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    Introduzione

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    Energia di comunità. Una ricognizione critica della letteratura

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    Dopo la grande stagione delle mobilitazioni ecologiste, sviluppatesi tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, l’inclusione della problematica ecologica nei programmi di governo e delle politiche pubbliche aveva implicato una graduale istituzionalizzazione almeno delle grandi organizzazioni ambientaliste.Si è tuttavia aperta una nuova stagione movimentista, caratterizzata da forme di mobilitazione che non si indirizzano più esclusivamente alla ribalta politica ma guardano anche al mercato e alla vita quotidiana. Sono presenti forme d’azione che non utilizzano gli usuali repertori della protesta e non hanno come target lo stato e la sfera politica tradizionale, ma si concentrano sulle pratiche materiali e sulla vita quotidiana. Tra gli esempi più interessanti vi è quello delle comunità dell'energia.La letteratura sulla "community energy" è cresciuta rapidamente nel corso degli ultimi anni. Il saggio affronta il quesito se il corpus di conoscenza e riflessione accumulatosi sia giunto a sufficiente maturazione o si trovi invece tuttora in una fase emergente, offriendo spunti di riflessione basati su un’esplorazione della letteratura

    Energia e innovazione tra flussi globali e circuiti locali

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    La tematica energetica è di fortissima attualità e rilevanza sia per questioni antiche (sicurezza nazionale, sviluppo economico) sia per questioni più recenti come il cambiamento climatico. Gran parte delle emissioni che provocano il surriscaldamento del pianeta proven¬gono dalla combustione di fonti fossili. La transizione verso un uso più sostenibile dell’energia sta però segnando il passo. Ai buoni risultati ottenuti dall’industria si sommano crescenti consumi civili, in particolare nel settore dei trasporti. I fattori di rallentamento non sono tutti legati alla contingenza economica mondiale, ma riguardano anche fenomeni sociali e istituzionali. Il libro indaga a largo spettro questi fattori, includendo tavole dei flussi energetici per settore, la distribuzione dei consumi su scala urbana e regionale, i sistemi che mirano all’autosufficienza (comunità energetiche), i conflitti sulle centrali e le modalità giuridiche per regolarli. Ne esce un quadro con luci e ombre. Nonostante l’impegno di molte agenzie e la disponibilità di nuovi pacchetti tecnologici, vi è tuttora una insufficiente consapevolezza del cambiamento climatico, dell’importanza delle nuove fonti di energia, in primis quella solare, e degli effetti re-distributivi su ricchezza e consumi. Una transizione più rapida avverrà quando questione energetica e coesione sociale saranno contemperate in una prassi ecologica integrata

    A different kind of emancipation? From lifestyle to form-of-life

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    The modern outlook on emancipation has made its quest inseparable from a quest for endless enhancement, based on an ever-more intensive exploitation of the biophysical world. This accounts for how unsustainable ways of living are reiterated worldwide, in spite of evidence of their deleterious effects. The underpinnings of unsustainability, and a major impediment to conceiving alternatives, come from an account of the human as ontologically indeterminate, crushed on doing, both vulnerable and powerful towards the world. The impasse of such ambivalence hampers social theory critique, from posthumanist ontologies to the case for degrowth and lifestyle politics. The article outlines a different take on emancipation. An account is provided of form-of-life as a doing tailored to being – not as a self-enclosed monad but as a result of the encounter between own ‘inclination’ and the world. This theoretical perspective discloses a research program on emergent mobilisations

    Cronopolitica dell'eccezione. Pandemia e tardo capitalismo

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    The debate over the Sars-CoV-2 pandemic developed in the early months of 2020 set a contrast between those claiming the emergency measures to be extraordinary but justified and legally grounded and those who inscribed them in a process of normalization of the state of exception. After noting shortcomings of both positions, the paper argues that the state of exception that is being imposed is based on a peculiar ontology and anticipatory politics. The first, contrary to what is assumed by plenty of social theory, builds not on the affirmation but on a denial of the distinction between nature and society; the second relies on a temporal structure that is no longer the linear one typical of modernity, but is rather akin to Pauline messianism. To understand today’s dynamics of domination and assess the social forces opposing them, an accurate analysis of the politics of time established by late capitalism is indispensable

