1,720,983 research outputs found
Cough-induced sudden acute chest pain and massive left hemothorax soon after pacemaker implantation
: A 74-year-old man who recently undergone a definitive pacemaker implantation with an apical septal active lead fixation presented to the emergency department because of a new-onset acute chest pain that began soon after cough episodes. Pacemaker interrogation reported an increased bipolar pacing threshold (3.25 V at 1 ms). Contrast-enhanced chest CT scan and percutaneous angiography revealed the sequential perforation of the right ventricular apex and the left internal mammary artery by the ventricular pacemaker lead. Successful percutaneous embolization of the LIMA, blood transfusion and thoracentesis were then performed, and the patient subsequently underwent a percutaneous ventricular lead extraction followed by re-implantation, with an uneventful follow-up after 2 years. This unique case report highlights a potential rare complication of the active fixation of the ventricular lead at the apical interventricular septum and should lead the clinicians to keep in mind right ventricular perforation, even without cardiac tamponade, in patients presenting for cardio-pulmonary symptoms soon after pacemaker implantation
Left bundle branch pacing for atrio-ventricular block after heart transplant: a safe and effective therapy?
Inadvertent 3830 pacing lead placement in the left ventricle through an atrial septal defect in a congenitally corrected transposition of great arteries patient: a multidisciplinary approach
Transvenous lead extraction of lumenless 3830 pacing lead in conduction system pacing: a single-center experience
Background: The Medtronic SelectSecure Model 3830 lumenless lead (Medtronic, Inc., Minneapolis, MN) is commonly used for conduction system pacing (CSP). However, with this increased use, the potential need for transvenous lead extraction (TLE) also will increase. While extraction of endocardial 3830 leads is rather well described especially in pediatric and adult congenital heart disease population, there is very limited data on extraction of CSP leads. In the present study, we reported our preliminary experience on TLE of CSP leads and provided technical considerations. Methods: The study population comprised 6 consecutive patients (67% male; mean age 70 ± 22 years) with CSP leads (3830 leads), including left bundle branch pacing (LBBP) lead (n = 3) and His pacing lead (n = 3) undergoing TLE. Overall target leads were 17. The mean implant duration time of CSP leads was 97 ± 90 months [range 8-193). Results: Manual traction was successful in 2 cases and mechanical extraction tools were required in the remaining cases. Sixteen leads (94%) were completely extracted, whereas incomplete removal was observed in one lead (6%) among 1 patient. Of note, in the only lead incompletely removed, we observed retention of < 1-cm remnant of lead material consisting of the screw of 3830 LBBP lead into the interventricular septum. No failure of lead extraction was reported and no major complications occurred. Conclusions: Our findings demonstrated that at an experienced center the success of TLE of chronically implanted CSP leads is high in the absence of major complications also when mechanical extraction tools are needed
The subcutaneous defibrillator in Brugada syndrome: data from a multicentre experience.
openIntroduzione: La sindrome di Brugada (BrS) è una canalopatia associata a tachiaritmie ventricolari ed a morte cardiaca improvvisa (SCD). Poiché la prognosi di pazienti affetti dalla BrS è legata alle aritmie maligne, l’impianto del defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD, Implantable Cardioverter-Defibrillator) rappresenta l’unica evidente protezione dalla SCD. Nel corso degli ultimi anni, gli ICD sottocutanei (S-ICD) si sono rivelati una valida alternativa ai defibrillatori cardiaci impiantabili transvenosi (TV-ICD) nei pazienti che non necessitano di terapia antibradicardica o di resincronizzazione. Il disegno extravascolare del S-ICD rispetto ai TV-ICD (Transvenous ICD) permette una netta riduzione di infezione di tasca e sistemiche. Tuttavia, rimangono aperte alcune questioni relative all’incidenza di shock inappropriati e alla prematura deplezione di batteria del S-ICD.
Scopo dello studio: Lo studio è stato disegnato con i seguenti obiettivi : 1) valutare l’incidenza di eventi aritmici maggiori e l’outcome dopo impianto di S-ICD nei pazienti con BrS impiantati in prevenzione primaria o secondaria; 2) valutare il bilancio tra possibili benefici e il rischio di complicanze associate al S-ICD.
