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Penne di piombo : il giornalismo d'assalto di Carmine Pecorelli
L'elaborato presenta uno studio approfondito su una selezionata serie di articoli di"Osservatore Politico- Op", riportando parti di scritti originali. Il lavoro si concentra sulle riflessioni giornalistiche di Pecorelli nei confronti di Michele Sindona, sulla campagna denigratoria verso il Presidente Giovanni Leone, sulla massoneria italiana, sulla nascita della Loggia Propaganda Due e sul caso Moro.open39.042La tesi è conservata presso il Nuovo Archivio di Legnaro. Per la consultazione presso la Biblioteca di Storia inviare una e-mail di richiesta con i dati del documento a [email protected]
Spazi liberati in città: i centri sociali. Storie di resistenze costruttive tra autonomia e solidarietà.
Questo articolo ha l’obiettivo di presentare alcuni tra gli spunti teorici emersi recentemente nella geografia critica anglosassone “autonomous geographies” al fine di portare alla luce tematiche con cui la ricerca geografica internazionale si sta confrontando. In particolare, la geografia critica e attivista guarda con crescente interesse la creazione di spazi urbani radicali come i Centri Sociali, spesso demonizzati dalle rappresentazioni mass mediatiche, in cui i movimenti sociali hanno sviluppato forme di “resistenza costruttiva”. Queste pratiche intese come esperienze sociali e politiche anti capitaliste, criticano il modello neoliberista ma allo stesso tempo propongono alternative ispirate dal desiderio di creare spazi collettivi, autonomi, autogestiti, solidali, alternativi, radicali, ribelli e liberi dalla logica del profitto. Come esempio che incarna il modello dello spazio liberato nella città l’articolo descrive il caso del centro sociale milanese Casaloca in cui i principi di autonomia e di solidarietà sono spazialmente contestualizzati e quotidianamente tradotti nelle pratiche di attivismo radicale nei progetti quali: la locanda per studenti universitari, la cucina popolare autogestita per la pausa pranzo, lo sportello gratuito di assistenza legale ai migranti, il progetto di commercio solidale Café Rebelde Zapatista
Nuove geografie della genitorialità: i padri 2.0
NEW GEOGRAPHIES OF PARENTHOOD: FATHERS 2.0
During the last decade contemporary mothers and fathers have been relying on websites, blogs and fora to look for those information on the parenting world which are not always receiving satisfactory answers by pediatricians, schools and childhood experts. At the same time parents have contributed to shape ‘digital parenthood’, a recent western society phenomenon, comprising a number of digital spaces where narrating contemporary parenting experiences, dilemmas and tips can be voiced on the issues of raising children and overcoming or supporting stereotypes and myths on being a parent. In the Italian social media scenario, mum bloggers are an established presence within the web community. However, digital dads are also becoming more and more trendy as explored in this work based on three case studies where discourses and representations on contemporary fatherhood are celebrated and reproduced in the age of new media
El nost Milan: il rap dei ‘nuovi italiani’, tra riappropriazioni urbane e rivendicazioni identitarie
Fin dai suoi esordi, la cultura hip-hop è stata attraversata da una forte connotazione in senso spaziale, che ne ha variamente contraddistinto i diversi elementi. La città post-industriale, specie lungo i suoi margini e nei suoi interstizi, rappresenta infatti un sito cruciale a partire dal quale la storia ma, soprattutto, la geografia del rap sono andate col tempo costruendosi. Obiettivo di questo articolo è di riflettere criticamente sulla relazione fra rap e spazi urbani in Italia alla luce delle complesse costruzioni culturali, sociali e politiche che la sottendono, con particolare riferimento a due rapper milanesi della cosiddetta generazione dei nuovi italiani, Zanko e Ghali. Le forme di resistenza vernacolare veicolate da precise scelte linguistiche, l’immagine della città trasmessa attraverso videoclip e social media, i riferimenti geografici disseminati nelle canzoni e nelle performance sono solo alcuni dei terreni su cui la nostra ricognizione verrà condotta
Cartografie Radicali. Attivismo, esplorazioni artistiche, geofiction di Lorenza Pignatti
“Cartografie Radicali: Attivismo, Esplorazioni Artistiche, Geofiction” è un saggio scritto da Lorenza Pignatti, critica di arte e docente di Fenomenologia dell’arte contemporanea che presenta, in poco più di 200 pagine, «esplorazioni indisciplinate e curiosità errante alla ricerca di un approdo nello studio della cartografia (...)» (p. 7). Il volume, edito da Meltemi per la collana Estetica e culture visuali, si interroga su quale sia lo spazio della creazione artistica al tempo della geolocalizzazione. L’autrice che nutre un interesse per la cultura visuale, apre un dialogo con le discipline di ambito geografico, artistico e umanistico per capire come la rivoluzione tecnologica digitale, dal terzo millennio in poi, abbia permesso a collettivi ed artisti di realizzare performance e installazioni che hanno nutrito la New Media Art e la Net Art. In particolare, grazie alla cartografia “radicale”, l'autrice sceglie una lente attraverso cui esplorare le implicazioni culturali e artistiche dell'ampio utilizzo di dati geospaziali nella vita quotidiana. I riferimenti teorici e metodologici di respiro geografico che costellano le pagine del libro, sono molto generali e provano ad imbastire una cornice epistemologica, per non addetti ai lavori, al fine di contestualizzare i tanti esempi descritti nelle pagine a seguire
