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    Le strade della cittadinanza. Una riflessione tra benessere e migrazioni

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    Questo capitolo vuole articolare due riflessioni parallele sulla cittadinanza, prima attraverso una disamina storica sul peso che il benessere e l’accesso ai consumi hanno giocato a livello di legittimazione politica nell’Europa del secondo dopoguerra; successivamente, con un’analisi di un discorso politico ufficiale inerente al rapporto tra cittadini, immigrazione e criminalità. L’intento è di complicare la relazione Stato-cittadini, facendo emergere l’intersezione tra il piano economico-culturale in cui il benessere viene discusso e rinegoziato tra vari attori sociali, e quello più apertamente politico legato al controllo di una parte della popolazione, costituita dai residenti stranieri (illegittimi) e dalle relazioni conflittuali che intercorrono tra questi, la comunità dei cittadini e le istituzioni statali

    Per una lettura delle immagini nei contesti funerari

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    Contributo teorico e metodologico sulla lettura delle immagini in contesto tombal

    La consumatrice in rivolta. La politicizzazione del consumo e il ruolo della donna nel pensiero di Teresa Billington-Greig

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    In Gran Bretagna, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, il consumo era un argomento sul quale si confrontavano vari movimenti femminili e pensatrici radicali. Teresa Billington-Greig, autrice prolifica e per un certo periodo anche attiva suffragetta, attribuì al consumo, ma soprattutto alle consumatrici, un ruolo politico centrale nella lotta contro il capitalismo. Nei suoi scritti analizzò soprattutto le cause dell’esclusione delle donne dalla sfera politica e le ragioni per cui la workers’ revolt non fosse, fino ad allora, avvenuta. Secondo l’autrice il “divorzio economico” tra produzione e consumo era un artificio creato dalla classe dominante per dividere consumatori e lavoratori, e ciò aveva contribuito all’esclusione delle donne, che erano fortemente connesse alla sfera del consumo, dalla lotta politica. Rivalutare il consumo come momento politico era quindi un modo per combattere il dominio del profiteer e per rivalutare il ruolo delle donne nella sfera politica, perché solo una piena emancipazione femminile avrebbe permesso di creare una società libera nel suo insieme.Between the end of the Nineteenth and the beginning of the Twentieth Century, in Great Britain consumption was a relevant topic on which various women’s movements and radical thinkers spoke their mind. Teresa Billington-Greig, a prolific author and for a certain period also a fervent suffragette, gave to consumption and consumers a central political role in the struggle against capitalism. In her writings she mainly analyzed the causes of the exclusion of women from the political sphere and the reasons of the failure of the workers’ revolt. According to the author, the “economic divorce” between production and consumption was an artifice created by the ruling class, which resulted not only in the division of consumers and workers, but also in the exclusion of women, a category strongly connected to the sphere of consumption, from the political struggle. Re-evaluating consumption as a political moment was therefore a way to fight against the domination of the profiteer and to re-evaluate the role of women in the political sphere, because only women’s liberation would have allowed the creation of a free society

    Restoring Memory. Bottom Up Enhancement of a Lieu de Mémoire

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    Cities are full of realms of memory, places in which history meets geography, according to Nora’s definition. But in addition, these sites, which can be a memorial stone, a square, or a significant date, primarily contribute to maintain a particular reading of historical events which have affected a community. These realms are usually created by Institutions, but eventually different subjects, not strictly institutional, can have a say and participate in the shaping of collective memory. The case of the restoration of Ca’ di Guzzo is emblematic. During the night between 27th and 28th September 1944, some units of the 362° Grenadier Division clashed, during retreat, with the 36° Brigata (Brigade) Garibaldi-Bianconcini and the 62° Brigata Garibaldi-Camice Rosse, at Ca’ di Guzzo, an isolated farmhouse in the upper valley of the river Sillaro (Appennino Tosco-Romagnolo). The battle was ferocious and ended with the partisans’ defeat. The restoration process of the farmhouse took place after decades of forgetfulness

    Viaggi di immagini. Riflessioni sulla ricezione e appropriazione di schemi iconografici tra Grecia ed Etruria

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    Il saggio rappresenta una fondamentale messa a punto teorica delle dinamiche di ricezione e appropriazione dell'immaginario tra Grecia ed Etruria e propone per la prima volta una griglia di riferimento delle strategie messe in atto dagli attori dello scambio

