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Accounting for spatial correlation in the empirical scoring of probabilistic seismic hazard estimates
A procedure is here proposed to score probabilistic seismic hazard estimates provided by ergodic models by a comparison with accelerometric observations available during a control period. The procedure allows accounting for the potential bias induced by spatial correlation of hazard estimates due to the use of ground motion prediction equations in the modeling. Since this bias depends on the specific topological features of the studied system (relative positions of seismic sources and accelerometric control sites), numerical simulations are considered to correct it. An application of the above procedure is proposed for Italy where some probabilistic seismic hazard estimates have been provided in the last years, and where 76 accelerometric sites have been operating for more than 25 years. It is shown that, at least as the case study concerns, the amount of spatial correlation in the hazard estimates is relatively weak, it depends on the GMPE used in computations and increases with the exceedance probabilities and with the period of the acceleration response spectrum
Faglie e terremoti all’Etna: analisi delle ricorrenze degli eventi sismici e confronto fra ipotesi stazionarie e time-dependent per la stima della pericolosità sismica
I modelli di pericolosità sismica tradizionali utilizzano ipotesi semplificate di distribuzione omogenea della sismicità nello spazio, e stazionaria nel tempo. Negli ultimi decenni, grazie anche ad una aumentata disponibilità di osservazioni geologiche e paleosismologiche, stanno prendendo rilievo modelli più strettamente collegati alla fagliazione sismogenetica, che tengano in considerazione anche le variazioni temporali legate al ciclo sismico.
In Italia, queste applicazioni sono prevalentemente a carattere metodologico ed esplorativo, dato che solo un limitatissimo numero di strutture sismogenetiche dispone di dati osservativi indispensabili per questo tipo di analisi (ad es. Pace et al., 2006; Peruzza, 2006; Peruzza et al., 2008). Tra queste, le faglie etnee rappresentano un caso di studio particolare per entità, tipologia e frequenza della fagliazione superficiale e della sismicità associata (Azzaro, 1999).
Per tale motivo, nell’ambito del progetto DPC V4-Flank finalizzato alla valutazione dell’hazard connesso alla dinamica di fianco all’Etna, abbiamo applicato ai principali sistemi di faglie attive dell’edificio vulcanico, le tecniche di stima dell’hazard basate sulle ipotesi di terremoto caratteristico e dipendenza temporale dall’ultimo evento.
A partire dal modello sismotettonico (Azzaro, 2004) e dal catalogo sismico di riferimento (CMTE, Azzaro et al., 2000, 2002, 2006), sono state analizzate le sequenze di eventi sismici attribuibili alle diverse strutture sismogenetiche e ricostruite le loro storie sismiche. Una caratteristica comune nello stile di rilascio sismico di molte faglie è la presenza di terremoti maggiori e minori alternati nel tempo, in una sorta di cicli sismici intervallati da brevi periodo di ritorno (decine di anni) (Fig. 1 in alto). E’ evidente, per alcune strutture sismogenetiche contigue, anche la loro attivazione alternata nel tempo (Fig. 1 in basso).
Per ogni singola faglia sono stati quindi verificati i possibili modelli di occorrenza applicando distribuzioni diverse in accordo con ipotesi stazionarie o time-dependent
(Fig. 2). I risultati preliminari suggeriscono una certa periodicità degli eventi maggiori associati alle diverse strutture, rappresentata dal coefficiente di variazione sul dataset degli intertempi.
Dal momento che le stime di hazard sismico variano in relazione al diverso tempo trascorso dall’ultimo terremoto su ciascuna struttura, applicando un processo con memoria attraverso una funzione di distribuzione del tipo BPT, è stato calcolato l’incremento o la diminuzione della probabilità di un successivo evento sismico, rispetto alle ipotesi poissoniane.
Gli sviluppi previsti sono mirati a comprendere anche il ruolo delle strutture sismogenetiche analizzate nei processi geodinamici locali.PublishedTrieste3.2. Tettonica attivaope
Faglie e terremoti all’Etna: analisi delle ricorrenze degli eventi sismici e confronto fra ipotesi stazionarie e time-dependent per la stima della pericolosità sismica
I modelli di pericolosità sismica tradizionali utilizzano ipotesi semplificate di distribuzione omogenea della sismicità nello spazio, e stazionaria nel tempo. Negli ultimi decenni, grazie anche ad una aumentata disponibilità di osservazioni geologiche e paleosismologiche, stanno prendendo rilievo modelli più strettamente collegati alla fagliazione sismogenetica, che tengano in considerazione anche le variazioni temporali legate al ciclo sismico.
In Italia, queste applicazioni sono prevalentemente a carattere metodologico ed esplorativo, dato che solo un limitatissimo numero di strutture sismogenetiche dispone di dati osservativi indispensabili per questo tipo di analisi (ad es. Pace et al., 2006; Peruzza, 2006; Peruzza et al., 2008). Tra queste, le faglie etnee rappresentano un caso di studio particolare per entità, tipologia e frequenza della fagliazione superficiale e della sismicità associata (Azzaro, 1999).
Per tale motivo, nell’ambito del progetto DPC V4-Flank finalizzato alla valutazione dell’hazard connesso alla dinamica di fianco all’Etna, abbiamo applicato ai principali sistemi di faglie attive dell’edificio vulcanico, le tecniche di stima dell’hazard basate sulle ipotesi di terremoto caratteristico e dipendenza temporale dall’ultimo evento.
