadt. Nel 2009 l’Archivio di Stato
di Łódź (APŁ) ha digitalizzato l’intera collezione dedicata ai documenti
del ghetto di Litzmannstadt, il quale venne liquidato durante l’estate del
1944. In questo articolo verranno presi in considerazione i documenti
relativi al conto bancario speciale 12300 (Sonderkonto 12300): aperto dai
nazisti nel febbraio del 1942, il conto raccolse i proventi delle deporta-
zioni che trasportarono Ebrei e Zingari da tutta la regione del Warthegau
verso il campo di sterminio di Kulmhof, vicino al fiume Ner. In partico-
lare, osservando le pezze d’appoggio (Belege) è stato possibile condurre
uno studio sia quantitativo che qualitativo; dove si è potuto tracciare
l’aumento di capitale lungo il periodo che va dal 1942 fino alla fine del
1943 e si sono inoltre potuti osservare anche i vari enti coinvolti nelle
deportazioni. Il conto bancario riflette così il particolare apparato am-
ministrativo che venne istituito dal Reichsstatthalter Arthur Greiser e
che seppe funzionare in concerto con tutte le autorità presenti sul terri-
torio, grazie anche alla presenza di personaggi non secondari come l’am-
ministratore del ghetto di Litzmannstadt, Hans Biebow. Infine, le voci
di spesa, oltre a fornirci un caleidoscopio di beneficiari, ci permettono di
osservare alcune dinamiche interne al sistema nazista, come ad esempio il
rapporto tra reparti civili e reparti di polizia
The Westjuden, Sinti and Rom in Litzmannstadt Ghetto (1941-1942)
From the autumn of 1941 the Jews who were still resident within the confines of the Altreich, were gradually deported “towards the East”. Of these Jews, a considerable number, comprising almost 20,000 people, were interned in the Litzmannstadt Ghetto, the second largest (in terms of size), of those established by the Nazis in the occupied Polish lands. The article aims to analyse some specific aspects of this phenomenon, such as: the internal discussions within Nazi institutions that these transfers engendered; the relationships between Polish Jews and those who were defined as Westjuden; the “gypsy” experience, insofar as at Litzmannstadt 5000 Rom and Sinti from Austrian territories were interned there and, finally, the impact on certain specific policies employed by the Nazis against the persecuted groups
Hans Biebow dopo il 1941: la Wehrmacht, la Soluzione Finale e la fine del ghetto di Łódź
Łódź, primavera del 1947. Sul banco degli imputati della Corte Distrettuale siede Hans
Biebow, nato a Brema nel 1902 e amministratore (Amtsleiter) del ghetto di Łódź dal 1940 al
1944, considerato dallo stato polacco uno dei dieci criminali nazisti più pericolosi, al pari
di persone come Rudolf Höß (capo di Auschwitz), Arthur Greiser (Gauleiter del
Warthegau) o Hans Frank (Governatore del Governatorato Generale). Perché questa
attenzione per colui che sulla carta non fu mai nulla più di un amministratore civile? La
risposta si trova analizzando il complesso sistema che venne a costituire l’amministrazione
nazista dei territori occupati, per il quale il ghetto di Łódź rappresenta un osservatorio
unico e privilegiato. Grazie infatti all’abbondanza di documenti ad oggi disponibili sul
caso specifico è possibile ricostruire quella che fu a tutti gli effetti una grande mise en scène:
una tragedia corale fatta di miti e lotte di potere, ma anche di ambivalenze ed invidie che,
nel loro intrecciarsi e confondersi, riflette le molte sfaccettature assunte dal potere nazista
durante il conflitto bellico
In piedi! Entra la Corte. La rappresentazione dei criminali nazisti allinterno delle aule di tribunale
All’alba del XXI secolo lo storico Donald Bloxham lamentava il fatto che non si fosse ancora sviluppata una discussione, né in ambito storiografico né tantomeno in ambito giuridico, su come le corti di giustizia fossero state un medium essenziale per la rappresentazione degli eventi storici legati al nazismo. 2 Dopo quasi vent’anni e mentre assistiamo allo svilupparsi di quella che probabilmente è l’ultima stagione di processi contro ex membri del sistema nazista, 3 possiamo dire che le parole dello studioso anglosassone non sono cadute nel vuoto, ma hanno costituito l’apripista di un dibattito dinamico e variegato, che ha saputo esprimersi soprattutto in ambito storico. 4 In un’ottica di continuità proprio con il dibattito sopracitato, all’interno di questo contributo si analizzerà, attraverso opportuni esempi, come il medium costi- tuito dalle corti di giustizia si sia caratterizzato, negli ultimi ottant’anni, per un’estre- ma dinamicità, nonostante la mise en scène apparentemente rigida che la procedura processuale richiede. Per corroborare maggiormente l’obiettivo esplicativo appena descritto si prenderanno volutamente in esame casi solo apparentemente ‘minori’, tralasciando i grandi procedimenti di Norimberga, Gerusalemme o Francoforte, sui quali esiste già un’estensiva bibliografia. Infine, per agevolare un approccio comparativo e critico della materia in oggetto, ogni caso processuale verrà analizzato attra- verso uno schema tripartito in: la legislazione utilizzata; lo svolgimento del processo, con particolare attenzione alle reazioni immediate al di fuori dell’aula di giustizia; e infine l’utilizzo, da parte degli storici, del materiale processuale per la caratterizzazione delle personalità naziste
