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    Pacta pacis causa. Alcune considerazioni filosofico-giuridiche su diritto e negozialità in margine alla figura di Pietro Patrizio

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    Il saggio, introduttivo alle Storie di Pietro Patrizio, riflette sulla figura del giurista, che fu celebre diplomatico e negoziatore in epoca giustinianea, ponendo al centro della riflessione il rapporto fra il diritto (nel suo rapporto anche con le virtutes classiche della prudentia, eloquentia, aequitas) e l'attività diretta a intavolare un dialogo e stipulare un accordo di pace. Proiettandosi anche su chiavi di lettura contemporanee, tipiche dei paradigmi di conflict resolution e conflict transformation, la seconda parte dello scritto analizza due negoziati condotti da Pietro (uno, fallito, per la liberazione della regina Amalasunta, figlia di Teodorico, l'altro, riuscito, volto a stipulare con il re persiano Cosroe un trattato di pace), cercando di comprendere quali elementi ne abbiano condizionato l'esito. Lo sguardo è quello filosofico-giuridico e della metodologia della mediazione, riportato all'interno di un circoscritto capitolo di una ideale "historia pacis"

    Patrizio Domenicucci dialoga con Asinio Pollione

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    Intervista immaginaria a C. Asinio Pollion

    La villa del Casale a Piazza Armerina. Problemi, saggi stratigrafici ed altre ricerche

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    Ampolo Carmine, Carandini Andrea, Pucci Giuseppe, Pensabene Patrizio. La villa del Casale a Piazza Armerina. Problemi, saggi stratigrafici ed altre ricerche. In: Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité, tome 83, n°1. 1971. pp. 141-281

    Zum Ausdruck von Zukünftigkeit und Vision der Zukunft in Luthers Reformationsschriften

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    Il presente contributo prende in esame le forme linguistiche preposte all’espressione di futurità nei tre testi ricordati come “gli scritti riformatori” di Lutero, poiché costituiscono i pilastri di quella che diverrà successivamente la Riforma protestante. Per futurità si intende l’espressione di un momento posteriore rispetto a quello dell’enunciazione. Questo lavoro consta di due parti: la prima, teorica, mira a descrivere l’inventario delle forme linguistiche tipiche del tedesco a livello diacronico per veicolare futurità, in particolare quelle utilizzate al tempo di Lutero, nel periodo dell’alto tedesco protomoderno (Frühneu - hochdeutsch). La seconda parte, empirica, analizza la funzione semantica che le varie forme di futurità svolgono al fine di veicolare la prospettiva politico-religiosa di Lutero. Nello specifico, l’analisi sarà focalizzata sul futuro perifrastico werden con infinito nel trattato An den christlichen Adel deutscher Nation von des christlichen Standes Besserung (1520), che presenta il numero più elevato di occorrenze di tale forma perifrastica. Alcune riflessioni sull’utilizzo di tale perifrasi come stilema del linguaggio politico-religioso di Lutero concludono il lavoro

    Il Purgatorio di San Patrizio

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    Vient de paraître : Il Purgatorio di San Patrizio. Documenti letterari e testimonianze di pellegrinaggio (secc. XII-XVI) A cura di Giovanni Paolo Maggioni, Roberto Tinti e Paolo Taviani, SISMEL Edizioni del Galluzzo, coll. Quaderni di Hagiographica, 13, 2018, CLXXII-571 p. Secondo quanto testimonia un’ampia tradizione medievale, il Purgatorio di san Patrizio è quel luogo – le cui tracce si ritrovano fin nella moderna letteratura europea, dal Volksbuch Fortunatus a Calderón de la Barca e a Ge..

    L’impatto della pandemia sui comportamenti a rischio dei giovani: le challenge rischiose / Patrizio Pastore - (2022). (Intervento presentato al convegno Ecologie quotidiane: valori, pratiche, media. Convegno di metà mandato della Sezione PIC dell’AIS tenutosi a Rome, Italy.