Materiali e metodi: Lo studio è di tipo retrospettivo monocentrico, effettuato nel Dipartimento di Scienze Cardio-Toraco-Vascolari dell’Università di Padova. La popolazione include 20 pazienti consecutivi affetti da BrS e sottoposti all’impianto di S-ICD (Qtrack SQRX 1010-A, Cameron Health e EMBLEM A219, Boston Scientific) arruolati da maggio 2012 a maggio 2024.
Risultati: La popolazione include 20 pazienti, con età media di 46 anni ± 13, di cui 16 (80%) sono di sesso maschile. I pazienti risultati asintomatici sono 9 (45%). Lo studio elettrofisiologico è stato eseguito in 12 persone (60%), 10 dei quali (50%) è risultato positivo. Nessun paziente è risultato positivo per il test genetico di SCN5A e nessuno paziente è portatore di loop-recorder. Durante un follow-up mediano di 49 mesi [19-62], un paziente (5%) è andato incontro a tachicardia ventricolare sottoposta efficacemente a shock appropriato; un altro (5%) ha ricevuto due shock inappropriati durante sforzo a causa di oversensing dell’onda T. Sono state documentate due infezioni di tasca: una ha richiesto l’espianto definitivo del device, l’altra una revisione della tasca, con riposizionamento del device. Tali complicanze locali hanno richiesto due giorni di ospedalizzazione e non si sono associate a complicanze.
In tre pazienti (15%) si è verificato un esaurimento della batteria del generatore con un tempo mediano dalla data di primo impianto di 75 mesi, per cui si è proceduto con la sostituzione elettiva del dispositivo sottocutaneo. Non è deceduto nessun paziente.
Conclusioni: In accordo con i risultati dello studio, il defibrillatore sottocutaneo impiantabile è sicuro ed efficace nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei pazienti affetti da sindrome di Brugada. Tuttavia, è necessario tener presente che esistono complicanze come lo shock inappropriato che si manifesta soprattutto durante lo sforzo fisico e che richiede di associare un attento screening del S-ICD ad uno scrupoloso monitoraggio al follow-up
PRE-PROCEDURAL ROLE OF COMPUTED TOMOGRAPHY IN TRANSVENOUS LEAD EXTRACTION
openIntroduzione: L’estrazione transvenosa di elettrocateteri (TLE) mediante sheath meccaniche rotazionali bidirezionali è una procedura consolidata. Sebbene sia stata perfezionata, è ancora una procedura complessa ed esposta a potenziali complicanze anche maggiori, tra cui la lacerazione della vena cava superiore. Si dedica crescente attenzione alla capacità di identificare fattori di rischio preoperatori al fine di predire la complessità della procedura, tuttavia i dati sono scarsi. La tomografia computerizzata (TC) si sta rivelando in grado di definire i rapporti tra elettrocateteri e strutture venose. Scopi dello studio: Lo studio si prefigge di valutare se la TC pre-procedurale possa identificare caratteristiche ad alto rischio che siano in grado di predire la complessità della procedura di estrazione transvenosa di elettrocateteri. Materiali e metodi: Sono stati arruolati 93 pazienti consecutivi secondo protocolli di TLE e TC standardizzati. L’endpoint combinato definisce la complessità della procedura ed include la necessità di impiego di multipli sistemi, tra cui sheath di calibro maggiore e sistemi di recupero per via femorale. Risultati: Da Settembre 2018 a Maggio 2024, 93 pazienti sono stati sottoposti a TLE e TC. L’età mediana della popolazione era di 63 anni (IQR: 55-75). Il tempo di impianto mediano degli elettrocateteri era di 86 mesi (IQR: 42-151). LA