2,806 research outputs found

    Mitochondrial potassium channels in cell death

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    Mitochondria are intracellular organelles involved in several processes from bioenergetics to cell death. In the latest years, ion channels are arising as new possible targets in controlling several cellular functions. The discovery that several plasma membrane located ion channels have intracellular counterparts, has now implemented this consideration and the number of studies enforcing the understanding of their role in different metabolic pathways. In this review, we will discuss the recent updates in the field, focusing our attention on the involvement of potassium channels during mitochondrial mediated apoptotic cell death. Since mitochondria are one of the key organelles involved in this process, it is not surprising that potassium channels located in their inner membrane could be involved in modulating mitochondrial membrane potential, ROS production, and respiratory chain complexes functions. Eventually, these events lead to changes in the mitochondrial fitness that prelude to the cytochrome c release and apoptosis. In this scenario, both the inhibition and the activation of mitochondrial potassium channels could cause cell death, and their targeting could be a novel pharmacological way to treat different human diseases

    Discorso pedagogico e prospettiva sistemico-relazionale

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    Starting with a few thoughts about the current pedagogical debate expressed within the work, the contribution of Luigi Pati, highlights the importance of relational systems perspective in the pedagogical discourse. The author proposes an analysis and historical evolution of the General Theory of Systems (TGS), illustrating the importance of the same in the action and in the educational relationship between educator and student

    Sobre Luigi Ferrajoli y el constitucionalismo

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    In this paper, the author poses several general questions on Luigi Ferrajoli’s paper. Firstly, he writes on Ferrajoli’s construction of a theory that comprehensively infers, still always in a deductive way, the scope of a complex set of primitive terms and definitions. Secondly, the author questions his way to understand and particularly to reconstruct the so-called «constitutional paradigm». Thirdly, the author writes about Ferrajoli’s approach to the concepts of «validity» and «enforcement» of rules. Fourthly, he discusses Ferrajoli’s definition of garantist constitutionalism, particularly his conception of this sort of constitutionalism as an improvement or complement to legal positivism -inasmuch as constitutionalism respects both the being of the Law and its normative or ideal (must be) dimension. Finally, he revises the objections that Ferrajoli addressed to constitutionalism (the thesis of the separation between Law and morality, the distinction between principles and rules and the criticism of the weighting) introducing new arguments.El autor plantea una serie de objeciones al texto de Luigi Ferrajoli. En primer lugar, se refiere a la construcción por parte de Ferrajoli de una teoría que infiere de un modo exhaustivo, pero siempre deductivamente, el alcance de un complejo conjunto de términos primitivos y definiciones. En segundo lugar, el autor duda sobre la forma de ver y, sobre todo, de reconstruir el llamado «paradigma constitucional». En tercer lugar, el autor objeta el tratamiento que Ferrajoli hace de los conceptos de «validez» y «vigor» de las normas. En cuarto lugar, hace referencia a la definición que Ferrajoli realiza del constitucionalismo garantista, en concreto a la consideración de éste como mejora o complemento del positivismo jurídico que se logra gracias a que el constitucionalismo observa no sólo el «ser» sino el «deber ser» del Derecho. Finalmente, repasa las críticas que Ferrajoli realiza al constitucionalismo (la tesis de la separación entre Derecho y moral, la distinción entre principios y reglas y la crítica a la ponderación), expresando sus diferencias

    Cancro polmonare nella provicia di Trieste

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    Nel presente studio sono stati studiati 756 soggetti deceduti per neoplasia polmonare ed altrettanti controlli tutti selezionati dalla casistica autoptica dell'Istituto di Anatomia patologica dell'Università di Trieste. Obiettiov dello studi è stato quello di quantificare il rischio relativo attribuibile all'esposizione professionael ad agenti oncogeni noti o sospetti e di qullo derivante dall'esposzione ambientale a sostanze inquinanti. Per lo studio, del tipo cas-controllo , sono stati selezinoati esclusivamente i soggetti che risiedevano nella provincia di gTrieste, area particolarmente idonea per motivi geografici e storici a studi di tipo epidemiologico , dove più del 50% dei decessi viene sottoposto a verifca autoptica. I risultati di tale sutdio opportunamente corretti per i fattore legatio al fumo di sigaretta, hanno confermato un elevato rischio relativo derivante dall'esposizione all'amianto (R.R. = 1,99) e dall'esposizone professionael a sostanze cancerogene certe o fortemente sospette per la loro capacità oncogena, così come elencato rispettivametne nella lista A (R.R.=2.28) ed in quella B ((R.R.= 1.33) dallo stesso I.A.R.C. Lo studio così condotto ha permesso inoltre di calcolare il rischio relativo imputabiel alla sola esposizone ambientale a sostanze carcinogene nelle aree industriali (R.R.=1.7) ed in quelle urbane (R.R. = 1.6) rispetto a quello delle aree rurali e della periferia cittadina

    Inquinamento ambientale e tipi di carcinoma polmonare

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    La letteratura scientifica riporta una più elevata incidenza di neoplasie polmonari nelle aree urbane rispetto a quelle rurali e rischi particolarmetne alti verrebbero riscontrati nelle zone contigue agli insediametni industriali. E' stato anche dimostrato , per i carcinogeni respiratori fino ad ora più estesamente investigati (il fumo di sigaretta e l'asbesto), che l'effetto oncogenetico sul parenchim polmonare si esplica con l'espressione preferenziale di alcuni tipi istologici. Per quantificare l'effetto dell'esposizinoe all'inquinamento atmosferico sul rischio di neolasai polmonare e valutare la sua eventuale selettività di azione su alcuni istotipi, abbiamo esteso l'analisi del nostro studio caso-controllo. Sono stati esaminati in totale 1512 soggetti, tutti maschi residenti a Trieste, euamente divisi tra casi e controlli, appaiati per età ed anno di morte e tutti sottoposti ad autopsia. I preparati istologici relativi alle neoplasie dei 756 casi sono stati revisionati e riclassificati in base ai criteri OMS. Le informazioni pertinenti le abitudini di vita da analizzare sono state raccolten mediate interviste telefoniche dei parenti. Le esposizioni di natura occupazionale dei soggetti e quella associata al fumo di sigaretta sono state considerate in questo caso come fattori confondenti e le estensive informazion raccole a riguardo sono stae utilizzate per correggere gli odds ratiosper esposizione ambientale calcolati mediante regressione logistica non condizionata ed uliizzati come stimatori del rischio relativo (RR). ......
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