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    Ex Ceramica Mantovana-Convento del Gradaro. Temi di recupero e preesistenze ambientali

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    Intense relazioni morfologiche e funzionali collegano l’ex fabbrica della Ceramica Mantovana, il Convento del Gradaro e il Porto Catena nel processo di stratificazione storica dell’ambito sud-est di Mantova. La destinazione militare del porto e delle aree circostanti e quelle degli ex conventi dopo le soppressioni iniziate alla fine del Settecento, in particolare durante la dominazione austriaca, hanno condizionato lo sviluppo locale. A ciò si è aggiunta la fondazione della fabbrica sulle aree prospicienti il convento nel 1901, che ha rivoluzionato ulteriormente l’assetto urbanistico esistente. La fabbrica è prosperata fino alla seconda guerra mondiale cessando però la produzione nel 1960. Alla sua chiusura hanno concorso il declino del trasporto fluviale, superato da quello ferroviario, e i limiti strutturali e logistici del porto, utilizzato dalla fabbrica in modo quasi esclusivo. La ricerca di una visione strategica per la rifunzionalizzazione, sommata all’attesa di oltre mezzo secolo, ha portato a una continua riduzione delle preesistenze industriali, perdendo la possibilità di un loro coordinamento quale insieme complementare di risorse disponibili e testimonianze della memoria collettiva. Per recuperare le preesistenze ambientali occorre attivare la consapevolezza di partecipare a un processo di stratificazione di valori materiali e significati, cogliendo la transitorietà del progetto nei suoi esiti modificatori di adattamento fisico e temporali di destinazione a nuovi usi.Former Ceramica Mantovana-Gradaro Convent. Themes of recovery and pre-existing environmental elements - Intense morphological and functional relations connect the former Ceramica Mantovana factory, the Gradaro Convent, and Porto Catena in the process of historical stratification of the south-eastern area of Mantua. The military use of the port and surrounding areas, and that of the former convents after the suppressions began at the end of the 18th century, particularly during Austrian rule, conditioned the local development. Moreover, the foundation of the factory on the areas facing the convent in 1901 further revolutionized the existing town structure. The factory prospered until the Second World War but ceased production in 1960. The decline of river transport, overtaken by rail transport, and the structural and logistical limitations of the port, used almost exclusively by the factory, contributed to its closure. The search for a strategic vision for re-utilization, added to the wait of more than half a century, led to a continuous reduction of the pre-existing industrial elements, losing the possibility of their coordination as a complementary set of available resources and testimonies of collective memory. In order to recover the pre-existing environment elements, it is necessary to activate the awareness of participating in the process of stratification of material values and meanings, grasping the impermanence of the project in its modifying outcomes of physical adaptation and temporal destination to new uses

    Ponte di San Giorgio-Lungolaghi. Simboli del legame tra la città e l’acqua

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    Il Ponte di San Giorgio e i lungolaghi sono i simboli del legame tra la città e l’acqua; costituiscono un insieme di tracciati e aree che presentano un grande potenziale per nuovi spazi pubblici di qualità e percorsi tra il tessuto storico e il territorio. Un poderoso intervento idraulico-paesaggistico, condotto in epoca medievale, ha rallentato le acque del Mincio con sbarramenti trasversali, trasformando le aree paludose in laghi che circondano la città. Il Ponte di San Giorgio è uno di questi argini e costituisce l’ingresso storico alla città, focalizzato sul Palazzo Ducale. Tale sistema è ancora oggi percepibile, ma spazialmente è molto diverso rispetto al passato. Le maggiori problematiche sono originate dal traffico automobilistico che condiziona l’uso del ponte e sacrifica il percorso pedonale, incanalato in una sede parallela e ribassata rispetto a quella carrabile, che non dà la possibilità di vedere entrambi gli specchi lacustri camminando. Gli spazi di innesto risultano inoltre segnati da una viabilità di scorrimento veloce e dalla dissipazione delle aree a verde che mancano ancora di un chiaro disegno ordinatore. La situazione attuale offre invece la possibilità di realizzare un parco lineare composto da piazze, percorsi ed elementi paesaggistici e architettonici che, raccordati al contesto, rafforzerebbero le connessioni con i principali punti di innesto nel tessuto urbano. Alcuni recenti interventi e progetti denotano questa nuova attenzione verso i valori storici e ambientali.San Giorgio Bridge-Waterfronts. Symbols of the link between the city and water - The San Giorgio Bridge and the waterfronts are symbols of the link between the city and the water; they constitute a set of paths and areas with great potential for new quality public spaces and routes between the historic fabric and the territory. A mighty hydraulic landscape intervention conducted in the Middle Ages slowed down the waters of the Mincio river with cross dams, transforming the marshy areas into lakes surrounding the city. San Giorgio Bridge is one of these embankments and constitutes the historic entrance to the city, focused on the Ducal Palace. This system is still perceptible today, but spatially, it is very different from the past. The most significant problems are caused by the car traffic that conditions the use of the bridge and sacrifices the pedestrian path, channeled into a parallel and lowered seat than the vehicular one, which does not give the possibility of seeing both lakesides while walking. The grafting spaces are also marked by a fast-flowing road system and by the dissipation of green areas that still lack a clear, orderly design. The current situation, on the other hand, offers the possibility of achieving a linear park composed of squares, paths, landscapes and architectural elements connected to the context that would reinforce the connections with the main junction points in the urban fabric. Some recent interventions and projects denote this new attention to historical and environmental values

