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Obbligo di vaccinazione e riparto di competenze legislative. Nota a Corte Cost. n. 5 del 2018
Il tema delle vaccinazioni è tornato al centro dell’attenzione negli ultimi anni, a seguito di un crescente dibattito nella società sulle conseguenze per la salute, soprattutto dei più piccoli. Come noto, anche sulla scia di slogan utilizzati da alcune forze politiche per contrastare, a loro dire, il ruolo delle multinazionali farmaceutiche, si è diffusa nell’opinione pubblica la convinzione – per vero, minoritaria – dell’esistenza di effetti dannosi delle vaccinazioni sulla salute umana. Tuttavia, si tratta di tesi prive di sostegno scientifico. La comunità medica, infatti, è da tempo impegnata a dimostrare l’importanza di ricorrere ad alcune tipologie di vaccinazioni, soprattutto a fini di profilassi su larga scala contro il diffondersi di epidemie dall’esito infausto per la salute
della popolazione. Lungo tale crinale si colloca il decreto legge n. 73 del 2017 (poi convertito con la legge n. 119 del 2017), con il quale è stato, tra l’altro, previsto l’obbligo di vaccinazione per gli studenti che frequentano i primi anni del ciclo scolastico. L’intervento normativo dello Stato è stato oggetto di impugnativa dinnanzi alla
Corte costituzionale da parte della Regione Veneto, ai sensi dell’art. 127 Cost. Il giudice delle leggi, con la sentenza in commento, ha rigettato il ricorso regionale, richiamando peraltro precedenti arresti in materia. Lo scritto, dopo un breve inquadramento del tema delle vaccinazioni obbligatorie, prende in esame la pronuncia della Corte, soprattutto con riguardo agli importanti profili attinenti al riparto costituzionale di competenze legislative tra lo Stato e le Regioni.In recent years, vaccination has, once again, sparked controversy stemming from a growing debate about its consequences on health, especially of children. Indeed, some give credit to the (scientifically unproven) opinion that vaccination negatively affects health. The controversy has not been limited to a cultural debate. The prevailing opinion and the official position of the relevant institutions is that there is no correlation between vaccination and harm to human health. However, given a recent decrease in the number of vaccinated people and minors, moral suasion has been trying to bring back a higher level of vaccination. Lastly, the government passed law decree 73/2017 in order to ensure a level of coverage sufficient to guarantee “the flock effect” by making vaccination mandatory for students in the first years of their education. The Veneto Region has challenged the law decree and subsequent law arguing, among others, the breach of regional competences. After a brief overview of some classical scholarly considerations, the author will discuss the position of the Veneto Region as argued before the Court, as well as the reasons the Court gives in its decision n. 5 of 2018 to dismiss the complaint
La costituzionalità dell’obbligo vaccinale all’interno del difficile equilibrio tra tutele e vincoli nello svolgimento dell’attività lavorativa
L’obbligo vaccinale, una questione antecedente alla pandemia da covid-19. Il dibattito che è scaturito a seguito delle vaccinazioni a tutela del virus covid-19 si inserisce all’interno di un periodo storico già interessato dalle contrapposizioni sui vaccini. Il tema delle vaccinazioni e del loro obbligo è tornato al centro dell’attenzione negli ultimi anni a seguito di un crescente dibattito mediatico sulla scia di slogan utilizzati da alcune forze politiche per contrastare, a loro dire, il ruolo delle multinazionali farmaceutiche. La comunità medica è da tempo impegnata a dimostrare l’importanza di ricorrere ad alcune tipologie di vaccinazioni, soprattutto a fini di profilassi su larga scala contro il diffondersi di epidemie dall’esito infausto per la salute della popolazione. Il legislatore è intervenuto in materia con il decreto legge n. 73 del 2017, poi convertito con la legge 31 luglio 2017, n. 119. Con questo sono state introdotte misure urgenti per garantire la prevenzione vaccinale su tutto il territorio nazionale, al fine di contenere e ridurre i rischi per la salute della popolazione.2 In quel caso l’occasione è stata data dalla necessità di una copertura vaccinale per i più giovani in età scolare. Difatti, si è stabilito l’obbligo di somministrazione di dodicivaccini,3 comerequisitoperl’iscrizioneallafrequenzadeicorsiscolastici
Regioni in piano di rientro ed emergenza Covid-19
L’emergenza sanitaria da Covid-19 sta imponendo al Sistema sanitario nazionale uno sfor- zo senza precedenti dalla sua istituzione nel 1978; in questi giorni le Regioni sono impe- gnate a fronteggiare il diffondersi dell’infezione con i mezzi e le risorse a disposizione di ogni sistema sanitario regionale. La situazione di emergenza non copre, ma fa risaltare le differenze organizzative preesistenti dei diversi sistemi sanitari regionali. Una particolare attenzione va rivolta a quelle Regioni con maggiori difficoltà strutturali, quelle cioè che
1 hanno sottoscritto negli anni un “Piano di rientro” .
