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    La lettura ad alta voce come pratica intersoggettiva inclusiva nella prima infanzia

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    La lettura ad alta voce, in famiglia e nei servizi per la prima infanzia, è un’esperienza relazionale ad alta intensità affettiva che va oltre l’aspetto educativo e linguistico. Si configura come una pratica intersoggettiva, in cui il testo diventa veicolo per una sintonizzazione emotiva tra adulto e bambino. Attraverso la prosodia vocale, il ritmo, la mimica e il contatto visivo, l’adulto crea uno spazio condiviso di co-costruzione narrativa e affettiva. Studi di Stern (1985), Trevarthen e Gratier (2008) evidenziano come questa esperienza si radichi nelle protoconversazioni tipiche della comunicazione precoce, offrendo al bambino non solo parole, ma modelli per riconoscere, comprendere, memorizzare, esprimere e regolare le emozioni. La lettura ad alta voce diventa così un atto educativo complesso, che sostiene l’empatia, l’autoriflessione e la costruzione del senso di sé nello scambio comunicativo con le figure di cura. Essa merita di essere riconosciuta come una pratica culturale e relazionale profonda, al servizio dello sviluppo globale del bambino

    Disabilità complessa. Impegni di alleanza tra famiglia, scuola e servizi sociosanitari

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    Il contributo affronta il tema della disabilità complessa, focalizzando l'attenzione, in modo particolare, sull'alleanza famiglia-scuola e servizi sociosanitari quale chiave essenziale per la realizzazione di processi inclusivi dentro e fuori la scuola, mediante la valorizzazione del protagonismo dei genitori e la promozione di una rete di azioni e interventi congiunti tra le diverse figure professionali (insegnanti, medici ecc.)

    Disabilità e migrazione: quali intrecci d’inclusione nella scuola primaria?

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    Il contributo presenta i risultati di un’indagine empirica che ha coinvolto insegnanti, educatori e altre figure che operano in rete (Unione delle Terre D’Argine, Italia) a sostegno dei bambini e delle bambine con disabilità migranti frequentanti la scuola primaria. Il progetto di vita dell’alunno con disabilità in età scolare comprende sia i criteri e gli interventi di carattere scolastico, sia quelli di socializzazione e di educazione, ma cosa accade quando l’alunno con disabilità è figlio di migranti? Entriamo dunque nei risultati dell’indagine (focus group e questionario) che ha implicato metodi di rilevazione e di analisi qualitativi e quantitativi, rendendo così possibile un’analisi più integrata e completa dei dati. Da una prima analisi risulta evidente che nonostante si siano attivati processi di riflessione e consapevolezza circa la necessità e urgenza di considerare la duplice condizione di diversità, occorre ancora delineare in modo esplicito e specifico nuove “linee guida” e nuovi “paradigmi” che, intrecciando disabilità e migrazione, possano orientare efficacemente insegnanti e gruppo operativo nel delicato e complesso percorso d’inclusione e d’integrazione.The contribution presents the results of an empirical survey involving teachers, educators and other networked figures (Unione delle Terre D'Argine, Italy) in support of children with migrant disabilities attending primary school. The life project of the disabled pupil at school age includes both criteria and interventions of a scholastic nature and those of socialization and education, but what happens when the disabled pupil is a migrant child? Let us therefore enter into the results of the survey (focus group and questionnaire) which involved qualitative and quantitative methods of detection and analysis, thus making possible a more integrated and complete analysis of the data. From a first analysis it is clear that although reflection and awareness processes have been activated about the need and urgency to consider the double condition of diversity, it is still necessary to outline in an explicit and specific way new "guidelines" and new "paradigms" that, by intertwining disability and migration, can effectively guide teachers and operational group in the delicate and complex path of inclusion and integration

    Famiglie, parental engagement e dispersione scolastica nella percezione degli insegnanti della secondaria di primo grado. Ricerca-Formazione nel contesto italiano

