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    Si vis pacem, para bellum. La memoria delle armi

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    Il volume ha preso forma nel 2015, in occasione del primo centenario dell’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra. La nota parafrasi del principio enunciato da Publio Flavio Vegezio Renato (ma anche da autori precedenti, come Platone) molto probabilmente agli inizi del V secolo, «ergo qui desiderat pacem, praeparet bellum» (Epitoma rei militaris, III, prologo) è parsa adatta a indicare in questa sede l’attività bellica (o, meglio, la sua predisposizione) solo come un deterrente rispetto a minacce di conquista: e ciò nel tentativo di attenuare, per quanto possibile, il valore negativo di una pratica fra le meno commendevoli per i suoi contenuti di sopraffazione e di violenza funzionali al conseguimento di scopi economici e politici. Grazie alla disponibilità di tanti colleghi del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, il tema della guerra viene affrontato da punti di vista diversi: quelli dell’archeologo, dello storico dell’arte, dello storico e del letterat

    Territorio, fortificazioni, città

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    Il poster presenta il volume "Territorio, fortificazioni, città. Difese del regno di Napoli e della sua capitale in età borbonica", a cura di G. Amirante, M.R. Pessolano. Napoli, ESI, ISBN: 978-88-4951-526-8, esito del MIUR PRIN 2004, unità locale di ricerca "Fortificazioni ‘alla moderna’ nel Regno di Napoli tra realizzazioni, adeguamenti, dismissioni e reintegri", responsabile G. Amirante. Progetto nazionale "L’architetto e l’ingegnere. Professione, formazione, cantieri nell’architettura militare dal ‘500 italiano nel contesto europeo", coordinatore prof.ssa M. Viglino

    A note on a family of surfaces with pg= q= 2 and K2= 7

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    We study a family of surfaces of general type with pg= q= 2 and K2= 7 , originally constructed by C. Rito in [35]. We provide an alternative construction of these surfaces, that allows us to describe their Albanese map and the corresponding locus M in the moduli space of surfaces of general type. In particular we prove that M is an open subset, and it has three connected components, all of which are 2-dimensional, irreducible and generically smoot

    Generic covers branched over xn=ym{x^n =y^m}

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    In this paper the authors study generic covers of C^2 branched over x^n + y^m = 0 s.t. the total space is a normal analytic surface. They found a complete description of the monodromy of the cover in terms of the monodromy graphs and an almost complete description of the local fundamental groups in case (n, m) = 1. For the general case, they give explicit descriptions of base changes in terms of monodromy graphs; they describe completely the embedded resolution graphs in the case n|m. Via these base changes every cover is a quotient of such a cover

    Nouvelle Maniere Suisse de Fortifier les Places. Jean Antoine d’Herbort e la difesa di Capua (1730-1734)

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    Nel saggio sono analizzate le difese predisposte nella piazzaforte di Capua durante l'occupazione austriaca (1707-1734). Le cosiddette ‘opere esterne’ alla cinta muraria cinquecentesca, completate entro il 1720 con il determinante contributo dell’ingegnere napoletano Filippo Marinelli, riprendono in particolare quanto già felicemente applicato dal maresciallo Vauban alla fine degli anni Sessanta del secolo precedente nella piazza di Neuf-Brisach, codificato in seguito come ‘primo sistema di fortificazione’ ma faticosamente recepito dai tecnici militari di area italiana. I quattro rivellini esterni ai bastioni meridionali saranno poi integrati, nell’ultimo lustro di occupazione, da cinque possenti “frecce” di forma fortemente allungata, ognuna collegata con le retrostanti opere attraverso un passaggio coperto intervallato da una coppia di piazze d’armi, un innovativo sistema ideato da Jean Antoine d'Herbort, ingegnere militare elvetico di grande esperienza nominato nel 1730 supervisore delle fortificazioni del regno di Napoli per assumere, l’anno seguente, la prestigiosa carica di Capitano della piazza di Capua. Nonostante la riduzione del progetto iniziale, questa tipologia di fortificazioni verrà codificata dallo stesso d’Herbort nel suo celebre trattato “Nouvelle Maniere Suisse de Fortifier les Places”, redatto in gran parte durante la sua permanenza napoletana e pubblicato ad Augusta alla fine del 1734. Sebbene egli non faccia mai esplicito riferimento alla città campana, il confronto tra le tavole allegate alla quarta parte del trattato (interamente dedicata alle fortificazioni irregolari) e i grafici in gran parte autografi conservati a Vienna e a Napoli, permette di ricostruire l’iter progettuale ed esecutivo di quanto da lui realizzato nella principale piazzaforte del regno, offrendo così un’ulteriore e originale chiave di lettura allo studio delle difese capuane predisposte agli inizi del Settecento

