170,009 research outputs found
Linee e azioni di knowledge management per la competitività della filiera agro-alimentare
Il circolo virtuoso della “sintropia” (CVS): un modello interpretativo Caos Vs Cosmo per gestire la complessità.
Obiettivo del lavoro – Minimizzare l’alea decisionale indotta dalla complessità,
considerando che la prassi manageriale tende alla semplificazione dell’incertezza attraverso
percorsi e modelli non lineari e razionali.
Metodologia – Il framework integrato Approccio Sistemico Vitale (ASV) e Programmazione
Neuro-Linguistica (PNL) rappresentano la cornice metodologica assunta per la qualificazione
di un modello intuitivo di riduzione del Caos decisionale.
Risultati – Attraverso una serie di step di semplificazione degli scenari, le imprese possono
leggerne le caratterizzazioni ed implementare processi di riduzione dal “Caos di Scenario” al
“Cosmo di Contesto” per effetto del Circolo Virtuoso di Sintropia (CVS). Tale circolo è sia
una logica, sia uno strumento utile per ridurre l’alea decisionale in condizioni di forte
incertezza.
Limiti della ricerca – Il modello CVS è di tipo intuitivo che, pur mancando di esaustive
applicazioni, appare comunque in grado di traslare dal Caos al Cosmo in una modalità
“sfocata”, ma maggiormente intellegibile dal decisore: in ragione anche della forte variabilità
degli scenari, il “contesto” definito va monitorato e verificato.
Implicazioni pratiche – La logicità del modello risiede nella capacità dei processi sintropici
di garantire l’omeostasi dinamica (omeoresi) dei sistemi in contesti variabili ed incerti. La
trasduzione dal Caos ambientale a forte “entropia” al Cosmo di contesto sintropico,
rappresenta un must manageriale a cui il modello CVS contribuisce a dare risposta.
Originalità del lavoro – Proposta di un modello di “semplificazione” e di “sostenibilità” dei
percorsi di riduzione della complessità in complicazione decisionale, arricchendo la
strumentazione già affermata e condivisa negli studi managerial
Evoluzione e politiche di comunicazione dei distretti orafi italiani
This work aims to examine the characteristics of the Italian Goldsmith industry, focusing in particular on the “system areas” and/or “industrial districts” variously located in the numerous provinces of this country.
Indeed, the scenario of Italian gold crafting extends, with different characteristics, across Vicenza, Arezzo, Valenza Po, Milan, Naples and Caserta (Tarì).
This study examines the points of similarity and difference among the various production realities, i.e., an analysis of the different behaviour patterns and communication policies adopted. From this emerge two macro-orientations. In the north of Italy there are formalized and shared communication policies due to greater openness and collaboration between the actors (districts). In the South, however, there is little shared communication within and outside the area (system area), which is the result of a business culture two centred on individualism. These differences, symptomatic of different visions of company growth and development – strategic collaboration in the north, opportunistic co-operation in the south, are reflected in a different praxis in the use of technology and integrated means of communication, tending towards synergy in the north and opportunism in the south
Forum BioDiritto 2008. Percorsi a confronto. Inizio vita, fine vita e altri problemi
Il volume raccoglie gli atti del Convegno svoltosi a Trento il 28 e il 29 maggio 2008. Ciascun contributo affronta un tema sensibile del bodiritto mettendone in luce i problemi e i risvolti applicativi. Particolare attenzione è dedicata a singoli casi pratici e al commento delle soluzioni giurisprudenziali degli stessi. I temi sono inoltre affrontati non solo nella prospettiva del diritto interno bensì tenendo assai presente anche la dimensione comparatistica; tanto è vero che alcuni dei lavori sono stati elaborati da studiosi stranieri e sono qui pubblicati in lingua inglese
Creativity, Interactive Marketing and Communication in Italian Jewellery Districts
The aim of the chapter is to highlight the limits and opportunities linked to
the use of tools such as interactive marketing and communication in small
creative businesses comprising Italian jewellery districts to achieve greater
competitiveness of local systems on global markets.
From secondary data and the analysis of district websites, the specificity
of Italian jewellery districts is analysed in terms of relational and learning
differences. Starting from a circumscribed (isolated), experience of handson
learning, it is suggested that systemic progress can be made within a collective
local system of learning (i.e. a virtuous and widespread knowledge
of the district system) by virtue of internet-based technologies (IBT). In
this respect, the chapter evidences how the productive and creative specificity
of Italian jewellery district systems can gain impetus, in terms of
greater competitiveness, from the use of IBT
Introduzione
Nell'introduzione in oggetto si mettono in luce, si classificano e, in taluni casi, si sviluppano i problemi e i temi emersi nel dibattito convegnistico svoltosi a Ferrara, il 3-4 giugno 2010, i cui atti vengono raccolti nel volume
Forum BioDiritto 2010. La disciplina delle Biobanche a fini terapeutici e di ricerca
Il volume “Forum BioDiritto 2010. La disciplina delle biobanche a fini terapeutici e di ricerca” raccoglie i contributi dell’incontro svoltosi presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Ferrara, avente ad oggetto la disciplina giuridica delle biobanche. La regolamentazione della raccolta, dell’utilizzo e della conservazione di dati è studiata nella prospettiva terapeutica e in quella a fini di ricerca alla luce delle questioni e delle criticità che accomunano entrambi i tipi di biobanche. In primo luogo, si considerano le fonti attinenti alla materia, esaminando l’intreccio tra fonti internazionali, sovranazionali e nazionali, secondo prospettive talvolta inedite dettate dalla peculiarità della materia. In secondo luogo, diversi contributi analizzano le problematiche del consenso sia in collegamento con la riservatezza dei dati in oggetto, sia nell’ottica di un bilanciamento con la libertà della ricerca. La dimensione individuale o collettiva del consenso, in questa prospettiva, è oggetto di particolare attenzione. Prospettive differenti sono coinvolte anche in questo secondo ambito dell’analisi: dalla tutela della riservatezza e del consenso, all’assetto proprietario o meno dei campioni e delle informazioni da essi estraibili. Tali tematiche sono affrontate anche alla luce di alcuni casi specifici che si pongono in termini esemplificativi delle problematiche che si intrecciano sui diversi piani considerati; su questa linea, sono proposti gli esempi delle banche cordonali e delle biobanche islandesi. Oltre a quella giuridica, la dimensione etica, oltre che una disamina del ruolo dei comitati etici, è oggetto di alcuni contributi raccolti nel libro
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