Com’è noto, quando la Giunta regionale sottoscrive l’Accordo con lo Stato si trova in una condizione in cui il deficit finanziario2 non le permette di assumere decisioni che prescin- dano da una riorganizzazione della spesa al fine di garantire la corretta erogazione dei servizi sanitari ed il rispetto dei LEA; nell’ultimo quindicennio la sottoscrizione del Piano di rientro ha rappresentato una scelta obbligata per molte Regioni
[Autorecensione a:] A. Patanè, I Piani di rientro sanitari. Studio sul modello solidale di regionalismo in Italia, Pacini Editore, Pisa, 2021, pp. 1-320
The work gives an overview of the state of implementation of the legislation on health recovery plans in the Italian legal system. The working paper studies the legal issues of the repayment plans. The article reconstructs the evolution of the legislation. The article analyzes the legal problems of greatest interest: the reconstruction on the evolution of legislation and then the analysis of the issues of greatest interest. The study of this juridical institute allows us to understand the relevance of health recovery plans in the system of sources of law and in the relationship between the State and the Regions
Test prenatale non invasivo (NIPT) e Piano di rientro in materia sanitaria. Nota alla sentenza della Corte costituzionale n. 161 del 2022
La sentenza della Corte costituzionale n. 161 del 2022 è da collocare all’interno della giurisprudenza ormai ultradecennale sui Piani di rientro sanitari. Il motivo di interesse di questa pronuncia della Corte è da individuare nella previsione legislativa della Regione Puglia in materia di Test prenatale non invasivo (NIPT), della sua rilevanza rispetto al contenuto del Piano di rientro e del bilanciamento tra i diversi principi costituzionali.The sentence of the Constitutional Court n. 161 of 2022 refers to the health recovery plans. The article briefly traces the history of the jurisprudence of the Constitutional Court and then describes the characteristics of the sentence. The sentence 161 of 2022 is of interest because it judges on the unconstitutionality of the law of the Puglia region on non-invasive prenatal tests. This ruling must be read as another limitation to the autonomy of the Regions and, however, with interest in the legislation in general for health recovery plans
I Piani di rientro sanitari. Studio sul modello solidale di regionalismo in Italia
L’idea di un lavoro monografico sui Piani di rientro, ossia sul «programma operativo di riorganizzazione, di riqualificazione o di potenziamento del Servizio sanitario regionale, di durata non superiore al triennio», prende il via dalla constatazione del loro rilievo quale prisma attraverso cui osservare il modello solidale di regionalismo italiano.
L’istituto dei Piani di rientro, sottoscritto tra il Presidente della Regione interessata e i Ministri dell’Economia e della Salute in forza della legge, è stato introdotto con la l. 30 dicembre 2004 n. 311, come strumento di controllo della spesa, ma al tempo stesso quale garanzia dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e dell’equilibrio finanziario regionale. Dal 2007 sono stati poi sottoscritti gli Accordi con lo Stato, cui è seguita una significativa giurisprudenza costituzionale.