TC ha rilevato occlusioni venose (n=11), stenosi venose (n=4), assenza di aderenze (n=40), aderenze <1 cm (n=4), aderenze ≥1 cm (n=33), decorso intramurale (n=16), decorso intraosseo (n=7), versamento pericardico (n=8), trombosi a ridosso dell’elettrocatetere (n=4) e discontinuità dell’elettrocatetere (n=1). La procedura è risultata complessa in 64 casi (68.8%). I pazienti con decorso intramurale alla TC avevano più frequentemente elettrocateteri da defibrillazione (n=11 vs n=13 e n=11; p=0.011). I pazienti con aderenze ≥1 cm associate o meno a decorso intramurale avevano elettrocateteri defibrillatori dual coil con maggiore frequenza (n=12 e n=3 vs n=6; p=0.028), un tempo di impianto maggiore (147 mesi [IQR 84-171] e 76.5 mesi [IQR 46.3-137.5] vs 55 mesi [IQR 23-121.5]; p=0.001) e la procedura di estrazione richiedeva più spesso l’uso di tool multipli (n=31 e n=14 vs n=32; p=0.047). I pazienti con aderenze moderate-severe hanno avuto procedure più complesse rispetto ai pazienti che non le avevano (n=39 vs n=10; p=0.019), necessitavano più frequentemente sheath potenziate (n=45 vs n=34; p=0.050) e tool multipli per l’estrazione (n=45 vs n=33; p=0.028). I pazienti che raggiungevano l’endpoint combinato avevano un tempo di impianto maggiore (125 mesi [IQR 76-162] vs 36 mesi [IQR 8-54]; p=0.001), più frequentemente elettrocateteri a fissaggio passivo (n=48 vs n=11; p<0.001) ed una maggiore durata della procedura (120 minuti [IQR 85-170] vs 90 minuti [IQR 70-130]; p=0.023). La presenza di decorso intraosseo è significativamente associata all’uso di snare (OR: 20.750; 95% IC: 3.138-137.189) e al rischio di failure procedurale (OR: 11.067; 95% IC: 1.492-82.095). La TC ha rilevato reperti non correlati agli elettrocateteri in 57 pazienti. Conclusioni: La tomografia computerizzata è in grado di predire la necessità di impiego di multipli tool durante la procedura di estrazione e fornisce informazioni circa il rapporto tra elettrocatetere e sistema vascolare. Tuttavia, non è in grado di predire la complessità intraprocedurale in quanto la severità e l’estensione delle aderenze rappresentano un surrogato del tempo di impianto degli elettrocateteri. Il riscontro di reperti accidentali è utile per approfondire il quadro del paziente.Introduction: Transvenous lead extraction (TLE) using bidirectional rotational mechanical sheaths is a well-established interventional procedure used mainly for pocket infections, endocarditis or lead malfunction. Although it has been perfected, it is still to be considered a complex procedure and exposed to potential even major complications, including laceration of the superior vena cava. Increasing attention is being paid to the ability to identify preoperative risk factors in order to predict the complexity of the procedure; however, data are scarce. Computed tomography is proving capable of defining the relationships between leads and venous structures.
Study Aims: The purpose of the study is to evaluate whether pre-procedural computed tomography (CT) can identify high-risk features that are able to predict the complexity of the transvenous lead extraction procedure.
Materials and methods: Ninety-three consecutive patients were enrolled according to standardized TLE and computed tomography protocols. The combined endpoint defined the complexity of the procedure and included the need for the use of multiple systems, including larger gauge sheaths and femoral retrieval systems (snare).
