1,720,976 research outputs found

    Regolazione, proprietà, investimenti: la dimensione pubblica nei grandi progetti di trasformazione urbana nel caso genovese

    No full text
    Large urban transformation operations are an interesting observatory for understanding the role played by public and private actors in the urban economy. In the case of Genoa, characterized by a certain static nature of the real estate market, it can be observed that the large urban project has become, in recent years, the real driving force of the more general transformation of the city, which is reorganizing itself around the strategic coastline, on the border between the port area and the city. The progressive westward shift of the urban center of gravity and the spatial concentration of major urban redevelopment and regeneration interventions is supported by the need to make the city competitive with respect to national and international markets. In these new conditions, the public entity plays a decisive role, especially in the (very frequent) cases in which it is already the landowner. If large-scale urban transformation interventions therefore constitute the main engine of urban development and, in fact, the public administration is at the center of operations, it is necessary to evaluate the results of this approach at a general level of urban policy, considering the risks associated with polarization of activities and values and returns in terms of endowment and redevelopment of public spaces and services for the city

    Trasformare la città attraverso nuovi epicentri di sviluppo di carattere produttivo e terziario: il caso del Parco scientifico e tecnologico di Erzelli

    No full text
    Nel quadro trasformativo e di aggiornamento infrastrutturale che sta attraversando la città di Genova da almeno due decenni, l’episodio del Parco Scientifico e Tecnologico di Erzelli rappresenta una sorta di unicum per la posizione geografica, per il programma funzionale e il processo attuativo e gli attori coinvolti. Posizionato sulla collina omonima che domina la Val Polcevera sul fronte occidentale e in posizione strategica rispetto alle principali infrastrutture ferroviarie e carrabile del Ponente genovese, il Parco risponde ad un’esigenza di delocalizzazione e, in un certo senso, di aggregazione territoriale di grandi attività legate alla tecnologia, alla produzione, al terziario e alla ricerca scientifica. In questo processo di riposizionamento, la realizzazione del Parco affronta criticità legate, in primis, all’accessibilità e conseguentemente all’attrattività dei territori, declinando il tema degli epicentri di sviluppo in chiave tecnologica, produttiva e terziaria. Il Parco diviene inoltre rappresentativo della graduale transizione della Val Polcevera da valle industriale “pesante” a valle produttiva “leggera e pulita”. Obiettivo del contributo è, anche in questo episodio di realizzazione di un importante epicentro di sviluppo urbano e territoriale, quello di approfondire il ruolo dell’amministrazione pubblica, osservando il progressivo passaggio dalla dimensione del regolatore/pianificatore, a quello di investitore per finire a quello sempre più rilevante di proprietario/possessore

    Agricoltura civica ed economia solidale del cibo nella transizione alimentare di Bari

    No full text
    In questo contributo, si seguono le tracce della transizione del sistema alimentare locale di Bari a partire dalle numerose esperienze di agricoltura civica che aspirano a riannodare i fili dell’inclusione sociale, della sovranità alimentare e degli approcci agroecosistemici, a condizione di emanciparsi dalla precarietà degli assetti organizzativi e dalla discontinuità delle relazioni territoriali. L’attenzione si volge poi all’economia solidale del cibo, in cui si intrecciano strumenti tradizionali di assistenza alimentare e nuovi modelli che si rifanno alla sharing economy, oltre a forme istituzionali o antagonistiche di integrazione dei temi della giustizia alimentare in, rispettivamente, una visione olistica di welfare e un’azione collettiva sul diritto alla città. Il contributo termina con una riflessione sulle interdipendenze fra l’articolata azione dell’amministrazione comunale e le pratiche nei due ambiti investigati, con l’intento di individuare possibili spazi di co-creazione della politica territoriale del cibo di Bari, nella cornice del Milan urban food policy pact.In this paper, we investigate the sustainable transition of the local food system in Bari, Italy. We first address civic agriculture practices combining social inclusion, food sovereignty and agroecosystemic approaches, and question their ability to tackle weak organizational arrangements and unstable territorial dynamics. We then turn our attention to food social and solidarity economy to discover that, beside traditional food aid programmes, innovative models based on the sharing economy paradigm are coming to the foreground. Moreover, either institutional or antagonistic takes on food justice are being reflected in, respectively, holistic welfare policies and collective actions to claim the right to the city. The paper ends with a reflection on the interdependencies between a wide and diversified array of public policies implemented by the local government and social practices in the domains under investigation, with a view to nurture the co-creation of a new food strategy in Bari, in the framework of the Milan urban food policy pac