(2006) A summit without anti-summit, hegemony without dissent. Counter-insurgent strategies developed on the 2005 G8 summit in Gleneagles
Diventare grandi come il mare. Esperienze didattiche tra Ocean citizenship e Ocean literacy
Il mare ricopre oltre due terzi della superficie terrestre e svolge un ruolo fondamentale per la vita umana nel pianeta, ma soffre una grave crisi ambientale. A partire da queste considerazioni l’ONU ha proclamato il periodo che andrà dal 2021 al 2030 “Decade Internazionale delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile”, un periodo in cui si dovranno acuire gli sforzi di conoscenza di questa vasta porzione di spazio, in cui studiosi di tutte le discipline si impegneranno a studiarne le caratteristiche e la vita che ospita e a condividere i risultati delle loro ricerche. Accanto a quest’opera sarà fondamentale avvicinare al mare le persone da un punto di vista affettivo perché si desidera conoscere ciò che si ama e si ama, e dunque si protegge, ciò che si conosce. Il presente volume parte da quest’ultimo intento, in particolare rivolgendosi agli insegnanti e ai futuri insegnanti, soprattutto della scuola dell’infanzia e primaria, affinché possano aiutare i loro alunni ad conoscere e ad amare il mare, uno spazio di cui la scuola si è occupata poco e male.
Il volume è diviso in due parti, nella prima alcuni contributi giustificano da un punto di vista teorico la necessità di insegnare il mare, nella seconda sono illustrate una serie di attività esempio di attività didattiche efficaci e coinvolgenti
La montagna come “territorio fragile”: quale sostenibilità per i territori interessati dalle Olimpiadi Milano-Cortina 2026? Il caso di studio di Cortina d’Ampezzo
The study presents the preliminary results of a broader research work on the
hyper-tourist mountain as a fragile territory to critically reflect on sustainability pro posals in view of the 2026 Milan-Cortina Olympics. The development and relaunch
policies of tourist destinations include mega-Olympic events that produce territory
through processes of re-territorialisation and de-territorialisation (Dansero, Mela
2007), reifying areas already under environmental, social and economic pressure. The
Olympic space overlaps with the territory of the host city and shares places, structures
and functions while redefining its position and meaning in local strategies (Dansero
2002). This is the case of Livigno, Bormio, Cortina, Predazzo and Tesero, chosen to
be host resorts for the 2026 Winter Olympics and established national and interna tional destinations for seasonal tourism. The present analysis, dedicated to the Cortina
cluster, moves within a well-established theoretical framework that includes the fragil ity of ordinary mountains (Ferrario, Marzo 2021; Varotto 2020; CIPRA 2020; Società
dei Territorialisti/e 2019; Dematteis 2018, 2006; Meini 2018) and the impact of mega
Olympic events between conflict and territorial transformations Dansero et al. 2015;
Bolocan Goldstein, Dansero, Loda 2014; Dansero, Puttilli 2010; Bondonio et al. 2007;
Dansero et al. 2006; Dansero, Segre 2002a). The data collected through field research,
participatory observation, semi-structured interviews with key actors and a question naire administered to members of the local community – starting from the guidelines
and narratives accompanying the Milan-Cortina 2026 Olympic Theater Cluster Dossier
– complete the mapping of the actions undertaken and planned, their impact on the
territory, the legacy and the territories’ demands through forms of protest
Scavenger receptor class B type I: a multifunctional receptor
The scavenger receptor class B type I (SR-B1) plays an important role in meditating the uptake of HDL-derived cholesterol and cholesteryl ester in the liver and steroidogenic tissues. In addition to being ubiquitous, SR-B1 is a high-density lipoprotein (HDL) receptor in many tissues, though the mechanism by which SR-B1 does this is unclear. Other than its role as an HDL receptor, SR-B1 is also involved in pathogen recognition; its expression can be modulated by lipopolysaccharide and oxidative stress; and it plays a significant role in the uptake of lipid soluble vitamins, such as vitamin E and carotenoids. In this short review, we have summarized the biological aspects to which SR-B1 has been thus far associated
Cervical cancer staging
The "International Classification of the Stages of Carcinoma of the Uterine Cervix" dates back to 1950; since then, seven changes have been made to the staging system for cervical cancer (almost all were made to Stage I), the most recent being in 1995. The FIGO system of classification of cervical cancer is originally based on the results of clinical examination, essentially of the anatomical extent of disease, and is determined at the time of primary diagnosis. Only if the rules for clinical staging are strictly observed is it possible to compare results using different modalities of treatment. Cervical cancer remains a clinically staged malignancy according to the FIGO staging system. Surgical-pathologic staging would not be feasible for advanced-stage disease or in early-stage patients treated primarily with radiation, especially in nations that do not routinely offer surgical extirpation due to different or limited health care resources. However, surgical and pathological data are important for precise analysis of survival and prognostic risk factors
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