Results: From September 2018 to May 2024, 93 patients underwent TLE and CT. The median age of the population was 63 years (IQR: 55-75) and 75.3% were male. The median lead dwelling-time was 86 months (IQR: 42-151). CT detected vein occlusions (n=11), vein stenosis (n=4), absence of adhesions (n=40), adhesions <1 cm (n=4), adhesions ≥1 cm (n=33), lead embedded (n=16), intraosseous course (n=7), pericardial effusion (n=8), lead thrombus (n=4), and lead fracture (n=1). The procedure was defined as complex in 64 cases (68.8%). Patients with intramural course at CT had defibrillation leads more frequently (n=11 vs n=13 and n=11; p=0.011). Patients with adhesions ≥1 cm associated or not with intramural course had dual coil defibrillator leads more frequently (n=12 and n=3 vs n=6; p=0. 028), longer dwelling-time (147 months [IQR 84-171] and 76.5 months [IQR 46.3-137.5] vs 55 months [IQR 23-121.5]; p=0.001), and the extraction procedure required multiple tools more often (n=31 and n=14 vs n=32; p=0.047). Patients with moderate-severe adhesions had more complex procedures than patients without them (n=39 vs n=10; p=0.019), needed more frequently at least one enhanced sheath (n=45 vs n=34; p=0.050) and multiple tools for extraction (n=45 vs n=33; p=0.028). Patients who reached the combined endpoint had a longer implantation time (125 months [IQR 76-162] vs 36 months [IQR 8-54]; p=0.001), more frequently passive fixation leads (n=48 vs n=11; p<0.001) and longer procedure duration (120 minutes [IQR 85-170] vs 90 minutes [IQR 70-130]; p=0.023). The presence of intraosseous course was significantly associated with the use of snare (OR: 20.750; 95% CI: 3.138-137.189) and the risk of procedural failure (OR: 11.067; 95% CI: 1.492-82.095). CT scans also revealed findings unrelated to leads in 57 patients (61.3%).
Conclusions: Computed tomography can predict the need for multiple tool use during the extraction procedure and provides information about the relationship between the lead and vascular system. However, it cannot predict intraprocedural complexity because the severity and extent of adhesions are a surrogate for lead implantation time. The finding of incidental findings is useful to further investigate the patient's situation
Evaluation of tricuspid valve regurgitation following transvenous rotational mechanical lead extraction
openContesto
L'estrazione di elettrocateteri transvenosi (TLE) può essere potenzialmente complicata da un aumento significativo della rigurgitazione della valvola tricuspide (TRI). Tuttavia, ci sono dati limitati sull'effetto delle guaine meccaniche rotazionali bidirezionali sull'aumento significativo della TRI.
Obiettivo
Investigare il tasso di cambiamenti significativi nella gravità della rigurgitazione tricuspide (TR) in seguito all'estrazione meccanica rotazionale dei cateteri e i relativi risultati.
Metodi
In 158 pazienti (età media 66±16,9 anni) sottoposti a TLE meccanica rotazionale, i cambiamenti acuti nella gravità della TR sono stati valutati mediante ecocardiografia. Un aumento significativo della TRI è stato definito come un aumento della gravità della TR di ≥1 grado e una gravità post-estrazione della TR che fosse moderata o maggiore.
Risultati
Sono stati estratti un totale di 290 elettrocateteri (durata media dell'impianto, 93±65 mesi). Nel 94,3% dei pazienti, la TLE non ha avuto un impatto negativo sulla competenza della valvola tricuspide e il 5,7% dei pazienti ha mostrato una TRI significativa. La TRI significativa era associata a una durata di impianto degli elettrocateteri più lunga, all'indicazione di infezione e a lesioni della valvola tricuspide. I predittori univariati di TRI significativa includevano la durata dell'impianto di tutti gli elettrocateteri (OR 1,01; 95%CI 1,003-1,018; P=0,001) e degli elettrocateteri RV (OR 1,01; 95% CI 1,004-1,017; P=0,002). Un aumento severo della TR dopo la TLE era un predittore indipendente di mortalità (HR 5,20; 95%CI 1,44-18,73) insieme a una disfunzione sistolica severa (HR 2,37; 95%CI 1,01-5,20) e a un'infezione sistemica (HR 2,28; 95%CI 1,06-4,89).
Conclusioni
Una TRI significativa è stata rilevata nel 5,7% dei pazienti dopo l'estrazione meccanica rotazionale transvenosa degli elettrocateteri. La durata dell'impianto degli elettrocateteri è emersa come l'unico predittore di TRI significativa. I medici impegnati nella TLE dovrebbero esercitare una maggiore vigilanza per questa potenziale complicazione.Background
Transvenous lead extraction (TLE) is potentially complicated by significant tricuspid
valve regurgitation increase (TRI). However there are limited data on the effect of the
bidirectional rotational mechanical sheaths on significant TRI.