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    Negli ultimi decenni, il coinvolgimento delle famiglie nella vita scolastica ha assunto una rilevanza crescente in ambito pedagogico, psicologico e sociale, configurandosi come un fattore chiave per la riuscita scolastica e il benessere degli studenti (Epstein, 2001). Gli insegnanti, in quanto figure centrali nei processi educativi scolastici, svolgono un ruolo cruciale nel promuovere la partecipazione dei genitori al percorso formativo dei loro figli, contribuendo alla costruzione di alleanze educative significative (Gigli, 2016; Pileri, Caldin & Gremion, 2023). Comprendere come gli insegnanti percepiscono le famiglie e il loro coinvolgimento rappresenta, pertanto, un passaggio essenziale per sviluppare strategie orientate alla promozione di partenariati educativi efficaci (Pileri, 2024), soprattutto nei contesti maggiormente esposti al rischio di dispersione scolastica. Il presente contributo propone una disamina delle percezioni degli insegnanti nei confronti delle famiglie - con peculiare riferimento al parental engagement (Henderson, Mapp & Karen, 2002) - sia alla luce di alcuni studi di riferimento, sia attraverso l’analisi di una parte del corpus di dati raccolti-prodotti nell’ambito di una ricerca-formazione (R-F) nazionale condotta in alcune scuole secondarie di primo grado situate in differenti regioni italiane.Over the last few decades, family engagement in school life has become increasingly important in educational, psychological and social contexts, emerging as a key factor in students' school success and well-being (Epstein, 2001). Teachers, as central figures in school education processes, play a crucial role in promoting parental participation in their children's in their children’s learning paths, facilitating the construction of meaningful educational alliances (Contini, 2012; Gigli, 2016; Pileri, Caldin & Gremion, 2023). Understanding how teachers perceive families and their engagement is, therefore, an essential step for developing strategies aimed at promoting educational partnerships with families (Pileri, 2024), especially in contexts at higher risk of school dropout. This paper proposes an examination of teachers' perceptions of families - with particular reference to parental engagement (Henderson, Mapp & Karen, 2002) - both in the light of relevant studies and through the analysis of a portion the data corpus collected and produced as part of a national research-training (R-T) project carried out in some secondary schools located in different Italian regions

    Progettiamo il nostro futuro: riflessioni ed esperienze dei Dipartimenti

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    Lo IUSVE pensa al futuro dei giovani e in questa prospettiva li coinvolge anche in percorsi di ricerca complessi e di rilevanza internazionale. Come nel caso del RICE a Treviso, un progetto di ricerca che si colloca in linea con le finalità socio-psico-pedagogiche della Rete Internazionale delle Città dell’Educazione diretto dal Professor Jean Pierre Pourtois e dalla Professoressa Huguette Desmet (Università di Mons, Belgio), seppur apportando alcuni aspetti innovativi legati al peculiare contesto e alle competenze specifiche del territorio trevigiano. Si tratta di una vera sfida che tende a sviluppare i fuochi essenziali dell’educazione alla cittadinanza attiva, dell’inclusione e della co-educazione attraverso prospettive che, promuovendo il locale, agiscono in un contesto più ampio di livello internazionale

    Colori della pelle, diversità somatiche e culturali negli albi illustrati: una ricerca nella scuola dell'infanzia.

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    Il libro è il risultato dell’incontro sinergico e proficuo fra le autrici (Italia, Francia, Brasile) le cui affinità nel campo della ricerca empirica e le risonanze del loro “credo pedagogico” si sono rivelate motrici di una sfida cui non potevano sottrarsi. Si tratta di una sfida complessa, al contempo urgente, volta a investigare in profondità le rappresentazioni di diversità negli albi illustrati considerati rilevanti mediatori nella trasmissione culturale, nell’identità infantile, nonché nella formazione dell’immaginario dei bambini e delle bambini. Immaginario che può essere “contaminato” sfavorevolmente dalla presenza di immagini e contenuti permeati da stereotipi e pregiudizi. Alcuni interrogativi tessono e intrecciano come files rouges i saggi del libro: si può leggere senza stereotipi? Quali rappresentazioni di diversità di genere, somatica, melaninica e culturale veicolano gli albi illustrati? Sollecitati da queste domande generative, entriamo dunque nelle quattro indagini che animano questa “impresa” polifonica e transnazionale

    La cooperazione educativa internazionale

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    Trattare il tema della Cooperazione Educativa Internazionale richiama, imprescindibilmente, uno dei contributi più rilevanti dell’opera di Andrea Canevaro, in cui emerge la sua tensione internazionale solidale dedita alla promozione dei processi rivolti al bene comune. In questo scenario, il presente contributo - partendo dai principi ispiratori di alcuni progetti internazionali che ne raccolgono l’eredità - richiama la spinta motrice inclusiva da Andrea Canevaro avviata. Una spinta attenta ad allargare l’orizzonte per dare spazio e valore alle contaminazioni, allo sviluppo reciproco, attraverso la concettualizzazione di una prospettiva co-evolutiva

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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