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Colore e manutenzione nella città del novecento: il caso di Dalmine
Il tema del restauro delle architetture della prima metà del secolo scorso è entrato ormai da una fase sperimentale a una fase di piena maturità almeno al livello del dibattito culturale; non altrettanto si può dire per la consapevolezza collettiva del valore intrinseco dei manufatti, che per il solo fatto di essere di costruzione relativamente recente non sono considerati meritevoli delle stesse attenzioni riservate agli edifici più antichi.
Alcuni recenti interventi di ‘restauro’ di edifici moderni (con differente grado di tutela) realizzati a Dalmine negli edifici costruiti dall'architetto Giovanni Greppi, che costituivano il nucleo centrale della nuova città-fabbrica, mostrano in modo evidente una scarsa attenzione non solo alla materia storica, che nel caso degli intonaci non viene sovente nemmeno presa in considerazione, ma anche all'accostamento cromatico e alla gerarchia dell’uso dei colori per caratterizzare le diverse parti di un edificio. Anche gli edifici di abitazione, progettati e costruiti insieme o poco dopo quelli di rilevanza collettiva, sono soggetti a una stessa ambigua disciplina, di carattere essenzialmente paesaggistico, che cerca di uniformare i nuovi interventi a quelli già realizzati spontaneamente dai proprietari in assenza di controllo, col risultato di cancellare le poche tracce superstiti dell’immagine iniziale
Cappuccetto a pois e gli altri: i telespettatori raccontano il passaggio al colore nella TV italiana
«Memoria fotografica». Storia di un recupero collettivo. Atti del Convegno
Il presente volume contiene i contributi delle relazioni presentate nel Workshop tecnico– scientifico dal titolo “Contributi per la definizione di una metodologia di recupero di materiale fotografico” all’interno dell’evento “MEMORIA FOTOGRAFICA” svoltosi presso la Biblioteca Labronica Bottini dell’Olio di Livorno sabato 11 maggio 2019. Il progetto “Memoria fotografica”, cui la Regione Toscana ha partecipato sia come partner sia come cofinanziatore, si è posto come obiettivo primario la definizione di una metodologia per il recupero, la stabilizzazione e il restauro del materiale fotografico contemporaneo danneggiato da evento naturale, nel caso specifico da alluvione. Per questo studio è stato individuato l’archivio Dainelli, che è stato gravemente compromesso dall’alluvione che ha colpito il territorio di Livorno nel settembre 2017. Questo raccoglie un consistente corpus di opere, testimonianze e materiali documentativi appartenenti al fotografo contemporaneo, di fama internazionale, Daniele Dainelli. L’archivio - un pezzo di patrimonio rappresentativo della produzione artistica e culturale contemporanea - comprende classi diverse di materiale fotografico (negativi colore, diapositive colore, stampe a sviluppo cromogeno e inkjet). Nonostante il primo intervento di urgenza eseguito sul corpus dell’archivio nei giorni successivi all’inondazione, il materiale si trovava, e versa ancora oggi, in uno stato di conservazione molto critico che, in assenza di un intervento mirato, può comprometterne definitivamente la fruibilità. È stato quindi essenziale approntare un piano strutturato per il recupero e la restituzione della leggibilità di una selezionata parte del materiale per la sua conservazione a lungo termine, sia al fine di garantirne nuovamente la fruibilità sia per prevenirne l’avanzare di processi di degrado ormai innescati dall’esposizione alle condizioni estreme dell’alluvionamento
Il corso di Disegno, Arte e Musica: un’esperienza educativa ‘a colori’ nella formazione dei giovani docenti della scuola d’infanzia e primaria
Il corso di Disegno, Arte e Musica, all’interno della laurea in scienze della formazione primaria dell’Università degli studi di Bergamo, è un percorso formativo nell’ambito della percezione e della comunicazione visiva: la finalità è di avvicinare gli studenti alla lettura delle immagini e stimolarli all’utilizzo del colore e della tecnica grafica quale mezzo emozionale di partecipazione emotiva. Un percorso didattico, unico e singolare, che stimola i futuri maestri ad un uso originale della cromia attraverso sperimentazioni artistiche necessarie ad acquisire le competenze indispensabili ad educare i bambini all’arte e, soprattutto, permettere loro di potenziare la propria creatività e la propria capacità comunicativa. Una metodologia didattica che si basa sul coinvolgimento pieno e costante degli studenti che sono invitati a partecipare mettendosi in gioco, ‘lasciandosi andare’ senza paura del giudizio, ricercando libertà di espressione, recuperando quell’innocenza infantile che permette di accogliere la proposta didattica con entusiasmo e divertimento. Il saggio si pone l’obbiettivo di argomentare, attraverso la descrizione dell’esperienza formativa del corso, il ruolo del disegno e del colore nella formazione scolastica dei piccoli nella scuola dell’infanzia e primaria
