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    Le regine nabatee nella documentazione numismatica

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    Dopo una premessa relativa allo sviluppo della monetazione nabatea fra I secolo a.C e II secolo d.C., il saggio esamina le emissioni sulle quali, a partire da Obodas III, compaiono i ritratti delle regine o le loro rappresentazione a figura intera. Il dato numismatico risulta infatti indispensabile per lo studio della regalità nabatea al femminile, per noi ancora più sfuggente di quanto lo sia l’analogo ruolo al maschile. Vengono discusse le serie relative a Hagiru I, Hagiru II, Huldu, Shuqailat I, Shuqailat II, Gamilat, Hagiru III, mettendone in risalto gli apporti innovativi nell'ambito iconografico ed epigrafico. Il saggio si conclude con alcune considerazioni sulla natura e sulle forme di autorappesentazione del potere regale nabateo al femminile

    Uomini, donne, sultani, esploratori, avventurieri e scienziati alla riscoperta di Petra

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    Il saggio descrive la riscoperta occidentale di Petra, a partire dalla breve visita effettuata dal viaggiatore svizzero John Burckhard nel 1812, giungendo fino al soggiorno di Lawrence d'Arabia nel 1917, durante la rivolta araba

    La ripresa delle indagini della Missione Archeologica Italiana a Malta. Nuovi dati dal Santuario di Tas-Silg e dalla Villa di S. Pawl Milqi. Il deposito monetale

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    Tas-Silġ è un sito santuariale pluristratificato, situato nella parte sud-orientale dell'isola di Malta. La Missione Archeologica Italiana effettuò le prime campagne di scavo sull’area tra il 1963 e il 1970, identificando il sito con il famoso santuario di Giunone citato nelle Verrine di Cicerone. Nella prima età bizantina il tempio fu trasformato in un luogo di culto cristiano. La Missione italiana riprese le attività di indagine sul sito nel 1997. Due anni più tardi sotto la vasca rettangolare identificata come fonte battesimale, avvenne un eccezionale ritrovamento numismatico. Il saggio studia tale lotto monetale, formato da 276 esemplari in bronzo più un tremissis di Costantino IV (zecca di Siracusa, 670-674/681). Viene innanzitutto delineato il quadro cronologico della sezione del deposito costituita da monete in bronzo: gli esemplari si datano dalla produzione di Costanzo II a quella di Giustiniano I (nummus della zecca di Cartagine del 537-538 d.C.). Il deposito attesta serie monetali mai rinvenute in precedenza sull'arcipelago maltese, come emissioni proto-vandale e nummi vandali. L'autore discute anche la natura del deposito, se debba cioè essere considerato un ripostiglio oppure deposito di tipo votivo. Il contesto di ritrovamento delle monete, la formazione del deposito stesso e il confronto con alcune fonti scritte, le permettono di interpretare il gruppo di monete di bronzo come risultato di offerte gettate in acqua durante il rito del Battesimo. La presenza del tremissis bizantino è di più difficile comprensione: l'autore è solo in grado di formulare alcune ipotesi.Tas-Silġ is a multi-period sanctuary site located in the south-eastern part of the island of Malta. The Missione Archeologica Italiana carried out excavations between 1963 and 1970 and identified the site with the famous sanctuary of Juno mentioned in Cicero’s Verrine. In the early Byzantine Age the ancient temple was converted into a Christian place of worship. The Italian team resumed work on site in 1997. Two years later an exceptional numismatic find was made under the rectangular basin identified as a baptesimal font. The essay studies the monetary deposit formed by 276 bronze coins plus a tremissis of Constantine IV (mint of Syracuse; 670-674/681). It provides the chronological overview of the bronze deposit, since issues of IV century AD to a nummus of Justinian I (mint of Carthage; 537-538 AD). The deposit contains coins never found before on the Maltese archipelago, such as proto-Vandalic issues and Vandalic nummi. The author also discusses the nature of the numismatic find: is it a hoard or a votive deposit? The context of its discovery, its formation and the comparison with some written sources allow her to interpret the assemblage of bronze coins as the result of offers thrown in the water during the rite of the Baptism. The presence of the gold Byzantine tremissis is more difficult to explain and the author is only able to formulate some hypotheses

    Ritratti monetali delle Augustae nel III secolo. Una crisi di genere?