L’analisi dei Piani di rientro consente di addentrarsi in un percorso di ricerca assai fecondo, poiché conduce e obbliga a confrontarsi sia con i profili classici del diritto costituzionale, come il diritto alla salute e il suo carattere di diritto fondamentale, o il principio autonomistico, sia con alcuni aspetti più nuovi e inediti, come il peculiare atteggiarsi del rapporto fra garanzia dell’erogazione di servizi sanitari ed equilibrio della finanza regionale
La giurisprudenza avverso le Decisioni dell’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente in attuazione della delibera 188/2012/E/Com
Dalla lettura delle decisioni della giustizia amministrativa in merito alla funzione giustiziale si comprende come il tema dell’esercizio di ta- le funzione è strettamente legato ai principi costituzionali, potendo es- sere individuati in particolare profili che attengono agli articoli 24, 103, 111, 113, 125, Cost.1 La questione incrocia altresì il rapporto tra il diritto interno e quello dell’Unione europea, posto che l’attività svolta fa seguito all’aspirazione di creare un mercato comune all’interno dell’Unione2. Le modalità alternative di risoluzione delle controversie rispondono ad un’esigenza, sempre più impellente, di una risoluzioneveloce e certa delle contese3. Tuttavia, questo strumento pone la necessita di interrogarsi costantemente sul rapporto che sussiste con i principi costituzionali, affinché le citate esigenze non siano alla base di un mancato rispetto dell’impianto costituzionale in tema di tutela dei diritti. La riflessione sulla funzione giustiziale, pur essendo presente nel nostro ordinamento da diversi anni, ripropone oggi delle considerazioni nuove, anche con riferimento alla rinnovata necessità di ricorre- re a diverse e più celeri forme di risoluzione delle controversie vista, tra l’altro, la difficoltà, di superare la lentezza dei procedimenti giurisdizionali
I Piani di rientro sanitari. Studio sulle questioni costituzionali sottese all’applicazione dell’Accordo tra Stato e Regione per garantire la tutela della salute
L’idea di un lavoro monografico sui Piani di rientro, ossia sul «programma operativo di riorganizzazione, di riqualificazione o di potenziamento del Servizio sanitario regionale, di durata non superiore al triennio», prende il via dalla constatazione del loro rilievo quale prisma attraverso cui osservare il modello solidale di regionalismo italiano. L’istituto dei Piani di rientro, sottoscritto tra il Presidente della Regione interessata e i Ministri dell’Economia e della Salute in forza della legge, è stato introdotto con la l. 30 dicembre 2004 n. 311, come strumento di controllo della spesa, ma al tempo stesso quale garanzia dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e dell’equilibrio finanziario regionale. Dal 2007 sono stati poi sottoscritti gli Accordi con lo Stato, cui è seguita una significativa giurisprudenza costituzionale. L’analisi dei Piani di rientro consente di addentrarsi in un percorso di ricerca assai fecondo, poiché conduce e obbliga a confrontarsi sia con i profili classici del diritto costituzionale, come il diritto alla salute e il suo carattere di diritto fondamentale, o il principio autonomistico, sia con alcuni aspetti più nuovi e inediti, come il peculiare atteggiarsi del rapporto fra garanzia dell’erogazione di servizi sanitari ed equilibrio della finanza regionale
Il ruolo dei partiti politici nella dinamica costituzionale italiana: l’attualità del pensiero di Serio Galeotti
Il pensiero di Galeotti sui partiti politici e la sua rilevanza oggi non può essere sottovalutata, nonostante la diversità del quadro legislativo e politico che separa il momento attuale dalla riflessione dello studioso bergamasco.
Partendo dalla chiave di lettura di Galeotti è necessario leggere le disposizioni legislative sui partiti in stretta connessione con quelle in materia elettorale al fine di ricercare le possibili soluzioni con l`obiettivo di rafforzare il ruolo dei partiti nella vita costituzionale italiana contemporanea in un contesto che possa garantire la governabilità e un corretto equilibrio tra i poteri dello Stato. Dai primi scritti della fine degli anni ‘50 fino agli anni ‘90, Galeotti è stato attento studioso dei partiti e della stabilità dei partiti in chiave di maggioranza governativa.
Alla luce della sempre attuale volontà di modifica della Costituzione e della forma di governo, il suo contributo può essere ancora prezioso per uno sforzo nella ricerca di una regolamentazione interna ai partiti politici che ha avuto tanti spunti di riflessione in dottrina ma non ha mai trovato uno sviluppo legislativo
Il bilanciamento dei principi costituzionali nell’attività del Consiglio supremo di difesa in un’epoca di conflitti senza dichiarazioni di guerra
The essay is the result of a research activity that aims to analyze the activities of the Supreme Defense Council in the first seventyfive years of the Republic. In particular, the work addresses how the Council's activity has changed with respect to the change in international relations and the commitment of the Italian Armed Forces. The general theme is analyzed from the perspective of the sources of law. In particular, completely new situations were taken into consideration and the choices made by the Supreme Defense Council were analyzed. International crises such as, for example, the attack by the Russian Federation on Ukraine and the crisis in the Middle East lead to an in-depth study of the relationship between the Council, chaired by the Head of State, the Government and Parliament
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