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    M'Arte. I teatri di Giuseppe Cutino e Sabrina Petyx

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    Dalla comune formazione alla scuola di Michele Perriera i fondatori di M’Arte hanno tratto la lezione di un’etica del teatro che si realizza nell’intimità profonda fra arte e vita e nel rigore del lavoro scenico. Vincitrice del Premio Scenario 2003 con "Come campi da arare", la compagnia ha realizzato dal 1999 a oggi una quindicina di spettacoli, imponendosi fra i protagonisti della giovane scena palermitana. Un teatro di regia, di testo e d’attore che, fra reciproche invasioni di campo, scopre la poetica del frammento e la dimensione epica della scena e del personaggio: dove i dialoghi non raccontano, ma intrecciano brani di esistenze colte per immagini lacerate e folgoranti. Personaggi tratteggiati per linee emotive, dai confini biografici incerti, portatori di drammi senza luogo e senza tempo, in lotta per la sopravvivenza, in fuga da guerre e naufragi, da soprusi e ricatti, portatori di un dolore senza risarcimento, eppure ritratti con l’ironia e la musicalità di una lingua intonata sulla metrica palermitana. Questo volume a più voci fa parlare in primo luogo i fondatori della compagnia e quindi raccoglie sguardi e riflessioni di studiosi, critici, artisti e testimoni come Vincenzo Conticello, Emma Dante, Massimo Marino, Renata M. Molinari, Luciano Nattino, Michele Perriera, Lina Prosa, Stefano Randisi, Ignazio Romeo, Paolo Ruffini, Guido Valdini, Cristina Valenti, Enzo Vetrano. Completano il libro sette testi di Sabrina Petyx e una selezione di immagini di scena che comprende una galleria fotografica di Marco Caselli Nirmal

    La battaglia dell'antimonio

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    Antimony, which was already well known to the ancients, in the Middle Ages was known as Lupus metallorum - the grey wolf- a key material in alchemists' attempts at purifying gold. Over subsequent centuries antimony returned within the bounds of conventional scientific and experimental knowledge, but inspired numerous studies, works of literature and investigations in important fields of medicine. Antimony has always aroused more interest than one might expect from a simple metal. The fact that it has been used since ancient times in cosmetics and then in alchemy gave it both positive and negative connotations, reflecting its possible uses and the benefits for health but also the potential harm. For a certain period antimony was virtually the symbol for a range of uses in alchemy or empirical medicine, in the face of modern scientific knowledge, and aroused debate that went well beyond its actual physical and chemical properties. Bernardino Ramazzini's work in the 17th-18th centuries signalled the recognition that the use of antimony was linked to health risks. Today it is put to many uses in many fields of industry and medicine, so our interest in this metal is no longer exclusively a question of history, but is highly topical

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Voce e Sport: la disfonia muscolo-tensiva da malmenage vocale nell'atleta e nel coaching (Studio preliminare)

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    Le indagini sperimentali sono state condotte al fine di indagare l'utilizzo della voce in am- bito sportivo, in un'ottica di prevenzione e di educazione/rieducazione della voce di pro- fessionisti e dilettanti del settore. Al fine di identificare correlazioni e fattori di rischio legati alle singole discipline, abbiamo formulato e applicato il "Protocollo di Valutazione per i Di- sturbi della Voce in Ambito Sportivo", conducendo un'analisi statistica descrittiva, svolta attraverso i questionari di consapevolezza vocale, su un campione di 44 istruttori e 100 atleti e, successivamente, testando un gruppo di 34 sportivi con una valutazione clinica, percettiva e spettro-acustica digitale degli adattamenti vocali in risposta ad una seduta di allenamento tipo, comparando i soggetti ad un gruppo di sedentari (controllo). A comple- tamento di tale percorso, abbiamo condotto un’indagine in video-laringo-strobo-scopia sulla fisiologia glottica che caratterizza il cattivo atteggiamento vocale degli sportivi. Per far ciò abbiamo indagato, in sede di esame, una condizione di emissione vocale sotto sforzo fi- sico. I dati preliminari risultanti hanno evidenziato come le pratiche vocali degli sportivi, connesse a caratteristiche specifiche di contesto (distanza dal bersaglio, cattiva acustica, movimento/sforzo concomitante), possano risultare un rischio di disfonia muscolo-tensiva, i cui effetti lesivi sull’apparato vocale potrebbero, secondo la nostra ipotesi, venire atte- nuati dall'adozione di un “Protocollo di Riscaldamento Vocalein Ambito Sportivo”, da svol- gersi prima dell'attività di atleti ed istruttori, nella prospettiva futura di poter prevedere un training vocale nel percorso formativo del coaching, che consenta una prevenzione delle disfonie professionali specifich
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