    [Retrato de Ramón Pignatelli de Moncayo] [Material gráfico] / Coderch

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    Inscripción: "RAIMUNDUS PIGNATELLI"Estampa separada de: Elogio del mui ilustre señor D. Ramon Pignatelli : que en Junta General celebrada el dia 18 de marzo de 1796 por la Real Sociedad Aragonesa de Amigos del pais leyó su socio el Conde de Sástago. -- En Zaragoza : por Francisco Magallon, [s.a]Iconografía Hispana, 7298-

    «Quelle misere e strane abitazioni». La narrazione dell’architettura rupestre a Ponza tra Otto e Novecento

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    «A Ponza non vi sono strade, né scoli regolari per le acque, e finalmente per compire la scena d’una selvaggia popolazione, quegli abitanti vivono dentro umide grotte, scavate dagli antichi nel monte per uso di cellari». Così, alla fine degli anni Sessanta del Settecento, il Maggiore del Genio Antonio Winspeare descriveva i villaggi rurali della Cala del Grano, delle Forna e della Chiaja di Luna, scoperti in occasione delle sue molte ricognizioni dell’isola. Già riconoscibili nelle prime, ingenue rappresentazioni cartografiche di Ponza, da allora gli antichi depositi progressivamente adattati a funzioni abitative costituiranno la testimonianza più tangibile, ma anche più cruda, dell’arretratezza sociale ed economica alla quale buona parte della popolazione locale era ancora costretta a dispetto degli ambiziosi programmi promossi dal governo borbonico. Proprio in questo senso, e ben al di là dei prevedibili luoghi comuni, la narrazione dell’architettura rupestre isolana (dalle distaccate considerazioni di Lorenzo Giustiniani, Conrad Haller e Giuseppe Tricoli allo straordinario e per molti versi modernissimo approccio di Pasquale Mattej, sino alle personalissime osservazioni di Norman Douglas agli inizi del Novecento) diviene uno degli imprescindibili elementi nella costruzione del mito di Ponza sospesa nel tempo e nello spazio a dispetto delle poche miglia di distanza dalla terraferma

    INDAGINE SULLA DISTRIBUZIONE DELLE EMITTENTI TELEVISIVE LOCALI IN ITALIA

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    From the 70s, italian local tv stations have been an important informative device and the issue to a need of plurality in communication. According to a survey made in 2009, an increased presence of Local TV Stations has been noticed in the south of Italy (a total of 285, compared to the 168 local broadcastings in the North and the 108 in the Centre). Among the Italian regions, Apulia holds the fourth place concerning the number of local tv stations, after Sicilia, Campania and Lazio. Apulia has a lot of tv aerials, 44 in total, due to its outstretched shape that may host just one transmitter. Bari is the first district with the highest number of tv stations (17 in total) but the district of BAT has the highest amount of tv stations if compared to the population: one single tv station every 55.929 inhabitants, for a total of 7 tv stations. Local televisions represent a powerful element for the business of Apulian small and middle enterprises and an important device of local information
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