892 research outputs found

    Time, Space and Material: Italian Translation and Introduction by Giulio Piatti

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    Nel 1919, Alfred North Whitehead interviene nel corso di un convegno interdisciplinare dedicato ai dati scientifici ultimi, mostrando come né il tempo né lo spazio né alcun tipo di materiale siano in grado ricoprire questo ruolo. La natura, ai suoi occhi, è invece un insieme in continua crescita di eventi ed oggetti che si intersecano e si sovrappongono tra loro, totalmente irriducibile a ogni visione materialistica e atomistica. Il testo, finora inedito in lingua italiana, si presenta come un’efficace panoramica intorno ad alcuni concetti-chiave della filosofia di Whitehead (evento, oggetto, cogredienza, avanzamento creativo) ed è corredato da una breve introduzione, utile a contestualizzarlo.In 1919, Alfred North Whitehead participated in an interdisciplinary symposium on the ultimate data of science, showing how neither time nor space nor any kind of material can play this role. According to him, nature is instead a constantly growing whole of events and objects that intersect and overlap each other, totally irreducible to any materialistic and atomistic view. The text, previously unpublished in Italian, presents itself as an effective insight on some key-concepts of Whitehead’s philosophy (event, object, cogredience, creative advance) and is accompanied by a brief introduction, useful to contextualize it. &nbsp

    Fine morphology of the myrmecophilous larva of Paussus kannegieteri (Coleoptera: Carabidae: Paussinae: Paussini). Corresponding author

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    FIGURES 13–18. Paussus kannegieteri third instar larva: 13, thorax, left lateral view; 14, thorax, dorsal view; 15, mesothoracic spiracle; 16, metathoracic spiracle-like structure; 17, mesothoracic leg, anterolateral view; 18, apex of metathoracic leg with lanceolate setae, posterolateral view. CO = coxa, ls = lanceolate setae, m = membrane, ME = mesonotum, MT = metanotum, pe = peritreme, PR = pronotum, un = claw. Scale bars: Figs. 13–14 = 500 µm; Fig. 15 = 10 µm; Fig. 16 = 20 µm; Fig. 17 = 200 µm; Fig. 18 = 50 µm.Published as part of Giulio, Andrea Di, 2008, Fine morphology of the myrmecophilous larva of Paussus kannegieteri (Coleoptera: Carabidae: Paussinae: Paussini), pp. 37-50 in Zootaxa 1741 on page 44, DOI: 10.5281/zenodo.18152

    La Casa Rossa affacciata sul Mediterraneo: arte e cultura tra Otto e Novecento nelle lettere a Angiolo Silvio Novaro

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    Attraverso le lettere inedite conservate presso l’archivio di Angiolo Silvio Novaro, si indagano i rapporti dell’imprenditore, poeta e accademico d’Italia, con il mondo artistico e letterario e il suo ruolo di promotore culturale e mecenate d’arte. Il saggio ripercorre le più importanti vicende artistiche e letterarie del Ponente Ligure tra Otto e Novecento, che hanno avuto nella dimora del poeta ligure, la Casa Rossa affacciata sul Mediterraneo, un punto di riferimento imprescindibile e un luogo di raccoglimento e d’ispirazione. Tra ospiti illustri, amici, giovani poeti in cerca di consigli, pittori, scultori e illustratori che ne hanno abbellito gli interni e il giardino, si recuperano e interpretano le tracce del loro passaggio affidate in origine a ricordi, lettere e opere d’arte: i pittori Plinio Nomellini e Giuseppe Pellizza da Volpedo, gli scultori Leonardo Bistolfi e Edoardo De Albertis, gli incisori e illustratori Giulio Cisari e Domenico Buratti, i poeti e gli scrittori Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, Giovanni Marradi, Salvatore Quasimodo, Renzo Laurano e Edmondo De Amicis, sono alcune tra le maggiori personalità con cui Angiolo Silvio Novaro intrattiene corrispondenze epistolari e rapporti di lavoro e d’amicizia

    Piatti, Giulio

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    La fine di tutte le cose. Strategie ecologiche per la contingenza

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    Sebbene la questione ecologica sia centrale nel dibattito filosofico e scientifico da oltre cinquant’anni – come «lo studio delle interrelazioni che intercorrono fra gli organismi e l’ambiente chi li ospita [...] su tre livelli di gerarchia biologica: individui, popolazioni e comunità» (Treccani) – gli ultimi anni hanno visto una esplosione del tema, entrato a forza nelle agende politiche e soprattutto negli immaginari collettivi. In modi diversi, movimenti come FridaysForFuture ed Extinction Rebellion hanno condensato le energie attiviste di tutto il mondo, ed espanso la battaglia che un tempo era essenzialmente legata a temi strettamente ambientali e di protezione animale – come le storiche battaglie del WWF negli anni ’80 e ’90. Non è cioè casuale la convergenza tra movimenti ambientalisti e quei movimenti No Global e No Logo che negli ultimi vent’anni sono nati e progressivamente scomparsi, assorbiti in una tensione di livello più alto: quella ecologica, che eccede di gran lunga la tematica ambientalista. L’appena concluso G20 di Roma e l’immediatamente successiva Cop 26 – la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – hanno intanto dimostrato che la frattura tra richieste e agende politiche si sta allargando. Una frattura che non dipende solo, o necessariamente, dalla volontà dell’Istituzione, ma (anche) dal fatto che la questione ecologica è più grande delle rappresentazioni che siamo in grado di darne. Comprende, e insieme influenza, tutte le tematiche che normalmente siamo portati a trattare settorialmente