    Mantova. Patrimonio e progetto - Heritage and design

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    La valorizzazione dei beni architettonici e del paesaggio riguarda la relazione tra patrimonio e progetto. Se la “continuità critica” è l’obiettivo da perseguire, il progetto appare lo strumento per attualizzare lo stato di fatto, senza tralasciare le problematiche della tutela. Il processo di valorizzazione può esprimere un giudizio di valore dell’esistente, riconoscerne criticità e potenzialità di fruizione e acquisire le istanze al cambiamento, calibrare fisicità, logiche espressive e ruoli delle componenti vecchie e nuove del progetto di modificazione. Oltre alle valenze della storia antica, a Mantova si possono riconoscere le peculiarità di fasi storiche successive e più recenti che coniugano architetture, spazi urbani e spazi aperti in ambienti e paesaggi ai limiti e al di fuori del nucleo fortificato originario. Questi ambiti caratterizzano la città e rappresentano i principali casi emblematici degli ultimi decenni sui quali l’International PhD Summer School “Heritage and Design” del Politecnico di Milano ha condotto numerosi progetti che interpretano nell’attualità l’evolversi di forme, usi, significati di luoghi e spazi. Attraverso saggi e progetti sono delineati storia, problematiche e proposte per i casi studio: Ponte di San Giorgio-Lungolaghi, Area di Viale Te, Porto Catena-Anconetta, Area di San Nicolò-Ex Stalag, Ex Ceramica Mantovana-Convento del Gradaro, Ex Cartiera Burgo, Ex Casa del Balilla. Parole chiave offrono approfondimenti teorici finalizzati. ***** Scritti di: L. Balboni, C. Cozza, G. Fini, P. Galliani, A. Oldani, O. Tiganea - G. Bonifati, L. Faverio, T. Longo, S. Maglio, A. Migliarese, M. Mikaelyan, G. N. Ricci, M. Scaglia, E. Scattolini, G. Semprebon, A. Tognon. C. Zanda.The enhancement of architectural assets and the landscape concerns the relationship between heritage and design. If “critical continuity” is the objective to be pursued, the project appears the tool for updating the actual state, without neglecting the issues of protection. The process of enhancement can express a value judgment of the existing condition, recognize its critical problematics and potentiality of fruition, and acquire the requests for change, calibrate physicality, expressive logic and roles of the old and new components of the modification design. Beyond ancient history values, in Mantua it is possible to recognize the peculiarities of subsequent and more recent historical phases, which combine architectures, urban spaces and open spaces in environments and landscapes on the limits and outside the original fortified core. These areas characterize the city and represent the main emblematic cases of recent decades on which the International PhD Summer School “Heritage and Design” of the Politecnico di Milano conducted numerous projects that interpret the incessant evolution of today forms, uses and meanings of places and spaces. Through essays and projects, the history, problems and proposals for the case studies are outlined: San Giorgio Bridge-Waterfronts, Viale Te Area, Porto Catena-Anconetta, San Nicolò Area-Former Stalag, Former Ceramica Mantovana-Gradaro Convent, Former Burgo Paper Mill, Former Casa del Balilla. Keywords offer focused theoretical insights. ***** Texts by: L. Balboni, C. Cozza, G. Fini, P. Galliani, A. Oldani, O. Tiganea - G. Bonifati, L. Faverio, T. Longo, S. Maglio, A. Migliarese, M. Mikaelyan, G. N. Ricci, M. Scaglia, E. Scattolini, G. Semprebon, A. Tognon. C. Zanda