Objective
to investigate the rate of significant changes in tricuspid regurgitation (TR) severity
following mechanical rotational TLE and their outcomes.
Methods
in 158 patients (mean age 66±16.9 years) undergoing mechanical rotational TLE,
acute changes in TR severity were assessed by echocardiography evaluation. A
significant TRI increase was defined as a ≥1grade increase in TR severity and post-
extraction TR severity that was moderate or greater.
Results
a total of 290 leads were extracted (mean implant duration, 93±65 months). In 94.3%
of patients, TLE had no detrimental impact on tricuspid valve competency and 5.7% of
patients exhibited significant TRI. Significant TRI was associated with longer lead
implant duration, infection indication and injury to the tricuspid valve. Univariate
predictors of significant TRI included implant duration of all leads (OR 1.01;95%CI
1.003-1.018;P=0.001) and RV leads (OR 1.01;95% CI 1.004-1.017;P=0.002). Severe
increase of TR after TLE was an independent predictor of mortality (HR 5.20;95%CI
1.44-18.73) along with severe systolic dysfunction (HR 2.37;95%CI 1.01-5.20), and
systemic infection (HR 2.28;95%CI 1.06-4.89).
Conclusions
Significant TRI was detected in 5.7% of following transvenous rotational mechanical
lead extraction. The duration of lead implantation emerged as the sole predictor of
significant TRI. Physicians engaged in TLE should exercise greater vigilance for this
potential complication
Management of complications related to cardiovascular implantable electronic device: safety and efficacy of transvenous lead extraction in elderly patients.
openIntroduzione. L’impiego di dispositivi cardiaci elettronici impiantabili (DCEI) è una opzione terapeutica in costante crescita sia per i progressi tecnologici nel campo della cardiostimolazione sia per la maggiore longevità della popolazione. All’incremento nell’utilizzo di questi device si associa una maggiore incidenza di complicanze, specie infettive, che ne rendono necessaria l’estrazione. L’estrazione per via transvenosa degli elettrocateteri (ETE) non è a sua volta scevra da rischi procedurali o a distanza, e i dati sulla sicurezza di questa tecnica negli anziani sono tuttora limitati.
Scopi dello studio. Lo studio si propone di valutare in una coorte multicentrica di ottuagenari efficacia, sicurezza ed outcome a medio termine dell’estrazione transvenosa di elettrocateteri condotta attraverso tecnica meccanica rotazionale bidirezionale.
Materiali e metodi. Sono stati arruolati 83 pazienti di età compresa fra gli 80 ed i 94 anni (media = 85 ± 3 aa.), prevalentemente di sesso maschile (78%) e sottoposti a ETE per cause infettive (locali o sistemiche), per disfunzione dell'elettrocatetere, per upgrade del device preesistente o per altri motivi.
Risultati. In totale sono stati trattati 181 elettrocateteri con durata media di impianto di 112 ± 77 mesi (range: 12 - 377 m.). L’estrazione degli elettrocateteri era motivata da complicanze infettive nell’84.3% dei casi. Il tasso di successo procedurale completo ed il tasso di successo clinico per elettrocatetere sono risultati rispettivamente del 93.9% e del 98.3%. Si è verificato un insuccesso procedurale per l’estrazione di 3 elettrocateteri. Non è avvenuto alcun decesso correlato alla procedura e complicanze maggiori sono insorte in un unico paziente, che ha subito un danno alla tricuspide con segni clinici di insufficienza cardiaca. La mortalità a trenta giorni dalla ETE è stata del 6%, mentre in un periodo medio di follow up di 22 ± 21 mesi sono deceduti 24 pazienti (29%). I principali indicatori predittivi di mortalità erano costituiti dalla presenza di cardiopatia ischemica (HR 4.35; 95% IC 1.87-10.13; P = 0.001), da una frazione di eiezione <35% (HR 7.89; 95% IC 3.20-19.48; P<0.001) e dall’infezione sistemica come indicazione alla ETE (HR 4.24; 95% IC 1.69-10.66; P = 0.002).
