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Attilio Piccioni, “primo” segretario politico della Democrazia cristiana
Attilio Piccioni (1892-1976) è stato senza alcun dubbio uno dei principali esponenti della generazione di uomini politici che diedero vita nel secondo dopoguerra alla Democrazia Cristiana. Succeduto ad Alcide De Gasperi alla segreteria del partito tra il 1946 e il 1948, fu membro influente della Costituente e più volte Deputato e Senatore, ricoprendo nel corso di sei legislature numerosi importanti incarichi ministeriali e di partito. Il saggio prende in considerazione l'azione svolta da Piccioni alla guida del partito mettendone in luce gli aspetti più significativi, che ebbero un peso determinante nello strutturare organizzativamente e ideologicamente il partito che divenne cardine del sistema politico italiano nella seconda metà del Novecento
Ricci Petrocchini Matteo
Breve voce biografica dello studioso e uomo politico italiano Matteo Ricci Petrocchini (1826-1896
Paul Gauguin e la devozione popolare bretone. Nota sul legno inciso dei Musei Vaticani
L'articolo prende in esame il pannello in legno Matteo 5-8 (1889 ca), attribuito a Paul Gauguin, conservato nella Collezione di Arte Contemporanea dei Musei Vaticani. Lo scopo dell'articolo è inquadrare il pannello nel contesto della produzione di Paul Gauguin per scovarne tangenze e differenze, partendo dai pochi dati documentari, rilevandone le peculiarità stilistiche, compositore, tematiche, compositive e iconografiche, al fine di aprire un dibattito intorno alla paternità gauganiana (o per lo meno del contesto culturale bretone da lui influenzato) dell'opera. Il contributo è altresì l'occasione per riepilogare e fare un punto sul rapporto di Paul Gauguin e la devozione popolare bretone, motivo ispiratore della fase pre-thaithiana della produzione dell'artista
“Disegni lineari, a contorni, come nel Polifilo”: le decorazioni di Adolfo De Carolis per la Francesca Da Rimini di Gabriele D’annunzio e la rinascita del libro d’arte in Italia
Il saggio analizza le illustrazioni di Adolfo De Carolis per la tragedia di Gabriele D’Annunzio Francesca da Rimini (1902). Il primo lavoro di collaborazione tra il poeta e l’artista è l’avvio di una lunga e proficua “partnership” e rappresenta una delle prime sperimentazioni ita- liane di “Libro d’arte” quale antesignano di “Libro d’artista” novecentesco. Si tratta di una edizione d’eccezione, destinata a pochi fortunati proprietari, opera d’arte decorativa sui generis e luogo di sperimentazione linguistica, iconografica e iconologica. A ben vedere, il volume si presenta in realtà come un oggetto destinato a una vera e propria campagna di promozione commerciale dell’opera teatrale di D’Annunzio e della sua persona, forse uno dei primi esempi di quello che oggi chiamiamo merchandising. Da un punto di vista propriamente stilistico, il libro rivela le peculiarità del linguaggio decarolisiano, fondato su una sintesi tra Arts and Crafts inglesi, tradizione artistica italiana e studio del più celebre degli incunaboli rinascimentali, l’Hypnerotomachia Poliphili (1499). Esattamente questa attenzione al passato e alla storia porta De Carolis su posizioni distanti rispetto al liberty e, più in generale, all’art nouveau europeo in cui sovente la storiografia colloca quest’opera decorativa e il suo autore.The essay deals with Adolfo De Carolis’ illustrations for Gabriele D’Annunzio’s trage- dy Francesca da Rimini (1902). The first collaboration between the poet and the artist is the beginning of a long and fruitful partnership and represents one of the first Ital- ian experiments of “Libro d’arte” (artistic book) as forerunner of the twentieth-century “Libro d’artista” (artist book). It is an exceptional edition, destined for a few lucky owners, a sui generis work of decorative art and a place of linguistic, iconographic, and iconolog- ical experimentation. At a closer look, the volume is actually an object destined to a real campaign of commercial promotion of D’Annunzio’s theatrical opera and of his person indeed, perhaps one of the first examples of what today one call “merchandising”. From a stylistic point of view, the book reveals the peculiarities of De Carolis’ language, based on a synthesis of English Arts and Crafts, Italian artistic tradition, and the study of the most famous of Renaissance incunabula, the Hypnerotomachia Poliphili (1499). It is precisely this attention to the past and to history that brings De Carolis to a position far removed from the European art nouveau in which historiography often places this decorative work and its author
Henry James e il museo tra realtà e finzione