    Area di Viale Te. Persistenza e valorizzazione di uno spazio aperto eccezionale

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    La vasta area aperta che si estende dietro Palazzo Te si trova a sud della città compatta ed è caratterizzata da una sequenza eterogenea di spazi che restituiscono una superficie complessiva di 7,5 ettari, una dimensione eccezionale per l’intera città di Mantova. Il margine meridionale è segnato dalla presenza di un rilevato ferroviario oltre il quale si sono sviluppati i quartieri dell’espansione urbana, mentre il suo limite occidentale costituisce il tratto finale dell’antico “asse gonzaghesco” che collegava la residenza privata del Te alla Cattedrale e al Palazzo Ducale. Il palazzo monumentale e Viale Te, con le porte storiche e i doppi filari alberati fanno da elementi ordinatori a una sequenza di spazi aperti e di corpi di fabbrica molto eterogenei sia nel carattere che nella misura: il giardino pubblico, il grande prato dell’ex ippodromo, che ospita alcuni campi sportivi, la Palazzina della Bocciofila, lo Stadio Martelli, che chiude il lato orientale del grande rettangolo dell’area. Dopo l’allontanamento della Fiera del Bestiame e alcuni successivi tentativi di trasformazione senza esito, il destino attuale dell’area è quello di diventare un grande parco urbano strutturato per il tempo libero, lo sport, le iniziative culturali. La molteplicità degli usi futuri impone la necessità di un disegno urbano capace di gestire le relazioni tra spazi aperti e costruiti per coniugare le presenze monumentali e ambientali ai nuovi obiettivi paesaggistici e infrastrutturali.Viale Te Area. Persistence and enhancement of an exceptional open space The vast open area behind Palazzo Te lies to the south of the compact city and is characterized by a heterogeneous sequence of spaces that form a total area of 7.5 hectares, an exceptional size for the entire city of Mantua. Its southern edge is marked by the presence of a railway embankment beyond which the neighborhoods of urban expansion developed, while its western limit constitutes the final section of the ancient «Gonzaga axis» that connected Te’s private palace to the Cathedral and the Ducal Palace. The monumental palace and Viale Te, with its historic gates and double tree-lined rows, act as the ordering elements of a sequence of open spaces and buildings that are very heterogeneous both in character and in size: the public garden, the large lawn of the former hippodrome, which houses some sports fields, the Palazzina della Bocciofila, and the Martelli Stadium, which closes the eastern side of the large rectangle of the area. After removing the Cattle Fair and some subsequent unsuccessful attempts at transformation, the current fate of the area is to become a large urban park structured for leisure, sports, and cultural initiatives. The multiplicity of future uses imposes the need for an urban design capable of managing the relationships between open and built-up spaces to combine monumental and environmental presences with new landscape and infrastructural objectives

    Casa Rurale a Corte; Ruviano_Caserta Facoltà di Architettura "Luigi Vanvitelli - Aversa Seconda Università degli Studi di Napoli

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    Il libro, che fa seguito ad un convegno nazionale (4 maggio 2005)e ad una mostra (5 maggio - 12 giugno 2005) promossa dalla Triennale di Milano e dalla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano, raccoglie le opere realizzate dai giovani architetti italiani selezionati dalle stesse Facoltà da cui provengono e nelle quali si sono formati e lavorano. In evidenza le identità delle Facoltà che hanno aderito al programma e il rapporto tra le aree culturali di formazione e il mondo del lavoro. L'opera selezionata, sorge in territorio di Ruviano, sul confine tra le provincie di Caserta e Benevento e sviluppa il tema della casa rurale con cortile centrale, coniugando tradizione e modernità, costruito e paesaggio. Essa si confronta con gli altri contributi di medesima scuola, assieme prospettando un panorama variegato di modi di operare e contestualizzare. La sezione in cui si colloca è presentata con ricchezza di argomenti da Elena Manzo

    Pierfranco Galliani. Progetti 1974-1995

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    Selezione critica commentata del contributo progettuale dal 1974 al 1995. ***** Nota introduttiva di A. Piva; conversazione con l'autore a cura di A. Colombo e A. Vignolo; schede dei progetti principali di P. Galliani

    Il progetto come modifica

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    I contenuti del volume affrontano la progettualità come processo di modificazione dell’esistente sia nell’architettura sia in altri campi che, analogamente, richiedono l’assunzione di posizioni precise, relazioni con il passato, decisioni, chiarimento di obiettivi, nuove conoscenze, una coscienza. Lo spazio architettonico, il pensiero, il corpo, il genoma, la recitazione, l’opera d’arte, la spiritualità, l’ambiente urbano, il sistema terra sono collegati dalla consapevolezza del valore della “modifica” e delle energie intellettuali che spingono l’individuo a progettare per superare la conoscenza imperfetta del mondo. ***** Scritti di: Rosario Assunto, Gianluca Bocchi, Bruno Dallapiccola, Giancarlo De Carlo, Pierfranco Galliani, Carlo Maria Martini, Maurizio Petrolati, Antonio Piva, Giorgio Strehler, Bruno Toscano, Forese-Carlo Wezel
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