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La tradizione manoscritta dei "Sermones" di Girolamo vescovo di Arezzo (1142-1175)
Contributo dedicato alla trasmissione medievale dei "Sermones Veteris ac Novi Testamenti" di Girolamo vescovo di Arezzo (sec. XII
Schola cordis. Indagini sul cuore medievale: letteratura, teologia, codicologia, scienza,
La Praefatio: testo, traduzione e alcune osservazioni
Il contributo si incentra su di una nuova edizione e sull'analisi linguistica e culturale della Praefatio presente nel Codex Brixianus.The contribution focuses on a new edition and on the linguistic and cultural analysis of the Praefatio present in the Codex Brixianus
Il codex Brixianus tra le Veteres Latinae. Alcuni aspetti della versione di Matteo
Il contributo è incentrato sul carattere testuale della versione latina dei Vangeli tramandata dal codex Brixianus, tradizionalmente classificato come testimone della Vetus Latina, opinione rivista da alcuni studiosi che lo hanno considerato vicino alla Vulgata, seppur con lezioni veterolatine. Quest'ultima tesi è qui discussa sulla base dell'analisi delle lezioni e del lessico del Vangelo di Matteo, alla luce sia della tradizione testuale greca, sia della nebulosa e complessa tradizione delle Veteres Latinae, nonché in considerazione dell'innegabile e già da tempo evidenziata vicinanza con il testo gotico, ribadendo così la sostanziale indipendenza della versione matteana dal testo di Girolamo. Si sottolinea inoltre come alcune delle più significative lectiones singulares conferiscano al testo del Brixianus un'espressività lievemente differente rispetto alla tradizione latina e greca. La perdita della maggior parte del testo gotico di Matteo non permette invece di stabilire il rapporto con tale versione.This essay focuses on the textual character of the Latin version of the Gospels according to the codex Brixianus, traditionally classified as a witness to the Vetus Latina, an opinion revised by some scholars who considered it close to the Vulgate, albeit with Old Latin lessons. This last thesis is discussed here on the basis of the analysis of the lessons and lexicon of the Gospel of Matthew, in the light of both the Greek textual tradition and the nebulous and complex tradition of the Veteres Latinae, as well as in consideration of the undeniable and already highlighted proximity with the Gothic text, thus reiterating the substantial independence of the Matthean version from Jerome's text. It is also underlined how some of the most significant lectiones singulares give the text of the Brixianus a slightly different expressiveness from the Latin and Greek tradition. However, the loss of most of Matthew's Gothic text does not allow us to establish its relationship with this version
Introduzione allo studio critico dei "Sermones de tempore" di Iacopo da Varazze
The author examines the homiletic production of James of Voragine, especially
the Sermones de tempore. The collection was published in the seventeenth
century by Rudolf Clut, but until today a study that examines the
entire manuscript tradition has been missing and this kind of information
is essential for the realization of a new critical edition
The article presents the results obtained by a first critical study, conducted
on eighteen manuscripts, selected on the basis of dating and origin
(Italy, Germany, France and Czech Republic). The results of the recensio
codicum reveal the existence of four families: a first Italian family (called alpha)
has a good text; a transalpine family (beta) is very corrupt; the family γ comprises
a text composed in an unknown scriptorium; finally the family delta has
an Eastern origin and is contaminated. This reconstruction presents interesting
points of contact with the manuscript tradition of James of Voragine’s
Sermones quadragesimales and Sermones de sanctis studied by Giovanni Paolo
Maggioni and shows that the transmission of these collections was probably
conveyed by the members of the Dominican Orde
Gerberto d’Aurillac e Tito Livio: interventi autografi nel ms. Bamberg, Staatsbibliothek Msc. Class. 35
The purpose of the article is to examine some marginal notes which accompany
the text of the Ab Urbe condita libri of the roman historian Livy, in the ms.
Bamberg, Staatsbibliothek, Msc. Class. 35 (containing the third Decas). According
to assumptions made by some scholars (as Hartmut Hoffmann, Birger Munk Olsen
and Marina Passalacqua etc.), the manuscript is belonged to Emperor Otto III and
to his magister Gerbert of Aurillac. The hand which has introduced in the Livian
text some corrections and annotations can be identified with that of Gerbert, who
was a fine collector and corrector of classical texts
Stadi redazionali nella tradizione manoscritta dell’Expositio psalmorum di Cassiodoro. Modalità di trasmissione e ricezione delle opere cassiodoree
L'articolo esamina la tradizione manoscritta dell'Exposizio psalmorum di Cassiodoro
Costantino di Fleury e Gerberto d’Aurillac: problematiche compositive e trasmissive del dossier Leiden VLQ 54
Per una nuova edizione degli Scritti di Chiara d'Assisi. Censimento e discussione della tradizione manoscritta
Il volume presenta i primi risultati di uno studio propedeutico all’edizione critica degli Scritti di Chiara d’Assisi: le "Epistole ad Agnetem", la "Forma vite", il "Testamentum" e la "Benedictio". Tra gli obiettivi del progetto, avviato nel 2020, figurano la valorizzazione dell’insieme delle testimonianze manoscritte clariane, sia quelle note da tempo sia quelle venute alla luce grazie al nuovo spoglio inventariale, e la ricostruzione
della circolazione e della ricezione degli Scritti di Chiara dal sec. XIII fino alla prima età moderna. Lo scarso numero di codici medievali noti nel secolo scorso è stato percepito per lungo tempo come una prova a sfavore dell’autenticità del corpus letterario della santa, in particolare del "Testamentum" e dell’epistolario, entrambi oggetto di un dibattito critico-storico mai del tutto sopito. Il nuovo censimento qui proposto permette di ridisegnare in modo più lucido e articolato la storia della fortuna degli Scritti clariani, in particolare della "Forma vite". L’insieme delle testimonianze di questo testo, con il suo
doppio canale di diffusione (documentario e librario), offre l’esempio di una tradizione davvero unica per modalità di trasmissione, ben lungi dall’essersi esaurita con l’originale di cancelleria, la "Solet annuere" di Innocenzo IV
Il «De orthographia» di Cassiodoro nella Gran Bretagna dei secoli X-XIV. L’edizione di Guglielmo di Malmesbury,
Studio dedicato all'edizione del "De orthographia" di Cassiodoro curata dal maestro inglese Guglielmo di Malmesbur
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