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    L’importanza del ruolo dell’Augustae – forse più che delle singole Augustae - è asserito dalla constatazione che anche imperatori che rivestirono la porpora solo per una manciata di giorni non tralasciarono di emettere monete con l’immagine e il nome della consorte. Il saggio analizza la ritrattistica monetale al femminile nel corso del III secolo, dal punto di vista iconografico, ideologico ed artistico. Quanto al primo aspetto, essi appaiono del tutto conservatori, privi di qualsiasi tentativo di vivacizzare un tipo ormai canonico, che raffigura le donne con tunica, stola e - a partire dalle emissioni di Gordiano III per Tranquillina – diadema. Sugli antoniniani il busto è sorretto da un crescente lunare, mentre sulle monete emesse in onore delle Divae il velo è rialzato a coprire la testa e le spalle. Eccezionale appare pertanto il ritratto di Magnia Urbica, moglie di Carino, su antoniniani di Ticinum, a motivo degli abiti cerimoniali e degli ornamenti indossati. L'Autore analizza poi il fenomeno dell’adeguamento della fisiognomia delle donne raffigurate sulle monete a quella dei rispettivi consorti, come è per Ulpia Severina rispetto al marito Aureliano. Tale ‘crisi di genere’ del ritratto femminile non è però tipica del III secolo d.C., né in ambito monetale, né in quello scultoreo. Ripercorrendone l'evoluzione, se ne identificano le cause, ideologiche e connesse alla modalità di produzione del numerario

    Recensione a: F. Schmidt-Dick, Typenatlas der römischen Reichsprägung von Augustus bis Aemilianus. Zweiter Band: Geographische und männliche Darstellungen, Österreichische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-Historische Klasse Denkschriften, 428 Band, Veröffentlichungen der numismatischen Kommission, Band 55, Wien 2011

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    La recensione del volume di F. Schmidt-Dick, Typenatlas der römischen Reichsprägung von Augustus bis Aemilianus. Zweiter Band: Geographische und männliche Darstellungen, Wien 2011 affronta alcuni aspetti della iconografia monetale di età romana dal I al III secolo d.C

    Gioielli monetali romani dai cataloghi d’asta. Un aggiornamento (2006-2016)

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    An update of the Roman coin jewels auctioned from 2006 to 2016 is presented and discussed. They are two necklaces, nine pendants and two finger rings. The essay also presents a new ideal assemblage of the necklace from the so-called "Diarchy Treasury" offered for sale in 2016 again and two uniface gold medallions manufactured in the Barbaricum from recent sales catalogues

    Il pendente dalla necropoli dell'Università Cattolica di Milano

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    Il saggio presenta il pendente con moneta d'oro di Salonino (258-260)rinvenuto nella sepoltura 3217 della necropoli romana dell'Università Cattolica di Milano. Vengono presentati i dati relativi al ritrovamento, alla moneta e al tipo di pendente, proponendo una ricostruzione ideale della collana alla quale doveva essere agganciato il ciondolo monetale

    Tre multipli in argento che hanno fatto storia. Costantino, l’elmo e la croce

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    L'articolo presenta tre multipli in argento di Costantino I che raffigurano il ritratto dell'imperatore in veduta frontale, con elmo piumato e cristogramma, discutendone gli spetti cronologici, storici e iconografici

    Rinvenimenti monetali da Tas-Silg

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    Il contributo, presentato nella Giornata di studio "Un luogo di culto al centro del Mediterraneo: il santuario di Tas Silg" (Roma, 21 marzo 2005), illustra la documentazione numismatica venuta alla luce sul sito di Tas Silg nel corso delle campagne di scavo condotte dalla Missione Archeologica Italiana a Malta a partire dal 1963. Si tratta di esemplari di emissione punica, siciliana, romana (età repubblicana e imperiale), che vengono inseriti nel più ampio quadro di riferimento della circolazione monetale sull'arcipelago maltese. L'ultima parte del saggio presenta l'ingente deposito monetale rinvenuto sotto alla lastra di fondo della vasca battesimale, studiandone la funzione votiva

    Note preliminari per una rilettura della documentazione numismatica dai sepolcri santambrosiani

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    La pubblicazione di una moneta in rame spezzata a metà, pressoché illegibile, forse databile fra la fine del IV secolo d.C. e la metà del successivo, rinvenuta fra i reperti superstiti dal sepolcro di Gervasio e Protasio localizzato nella basilica di Sant'Ambrogio a Milano, ha costituito l'occasione per una rilettura dei dati numismatici riportati nel volumetto "I tre sepolcri santambrosiani scoperti nel gennaio 1864" di Luigi Biraghi, edito a Milano nel 1864. Il saggio ne ripercorre i riferimenti monetali, cercando di identificare, sulla base delle descrizioni e dei disegni talora allegati, le monete effettivamente rinvenute, e proponendo anche una ricostruzione dell'originale suddivisione degli esemplari fra il sepolcro di Gervasio e Protasio e quello di Ambrogio
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