124,779 research outputs found

    Domenico Pesce, Saggio su Epicuro

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    Dudley John. Domenico Pesce, Saggio su Epicuro. In: Revue Philosophique de Louvain. Quatrième série, tome 73, n°17, 1975. pp. 195-196

    Gennaro Pesce, Sarcofagi Romani di Sardegna

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    D. S. G. M. Gennaro Pesce, Sarcofagi Romani di Sardegna. In: Bulletin de l'Association Guillaume Budé, n°1, mars 1959. pp. 166-167

    The Baroque imagination: Film, costume design and Italian high fashion

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    In the 2010s, feature films such as The Great Gatsby (Luhrman, 2013) or The Grand Budapest Hotel (Anderson, 2014) and other audio-visuals like fashion films or video ads of Italian fashion houses’ collections reveal a convergence between narration and costume that renovates and adapts the cultural meaning of the Baroque. This ‘Baroque imagination’ has deep roots in the first centuries of European Modernity, when Italian cultural vectors dominated the arts and a few spheres of material culture, including clothing, architecture and garden design. Presently, it is sustained by fashion jargon’s exploitation of the word ‘Baroque’ and by the impres- sive visual impact of costume cinema (beginning with Marie Antoinette, Coppola, 2006). The author interrogates how some Italian high-fashion brands’ engagement with spheres of meaning connected to sumptuousness and sophisticated craftsman- ship plays an influential role on an international scale, as revealed in big film produc- tions based on a ‘sartorial film aesthetic’, which convey exclusiveness of tastes and spaces, blatant social inequality, and an oneiric projection into a decadent past. She explains cinematic vintage aesthetics against the backdrop of the fashion industry’s not-innovative production politics in the current end-of-fashion era. Drawing on some crucial traits of the historical Baroque, including the centrifugal phenomenon of French Rococo, she also underscores surprising similarities with the contemporary culture of celebrity: the rituals of power in a decadent democracy, a perception of economy as static, the fear of public and private debt accompanied by a cult of luxury and personality, the conflict between the exhibition of wealth and its condemnation

    Role of let-7b in the regulation of N-acetylgalactosaminyltransferase 2 in IgA nephropathy

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    Background IgA nephropathy (IgAN) is characterized by aberrant O-glycosylation in the hinge region of IgA1. The early step in O-glycan formation is the attachment of N-acetylgalactosamine (GalNAc) to the serine/threonine of the hinge region; the process is catalysed by UDP-N-acetyl-α-d-galactosamine:polypeptide N-acetylgalactosaminyltransferase 2 (GALNT2). In our previous work, the microarray analysis on peripheral blood mononuclear cells (PBMCs) identified an upregulated miRNA called let-7b. Methods To study the molecular mechanisms in which let-7b was involved, we performed a bioinformatic analysis to predict their target genes. To validate biologically let-7b targets, we performed transient transfection experiments ex vivo using PBMCs from an independent group of IgAN patients and healthy blood donors (HBDs). Results Bioinformatic analysis revealed that GALNT2 is the potential target of let-7b. We found this miRNA significantly upregulated in PBMCs of IgAN patients compared with HBDs. Then, we demonstrated in ex-vivo experiments that let-7b decreased GALNT2 levels in PBMCs of IgAN patients, whereas the loss of let-7b function in PBMCs of HBDs led to an increase of GALNT2 mRNA and its protein level. Finally, we found that upregulation of let-7b occurred also in B-lymphocytes from IgAN patients. Conclusions Our results give novel additional information on the abnormal O-glycosylation process of IgA1 in IgAN patients. This study provides evidence for another important miRNA-based regulatory mechanism of the O-glycosylation process in which the deregulated expression of let-7b is associated with altered expression of GALNT2. This finding could be taken into consideration for new therapeutic approaches in IgAN because other serum glycosylated proteins do not display abnormal glycosylation

    Recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di diritti dei passeggeri aerei nel quadro del regolamento (CE) n. 261/2004

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    Anche nel corso del 2021 sono state diverse le occasioni in cui la Corte di giustizia ha avuto modo di fornire chiarimenti interpretativi in relazione a differenti passaggi del regolamento (CE) n. 261/2004, dedicato alla tutela dei diritti dei passeggeri di voli aerei a fronte di ipotesi di negato imbarco, cancellazione del volo o prolungato ritardo. il presente scritto mira a dare sinteticamente conto delle più rilevanti di esse, attraverso una rassegna delle tematiche affrontate dalla giurisprudenza dell’UE. Senza dimenticare, peraltro, un prevedibile, e cionondimeno significativo, orientamento della Corte di cassazione in relazione all’ambito di applicazione della disciplina eurounitaria

    Importanza dell'aspetto microbiologico nella valutazione della shelf-life residua dei prodotti ittici di nuova generazione

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    La qualità complessiva del pesce è profondamente legata a quella microbiologica ed organolettica. La verifica dello stato di freschezza di tali prodotti è sempre stata basata principalmente sull’aspetto organolettico. Infatti, la legislazione, sia comunitaria che nazionale, si basa essenzialmente sul controllo organolettico per definire la fine della vita commerciale del pesce. Si è passati, nel tempo, dallo schema di valutazione Artioli-Ciani, che prevedeva una suddivisione del pescato in 4 categorie in base alle osservazioni sensoriali — vista, olfatto e tatto — al modello uniformato comunitario del Reg. CEE 103/76, che utilizza una valutazione aritmetica delle caratteristiche organolettiche. In seguito, il concetto di valutazione aritmetica è stato superato; tuttavia, l’approccio organolettico per definire la vita commerciale residua del prodotto ittico rimane il filo conduttore di queste leggi. Molti di questi parametri di valutazione organolettica non sono applicabili, se non nel caso di prodotti interi freschi, oppure eviscerati. Da qui, la difficoltà di valutazione della shelf-life residua di pesce filettato, a volte conservato in ghiaccio od in acqua-ghiaccio, (condizione in cui spesso si ha la dissoluzione di composti volatili marcatori dello stato di deterioramento), oppure di semiconserve a base di pesce. Nel DL n. 531/92 vengono forniti parametri microbiologici guida per pesci freschi congelati ed anche per molluschi eduli lamellibranchi e cefalopodi, congelati o surgelati. Questo tentativo, se pur generico (in quanto non tiene in considerazione né la specie microbica degradativa dominante, né la specie e l’origine del pesce in esame), apre una spirale nella rivalutazione da parte del legislatore del ruolo dei microrganismi degradativi nel processo di deterioramento del pesce e della possibilità di utilizzarli come parametri della qualità, soprattutto nel caso di nuovi prodotti semilavorati. Nei laboratori del gruppo di ricerca della professoressa M. E. Guerzoni, presso il campus Scienze degli Alimenti di Cesena dell’Università degli Studi di Bologna, si è cercato di valutare, in questi ultimi anni, se la quantificazione della carica batterica mesofila totale (CMT) possa essere impiegata, così come in altri settori, come parametro per la valutazione del tempo di vita residuo dei semilavorati e semiconserve a base di pesce. Anche lo studio dei fattori che influenzano l’entità e la composizione della carica batterica iniziale, il processo degradativo e la flora microbica colonizzante il prodotto ittico sono stati presi in considerazion
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