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    L’edificio e la città. Storia e trasformazioni

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    L’edificio della Residenza d’Italia a Tirana. Storia e restaur

    Architettura moderna italiana per le città d’Albania. Modelli e interpretazioni / Arkitektura Moderne Italiane per qytetet e Shqiperise. Modele dhe interpretime

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    Il volume documenta gli esiti di uno studio condotto dall’autrice nel Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria Civile e dell’Architettura del Politecnico di Bari, sulla conoscenza, valorizzazione e recupero dell’architettura e città del Novecento in Albania. E’ un periodo in cui questo Paese fu interessato da un grande piano di opere civili alle scale territoriale, urbana e architettonica, gestite e realizzate da architetti e ingegneri italiani, e divenne un produttivo terreno di verifica delle teorie urbane e dei linguaggi architettonici elaborati in quegli anni in Italia in seno alla cosiddetta “altra modernità”. Questa operazione, benché storicamente controversa, ha lasciato sul territorio un patrimonio di significativo valore architettonico, storico e civile per entrambi i paesi, spesso in condizioni critiche, che attende di essere compreso e valorizzato. La monografia è stata redatta da tre autori, di cui uno albanese e comprende alcuni contributi esterni, ma nasce da un progetto unitario e da un lavoro condiviso negli anni. Il volume si articola in tre sezioni. Una prima parte comprende alcuni saggi critici che affrontano l’analisi storico-documentaria dei piani per le città albanesi disegnati da architetti italiani e lo studio degli edifici costruiti tra il 1925 e il 1944 a Tirana. La scrivente indaga in particolare l’opera dell’Ufficio Centrale per l’Edilizia e l’Urbanistica nella costruzione della Tirana moderna, nella convinzione che lo studio del processo formativo di queste città ri-fondate nel Novecento debba costituire il necessario affiancamento all’ingente attività edilizia che ne sta trasformando le aree centrali e periferiche. Una seconda parte, di carattere più tassonomico, raccoglie schede sintetiche degli edifici sull’Asse Monumentale progettati da architetti italiani tra gli anni ’20 e ’30 (Brasini, Morpurgo , Di Fausto, Bosio, etc.), a costituire una piccola guida per discernere il contributo degli italiani nel palinsesto disordinato della città contemporanea e il carattere impresso a questa parte urbana, tuttora leggibile. La terza parte ha una valenza di ricerca applicata e si apre con alcune riflessioni dell’autrice sulla condizione contemporanea di Tirana, cercando di leggere nelle maglie della destrutturazione la continuità e le trasformazioni dell’eredità ottomana e moderna. Segue poi la rielaborazione dello studio di alcuni edifici monumentali posti sull’Asse (Circolo Skanderbeg, Hotel Dajti, Palazzo della Luogotenenza), affrontato in alcuni Laboratori di laurea coordinati dalla scrivente, attraverso una ricerca documentaria presso l’AQTN (Archivio delle Costruzioni di Tirana), rilievi diretti, analisi critiche e proposte progettuali. Da una parte ci si è concentrati sulla ricerca di un possibile modello di sviluppo in continuità con i caratteri identitari di questa complessa realtà urbana, con l’obiettivo di reinterpretare quella “misura italiana” che ha contribuito a creare il volto di questa capitale nel Novecento. Dall’altra parte si è rivolta una particolare attenzione all’individuazione di principi per la riqualificazione e l’ampliamento di questi edifici e di metodi operativi per il loro recupero funzionale. Le ipotesi progettuali si fondano sulla convinzione che questo grande impianto urbano, benché compromesso con le edificazioni degli anni ’80-’90, conserva comunque una potenzialità tale da relazionare le scale architettonica, urbana e territoriale. La sua unità può essere riconquistata attraverso la riorganizzazione degli spazi aperti tra gli edifici. I progetti alla scala architettonica sondano come non solo il ridisegno del verde, ma anche la modellazione del suolo e l’attacco a terra degli edifici (il tema del basamento caratterizzante l’architettura di quegli anni: dal podio di piazza del Littorio allo scavo di piazza Skanderbeg) possano rafforzare la continuità dell’asse alla scala della percezione umana

    Diatopic Comparison of the Ottoman House in Balkan Area

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    The spread of the Ottoman house takes place during the decline of the Ottoman Empire, strongly subjugated by Western influence. This means long cohesion of local types with Ottoman until the total sharing and housing culture identification that took place definitively in the XIX century in all countries of the Balkan Peninsula. Therefore, the types analyzed are examples of the nineteenth century, located in Albania, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Greece, Bulgaria, Serbia and Bosnia and Herzegovina. The analysis of these houses, so far apart geographically and at the same time so near compositional, was carried out in accordance to a factorization method of the architectural organism according to tectonics stratification, which follows the spatial and functional study. The breakdown in horizontal layers allows us to study both, the constructive aspect, also the spatiality and functionality of the house, dealing with the issue of vertical connections and the language of the facade. The categories chosen for the comparison are those that represent the distinctive characters of the Ottoman house i.e. the centrality of the garden, the plasticity of the base (introvert) vs the analytical composition of the first floor (extrovert), the room as compositional form, rhythm, and full report - empty of the extroverted facade on the street and at the end, the large roof that unifies and reflects the hipped composition on the top floor in the conformation of its multiple pitched. The objective of the comparison is to verify the homogeneity of characters inhabited in geographic – cultural space of the Balkans and at the same time understand the conservation of native elements

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    La Regola di Gherardo Bosio

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    Dalla scala urbana della città alla scala architettonica fino a quella dei particolari architettonici degli interni e degli arredi il fiorentino Gherardo Bosio, nella sua continua ricerca dello sviluppo del "progetto totale" elabora, sia per il piano regolatore di Tirana che per il piano particolareggiato del Viale dell'Impero, una serie di regole progettuali chiare e precise che mettono in luce non solo la sua capacità organizzativa ma soprattuto la sua anima razionale.From the urban scale of the city to the architectural scale up to that of the architectural interior details and furnishings the Florentine Gherardo Bosio, in his continuous research of the development of the "total project" elaborates, both for the city plan of Tirana and for the master plan of the Empire Avenue, a series of clear and precise design rules that highlight not only its organizational capacity, but above all its rational soul
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