    Energia e innovazione tra flussi globali e circuiti locali

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    La tematica energetica è di fortissima attualità e rilevanza sia per questioni antiche (sicurezza nazionale, sviluppo economico) sia per questioni più recenti come il cambiamento climatico. Gran parte delle emissioni che provocano il surriscaldamento del pianeta provengono dalla combustione di fonti fossili. La transizione verso un uso più sostenibile dell’energia sta però segnando il passo. Ai buoni risultati ottenuti dall’industria si sommano crescenti consumi civili, in particolare nel settore dei trasporti. I fattori di rallentamento non sono tutti legati alla contingenza economica mondiale, ma riguardano anche fenomeni sociali e istituzionali. Il libro indaga a largo spettro questi fattori, includendo tavole dei flussi energetici per settore, la distribuzione dei consumi su scala urbana e regionale, i sistemi che mirano all’autosufficienza (comunità energetiche), i conflitti sulle centrali e le modalità giuridiche per regolarli. Ne esce un quadro con luci e ombre. Nonostante l’impegno di molte agenzie e la disponibilità di nuovi pacchetti tecnologici, vi è tuttora una insufficiente consapevolezza del cambiamento climatico, dell’importanza delle nuove fonti di energia, in primis quella solare, e degli effetti re-distributivi su ricchezza e consumi. Una transizione più rapida avverrà quando questione energetica e coesione sociale saranno contemperate in una prassi ecologica integrata

    Dilemmi della democrazia nel Participatory Technology Assessment

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    L’articolo discute alcune implicazioni dell’incertezza radicale, caratteristica di numerose questioni ambientali e tecnologiche, con riferimento particolare all’Unione Europea. L’espressione Participatory Technology Assessment (Pta) viene usata a proposito di una varietà di modelli e esperienze di policy analysis e policy-making, fioriti di recente e volti a rendere maggiormente democratica la gestione della scienza e della tecnologia. Parte di un più ampio processo di cambiamento istituzionale, tali modelli e esperienze possono essere raggruppati in due tipi principali. Il primo coinvolge comuni cittadini e intende mettere a fuoco un’opinione pubblica. L’altro si rivolge a gruppi e organizzazioni, e mira non solo a una mediazione tra interessi ma anche alla valorizzazione di specifici saperi e conoscenze. L’incertezza radicale rende «intrattabili» molte questioni ambientali e tecnologiche, e mette in questione anche gli approcci sviluppati nell’ambito del Pta. Le sue implicazioni vengono esplorate da tre punti di vista concettuali fortemente connessi: «scienza nuova», «democrazia deliberativa» e «governance». Si cercherà di mostrare che l’incertezza radicale obbliga a un ripensamento degli obiettivi della deliberazione pubblica, e conseguentemente del rapporto tra Pta di opinione e di posizione. Quando fatti e valori si sovrappongono, o sono profondamente controversi, la possibilità di intesa tende a restringersi a soluzioni «locali», contestuali, basate sulle diverse comprensioni posizionali dei problemi sul tappeto. Cercare di coagulare un’opinione pubblica può rivelarsi, in questo senso, ingannevole. Al tempo stesso, l’incertezza radicale influenza la definizione degli interessi, che può dipendere in misura significativa da una determinazione «inclusiva» e congiunta dei termini di una questione. Questa visione della deliberazione pubblica pare coerente con la recente elaborazione del concetto di governance, quale si riscontra a livello scientifico e nei documenti prodotti dall’UE. Ma la tendenziale frammentazione che ne deriva può ridurre efficacia e legittimità delle politiche. E’ dubbio che il tentativo di gestire la frammentazione dall’alto, come viene in genere suggerito, possa avere successo. Si tratta piuttosto di capire come sviluppare arene deliberative che, sia pure collocate a livello di reti e affinità «locali» o contingenti, rimangano aperte a ciò che è Altro: altri contesti, altre definizioni dei problemi, altre preoccupazioni

    Commodifying the planet? Beyond the economy of ecosystem services

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    The idea of pricing nature for saving it has gained major traction with the rise of carbon trading and the economy of ecosystem services. However, this has not corresponded to significant effects on climate change, biodiversity loss and other ecological challenges. Is this because nature has not been marketized enough, or because of a fundamental flaw in its commodification? To answer, the paper elaborates on valuation, the underlying moral economy of work and the relationship between work and energy established during industrialization. The result is a fully plastic compound, at once material and abstract, natural and social, hence amenable to a single metric. Ecosystem services even question the alleged need for capital of a moveable frontier of commodification, everything resulting already a commodity. Yet, radical incompleteness of information and incommensurability of values makes their success self-defeating. Acknowledging this leads to reframing criteria of efficiency, pointing to a new grammar of goals, values and relations among people and with things

    Emergenze ambientali e politica del tempo

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    The paper deals with the issue of environmental emergencies from the vantage point of the politics of time – the way of governing the future by anticipating it in the present. The notion of emergency is addressed first, followed by the specific understanding of environmental emergencies characterizing late modernity. Different anticipatory approaches are subsequently discussed, the attention focusing especially on preparedness, as characterised by significant peculiarities amenable to different interpretations
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