    Ecologia generale. Appunti per una teoria

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    Sebbene la questione ecologica sia centrale nel dibattito filosofico e scientifico da oltre cinquant’anni – come «lo studio delle interrelazioni che intercorrono fra gli organismi e l’ambiente chi li ospita [...] su tre livelli di gerarchia biologica: individui, popolazioni e comunità» (Treccani) – gli ultimi anni hanno visto una esplosione del tema, entrato a forza nelle agende politiche e soprattutto negli immaginari collettivi. In modi diversi, movimenti come FridaysForFuture ed Extinction Rebellion hanno condensato le energie attiviste di tutto il mondo, ed espanso la battaglia che un tempo era essenzialmente legata a temi strettamente ambientali e di protezione animale – come le storiche battaglie del WWF negli anni ’80 e ’90. Non è cioè casuale la convergenza tra movimenti ambientalisti e quei movimenti No Global e No Logo che negli ultimi vent’anni sono nati e progressivamente scomparsi, assorbiti in una tensione di livello più alto: quella ecologica, che eccede di gran lunga la tematica ambientalista. L’appena concluso G20 di Roma e l’immediatamente successiva Cop 26 – la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici – hanno intanto dimostrato che la frattura tra richieste e agende politiche si sta allargando. Una frattura che non dipende solo, o necessariamente, dalla volontà dell’Istituzione, ma (anche) dal fatto che la questione ecologica è più grande delle rappresentazioni che siamo in grado di darne. Comprende, e insieme influenza, tutte le tematiche che normalmente siamo portati a trattare settorialmente

    GIULIO TARRA TRADUTTORE DAL FRANCESE

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    Con Il Libro pel bambino, Don Giulio Tarra risultò il vincitore di due concorsi indetti dal Congresso Pedagogico Italiano nel 1861: quello per un libro di lettura destinato ai bambini sordomuti e l’altro per un libro destinato alle scuole rurali. Fra le opere del Tarra pubblicate da Paolo Carrara è menzionato il volumetto “Lezioni in famiglia, versione da M. Carraud”. Questo contributo intende offrire alcuni elementi d’informazione su Zulma Carraud, autrice delle Historiettes véritables pour les enfants de quatre à huit ans, titolo originale della raccolta di racconti tradotta da Don Giulio. Il libro era uscito a Parigi nel 1864 per i tipi di Hachette. In precedenza lo stesso editore aveva accolto le prime opere di Zulma nelle collane destinate alla scuola primaria. A pochi anni di distanza l’uno dall’altra, la Carraud nella Francia del II Impero e il Tarra nell’Italia postunitaria, entrambi hanno contribuito con i loro “libri di lettura” allo sviluppo dell’editoria per la scuola e per l’infanzia.   Giulio Tarra translator from French With the volume entitled Il Libro pel bambino, Don Giulio Tarra won two literary competitions held in 1861 by the Congresso Pedagogico Italiano: the first was dedicated to books for deaf-mute chidren, the second to books for rural schools. Among Tarra’s works published by Paolo Carrara we find “Lezioni in famiglia, versione da M. Carraud”. This article provides some information about Zulma Carraud, the author of the collection of novels entitled: Historiettes véritables pour les enfants de quatre à huit ans published by Hachette in 1864 and translated into Italian by Don Giulio. Previously the same publisher had collected Zulma’s first works in a series to be used in primary schools. Carraud, during the Second Empire period in France, and Tarra, in post-Unity Italy, both contributed to the development of the publishing industry for schools and children with their educational and entertaining books

    Mechanical, electrical, thermal and tribological behavior of epoxy resin composites reinforced with waste hemp-derived carbon fibers

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    Short hemp fibers, an agricultural waste, were used for producing biochar by pyrolysis at 1000°C. The so-obtained hemp-derived carbon fibers (HFB) were used as filler for improving the properties of an epoxy resin using a simple casting and curing process. The addition of HFB in the epoxy matrix increases the storage modulus while damping factor is lowered. Also, the incorporation of HFB induces a remarkable increment of electrical conductivity reaching up to 6 mS/m with 10 wt% of loading. A similar trend is also observed during high frequency measurements. Furthermore, for the first time wear of these composites has been studied. The use of HFB is an efficient method for reducing the wear rate resistance and the friction coefficient (COF) of the epoxy resin. Excellent results are obtained for the composite containing 2.5 wt% of HFB, for which COF and wear rate decrease by 21% and 80%, respectively, as compared with those of the unfilled epoxy resin. The overall results prove how a common waste carbon source can significantly wide epoxy resin applications by a proper modulation of its electrical and wear properties

    Simondon e Deleuze di fronte all'isomorfismo. Appunti sul rapporto forma-materia

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    Tra le differenti declinazioni della questione che dopo Kant identifichiamo con il nome di trascendentale – forse la sola che, perlomeno dall’aporia su cui si conclude il Menone platonico in avanti (Stiegler, 1994, p. 98), torna costantemente a inquietare il pensiero filosofico – una delle principali è stata senza dubbio quella del complesso rapporto tra materia e forma. Dietro tale dicotomia, infatti, si articolano una serie quasi infinita di dualismi (anima versus corpo, stile versus contenuto, ecc.) che costituiscono il modo stesso attraverso cui concettualizziamo il reale, articolando aspetti ontologici ed epistemologici: in altri termini, risuona, dietro il tentativo di comprendere i rapporti tra materia e forma, il quesito stesso della filosofia, da sempre orientata all’aggancio tra concetti e realtà, e i cui due estremi pseudo filosofici oscillano così ogni volta da un ingenuo empirismo dei fatti fino a un astratto idealismo delle nozioni (Derrida, 2002, p. 194)
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