Calore e colore nella modernità barocca della pelle di mattoni “à uso di Roma”: conoscenza e conservazione delle cromie urbane seicentesche di Piazza Armerina
La città di Piazza Armerina si caratterizza per i pregevoli edifici barocchi, civili e religiosi, interpreti - nella loro monumentalità e modernità - di un nuovo linguaggio di assoluto rilievo nel contesto siciliano. L’utilizzo in facciata delle cortine murarie foderate in laterizio fornisce una spiccata riconoscibilità a tali costruzioni, le cui colorazioni variano dal beige chiaro al rosso scuro e tingono di toni caratteristici l’acropoli barocca della città. La ricerca si propone di identificare e caratterizzare le qualità cromatiche che identificano il centro storico e, in particolare, quei segni che contraddistinguono un’era di grande vivacità culturale del contesto analizzato, ai fini di una loro efficace valorizzazione
A Novel Transmittance Vis–NIR Hyper-Spectral Imaging Scanner for Analysis of Photographic Negatives: A Potential Tool for Photography Conservation
This work illustrates a novel prototype of a transmittance hyperspectral imaging (HSI) scanner, operating in the 400–900 nm range, and designed on purpose for non-invasive analysis of photographic materials, such as negatives, films and slides. The instrument provides high-quality spectral data and high-definition spectral images on targets of small size (e.g., 35 mm film strips) and is the first example of HSI instrumentation specifically designed for applications in the photographic conservation field. The instrument was tested in laboratory and on a set of specimens selected from a damaged photographic archive. This experimentation, though preliminary, demonstrated the soundness of a technical approach based on HSI for large-scale spectroscopic characterization of photographic archival materials. The obtained results encourage the continuation of experimentation of HSI as an advanced tool for photography conservation
Preferenza colore e uso delle nuove tecnologie comunicative: uno studio sulle differenze di genere nei bambini della scuola primaria
UV-Vis spectroscopy
UV-Vis reflectance spectroscopy has been widely used as a non-invasive method for the study of cultural heritage materials for several decades. In particular, FORS, introduced in the 1980s, allows to acquire hundreds of reflectance spectra in situ in a short time, contributing to the identification of artist's materials. More recently, microspectrofluorimetry has also been proposed as a powerful non-invasive method for the identification of dyes and lake pigments that provides high sensitivity and selectivity. In this chapter, the concepts behind these spectroscopic methodologies will be discussed, as well as the instrumentation and measurement modes used. Case studies related with different cultural heritage materials (paintings and manuscripts, textiles, carpets and tapestries, glass, metals, and minerals), which show the usefulness of UV-Vis reflectance spectroscopy and microspectrofluorimetry applied to the study of artworks, will also be presented
Keith Haring in Pisa and Melbourne: Controversy and conservation
Keith Haring painted large outdoor murals in Melbourne, Australia, in 1984 (the Collingwood Mural) and at Pisa in Italy in 1989 (Tuttomondo). Recently, both murals have been analyzed and conserved by similar teams of conservators and scientists. The original appearance of the Collingwood Mural was severely compromised, and the original materials much degraded. Tuttomondo was somewhat altered visually but with less physical damage. There were initial suggestions to repaint Tuttomondo but these were dissipated by good communication of the analytical findings. In Melbourne, there was a high-profile and emotive campaign to have the Collingwood Mural repainted. Conservators and government were heavily criticized for supposedly ignoring the artist's wishes. However, detailed research into Haring's published statements revealed that conservation does respect his artistic aims. For the Collingwood Mural, conservators had to consider whether to reduce the visual disturbances which obscured the works. Practices documented by conservation theorists and routinely undertaken by conservators guided the decision to apply mechanically reversible re-integration. This made Haring's unique âlineâ visible and accessible again, and pleased the public. The controversies showed how conservators must communicate clearly and tactfully; appreciate the feelings of the public and involve communities in conservation, without compromising rigorous scientific and curatorial research
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