    L'iconografia del mare in Etruria. Storia del problema e riflessioni metodologiche

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    Relazione sulla storia degli studi relativa al valore semantico rivestito dall'iconografia del mare nel mondo etrusco. La relazione, letta al II Convegno Nazionale degli Studenti di Archeologia (Bologna, 18-21 maggio 2004) tuttora inedito, è stata pubblicata come estratto dall'editore Ante Quem (Bologna)

    Il sepolcreto etrusco della Galassina di Castelvetro (Modena)

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    La Galassina di Castelvetro (Modena) è un piccolo sepolcreto etrusco comprendente 37 tombe databili tra la fine del villanoviano e il V secolo a.C., pubblicato da Celestino Cavedoni e Arsenio Crespellani in seguito agli scavi effettuati nel 1841 e nel 1879-1880. Lo studio costituisce un'analisi completa del contesto funerario, a partire dall'esame della documentazione di scavo manoscritta e dei materiali, molti dei quali finora inediti, fino alla contestualizzazione topografica e territoriale della necropoli e del centro etrusco a cui va riferita, individuato al di sotto dell'attuale centro storico di Castelvetro. I dati emersi dallo studio del sepolcreto permettono di ricostruire non solo i vari aspetti dell'organizzazione dello spazio e del rito funerario, ma anche una capacità inattesa di esprimere il ruolo sociale e le credenze dei defunti da parte dei membri della comunità etrusca di Castelvetro

    Eca sren. Gli Etruschi e l'iconologia nel noto specchio volterrano con Eracle figlio di Uni

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    The present work aims to revisit the analysis of a well-known mirror from Volterra, showing an image of Uni breastfeeding an adult and bearded Heracles. Often examined by researchers, mostly regarding the relationship between this find and Greek literary sources, the mirror is here re-assessed from a new perspective, aiming to shed light on the mechanisms of image creation by the Etruscans, while leaving aside the details of semantic exegesis within this class of mirrors. In fact, the mirror represents the most eminent example of 'figured bilingualism', in which the image is accompanied by a complex inscription written on a ‘tabella’, the focal point in the overall structure of the representation. The meaning of the scene is already clarified by the inscription made by the Etruscan craftsman, as is the profound iconological value that the Etruscans ascribed to the representation of this subject. By dispensing with the need to interpret the scene, characteristic of the iconological analysis approach, it is possible to fully examine and appreciate the mechanisms behind the construction of the image in this precious/unique find from Hellenistic Etruria

    Dioniso in Etruria padana

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    Il breve intervento costituisce la presentazione del tema oggetto di studio nell'ambito del Dottorato di Ricerca in Scienze Archeologiche. Il dionisismo in ambito etrusco infatti è un nodo cruciale che connota molteplici fenomeni di carattere santuariale, funerario, iconografico e che investe inoltre la sfera dei contatti tra mondo greco e mondo etrusco, con la significativa possibilità di interpretare i prodotti artistici riferibili ai due popoli nel dialogo interculturale che li coinvolge. L'estrema brevità del testo affidato agli atti dipende esclusivamente dai limiti di spazio imposti dall'Editore (più o meno rispettati dai vari autori)

    Against the dictatorship of rationality. Austerity and consumption in Italy during the seventies

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    Consumption is always subjected to discursive strategies, and hierarchised to influence the behaviour of citizens: productive and unproductive consumption (J. S. Mill), efficient and inefficient consumption (A. Marshall); these classifications may be designed for moral, economic, and political purposes, in order to set specific boundaries to people’s behaviour in the private sphere, which in turn heavily influence public action, too. During the Seventies, while Italy was marked by an energy crisis and political unrest, the political ruling classes formulated a particular rhetoric of sacrifices and austerity: a common effort of the nation was necessary to solve the economic crisis. The rhetoric of rationality was a political tool promoted by economic elites and various political groups, which were motivated by different reasons. Women were an important part of this discourse, since they were depicted both as big spenders and as the nation’s savers. Another famous opposition to this rhetoric was promoted by left-wing movements, a heterogeneous universe: in some cases, irrationality was promoted as a revolutionary behaviour. This article, after a brief introduction to the Italian context and to the outbreak of the oil crisis, focuses on how the concept of rationality was used to justify specific moralities and behaviours or to delegitimise certain social and political subjects
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