Conclusioni. Questi dati confermano che le infezioni costituiscono la principale indicazione ad estrazione transvenosa degli elettrocateteri e dimostrano come in centri esperti la tecnica meccanica rotazionale bidirezionale consenta l’estrazione efficace e con accettabile profilo di sicurezza anche di cateteri a lunga permanenza in pazienti ottuagenari. L'età del paziente non dovrebbe pertanto influenzare la decisione di estrarre o meno gli elettrocateteri, anche se la mortalità a 30 giorni e a medio termine rimane significativa soprattutto in presenza di alcune comorbidità specifiche.Background. The use of cardiac implantable electronic devices (CIEDs) is a progressively expanding therapeutic option thanks to technological advances in the field of electrophysiology and as a consequence of an increase in the average age of the population. In parallel with the increased use of these devices, a higher incidence of complications - mainly infectious - which can make necessary the extraction of leads has been reported. Although usually safe, transvenous lead extraction (TLE) may still entail some risk and data on safety of this technique in the elderly population are limited.
Objectives. The aim of the study was to investigate in a multicenter cohort of octogenarians the efficacy, safety and midterm outcome of TLE by bidirectional rotational mechanical sheath.
Methods. Study population included 83 patients (78% male; mean age: 85 ± 3 years; range 80-94 yrs.). The indications for the extraction were classified as infectious (local or systemic infection), catheter dysfunction, device upgrade, or other reason.
Results. A total of 181 leads were included in the study, with an average implant duration of 112 ± 77 months (range: 12 - 377 m.). Infectious complications accounted for 84.3% of lead extractions. The complete procedural success rate and the clinical success rate per lead were 93.9% and 98.3%, respectively. Failure of lead extraction was observed in 3 leads. No procedure-related deaths occurred and major complications were reported in a single patient, who experienced tricuspid valve damage with clinical signs of heart failure. The mortality rate at 30 days after TLE was 6%, while 24 patients (29%) died during a mean follow-up period of 22 ± 21 months. The main predictors of mortality were the presence of ischemic cardiomyopathy (HR 4.35; 95%CI 1.87-10.13; P = 0.001), ejective fraction <35% (HR 7.89; 95%CI 3.20-19.48; P<0.001) and systemic infection as an indication for TLE (HR 4.24; 95%CI 1.69-10.66; P = 0.002).
Conclusions. These data confirm infection as the main indication for lead extraction. Moreover, our results show that in experienced centers, bidirectional rotational mechanical sheath allows a safe removal of leads with a long dwell time even in octogenarians. Patients’ age should therefore not influence the decision to extract or not the leads, although 30-day and midterm mortality still remain significant especially in presence of specific comorbidities
The Direct and Indirect Effects of Tyrosine Kinase Inhibitors on the Cardiovascular System in Chronic Myeloid Leukemia
Since their introduction, tyrosine kinase inhibitors (TKIs) have radically changed the treatment paradigm of Chronic Myeloid Leukemia (CML), leading to deep and lasting molecular responses and profoundly influencing survival. However, cancer-therapy-related Cardiovascular Toxicities (CTR-CVTs) associated with BCR::ABL1 TKIs are one of the main sources of concern: hypertension, arterial occlusive events, arrhythmias, dysmetabolic alteration, and glomerular filtration impairment are frequently reported in clinical trials and real-life experiences. Therefore, a close interaction between hematologists and cardiologists becomes crucial to implementing prevention protocols based on a comprehensive assessment of baseline cardiovascular risk, the management of any detectable and modifiable risk factors, and the elaboration of a monitoring plan for CTR-CVTs during treatment. Here, we provide the most comprehensive and recent evidence in the literature on the pathophysiological patterns underlying CTR-CVTs, providing useful evidence-based guidance on the prevention and management of CVD risk factors at baseline and during treatment with BCR::ABL1 TKIs
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