117,902 research outputs found
L’arte allusiva di Enea Silvio Piccolomini: per una lettura dell’«Historia de duobus amantibus»
È un rapporto simbiotico quello che l'A. ritiene possa essere stabilito tra le filigrane classiche e volgari di riferimento e l' "Historia de duobus amantibus" di Enea Silvio Piccolomini. Non sarebbe un semplice riuso dell'antico, dunque, secondo Pirovano, quello effettuato dall'umanista; il riferimento alle fonti non agirebbe come una nobilitazione a posteriori di una materia già data, ma costituirebbe un "meccanismo genetico" tale da presiedere alla stessa ideazione dell'opera. Piuttosto che incasellare derivazioni Pirovano si occupa nel saggio di spiegare i meccanismi che presiedono a tale peculiare tecnica di riuso da parte di Piccolomini
Una storia editoriale cinquecentesca: «Le piacevoli notti» di Giovan Francesco Straparola
Le vicende editoriali de "Le piacevoli notti" di Giovan Francesco Straparola (la 'princeps' del primo volume dell'opera è del 1550) sono inserite nell'articolato panorama della produzione libraria veneziana del XVI secolo. E' possibile seguire l''iter' delle autorizzazioni, valutare concretamente il peso della censura, le pratiche per la concessione dell''imprimatur'. Col passaggio da un'edizione all'altra vi sono anche l'eco della ricezione del pubblico, la ricostruzione di un successo e le proposte di traduzione, la storia delle modificazioni di un testo che si piega dunque ai tempi, ai gusti. Pirovano ha curato l'edizione più recente dell'opera, quella uscita presso la Salerno Editrice di Roma
Alcune considerazioni sul manoscritto Ambrosiano B 36 inf.
This paper presents an analysis of the results of the collation of ms. Ambr. B 36 inf. (A), an important copy of Liber Glossarum held by the Biblioteca Ambrosiana of Milan. Although the available data are at least partially contradictory and therefore the results are still provisional, some interesting indications make it probable that A is a copy of L (Pal. Lat. 1773).Le présent travail se propose d’analyser les résultats de la collation du manuscrit Ambr. B 36 inf. (A), un témoin important du Liber glossarum conservé à la Bibliothèque Ambrosienne de Milan. Bien que les données récoltées jusqu’à présent puissent apparaître comme contradictoires, et que les résultats soient encore provisoires, certaines indices intéressants tendent à montrer que A soit une copie de L (Pal. Lat. 1773).Pirovano Luigi. Alcune considerazioni sul manoscritto Ambrosiano B 36 inf.. In: Histoire Épistémologie Langage, tome 36, fascicule 1, 2014. L'activité lexicographique dans le haut moyen âge latin. pp. 29-40
Il manoscritto Chigiano L VIII 305 della Biblioteca Apostolica Vaticana e la «Vita nuova»
L’articolo nasce a margine della nuova edizione commentata, con testo criticamente rivisto, della Vita nuova di Dante nell’àmbito della «Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante» (vd. Roma, Salerno Editrice, 2015). Viene spiegato in che misura il codice Chigiano L VIII 305 della Biblioteca Apostolica Vaticana (siglato K) è stato utilizzato come manoscritto di riferimento per le varianti di forma. A partire dal caso specifico viene poi proposta una riflessione sulla restituzione formale degli antichi testi a tradizione plurima e una discussione sui criteri editoriali, tra conservazione e leggibilità. The article comes on the sidelines of the new annotated edition with critically reviewed text of the Vita Nuova by Dante, in the scope of the «Nuova Edizione Commentata delle Opere di Dante» (see Roma, Salerno Editrice, 2015). The author explains how the code Chigiano L VIII 305 of the Biblioteca Apostolica Vaticana (signed K) was used as a reference manuscript for the formal variants. From the specific example the author proposes a reflection on the formal restituition of the plural tradition ancient texts and a discussion on the editorial criteria, between conservation and readability. </div
Prova latente e "normalizzazione" dei lemmi : problemi filologici nelle "Interpretationes Vergilianae" di Tiberio Claudio Donato
Il contributo si propone di analizzare i due principali problemi filologici che contraddistinguono il testo delle Interpretationes Vergilianae di Tiberio Claudio Donato: (1)la relazione stemmatia tra i principali testimoni manoscritti, ed in particolare tra L (Laur. 45.15) e R (Reg. Lat. 1484); (2) il rapporto tra le note di commento e i lemmi virgiliani, che sono stati sottoposti ad un processo di "normalizzazione" sulla bse della tradizione diretta dell'Eneide. In entrambi i casi, le opinioni di H. Georgii, l'ultimo editore dell'opera (Lipsiae 1905-1906), necessitano di essere - almeno in gran parte - riviste
Tiberio Claudio Donato e i "progymnasmata"
Il contributo analizza la presenza e l'utilizzo dei progymnasmata, ed in particolare del locus communis, nelle Interpretationes Vergilianae di Tiberio Claudio Donato. Il caso di Donato mostra chiaramente come l’educazione retorica (veicolata non solo con l’insegnamento dei precetti astratti, ma anche e soprattutto attraverso la proposizione di concrete fattispecie di esercitazione scolastica) rappresentasse, in antico, uno strumento utile per scrivere (o riscrivere) un testo, per leggere ed interpretare le opere altrui e, in definitiva, per pensare il mondo
« Et pectore summo » : Nota !lologica a CLAVD. DON. ad Aen. V 558
Nel codice virgiliano utilizzato da Tiberio Claudio Donato si leggeva con tutta probabilità "et pectore summo" (Aen. 5.558), lezione testimoniata dal codice Laur. plut. 45.15 (L) e confermata dall’interpretazione di Donato, e non "it pectore summo", come ha stampato invece Georgii nella sua edizione, sulla base del Reg. Lat. 1484 (R)
L'insegnamento dei 'progymnasmata' nell'opera di Emporio retore
Il contributo è finalizzato ad offrire un'analisi complessiva dei quattro capitoletti retorici trasmessi sotto il nome del retore Emporio, che rappresentano una delle pochissime testimonianze superstiti dell'insegnamento degli esercizi preliminari (progymnasmata) nelle scuole latine durante il periodo tardoantico. Il confronto con le fonti parallele consente di mettere in evidenza la presenza di numerosi elementi tradizionali, accanto ad alcune particolarità che trovano un corrispettivo preciso solo nei commentari al manuale di Aftonio di epoca bizantina (Giovanni di Sardi, Giovanni Dossapatre)
- …
