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    Sul diritto di voto dei condannati e dei detenuti: il dilemma tra giustizia ‘individuale’ e giustizia ‘costituzionale’ dinanzi alla Grande Camera della Corte europea

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    Nella sentenza sul caso Scoppola c. Italia (n. 3), la Grande Camera della Corte europea dei diritti umani è tornata sulla controversa questione della legittimità dei limiti all'esercizio del diritto di elettorato attivo da parte dei condannati e dei detenuti. Pur confermando formalmente i princìpi precedentemente enunciati nella controversa sentenza sul caso Hirst c. Regno Unito (n. 2), la Corte ne ha dato un'applicazione profondamente diversa. Le differenze tra i due casi indicano due diverse concezioni della natura del sindacato operato a livello internazionale. Nella sentenza Hirst, la Corte aveva assunto una posizione che ne esaltava la funzione costituzionale e di controllo sulla compatibilità della legislazione interna con lo standard convenzionale. Al contrario, nel caso Scoppola, ha accentuato la propria funzione tradizionale di garante di diritti individuali e di giudice del caso concreto. L'oscillazione tra questi due modelli diversi di giustizia sovranazionale, se non inquadrata in una più ampia riflessione sul ruolo della Corte, introduce un elemento di incertezza e imprevedibilità nell'applicazione della Convenzione, e non rende un buon servizio né agli Stati contraenti, né ai ricorrenti individuali

    Rape as a Human Rights Violation and a Criminal Offence: The European Court's Judgment in M.C. v. Bulgaria

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    In M.C. v. Bulgaria the applicant contended that the Bulgarian legal framework de facto requires victims of rape to provide evidence of physical violence in order to obtain conviction of the alleged perpetrator. The European Court of Human Rights has found Bulgaria in breach of the European Convention of Human Rights for the failure to guarantee effective protection against rape from private individuals, as required by Articles 3 and 8 of the Convention. Having found that lack of consent must be the central element of the crime of rape, the Court contributes to the consolidation of an international definition of that crime and to the advancement of the protection against it. However, the Court’s reasoning raises some concerns as to the role of the Convention vis-à-vis domestic criminal law systems and as to the existence of a margin of appreciation in complying with obligations under Article 3

    Diritto alla vita

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    Il saggio espone in modo sistematico, ancorché sintetico, la giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani in materia di diritto alla vita (art. 2 CEDU). Oltre ad analizzare in chiave critica alcuni aspetti di tale giurisprudenza (applicabilità al nascituro, rapporto con l'autonomia privata, ruolo del diritto penale,etc..), lo scritto esamina l'impatto dell'opera interpretativa della Corte sulla struttura e sul contenuto degli obblighi gravanti sugli Stati contraenti. In particolare, si pone in evidenza come il sistematico ricorso alla tecnica di interpretazione effettiva della Convenzione per enucleare obblighi positivi (di prevenzione, generale e speciale, e di inchiesta e repressione) abbia radicalmente inciso sulla natura di tale diritto, trasformato da pretesa di protezione "nei confronti" dello Stato a pretesa di protezione "da parte" dello Stato

    The Legal Status of NGOs in Environmental Non-Compliance Procedures: An Assessment of Law and Practice

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    The chapter reviews and assess the role of environmental non-governmental organisations (NGOs) in the so-called “non-compliance procedures” (NCPs) established under multilateral environmental agreements (MEAs). After having the underlying different policy issues, the chapter reviews the practice developed under several MEAs, where a trend towards non formalisation of the role and entitlement of NGOs prevails, with the noteworthy exception of the Aarhus Convention. However, practice show also that lack of formal status is not necessarily an obstacle to effective participation. It concludes that, although elements of practice seems to point at the opposite conclusion, the governmental view still prevails that NGOs participation in NCPs, with special regard to their power to initiate NCPs, may undermine the non-confrontational functioning of those procedures and bear negatively on their efficiency
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