    Trasformare demolendo: strumenti di azione nello spazio pubblico della Genova contemporanea

    No full text
    Fin da tempi molto antichi la città di Genova fronteggia vincoli orografici complessi e enigmi spaziali notevoli che l’hanno spinta a modificare continuamente la propria sua struttura urbana. In questo contesto, diverse strategie si sono imposte nel tempo per guidare le azioni di trasformazione urbanistica e in particolare tra queste, la demolizione o rimozione di manufatti e infrastrutture può essere identificata come una costante ricorrente della storia urbana. Negli ultimi decenni, la demolizione, orientata ad intervenire sulla città densa del XX secolo, precocemente divenuta obsoleta, apre spesso il campo alla sostituzione, segnando la forma e financo l’indole della città. Obiettivo dell’indagine è individuare quando e come la demolizione entra nei processi di trasformazione urbana, quali sono i suoi costi e come questi incidono sulla fattibilità degli interventi. Il contributo si interroga sui soggetti coinvolti e, nello specifico, sulla ricaduta dei costi della demolizione nella fattibilità delle operazioni di trasformazione e su come questa incida sulla rendita e sulla produzione di beni pubblici. Attraverso la comparazione di casi attuali, tra cui l’abbattimento della Diga di Begato in Valpolcevera e dell’edificio ex Ansaldo Nira, unitamente ad alcuni padiglioni fieristici limitrofi, nel progetto del Waterfront di Levante, il contributo costruisce un quadro strategico in cui si confrontano criticità (costo dell’insediamento più alto che altrove, carenza di spazi che ‘costringono’ la trasformazione entro ambiti limitati) e opportunità (rapporto con il contesto, contenimento del consumo di suolo) del trasformare demolendo

    Trasformare la città attraverso nuovi epicentri di sviluppo: il caso del Parco del Ponte tra nuove funzioni e risposta all’emergenza

    No full text
    Incorporate in dinamiche economiche ormai globali e segnate dalla genesi di nuove economie urbane, alimentate dall’affermarsi di nuovi settori economici e dall’evoluzione dei modelli insediativi, le città contemporanee affrontano la trasformazione delle loro porzioni più dinamiche (perché abbandonate, dismesse, fragili, accidentate o disponibili al cambiamento e a ingenti investimenti, ecc.) individuando nuovi epicentri di sviluppo urbano. Nelle città che, come Genova, hanno affrontato ripetute emergenze ad alto impatto urbano, le strategie di rinnovamento sono state la risposta al trauma improvviso e, il più delle volte, distruttivo. Sebbene motivate dallo stato di emergenza e dalla necessità impellente di intervento, queste sperimentazioni hanno contribuito a ridefinire la strategia di marketing urbano a partire dalla rigenerazione urbana. In questo quadro, la catena di eventi innescata dal drammatico crollo del Viadotto Morandi il 14 agosto 2018, ha aperto per Genova uno scenario di sperimentazione inedito, in cui il progetto de Il Parco del Ponte si inquadra quale elemento significativo, soprattutto in termini di mixitè funzionale e di procedura attraverso il progetto-concorso

    Possedere e trasformare: il ruolo della proprietà pubblica nelle grandi operazioni di trasformazione urbana a Genova

    No full text
    Attraverso un’indagine comparata di progetti attestati sulla delicata linea di demarcazione tra la città e il porto di Genova, si rilevano episodi di trasformazione con una problematica alternanza di funzioni (produttive, terziarie, abitative, turistiche, commerciali), modalità di attuazione (ruolo pubblico-privato), strumenti attuativi (rapporto con la pianificazione), soggetti (imprenditori, developer, PA). In questi episodi, emerge la figura del grande proprietario pubblico, sia esso il Comune o l’Autorità di Sistema Portuale, vero attore strategico sulla scena genovese. Obiettivo del contributo è quello di approfondire le tre dimensioni del ruolo dell’amministrazione pubblica, osservando il progressivo passaggio dalla sola dimensione del regolatore/pianificatore, a quello di investitore per finire a quello sempre più rilevante di proprietario/ possessore. La questione rimanda a quella più ampia relativa alle strategie di competizione urbana dove la trasformazione di ambiti nodali è utilizzata per attrarre capitali finanziari sovralocali (internazionali e non, comunque per lo più non locali). L’attenzione si focalizza su due progetti di media-grande scala attualmente in corso di realizzazione, mettendo in relazione il ciclo edilizio urbano (assetti proprietari, mercato immobiliare, valori immobiliari) e le dinamiche dell’economia urbana

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

    Get PDF
    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

    Get PDF
    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

    Get PDF
    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
    corecore