In alcune delle pagine di "The Portrait of a Lady", Henry James sembra offrire al suo lettore una sorta di guida ideale ad alcuni dei musei e dei monumenti fiorentini e romani, presentati tra le righe come luoghi dell'anima. Queste testimonianze si rivelano, al di là della narrazione e del loro valore simbolico, preziose: in alcuni brani la descrizione degli spazi è talmente puntuale, da poter essere specchio fedele di come essi apparivano negli anni settanta dell’Ottocento. Uffizi e Pitti a Firenze, le antichità di Roma, Venezia, riempiono, poi, le pagine di "Italian Hours", raccolta delle memorie visive e sentimentali italiane dello stesso James. In questi due esempi è possibile comprendere come la finzione narrativa e la realtà vissuta dall’autore spesso si intreccino, e come proprio il monumento e l’opera d’arte rappresentino il canale di connessione tra il reale e il fittizio. Il saggio, oltre a mettere a fuoco lo sfaccettato rapporto di James con le arti figurative del suo tempo in relazione anche alla qualità "pittorica" della sua scrittura, vuole raccontare come il museo (inteso nella sua più ampia accezione di arte del passato) entri nelle pagine di James, sia chiarendone il ruolo di sintomo del gusto estetico dell’autore (e del suo ambiente), sia evidenziando gli aspetti ecfrastici della sua scrittura legati a tali opere.In some pages of "The Portrait of a Lady", Henry James seems to offer to the reader a kind of ideal guide to some of the museums and monuments in Florence and Rome, presented as "soul places". Beyond the narrative aspect and the symbolic value of them, these testimonies are precious: in some passages the description of space is so precise, that it can be a true reflection of how they appeared in the 1870s. Uffizi and Pitti in Florence, the antiquities of Rome, Venice, are also protagonists of the pages of "Italian Hours", a collection of visual and sentimental Italian memories of James himself. In these two examples it is possible to understand how narrative fiction and the reality as experienced by the author often intertwine, and how precisely the monument and the works of art represent the channel between the real and the fictional in the novel. The paper aims to focus the multi-faceted relationship of James with the arts of his time also in relation to the "pictorial" quality of his writing, as well as it wants to tell how the museums (as seen in its widest sense of the past Art) enter in the pages of James. This is both to clarify the role of art as a symptom of the author's aesthetic taste (and its environment), and to highlight the descriptive aspects of his writing related to these works
Atlantismo, europeismo e interesse nazionale nella politica estera di Attilio Piccioni
Il saggio analizza la politica estera del ministro Piccioni nei confronti della CED, del rapporto con gli Stati Uniti e della questione di Triest
25 schede-opera in S. Frezzotti (a cura di) Secessione e Avanguardia. L’Arte in Italia prima della Grande Guerra 1905-1915. Milano: Electa. ISBN: 978-88-918-0194-4
1) Émile Claus, La Rosée (La rugiada), 1909, n. II.6, p. 124.
2) Franz von Stuck, Die Sünde (Il peccato), 1908, n. II.9, p. 126.
3) Adolfo Wildt, Maschera del dolore (Autoritratto), 1909, n. II.11, p. 127.
4) Adolfo Wildt, Vir temporis acti (Uomo antico), 1913, n. II.12, pp. 127-128.
5) Adolfo Wildt, L'ombra, I puri, Amen, 1913-14, n. II.13, pp. 128-129.
6) Ferdinand Hodler, Die Empfindung VI (Il sentimento VI), n.II.14, pp. 129-130.
7) George Minne, Le Petit Porteur de reliques (Il piccolo portatore di reliquie), 1897, n. II.15, pp. 130-131
8) Gustav Klimt, Sonnenblume (Il girasole), 1907, n. II.17, pp. 131-132.
9) Egon Schiele, Ritratto di ragazza (Poldi Lodzinsky), 1910 ca., n. II.18, p. 133.
10) Kolo Moser, Drei Frauen (Tre donne), 1914, n. II.19, pp. 133-134.
11) Felice Casorati, Le vecchie, 1909, n. IV.1, pp. 147-148.
12) Felice Casorati, Il nudino, 1913 ca., n. IV.2, p. 148.
13) Felice Casorati, La preghiera, 1914 ca., n. IV.3, pp. 149-150.
14) Felice Casorati, Ada, Maschera nera, Maschera rossa, 1914, n. IV.4, pp. 150-151.
15) Mario Cavaglieri, Vasi cinesi e tappeto indiano, 1915, n. IV.12, pp. 157-159.
16) Mario Cavaglieri, Giulietta nell'atelier di Padova, 1915 ca., n. IV.13, pp. 158-159.
17) Vittorio Grassi, Sale d'esposizione, 1913, n. V.1, pp. 161-162.
18) Felice Carena, Il ventaglio verde, 1914, n. V.18, pp. 173-174.
19) Felice Carena, Ritratto di Gualfarda, 1914, n. V.19, pp. 174-175.
20) Èmile-Antoine Bourdelle, Testa di Beethoven, 1901, n. VI.1, p. 179.
21) Pierre Bonnard, Le Déjeuner (La salle à manger), 1899, n. VI.9, pp. 183-184.
22) Édouard Vuillard, Fleurs (Pot de fleurs sur une tapisserie), 1904, n. VI.10, p. 185.
23) Félix Vallotton, Scène d'intérieur, 1900, n. VI.11, pp. 185-186.
24) Kees van Dongen, Le doigt sur la joue, 1910 ca., n. VI.12, pp. 188-189.
25) Kees van Dongen, Femme en blanc, 1912 ca., n. VI.13, pp. 189-190
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