A partire dal modello sismotettonico (Azzaro, 2004) e dal catalogo sismico di riferimento (CMTE, Azzaro et al., 2000, 2002, 2006), sono state analizzate le sequenze di eventi sismici attribuibili alle diverse strutture sismogenetiche e ricostruite le loro storie sismiche. Una caratteristica comune nello stile di rilascio sismico di molte faglie è la presenza di terremoti maggiori e minori alternati nel tempo, in una sorta di cicli sismici intervallati da brevi periodo di ritorno (decine di anni) (Fig. 1 in alto). E’ evidente, per alcune strutture sismogenetiche contigue, anche la loro attivazione alternata nel tempo (Fig. 1 in basso).
Per ogni singola faglia sono stati quindi verificati i possibili modelli di occorrenza applicando distribuzioni diverse in accordo con ipotesi stazionarie o time-dependent
(Fig. 2). I risultati preliminari suggeriscono una certa periodicità degli eventi maggiori associati alle diverse strutture, rappresentata dal coefficiente di variazione sul dataset degli intertempi.
Dal momento che le stime di hazard sismico variano in relazione al diverso tempo trascorso dall’ultimo terremoto su ciascuna struttura, applicando un processo con memoria attraverso una funzione di distribuzione del tipo BPT, è stato calcolato l’incremento o la diminuzione della probabilità di un successivo evento sismico, rispetto alle ipotesi poissoniane.
Gli sviluppi previsti sono mirati a comprendere anche il ruolo delle strutture sismogenetiche analizzate nei processi geodinamici locali.PublishedTrieste3.2. Tettonica attivaope
Affidamento legittimo ed esigibilità del tributo
The taxpayer who acts in accordance with fiscal authorities wrong instructions is guaranteed by article 10, l. 212/2000, which explicitly states that no sanctions or interests can be imposed in such a case when the tax authority changes its previous interpretation of the law.
Despite the wording of the rule, according to one of the interpretations sustained by the Tax Courts, when the tax authority gives to the taxpayer specific and individual instructions, through formal administrative acts, the taxpayer doesn’t have to pay not just sanctions and interests, but even the due taxes, which cannot be requested by the tax authorities in accordance with the principle of good faith.
Although this interpretation gives full protection to the good faith clause, in its most recent statements, the Italian Supreme Court, overruling its prior decisions, seems to embrace a protection for the taxpayer limited to the exclusion of sanctions and interests, in accordance with the wording of the law
Numerical simulation of earthquake recurrence time for selected fault. Public deliverable report, DPC-INGV-S2 Project “Constraining observations into Seismic Hazard”, 36 pp.
Reply to "Comment on ‘Layered Seismogenic Source Model and Probabilistic Seismic-Hazard Analyses in Central Italy’ by B. Pace, L. Peruzza, G. Lavecchia, and P. Boncio" by W. Marzocchi
Improvement in parasympathetic regulation is associated with engagement in classroom activity in primary school children experiencing poor classroom climate
Background: Self-regulation promotes engagement within the classroom. At a physiological level, a good indicator of the ability of the system to self-regulate is cardiac vagal tone (CVT). Aims: The present study aims to assess children's change over time (1 year) in their parasympathetic regulation (by way of CVT) in response to a social and cognitive stressor. Moreover, it addresses whether, if present, this change over time in regulation influences students’ engagement in classroom activities while also accounting for classroom climate. Sample: Forty-nine second graders were assessed at two time points: November 2018 (T1) and 1 year later in 2019 (T2). Methods: Children's CVT was registered at rest and while performing a stressful task during which they were asked to cognitively perform while being socially evaluated. Children were also interviewed on how much they feel engaged in classroom activities and their perceptions of classroom climate. Results: A repeated measures analysis of variance including 2 Time Points ×2 Phases of CVT Registration (baseline and during the stressful task) revealed a significant decrease in cardiac vagal activity from baseline to the task at T1, indicating that initially most children were not able to self-regulate and gave way to a stress response when facing the stressful task. The pattern changed at T2 when an active regulation took place signalled by an increase in CVT from baseline to the stressful task. Data analysis also revealed that among children who perceived a poorer classroom climate, the display of greater parasympathetic regulation over time was linked with higher active engagement in classroom activities. Conclusions: Growth in physiological regulation in response to a challenging task is associated with better engagement in classroom activities. Interventions and educational practice promoting the development of self-regulation strategies are recommended
Zone sismiche e pericolosità in Italia: dalle norme regionali alla comunicazione del rischio
La classificazione simica in Italia è uno strumento per la gestione del territorio affidato negli ultimi decenni alle Regioni. Attualmente essa viene impiegata quale strumento di verifica amministrativa sulle strutture di recente costruzione o riadeguate ai sensi della normativa antisismica. Per la sua genesi ed evoluzione nel tempo, però, essa risulta alle volte incoerente con la fase di progettazione, e non sempre assicura un’imparziale funzione di controllo. Nel presente lavoro abbiamo analizzato come il significato della zonazione si sia modificato nel corso del tempo, facendosi interprete e strumento di elaborazioni scientifiche aggiornate ma, d’altro canto, assoggettandosi alla eterogeneità di atti normativi regionali. Abbiamo quantificato le differenze di valori di pericolosità sismica esistenti per comuni attribuiti alle medesime zone sismiche, all’interno di ciascuna regione e fra le varie regioni. Solo una revisione omogenea dei criteri di classificazione sulla base dei valori di pericolosità sismica potrà portare alla creazione di uno strumento amministrativo più obiettivo e di equo utilizzo. Infine, poiché la classificazione è spesso utilizzata impropriamente come indicatore del livello sismico di un comune, oscillando tra il significato di pericolosità e quello di rischio, è auspicabile che a fini comunicativi vengano introdotti nuovi strumenti che consentano ai cittadini una percezione più adeguata della componente naturale del rischio sismico.Published15-313T. Pericolosità sismica e contributo alla definizione del rischioN/A or not JCRope
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