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    La proposta di intervento si inserisce nel panel Digital safety e competenze digitali nei contesti scolastici e analizza le challenge rischiose che si sono verificate nel periodo di massima diffusione della pandemia da Covid19 (dal 1° gennaio 2020 - 31 gennaio 2021) osservando l’impatto che la stessa e le relative restrizioni alla libertà individuale hanno avuto sulla loro diffusione. Nello specifico l’intervento si focalizza sulla relazione tra la partecipazione alle challenge a rischio da parte di giovani ed il lockdown nell’ipotesi che l’adesione ad esse si sia accentuata durante il periodo analizzato, poiché connessa sia al bisogno dei partecipanti di compensare il particolare vissuto personale, durante l’epidemia, sia alla loro esigenza di superare la propria comforte zone, ossia i propri confini culturali, emotivi e fisici. Il tema della spazialità e dei confini fisici imposti dal lockdown è inquadrato nell’ambito del concetto di risk taking (Lupton, 2004). L’esposizione dei giovani alle sfide rischiose può essere stata influenzata da fattori quali: l’isolamento dovuto al distanziamento fisico; l’uso continuativo delle tecnologie digitali e della rete; la sostituzione pressoché totale dello spazio sociale/interpersonale reale con quello virtualizzato; l’aumento dell’uso/consumo del web e delle piattaforme social come attività compensativa alla mancanza di relazione tra pari; la facile accessibilità alle social challenge in termini di reperibilità online; la partecipazione alle sfide spesso in assoluta assenza di competenze psicofisiche, specialistiche e/o tecniche per prenderne parte ed eseguirle; l’emulazione dei comportamenti rischiosi e la loro ostentazione attraverso la pubblicazione di video come esigenza ad affermare la propria esistenza nel mondo a colpi di like e visualizzazioni. Questi fattori hanno spinto i partecipanti alle challenge a comportamenti narcisistici ed autolesionistici (Jamet, 1995; Ferraro, 2008) correlabili con l’ibridizzazione dello spazio di comunicazione e di interazione sociale creata dalla sovrapposizione della realtà con la sua virtualizzazione digitale. Lo sviluppo esperienziale delle nuove generazioni non ha più al centro la relazione interpersonale ma un suo surrogato: la relazione mediata da immagini. Reale/Virtuale - Interpersonale/Mediato sono un continuum variegato in cui le due tipologie di relazione si alternano e trasformano radicalmente la relazione interpersonale esautorando alcuni elementi determinanti per la formazione del Sé (Aldi et Al., 2021). La proposta prenderà come riferimento teorico concetti quali: sensation seeking quale ricerca di sensazioni con alti livelli di coinvolgimento a cui corrispondono bassa percezione e scarsa consapevolezza dei rischi connessi alle proprie azioni (Malagoli Togliatti, 2004); edgework quale insieme di attività che comportano una chiara e osservabile minaccia al benessere fisico, mentale o al senso di un’esistenza ordinaria. L’edgework rappresenta, quindi, uno strumento di ricerca del sé, di opportunità di self-improvement (Lyng, 1990) in un momento storico in cui il soggetto rifiuta la passività determinata dalla pandemia. Il Covid, in generale, e il lockdown, in particolare, hanno esposto i giovani ad un’esistenza ordinaria e povera di relazioni interpersonali; in questo contesto, il rischio è analizzato come un contributo sia alla costruzione di un’identità che sia riconosciuta dall’altro, sia all’autorealizzazione: al rischio e al suo fascino seduttivo è connesso al piacere (Lupton, 2002)

    Macro Indicators of Intangible Assets and Economic Policy

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    This chapter builds on the research performed by the team of the PRISM network headed by Patrizio Bianchi and co-ordinated by Sandrine Labory. The research showed that the intangible economy neither means that some new assets have suddenly appeared nor that a new buzzwords has been coined to be used in political rhetorics. Intangible assets have always existed but what is new is the increasing importance they have taken in recent years. The chapter shows two things. First, there are important intangible assets that have tended to be neglected, such as social capital. Second, there are important complementarities between assets that have to be taken into account in order to formulate adequate policies

    Towards an observer-oriented theory of shape comparison

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    In this position paper we suggest a possible metric approach to shape comparison that is based on a mathematical formalization of the concept of observer, seen as a collection of suitable operators acting on a metric space of functions. These functions represent the set of data that are accessible to the observer, while the operators describe the way the observer elaborates the data and enclose the invariance that he/she associates with them. We expose this model and illustrate some theoretical reasons that justify its possible use for shape comparison
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