Setting limits on Effective Field Theories: the case of Dark Matter
The usage of Effective Field Theories (EFT) for LHC new physics searches is receiving increasing attention. It is thus important to clarify all the aspects related with the applicability of the EFT formalism in the LHC environment, where the large available energy can produce reactions that overcome the maximal range of validity, i.e. the cutoff, of the theory. We show that this does not forbid to set rigorous limits on the EFT parameter space through a modified version of the ordinary binned likelihood hypothesis test, which we design and validate. Our limit-setting strategy can be carried on in its full-fledged form by the LHC experimental collaborations, or performed externally to the collaborations, through the Simplified Likelihood approach, by relying on certain approximations. We apply it to the recent CMS mono-jet analysis and derive limits on a Dark Matter (DM) EFT model. DM is selected as a case study because the limited reach on the DM production EFT Wilson coefficient and the structure of the theory suggests that the cutoff might be dangerously low, well within the LHC reach. However our strategy can also be applied, if needed, to EFT’s parametrising the indirect effects of heavy new physics in the Electroweak and Higgs sectors.The usage of Effective Field Theories (EFT) for LHC new physics searches is receiving increasing attention. It is thus important to clarify all the aspects related with the applicability of the EFT formalism in the LHC environment, where the large available energy can produce reactions that overcome the maximal range of validity, i.e. the cutoff, of the theory. We show that this does forbid to set rigorous limits on the EFT parameter space through a modified version of the ordinary binned likelihood hypothesis test, which we design and validate. Our limit-setting strategy can be carried on in its full-fledged form by the LHC experimental collaborations, or performed externally to the collaborations, through the Simplified Likelihood approach, by relying on certain approximations. We apply it to the recent CMS mono-jet analysis and derive limits on a Dark Matter (DM) EFT model. DM is selected as a case study because the limited reach on the DM production EFT Wilson coefficient and the structure of the theory suggests that the cutoff might be dangerously low, well within the LHC reach. However our strategy can also be applied to EFT's parametrising the indirect effects of heavy new physics in the Electroweak and Higgs sectors
Un manager del Terzo Reich: il caso Hans Biebow
Łódź, primavera del 1947. Sul banco degli imputati della Corte Distrettuale siede Hans Biebow, nato a Brema nel 1902 e che, durante la guerra, era stato amministratore (Amtsleiter) del ghetto di Łódź. Lo stato polacco considera quest’uomo, alto, biondo e dagli occhi azzurri, come uno dei dieci peggiori criminali nazisti ancora in circolazione, al pari di Rudolf Höß (capo di Auschwitz), Arthur Greiser (Gauleiterdel Warthegau) o Hans Frank (governatore del Governatorato Generale). Ma Biebow non era un militare e nemmeno un alto esponente del partito nazionalsocialista. Perché allora tutta questa attenzione per chi sulla carta non fu mai nulla più di un amministratore civile? La risposta si trova all’interno di quella intricata matassa che furono le politiche di gestione nazista relative ai territori occupati. Grazie alla mole di documenti oggi disponibili, è possibile ricostruire quella che fu a tutti gli effetti una grande mise en scène. Una tragedia corale fatta di miti e di lotte di potere. Una ricerca sconvolgente sulla banalità del male, sulla meschinità e sulla codardia di coloro che ‘ubbidirono soltanto agli ordini’
La generazione di mezzo . Professionisti, Kaufmänner e contabili al servizio del Terzo Reich
È possibile definire il profilo di un criminale nazista? Come perlopiù noto, la storiografia ha cercato a lungo di rispondere a tale interrogativo, oscillando tra l’immaginario degli ‘uomini comuni’ e quello delle ‘bestie bionde’. Procedimenti come quello di Norimberga, passando poi per Francoforte e Gerusalemme, hanno svolto un ruolo cruciale nella definizione dei profili criminali del regime nazista. Al punto che il bacino all’interno del quale far confluire le azioni da ritenersi penalmente perseguibili si è attualmente ampliato sino a comprendere le attività ricadenti in ambito economico. Il processo contro Oskar Gröning, celebrato a Lüneburg nel 2015, ha rappresentato una cesura nella definizione di cosa possa essere ritenuto ‘criminale’ o meno. Quest’ultimo è stato infatti accusato di ‘concorso in omicidio’ a causa delle funzioni da lui ricoperte all’interno del campo di sterminio di Auschwitz a partire dall’estate del 1944, dove si trovò a svolgere attività di carattere perlopiù amministrativo-contabile. A fronte di un pluridecennale sforzo in direzione di una più accurata definizione dei profili dei burocrati di medio e basso livello e dei progressi compiuti nello studio dello sfruttamento del lavoro da parte dei nazisti, al processo Gröning si stabilì, per la prima volta in modo inequivocabile, che l’attività contabile poteva avere valenza penale
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