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Il futuro della città
In questa pubblicazione è raccolto il testo del dialogo tenuto da Gabriele Pasqui e Carlo Sini alla Casa della Cultura di Milano l’11 dicembre 2019 nell’ambito del ciclo “Città Bene Comune – Conferenze” curato da Oriana Codispoti.
Il dialogo tra Gabriele Pasqui e Carlo Sini propone una riflessione su che cos’è la città oggi, sollecitandoci ad adottare una prospettiva che, partendo dal nostro punto di vista particolare e parziale, sia capace di guardare alla complessa varietà dei fenomeni urbani contemporanei.
“Città Bene Comune” è un ambito di dibattito sulla città, il territorio, il paesaggio e le relative culture progettuali, ideato e diretto da Renzo Riboldazzi e prodotto dalla Casa della Cultura di Milano in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano
The plain sense of things. Fotografie di Mauro Fontana, Testo di Gabriele Pasqui
Come può un paesaggio essere ‘incompiuto’? Come può uno sguardo inciampare? Come possiamo ‘cercare’, e forse ‘trovare’, il paesaggio laddove sembra che l’opera dell’uomo ci consegni solo un gesto interrotto, una slabbratura, una assenza di opera? Queste domande sorgono immediatamente alla mente osservando le bellissime fotografie di Mauro Fontana. Si tratta di scatti realizzati in Calabria, nell’area interna Grecanica, durante l’estate del 2020
In dialogo con Gabriele Pasqui
In questa intervista a Gabriele Pasqui, si ripercorre l’evoluzione del dottorato in Pianificazione e Politiche Pubbliche del Territorio all'Università Iuav di Venezia, a partire dalla sua esperienza negli anni ’90. Influenzato da Pierluigi Crosta, Pasqui adotta un approccio transdisciplinare che interpreta la pianificazione come pratica interattiva. La sua ricerca si concentra sulle trasformazioni urbane e sull’innovazione sociale. Riflette criticamente sui cambiamenti strutturali del dottorato, dalla libertà iniziale alla crescente formalizzazione e legame con progetti esterni
Per un'Agenda urbana "dalla parte delle cità"
L’Agenda urbana nazionale deve prendere le mosse dalle agende delle città: questa è la prospettiva e la proposta di fondo del secondo Rapporto di Urban@it. Solo così si potranno attuare le sollecitazioni dell’Agenda urbana per l’Unione europea (Pact of Amsterdam) e della New urban Agenda dell’Onu (Habitat III di Quito). Molte nostre città versano in una situazione di crisi strutturale, con il rischio di un’ulteriore divisione tra aree e regioni del paese. Ciò nonostante si stanno sperimentando politiche innovative sulla gestione dei fenomeni migratori, la rigenerazione urbana, la resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici, l’innovazione sociale come motore possibile di coesione. Ma, soprattutto nel Mezzogiorno, le sperimentazioni più interessanti non sono ancora in grado di incidere sulle agende urbane per ridefinire il modello di sviluppo, in una fase di drastica riduzione delle risorse per i governi locali e di crescita della fragilità dei territori. Nel giugno 2016 sono andate al voto alcune tra le maggiori città italiane, con un avvicendamento di maggioranze e l’affermazione di rilevanti novità politiche. In un contesto di forte movimento, il Rapporto propone una lettura delle agende urbane articolata su due piani. Nei «ritratti» dedicati a Torino, Milano, Venezia, Parma, Prato, Roma, Napoli e Matera – non solo città metropolitane, ma anche città medie e medio-grandi – vengono narrate e interpretate evoluzioni e prospettive, con la possibilità di trarne considerazioni di carattere generale. Inoltre, i capitoli dedicati a temi trasversali – le Agende transnazionali, il riassetto istituzionale dei governi locali, il welfare, le periferie e la rigenerazione urbana, le politiche per la resilienza e i fenomeni migratori – propongono una lettura dei processi di trasformazione che ridefiniscono la cornice stessa dell’azione di governo, sfidando la capacità innovativa delle città
TORINO, Verso la strategia territoriale metropolitana
La ricerca costituisce un documento strategico e metodologico che individua le linee guida e fornisce alcuni elementi distintivi locali per avviare il percorso di elaborazione della strategia territoriale di medio-lungo periodo per l’area metropolitana torinese. Il lavoro è stato elaborato da un gruppo di ricerca coordinato da Gabriele Pasqui del DAStU del Politecnico di Milano e da Claudio Calvaresi dell’IRS ed è stato realizzato grazie al contributo del progetto europeo CityRegions, di cui l’Associazione è partner insieme alla Città di Torino
Tra Corvetto e Porto di Mare. Del buon uso di un progetto teatrale nel paesaggio urbano
Esito del progetto Europeo Unlock The City! guidato dal Piccolo Teatro di Milano /Teatro d'Europa in partnership con il DASTU del Politecnico di Milano e altre istituzioni teatrali e accademiche europee, "Limited Edition" è un’esplorazione culturale in cui teatro, architettura e urbanistica si fondono per creare una nuova visione della città e della drammaturgia. Quelle di Davide Carnevali sono narrazioni site-specific, storie che nascono e vivono in simbiosi con l’ambiente, e che indagano i luoghi attraverso la vita e i racconti di chi li abita. In queste pagine, Milano si trasforma in un palcoscenico in cui il lettore viene coinvolto in un esercizio immaginativo che lo conduce indietro nel tempo, a quando si progettava di «portare il mare» in città, proprio lì dove ora c’è il parco di Porto di Mare, nel quartiere Corvetto. Ispirandosi alle opere di Georges Perec, questo racconto-gioco svela i meccanismi nascosti della scrittura e trasforma gli spazi urbani in simboli di utopie fallite e possibilità rinnovate, in cui anche lo scarto diventa importante quanto il monumento. Ecco quindi che, se ogni luogo nelle sue specificità è unico, ogni operazione drammaturgica diventa un’«edizione limitata», irripetibile e non replicabile: un’occasione per interrogarsi sul concetto stesso di limite come spazio di integrazione tra campagna e città, tra naturale e artificiale. Per ripensare le nostre città, per immaginare nuovi futuri per loro e per noi. La prefazione di Antonio Longo e Gabriele Pasqui contestualizza il lavoro artistico di Carnevali nel progetto Europeo e nella specifica situazione del quartiere Corvetto e della città di Milano
Luoghi milanesi: un racconto fotografico
Le fotografie raccolte nel saggio fotografico, che accompagna gli scritti di Gabriele Pasqui, compongono una narrazione a più voci su Milano: un racconto costruito a partire da una selezione di luoghi che intercettano l’esito di trasformazioni già completate accanto a quelle tuttora in corso e a quelle future, rivelando alcuni degli usi e delle pratiche che quotidianamente trovano spazio al loro interno
“Indagare le pratiche: come e perché”
il saggio esplora questioni di natura metodologica rispetto alla descrizione e osservazione dei processi di trasformazione delle pratiche quotidiane, in particolare nell'uso e trasformazione degli spazi urbani
Futuri anteriori: il tempo del progetto
In its "futural" use, the future perfect represents the past of the future. In the architectural and urban project, which imagines the future of cities and territories, a future perfect is always at stake: there is past in the future, there is future in the past. The project of a spatial transformation, always happening as a rupture in the temporal continuum, doesn't deploy an homogeneous and linear time, but rather a bundle of temporalities working according to different paces. In such a perspective the project has less to be meant as an image of a future state of the world, rather than an action orientation. The project can become an opening and a “social experimentation”, beyond the strictly technical and bureaucratic rationale, but also beyond the practice and market boundaries
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